Frank Spada, pseudonimo, è nato a Udine. Svariati suoi racconti sono stati selezionati in concorsi e premi letterari, e sono pubblicati in varie antologie e online. Con la Robin Edizioni sta pubblicando la serie di romanzi che ha come protagonista Marlowe, il detective.

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20

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2013

Il Cannocchiale a rovescio 5

NewYork-2008 ©Frank-Spada
NewYork-2008 ©Frank-Spada

 

Niente di nuovo lungo strada.

431 Commenti

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2013

Il Cannocchiale a rovescio 4

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se i principi restano gli stessi – Liberté, Égalitè, Fraternité – le regole non cambiano. E non sarà l’immagine di un figurino con la testa fluttuante su una mano – omaggio graditissimo di Giorgio Camuffo – affiancato a una colonna aulica degna di un Maestro del design –, che ci allontanerà da Poche chiacchiere per sfarfallare altrove il panorama inquadrato dal ©annocchiale virtualmente rovesciato dall’autore con un’epigrafe iniziale: Non fu la morte che lo colse, bensì la vita facendogliela in barba.
Dunque, cari amici, da oggi si riparte affermando che se il gioco ingrossa, l’aldilà non vince. 

Commenti 238 - discussione conclusa

COMMENTI

 

Pronti alla chiamata!:)

scritto da Nick Parisi · 16 gennaio 2013, 12:17 · 

 

L’aldilà non vince… “ma c’è il futuro. Quello vero e di cui sono a conoscenza senza averne mai fatto tesoro, quello che t’impone gratis le sue scelte ed è ricco di sorprese da accettare tuo malgrado e proprio quando pensi che ti basterebbe quel che hai.” 

Brindiamo – lente agli occhi, cuore in mano – ad una quarta edizione che spiega le vele a ore tredici e ci porterà sempre lì, sull’isola che non c‘è e invece c’è.
Bando alle ciance, caro Frank, dica al compare di scostarsi da quella colonna, che ne cela il figurino, e farsi avanti anche lui.

scritto da Valentina Contarino · 16 gennaio 2013, 12:50 · 

 

Ecco, op dpvrei dire una cosa, ma siccome il canocchiale é a rovescio ocid al non:-)
Mandi

scritto da Jaio Furlanâr · 16 gennaio 2013, 13:57 · 

 

Buon nuovo inizio dunque e armiamoci di parole per resistere ai rigori dell’inverno e alle sconsideratezze che immobilizzano il nostro paese più del ghiaccio!

scritto da Carla · 16 gennaio 2013, 14:45 · 

 

Con questa nuova immagine di un uomo che c’è, non c’è, è lui, il compare , ci apprestiamo a ripartire galvanizzati da future sorprese, perché detta da lui….il paradiso può attendere.

scritto da loretta fusco · 16 gennaio 2013, 16:22 · 

 

Mi complimento per l’elegante immagine di Giorgio Camuffo che ben interpreta il carattere di Frank Spada.
Buon proseguimento.

scritto da Germana · 16 gennaio 2013, 16:32 · 

 

Frank, c’est magnifique!

scritto da marta · 16 gennaio 2013, 17:00 · 

 

Bellissima epigrafe! È vero, la vita è sorprendente, per questo abbiamo dei pensieri che ritornano!

scritto da Alex · 16 gennaio 2013, 18:12 · 

 

Et voilà, al quarto appuntamento, Frank ci fa sognare ancora!

scritto da madi · 16 gennaio 2013, 19:22 · 

 

Per il varo, cercando di restare in argomento…

PROSPETTIVE

La vita è meglio vista da lontano
perché a guardarla troppo da vicino
inceppiamo il percorso e, andando piano,
ritardiamo l’arrivo del mattino.

Sdraiata mollemente sul divano,
con cautela rifletto sul destino.
Sono nata, vissuta, forse invano,
ma intanto mangio un bel cioccolatino.

Sotto una lente tutto appare enorme.
Un microbo diventa minaccioso,
un fiore si scompone in altre forme,

un ricordo fatale e faticoso.
Sull’anima s’imprimono le orme
d’un passato fin troppo giudizioso.

scritto da Gloria Gerecht · 17 gennaio 2013, 08:32 · 

 

Nick Parisi – per qualcuno il 17 è il giorno giusto, per lei il giorno giusto è sempre il quotidiano con la curiosità dei fatti unita alla serialità dei testi link text
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Valentina Contarino – non penserà di cavarsela con un brindisi senza Coca Cola per chiamare in causa un via di testa come correo, eh!
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Jaio Furlanar – il trop nol strope mai e nus clame a smiciàssi plui dispess sfrodànt ator salut e ironie.
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Carla Casazza – votare o non votare: questo il dilemma!
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loretta fusco – lei ricorda certamente che “ il paradiso non è altro che l’inferno inquadrato da un’altra angolazione”, soprattutto quando un morto se ne andrà senza chiederci il perché.
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Germana – condivido la sua lode a Giorgio Camuffo ma non l’accosto all’incertezza altalenante di uno pseudonimo da nulla.
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marta – il gioco vince sempre – merci.
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Alex – W l’editoria di qualità!

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madi – chissà se la sua Fame lo ingrasserà un poco.
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Gloria Gerecht – ecco chi ha capito che allontanare le abitudini malsane, e i preconcetti, mantiene in vita l’anima per mostrare i propri interni.
Mi rallegro per le sue rime in “Prospettive” e la ringrazio.
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Buona giornata a tutti.
E per tenerci in rotta al ritmo giusto ci affidiamo ai vecchi amici che collaboreranno con gli ottoni argentei link text

scritto da Frank Spada · 17 gennaio 2013, 10:32 · 

 

Peperepepe!!!! Si dia fiato alle trombe :-)
http://cartaecalamaio.com/2013/01/17/il-canocchiale-a-rovescio-frank-spada-apre-lanno-con-il-quarto-capitolo-del-blog/

scritto da Carla · 17 gennaio 2013, 14:16 · 

 

Talché pereppePE’: link text
Grazie Carla!

scritto da Frank Spada · 17 gennaio 2013, 15:28 · 

 

Quando si sa dove trovare Frank e il suo doppio, loro fuggono e li si deve cercare ancora. Per fortuna li si ritrova sempre :)

scritto da nadia · 17 gennaio 2013, 15:41 · 

 

Gloria Gerecht “Prospettive” multiformi come cristalli variopinti che si prestano a infinite e sorprendenti combinazioni caleidoscopiche.
Saluti

scritto da Valentina Contarino · 17 gennaio 2013, 15:47 · 

 

nadia – cerca che ti cerca, forse un nome spunterà in un’anagramma ;)

scritto da Frank Spada · 17 gennaio 2013, 16:02 · 

 

Confidando che questo blog aggreghi nuove amicizie e allarghi la visibilità di altri blog/siti/ecc., auguro alle penne in gioco in bocca all’aldilà.

scritto da paolo · 17 gennaio 2013, 18:19 · 

 

In Papua Nuova Guinea si parla un linguaggio che è un buffo insieme di parole inglesi e di grammatica melanesiana.
Da quelle parti, hanno bandito il diciassette.
Lo chiamano sedici e un pò.
Sono strambi,da quelle parti.
Il mio amico Boris mi spiegava che , con il termine ‘bokis’,gli svitati del posto indicano indifferentemente una valigia,un baule e il sesso della donna.
E’ una sorta di sarabanda mentale.
Boris chiariva che la cosa importante è l’idea precisa.
Nella valigia, nel baule e nel sesso della donna, ci si mette in genere dentro qualcosa.
Anche se nella valigia e nel baule, insisteva Boris,quel qualcosa si tende a piegarlo.
Vai a spiegare alla tua amica che è la stessa cosa.
Per farla breve,in Papua Nuova Guinea hanno dato il foglio di via a Boris. Troppo simile ,il suo nome, a quello di Bokis.
E sul biglietto dell’aereo, non hanno stampato il giorno diciassette.
Ci stava scritto sedici e un pò.
Quando l’aereo è decollato,Boris ha tirato un sospiro di sollievo.
Anche se laggiù, in Papua Nuova Guinea, il sospiro di sollievo non si chiama sospiro di sollievo.
Ma questa è un’altra storia.

scritto da Joe Perfiumi · 17 gennaio 2013, 19:54 · 

 

Caro Frank, le parole a volte non bastano ma se accompagnate da un felice ascolto, e lei sa cosa intendo, possono dare spinte notevoli all’immaginazione con dei salti spazio temporali che ci proiettano qui e altrove.

scritto da loretta fusco · 17 gennaio 2013, 20:48 · 

 

Bella la nuova pagina! :)

scritto da michela · 18 gennaio 2013, 00:34 · 

 

E siamo arrivati al quarto cannocchiale! Non potevo non lasciare almeno un salutino, umido e freddo ma spero cmq ben accetto. Un abbraccio.

scritto da Maria · 18 gennaio 2013, 08:03 · 

 

paolo – ferma l’intenzione sulla quale lei confida, la ringraziamo per gli auguri rivolti a tutti i giocatori.
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Joe Perfiumi – confesso l’ignoranza della geografia di un continente astrale, ma conto sui suoi pezzi vivacissimi per recuperare il tempo degli studi sottrattomi dal girospizio di un girello attualmente soggiornante in un’unità del servizio nazionale della sanità mentale.
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loretta fusco – le proiezioni che insonnorizzeranno i sogni si alterneranno, con acuti e assoli, dall’imbrunire del presente a un’alba tragicomica che, prima o poi, ahimé, ahivoi, ci sveglierà.
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michela – ristorarsi l’anima frequentando la tavola di un blog, che propone squisitezze e piatti da intenditori doc, è consigliabile per chi desidera ingrassare la curiosità mentale link text
Grazie.
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Maria Guidi – le relazioni s’infittiscono e questo non può che rallegrarci.
Grazie.

scritto da Frank Spada · 18 gennaio 2013, 08:40 · 

 

Previo assenso di un’attivista critica dell’elasticità mentale – esercitata frequentando Sette sorelle notoriamente celebri – riproduciamo il testo (illuminante i fatti e le intenzioni) da Lei scritto e pubblicato sul sito Carta e calamaio.
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Il Cannocchiale a rovescio passa di mano in mano, come un testimone, e trova il giusto riconoscimento anche qui su “Carta e Calamaio”, dove il purosangue Frank Spada è di casa, e a ragione.
Chissà cosa la quarta edizione riserverà ai numerosi e vivacissimi protagonisti del blog. L’assoluta libertà che si sviluppa tra le righe di questo caffè letterario virtuale consente a ciascuno d’interpretare la prima parte senza mai mettere in ombra gli altri, protagonisti anch’essi e sullo stesso piano. Tra assidui e meno assidui, il clima che si è creato è davvero quello che si respira tra vecchi amici, i quali più o meno puntualmente si ritrovano seduti ad un tavolo a raccontarsi pensieri, opinioni, storie di tutti i giorni. Il dialogo tra queste personalità, tutte ugualmente interessanti, si articola in rime, quartine, poche battute o sproloqui divertenti e, apparentemente, senza senso. Un fritto misto di letteratura, inventiva e curiosità, servito prima di un dessert che sa di Jazz. E lui, lo stimato Frank Spada, si tuffa ad angelo nella mischia dei suoi appassionati lettori “depredando” ancora, giorno dopo giorno, ammirazione e amicizia senza mai farne indigestione. Dopo tutto c’è il compare che lo aiuta (nevvero, Marlowe?) a mantenerne il figurino ben inquadrato da un designer che ha l’occhio decisamente lungo.
f.to Valentina Contarino
17 gennaio 2013

scritto da NdR · 18 gennaio 2013, 09:12 · 

 

Mi piace la definizione di caffè letterario che sa tanto di atmosfere un po’ retrò dove possono trovare spazio il vecchio e il nuovo senza interruzione di continuità. Un caffè virtuale non è poi diverso da quello che ha segnato un’epoca e che da Vienna a Roma a Parigi ha dato il via a fermenti culturali di ogni tipo. Come allora sorseggeremo idealmente un buon caffè discettando, intrecciando discussioni, approfondendo, sproloquiando, sempre sul filo di un nesso, talvolta da ricercare in territori un po’ lontani da stereotipi e logica comune.

scritto da loretta fusco · 18 gennaio 2013, 10:57 · 

 

Caro Frank, mancavo da molto… non si arrabbi. Ora sono qui e la vedo già in fuga con il vento in poppa e il Jazz che mi allargherà le orecchie. Strimpello ancora, sa, ma il tempo mi ha lasciato degli acciacchi.
Buone giornate e affettuosi complimenti.

scritto da candy's 50 · 18 gennaio 2013, 11:39 · 

 

Ottima partenza!
Seguirò la gara di un gioco letterario che mi piace e che apprezzo da tempo con partecipazione e stima nei confronti delle penne.
ps – questo blog davvero unico mostra ciò che si può fare, quando Frank… buone cose, sognatore.

scritto da anna · 18 gennaio 2013, 12:06 · 

 

Cara Loretta Fusco il suo dire entusiasma a tal punto che il caffè è diventato assenzio ed io lo mando giù – idealmente, chiaro! – alla sua salute.
_________________________

- paolo l’augurio, naturalmente, vale anche per lei.
Cordialità

scritto da Valentina Contarino · 18 gennaio 2013, 12:12 · 

 

Valentina Contarino , grazie per aver voluto vedere nelle mie volubili rime prospettive allargate dalla sua preziosa e sempre affascinante fantasia.

Un grazie anche a Joe Perfiumi che riesce a trasportarmi con allegria in luoghi remoti, ma che reputo possibili.

gloria

scritto da Gloria Gerecht · 18 gennaio 2013, 13:19 · 

 

Gentile Valentina Contarino, ci siamo permessi di eliminare il suo commento doppio delle ore 13:16.

scritto da NdR · 18 gennaio 2013, 15:26 · 

 

candy’s 50 – che piacere risentirla!
Di acciacchi ce ne sono tanti, e per chi li tratta come fossero gli accordi standard di settima maggiore disposti con la tonica al basso, che suona consonante, o con un bicordo dissonante eliminando le due note centrali, la vita invita a vivere e tirare avanti.
Quindi, cara amica, dedichiamoci all’ascolto e allarghiamoci le orecchie, entrambi e chi so che ama il Jazz che conta quanto vale link text
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Grazie anna, augurandole… il meglio di ogni sogno prossimo a
venire.
_________________________
Buon fine settimana a tutti.

scritto da Frank Spada · 19 gennaio 2013, 09:22 · 

 

Interssante il resoconto di Joe Perfiumi dalla Nuova Guinea, sulla quale meditavo di trasferirmi, comprando casa e moglie. Non vorreo che all’arrivo mi arrestassero per bigamia. Ho optato per le terre eskimesi dove al diciassette non arrivano perchè contano solo fino a dieci, usandole dita. Quelle delle mani perchè i piedi stanno al caldo. Là mi fiderò dell’anagrafe e rimarrò sempre bambino. Un bambino che beve questo caffè, però. Buona serata.

scritto da Andrea · 20 gennaio 2013, 20:48 · 

 

Arnanuk mi dice che la Ineffabile Terra dei Ghiacci scarseggia di donne quanto abbonda di orsi.
Il riflessivo Arnanuk aggiunge che fare naso contro naso con un orso è un pò come raschiare il fondo degli stivaloni.
Ci rimetti il naso.
Impara l’Artide e mettilo da parte.

scritto da Joe Perfiumi · 21 gennaio 2013, 09:02 · 

 

Quand‘è così... beccatevi questi!
Andrealink text

Joe Perfiumilink text

scritto da Frank Spada · 21 gennaio 2013, 09:34 · 

 

Ieri pomeriggio sono stato al Bar dei due cinesi – è il solo nei dintorni che tiene aperto sia di domenica che in tutti giorni festivi, si trova a pochi passi da dove abito ed è gestito da due fratelli appassionati del lavoro, simpatici e gentili, che ogni giorno provvedono ad acquistare e mettere a disposizione dei clienti il Chronicle locale e il Corriere della sera.
Bene, sull’inserto domenicale LA LETTURA del quotidiano nazionale, la pag.10 era tutta dedicata a questo link text – il che mi onora di essere presente nella scuderia di Casa – e, appena prima, a pag. 6: “La pace geriatrica” corredata dai diagrammi propulsivi verso il futuribile più certo. Tanto che dopo averli esaminati attentamente ho scoperto che il 17 è un numero speciale – nella loro madre lingua i due fratelli lo chiamano “Sì” – ed è bastato poco per capire che se supererò gli 85… arriverò a 102; poi, per l’aldilà, ci penserà Valentina Contarino.

scritto da Frank Spada · 21 gennaio 2013, 10:49 · 

 

Un augurio affettuoso a Frank e al Cannocchiale, nella sua quarta edizione! (Il numero 4, più che il 17, evoca attese…).

scritto da Leila Mascano · 21 gennaio 2013, 11:50 · 

 

Grazie Leila Mascano – doppiamente scrittrice e carissima amica fin da quando iniziammo a chiacchierare che non ricordo più quanti anni son passati. Su, allora, cosa aspetta per ri-sedersi a tavola e rallegrare quanti si son chiesti dove diavolo fosse finita dopo il suo bellissimo romanzo Fammi ridere catalogato Robin Edizioni.

scritto da Frank Spada · 21 gennaio 2013, 12:17 · 

 

I due fratelli, caro Frank, saranno ben lieti di scoprire l’affetto che nutre nei loro confronti e son convinta che il prossimo caffè (yi bei kafei) per lei sarà un omaggio della casa. Ma, adesso mi si punterà il dito contro accusandomi di puntiglio, il 17 in cinese (mandarino, eh) si pronuncia shìqi (ovvero, scitzi). Però... però, sul troviamo comunque l’accordo, sa!? Perché “sì” altro non è che 4…
E allora non può che essere sì, sì, sì, il Cannocchiale Sì!
Ma, per il suo bene e la nostra tranquillità, eviti di nominare il 4 in presenza dei due simpatici fratelli. Loro, e lo dico a bassa voce e aria circospetta (che qui anche i muri…), nel 4 non vedono nulla di buono, un po’ come noi col 17 (o il 13, se le piace di più).

Quanto al resto, aperta la porta e buttata la chiave, mi risolverò quanto prima ad attraversare la soglia. Da qui a 102 c‘è ancora tantissimo tempo. 

Zaìjìan wo de pengyou,
un saluto al resto della compagnia.

scritto da Valentina Contarino · 21 gennaio 2013, 13:07 · 

 

Valentina Contarino – la linguistica di precisione o l’ottica orientale più orientale che la terrà costantemente lacrimante per la gioia di condividere un giaciglio in una giunca, che se non è cinese sarà... e via così, che penso a Rita e a Rain, e a quanto piansi di piacere.

scritto da Frank Spada · 21 gennaio 2013, 15:46 · 

 

Lo ritroviamo qui Frank, con un nuovo amico, disegnatore, in grado di rendere ancora più enigmaticamente meravigliosi i suoi racconti:
http://scrignoletterario.it/node/1296

scritto da nadia · 23 gennaio 2013, 09:26 · 

 

nadia – ovvero una cacciatrice come Diana link text
Grazie “mamma”!

scritto da Frank Spada · 23 gennaio 2013, 09:51 ·

 

Bello, divertente e delicato il racconto di Frank pubblicato su Scrigno che segnala la cacciatrice Nadia/Diana. Un racconto che dice tante cose e tante altre le svela a chi sa leggere tra le righe.
Bentornato Frank Spada!

scritto da Carla · 23 gennaio 2013, 14:14 · 

 

“Non fu la morte che lo colse, bensì la vita facendogliela in barba.”
E’ proprio vero, la vita ha il brutto vizio di coglierci impreparati… a volte fa male, a volte porta gradite sorprese, ma sempre è una crescita.
Un abbraccio Frank :)

scritto da Aurora · 23 gennaio 2013, 19:48 · 

 

Pianse di piacere scoprendo che era stata lei a sparare? Una cinese, grassa e volgare, gliela fece sotto al naso portandole via l’uomo e la serenità “pari al silenzio che cova all’interno di una bomba un minuto prima dell’esplosione.” E da pazza d’amore divenne assassina, il confine è labile e tale si dimostrò anche in quel caso. L’amico del marito la difese, l’avvocato. Alla fine fu proprio lui a rimanere scottato da un segreto rivelatogli in via confidenziale.
Filamenti atemporali di una serata lontana, i miei…
Venendo dunque all’attualità di una freccia scoccata in mattinata da un’anagramma di buona mira, prendo atto che un certo trapezista ha ricominciato a soffiare bolle e forse, in preda all’entusiasmo, lancerà anche un pugno di coloratissimi coriandoli per colorarci gli occhi ancora una volta. Chissà, chissà, noi siamo qua!

scritto da Valentina Contarino · 23 gennaio 2013, 20:54 · 

 

Pronto alla pugna! Lascio un saluto, è sempre un piacere. Bentrovato!

scritto da Salomon Xeno · 23 gennaio 2013, 21:44 · 

 

Molto tenero questo racconto sospeso, come il protagonista, tra sogno e realtà. Mi fa pensare a Cosimo Piovasco del “Barone rampante” che scelse di salire sull’albero per guardare dall’alto una realtà che non gli apparteneva. Rifiuto di regole impositive per Cosimo, aspirazione di solitudine per il trapezista, che da lassù, tra evoluzioni e bolle di sapone dipana il suo tempo a dispetto di una moltitudine rosa da invidie e malignità. E mentre Cosimo compie il suo ultimo viaggio solo, aggrappandosi a una mongolfiera di passaggio, il nostro acrobata potrà contare sulla trepidazione di una mamma generosa che nel suo pianto ha intuito la fine. Con Frank ci si emoziona sempre, da Marlowe ai tanti personaggi dei suoi racconti molti dei quali sono un regalo alla sua infanzia, a quel tempo che non ritorna.

scritto da loretta fusco · 23 gennaio 2013, 22:53 · 

 

Aurora A. – l’aspettiamo quando vuole a braccia spalancate.

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Confidavo in un dibattito penale – in relazione a Rita e Rain – ma non c‘è stato. Talché mi appello a Valentina Contarino.

Che divagando accenna ad altro (benché sia certo che così non è) per ricordarle che la colpevolezza lacrimante di The letter – da cui furono tratti ben cinque film, tra cui Ombre malesi di W.Wyler che nel 1941 ricevette sette candidature agli Oscar, e tra le altre quelle per il miglior film e la migliore attrice protagonista, Bette Davis -, va imputata a W. S. Maugham. Che, fermo dove sta nell’aldilà, l’attende senza pace dove sa.
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Salomon Xeno – benvenuto, oltre che complimentando WWW!
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loretta fusco – le sue parole, e la spericolatezza degli accostamenti letterari, mi deformano la vista. E sono così incerto che non riesco a collimare se lui sia quello in volo o l’altro in crescita.
Cordialità

scritto da Frank Spada · 24 gennaio 2013, 09:23 · 

 

carla – i favolosi neri dei ’40, prima dei mitici stellati dei ’50 – riavvolgiamo la pellicola e sgranelliamoci il filmato link text 

(Dimmi chi sei, Marlowe – pag. 64 – Take ‘A’ Train e Duke in volo )

scritto da Frank Spada · 24 gennaio 2013, 11:39 · 

 

Bello il link text!

scritto da Gloria Gerecht · 24 gennaio 2013, 13:24 · 

 

Cara Gloria, la sveltezza del suo affaccio al finestrino, non può che rallegrare gli interni del vagone. Grazie.

scritto da Frank Spada · 24 gennaio 2013, 14:23 · 

 

Sottoscrivo Gloria: molto bello il brano del video! E vai col ritmo :-)

scritto da Carla · 24 gennaio 2013, 18:23 · 

 

Ho fatto un sogno: ero in treno, leggevo Il piccolo principe, ero arrivata al punto della storia che più mi commuove. Sapete quello della volpe? Ecco, proprio quello. Stringevo il fazzoletto tra le dita, facendone una massa stropicciata e informe. Il signore, distintissimo, che mi sedeva di fronte mi osservava silenziosamente. Non badai a lui finché non decise di parlarmi, la sua voce sonante di conforto mi informò che i libri per ragazzi avevano sempre commosso anche lui, per quello era direttamente passato ai noir. Disse proprio così: “meglio avere le mani sporche di sangue, che il viso rigato dalle lacrime”. Scoprii solo dopo, una volta a destinazione, che era un pericoloso serial killer che cercava di mettersi in salvo attraversando la frontiera come il più comune dei cittadini. Gettai il fazzoletto ridotto in poltiglia e consolai il mio languore scegliendo a caso una delle praline di nero fondente che il mio ragazzo mi aveva regalato prima di lasciarmi salire sul treno. Aveva la brillantina in testa quel giorno. Ogni volta che si pettinava i biondi capelli a quel modo mi veniva sempre voglia di marmellata di limoni, quella buona, col succo di mele dentro. Gli avrei morso la testa e, forse, se lo avessi davvero fatto mi sarei risparmiata tante seccature. Il treno correva veloce sotto di me, aiutando il dondolio della gamba accavallata con cui tenevo il ritmo di una canzone inesistente. Arrivammo a destinazione. Il mandato spiccato nei confronti del mio cordiale compagno di carrozza fu eseguito con discrezione. Guardai tutto standomene sui gradini del treno, come se scendendo da quel mezzo di viaggio potessi interrompere con la mia presenza la solennità del momento. Quando tutto terminò decisi di scendere e inciampai sull’ultimo gradino. La caduta rovinosa ha esteso i suoi effetti al risveglio tutt’altro che musicale. Ma non importa, “accada quel che accada, i giorni cattivi passano come tutti gli altri.” 

scritto da Valentina Contarino · 25 gennaio 2013, 11:41 · 

 

Indicazione di regia: un rapido, illuminatissimo, passa rombando lo schermo di Jazz e Valentina Contarino, fingendo di inciampare quando lo abbandona (lo fa per invitarci a valutare l’essenziale – sempre invisibile agli occhi di chi non sa apprezzare la vera falsità vocale) ci suggerisce (bontà sua) il rimando di un magico “già visto” (v. Cannocchiale a rovescio 3 – 10/11/12) emblematico e immortale.
Pazientate meno di un minuto, poi la sua voce link text

scritto da Frank Spada · 25 gennaio 2013, 18:21 · 

 

Leggendo Valentina , nella imbarazzante bellezza del suo pezzo, mi balza all’occhio il particolare delle ‘praline di nero fondente’.
Nonna Victoria adorava le praline di nero fondente.
E ne conservava sempre una ragguardevole quantità dentro una scatola tonda di latta gialla.
Latta a lunga conservazione, perchè nell’offrirle agli altri le veniva spesso il braccio corto, mentre gridava “Con moderazione, per carità”.
Ma anche latta a lunga conversazione, perchè per ottenere una pralina dovevo sorbirmi le storie dei corteggiamenti dei suoi tempi andati.
E dopo una buona mezz’ora di racconti di sdolcinati pedinamenti, al massimo abortiti in una mortificata palpatina,scattava il greve rito della parola d’ordine.
Il coperchio della scatola di latta gialla si apriva solo dopo lo spelling del motto, a pochi noto :“Praline di nero fondente”.
Quando spiegavo a nonna Victoria che ,in genere , le sue parole d’ordine avrebbero dovuto ostentare una connotazione di originalità, una fattura lessicale un pò criptata e un pò improbabile, lei scuoteva le spalle.
E poi faceva boccacce.
Un’ultima cosa.
Nonna Victoria aveva una gatta, di nome Pralina di Nero Fondente.
La gatta era color bianco neve.
E si addormentava regolarmente nei pressi della scatola tonda di latta gialla.
Dimenticavo.
Per nonna Victoria, il giallo della scatola tonda di latta gialla tendeva,vagamente, al nero delle praline di nero fondente.
Io penso che tutte le praline di nero fondente dovrebbero avere, su questa nostra terra, una nonna guardiana.
Giusto per sfoggiare qualcosa da raccontare alle praline di nero fondente che verranno.
Se verranno.

scritto da Joe Perfiumi · 25 gennaio 2013, 18:38 · 

 

Tutto mi è chiaro, Joe Perfiumi, sono piacevolmente sorpresa che le praline di nero fondente piacciano anche lei.

scritto da Valentina Contarino · 26 gennaio 2013, 13:16 · 

 

Poiché di Valentina so le arti e di Perfiumi le sue parti, non mi restano che gli occhi per nascondere gli sguardi.

scritto da Frank Spada · 26 gennaio 2013, 16:02 · 

 

Sei milioni e oltre, di individui sterminati in ombre – per non dimenticare!

scritto da Frank Spada · 27 gennaio 2013, 06:39 · 

 

Sì, è impossibile dimenticarli. E, quando sei stata coinvolta, vorresti tanto poterlo fare.

scritto da Gloria Gerecht · 27 gennaio 2013, 08:03 · 

 

Gloria – è bello appartenere allo stesso mondo.
Un affettuoso abbraccio, cara amica.
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Da qualche giorno il sito della Robin è tempestato da centinaia di spammisti in lingua inglese – NO PROBLEM – ciò non crea alcun allarme, ma soltanto, a volte, allunga i tempi dei contatti.

scritto da Frank Spada · 27 gennaio 2013, 09:50 · 

 

Ho riletto “Una vita con la stella”, di Jiri Weil.
La maggiore opera cecoslovacca pubblicata tra il 1945 e il 1948, come rammenta Philip Roth, nella sua prefazione.
Quando giungi all’ultima pagina di questo libro, senti indolenzita tutta la tua normale attitudine alla comprensione.
Qualche riga di Weil, prima di lasciarvi.
“ Vogliono solo vivere, e un tempo non era poi neanche tutta questa gran pretesa. Eppure erano stati obbligati a essere delle vittime, a morire per qualcosa che non li riguardava. Ero uno di loro e non sapevo bene neanch’io per che cosa in realtà dovessi morire. Sarebbe stato più facile se l’avessi saputo. Sarei stato orgoglioso della mia morte, l’avrei rivestita di un manto purpureo, l’avrei accompagnata con un canto o almeno con un urlo d’addio”.

scritto da Joe Perfiumi. · 27 gennaio 2013, 10:12 · 

 

Mai dimenticare. E non stancarsi di raccontare a chi non c’era, a chi è troppo giovane per sapere, a chi dà retta ai negazionisti, a chi non conosce dove possono arrivare delirio, crudeltà e follia…

scritto da Carla · 28 gennaio 2013, 16:16 · 

 

... che figuri come “Adenoyd Hynkel – amico di Bonito Napoloni – un pazzoide con il baffetto a spazzolino, e la voce da farti venire il vomito alle orecchie”, non si sono meritati un posto su quel treno blueseggiante/pastorale che, buon per noi, ci inoltrerà al domani e oltre link text

scritto da Frank Spada · 28 gennaio 2013, 18:10 · 

 

E, giusto perché siamo in tema e per rafforzare il concetto di totale dissenso verso quell’abominevole pagina della nostra Storia, riporto dal WEB le 10 regole per suonare il jazz imposte sotto il regime nazista, come ricordate da Josef Skvorecky, musicista recentemente scomparso che ha vissuto (e suonato) in quei tempi.

1 I pezzi in ritmo di foxtrot (il cosiddetto swing) non devono superare il 20% del repertorio delle orchestre da accompagnamento e da ballo;
2 In questo cosiddetto repertorio jazz, deve essere data priorità a pezzi in tonalità maggiore e i cui testi esprimano gioia di vivere piuttosto che testi tristemente ebrei;
3 Per quanto riguarda il tempo, si dia preferenza a composizioni vivaci piuttosto che a quelle lente cosiddette blues; comunque, il ritmo non deve eccedere un certo grado di allegro, commisurato con il senso di disciplina e di moderazione Ariano. In nessun caso saranno tollerati eccessi nel tempo (cosiddetto jazz caldo) o in performance solistiche (cosiddetti assoli);
4 Le composizioni cosiddette jazz possono contenere al massimo il 10% di ritmo sincopato; il resto deve consistere di movimenti legati naturali e privi di caratteristiche di isterica ritmica inversa, caratteristica delle razze barbariche e portatrice di oscuri istinti alieni al popolo Germanico (i cosiddetti stacchi);
5 L’uso di strumenti alieni allo spirito Germanico (cosiddetti campanacci, flexatone, spazzole, ecc…) è strettamente vietato, e ugualmente lo sono tutte le sordine che trasformano il nobile suono dei legni e degli ottoni in un verso Ebreo-Massonico (il cosiddetto wa-wa, cappello, ecc…);

6 Sono inoltre proibiti gli assoli di batteria più lunghi di mezza battuta in un ritmo di quattro quarti (eccetto nelle marce di stile militare);

7 Il contrabbasso deve essere suonato solo con l’arco nelle composizioni di cosiddetto jazz;
8 il pizzicato degli archi è proibito, poiché danneggia gli strumenti e svilisce la musicalità Ariana; se il cosiddetto effetto pizzicato è assolutamente necessario per il carattere della composizione, saranno presi accorgimenti particolari perché la corda non tocchi la sordina, il che è conseguentemente vietato;
9 Ai musicisti è ugualmente vietato lanciarsi in improvvisazioni vocali (il cosiddetto scat);
10 A tutte le orchestrine e le orchestre da ballo è fatto avviso di evitare l’uso dei sassofoni di tutte le tonalità e sostituirle con il violoncello, la viola o comunque con un altro strumento popolare.
Penso che dopo questa lettura non ci sia altro da aggiungere.

scritto da loretta fusco · 28 gennaio 2013, 20:39 · 

 

Il treno, motivo questo che torna spesso ultimamente, quasi a voler smentire quel famoso detto che fa più o meno così: “il treno – nella vita – passa una sola volta e se non becchi la coincidenza… è meglio che ti ci butti sotto.”
Il treno torna e rimbomba, così come accadde nella testa di quei bluesmen afroamericani che cominciarono a suonarlo costruendo le loro Railroads. Cosa suonarono? Il treno e il blues, insieme. Mentre avvitavano bulloni e meditavano sulla possibilità di una vita migliore, elessero a idolo della loro ispirazione il treno. Il treno strumento di liberazione, il blues strumento di astrazione. Spiegava così un certo L. Federighi in un articolo bello e istruttivo per i perditempo senza tempo. Il treno rappresentò la fuga verso la gloria, la via verso il mondo, fino a quando non cadde anch’esso nella banalità della quotidianità.
Avvilito e deprezzato, velocizzato e super-tecnologico, il treno probabilmente oggi non ispira nient’altro che un buon sudoku (quello facile!). Ma allora, molto tempo fa… il treno creò una generazione di uomini straordinariamente creativi e un blues che non rispetta le coincidenze, in corsa da più di un secolo e non ancora giunto al capolinea. Ci inoltrerà domani e oltre, questo è sicuro! Però “farai meglio a guardare in faccia la realtà: il treno è quello giusto, è il binario che è sbagliato.”

scritto da Valentina Contarino · 29 gennaio 2013, 00:04 · 

 

Due binari corrono veloci, guardandosi l’un l’altro, lineari – attratti dalle direzioni vibrano i traversi, sbullonano i percorsi… urrà!
loretta fusco, valentina Contarino... non sarà che sommando 29 a 11, e altro a oltre... cordialità stimate.

scritto da Frank Spada · 29 gennaio 2013, 08:26 · 

 

Senza sensi di colpa per quanto accadrà in febbraio, All’ombra della Capitale, rilevo l’incoscienza anticipata di chi ha spinto Beatrix a rinunciare al ruolo di Regina, mentre un Professore delucida a un paziente musicale i dettagli di un intervento chirurgo-medicale, leggendogli per tempo il bugiardino di un Round Trip per ricordargli di farsi accompagnare e accordare lo strumento per interpretare al meglio Andata e ritorno di Piet Mondrian.

scritto da Frank Spada · 29 gennaio 2013, 11:06 · 

 

…Il treno rappresentò la fuga verso la gloria, la via verso il mondo afferma Valentina Contarino riprendendo le parole di L Federighi a proposito della simbologia del treno riferita a quei blusman afroamericani impegnati nella costruzione delle loro Railroads.
E aggiungo… anche per i leggendari Hobos, i vagabondi che saltando da un treno merci all’altro, laceri e affamati ma pieni di sogni hanno popolato l’immaginario collettivo ispirando numerosi musicisti come ad esempio Woody Guthrie con la sua struggente ballata “Hobo’s Lullabye” http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=NN_xvE79iXE

Quanto ai treni personali, quella è un’altra storia.

…Quanti treni presi, treni persi, treni in ritardo, treni visti sfumare in lontananza, treni mai passati… quel momento diventava una lettura della mia vita dove ora con nostalgia, ora con rimpianto vedevo passare il mio treno ed io ero sempre con la mano tesa nel tentativo di raggiungerlo. Un desiderio inafferrabile fatto probabilmente di sogni troppo ardui o non insistentemente rincorsi ma col tempo ho imparato a valutare altri aspetti del viaggio, non meno trascurabili e forse più significativi al fine di un’attenta valutazione del cammino percorso. Un viaggio costellato di incontri, separazioni, salite e discese dal treno per tappe più o meno lunghe che hanno dato succo e sostanza alla mia vita, un viaggio non ancora concluso.

scritto da loretta fusco · 29 gennaio 2013, 11:12 · 

 

Fò notare, con rispetto, che si forma un capannello che fa tanto di cappello, quindi suona una campana e la gente si allontana.

scritto da Frank Spada · 29 gennaio 2013, 11:28 · 

 

Louper le train, train de vie, j’entends siffler le train, le train bleu…
Tutti i treni che si allontanano nella notte.

scritto da Gloria Gerecht · 30 gennaio 2013, 07:35 · 

 

Il treno non si ferma se gli fischi, ma soltanto se ci sali e ammanigli il campanello allarmando i viaggiatori – evitate di farlo in galleria!

scritto da Frank Spada · 30 gennaio 2013, 08:09 · 

 

Frank, un po’ come quel tale che, discutendo sull’inutilità di certi segnali d’allarme, fermò una corsa diretta al 91° reggimento.

scritto da Valentina Contarino · 30 gennaio 2013, 13:41 · 

 

Valentina – poiché l’“ambiguità” mentale è un dono degli Dei, il suo allettamento non può che allietarci, allenarci il discorsivo in viaggio verso il fronte e stupirci.
Ah, la guerre in gare pour repiquer un chien qui aboye pour renvoyer la monarchie Luxor/imperial a Prague.

scritto da Frank Spada · 30 gennaio 2013, 15:46 · 

 

Questa sera, mi appresto a fumare un sigaro furtivo, qui fuori sul balcone, dentro il mio cappotto abitato da una vita.
E mi tiene compagnia Kees Popinga,il personaggio di Georges Simenon.
L’uomo che guardava passare i treni.
Dentro il convoglio di fumo che traccheggia verso l’alto,vagone dopo vagone,vapore dopo vapore, ritrovo il pensiero di Popinga :” Quella certa emozione furtiva, quasi vergognosa,che lo turbava vedendo passare un treno,un treno della notte soprattutto,dalle tendine calate sul mistero dei viaggiatori”.
Mentre il sigaro volge al termine,occhieggiando nella nostalgia di un tronco diventato rondella,mi sorprende mia moglie,inchiodandomi con lo scacco matto.
“Non si fuma!”,scandisce per bene.
E il lacerto di sigaro muore soffocato nella terra dei gerani morti.
Mi restano le ultime pagine del dodicesimo capitolo.
Dove si dimostra come non sia la stessa cosa mettere un alfiere nero in una tazza di tè piuttosto che in un boccale di birra.
“Era gelida la rotaia, e Popinga prese a piangere piano piano scrutando l’oscurità, il limite estremo dell’oscurità, dove di lì a poco avrebbe visto comparire una luce”.
Recupero il mozzicone e cerco di rianimarlo.
Intanto prego perchè la tenda della finestra rimanga calata sulla misteriosa intransigenza del mio controllore di casa.

scritto da Joe Perfiumi. · 30 gennaio 2013, 19:54 · 

 

Corsi, ricorsi e aspettative in forse
Nel becero mercato delle azioni post/datate, se un santo sbanca il banco e un giocatore sbarca in tempo, che farà l’ex-giudicante in preda onirica costante, solamente l’ambulante? Chissà!

scritto da Frank Spada · 31 gennaio 2013, 07:13 · 

 

Crogiolandomi nell’interessante idea di un diagonale nero alfiere fierissimo in un boccale di birra, proseguo col sorseggio e se passa sotto gamba quella di un aereo privato il cui viaggiatore è stato subito spedito all’ospedale di Busto Arsizio per adempiere, in salute, ad un contratto milionario (uno più, uno meno), il resto invece finisce sullo stomaco col caffè. L’ex (non) giudicante a mani legate giudicato ‘nfame già nella veglia, seguirà il suo destino anche nel sonno pesante delle coscienze senza Coscienza di chi parla – straparla – tanto per dare aria ai polmoni e mantenersi in vita impolverandosi le suole con le ceneri (mute!) di quello che una volta fu un uomo. Per provarsi che si ha qualcosa da dire, a volte, basta starsene in silenzio. Respirare lo si può fare comunque, anche a bocca chiusa.
E mal che vada, se si sente la necessità senza rimandi e molti ricorsi di dover aprire bocca, beh – non me ne vogliano – ma che lo si faccia per aspirare il fumo di una Lucky, di un sigaro di quelli buoni, sarò felicissima di offrire da accendere… anzi, sarò felicissima di accenderli io stessa. I falò mi hanno sempre affascinata. 

Buone giornate.

scritto da Valentina Contarino · 31 gennaio 2013, 08:45 ·

 

Di Perfiumi l’intrigante puzzo di un sigaro toscano, di Valentina la complicità francese di una fiammella accesa da una griffe, e aspetto l’inquirente errando l’ex del precedente

scritto da Frank Spada · 31 gennaio 2013, 10:22 · 

 

Stare in silenzio , a volte, per compiacere chi ne ha fatto un vezzo o lo ritiene funzionale, non fa bene all’anima, nemmeno allo stomaco. Spesso invece ingigantisce le incomprensioni, creando inutili distacchi.

scritto da amelia · 31 gennaio 2013, 12:14 · 

 

Bentornata amelia
Era ora che qualcuno segnalasse l’ennesimo sproloquio su un giovane scomparso, ricordando che fu dato per disperso e che di lui si disse: nato, cresciuto e morto, giocò a rimpiattino con se stesso mostrandosi eroicomico.

scritto da Frank Spada · 31 gennaio 2013, 15:24 · 

 

So che qualcuno (tra di voi) li ha letti tutti tre: Il disperso/America, Il processo e il Castello (oltre alle opere “minori”).
Quindi vi segnalo con piacere un “fresco” stampa di Neri Pozza Editore: La meraviglia della vita di M. Kumpfmueller, un libro sull’ultimo amore di Franz Kafka.
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Domattina, invece, per dolcificarvi il gusto del fine settimana vi offrirò una chiccha noir!

scritto da Frank Spada · 1 febbraio 2013, 09:19 · 

 

Apprezziamo molto che Frank ci segnali buoni libri. Nei bazar della grande distribuzione e nelle librerie ormai prive di personale, non dico qualificato ma neppure “ scolasticamente informato”, è sempre più difficile scegliere. Grazie, quindi.

scritto da anna · 1 febbraio 2013, 09:46 · 

 

Sa caro Frank, citando Kafka mi ha indotto a un accostamento apparentemente casuale con Pessoa, tanto simili pur distanti geograficamente, accomunati entrambi da una solitudine cosmica e da un timoroso avvicinamento all’universo femminino fatto quasi esclusivamente di rapporti epistolari. Per Pessoa ebbero un unico oggetto amoroso, Ophèlia, mentre Kafka andò alla ricerca più e più volte di una stabilità sentimentale condizionata senz’altro anche dalle precarie condizioni di salute. 

“Lettere a Milena” sono le ridicole lettere d’amore, parafrasando Pessoa, scritte da Kafka a una delle donne importanti della sua vita, tal Milena, con la quale ebbe un’intensa relazione epistolare. *Domenica saremo insieme, cinque, sei ore, troppo poche per parlare, abbastanza per tacere, per tenerci per mano, per guardarci negli occhi.
Franz Kafka; Praga 8-9 VIII .2o Domenica sera.*
L’ultima Dora, quella del libro che lei gentilmente ci consiglia è stato forse il suo più grande amore, senz’altro l’ultimo, quello che l’ha accompagnato sino alla fine.

scritto da loretta fusco · 2 febbraio 2013, 09:31 · 

 

loretta fusco – la “corrispondenza” della virtualità tra un via di testa e il suo blog che oggi mostra la sensibilità “femminia”, adulta, generosa e attenta nella continuità operativa di una professione che le fa onore, è quanto di meglio per suggerire a tutti il valore della parola scritta. Grazie.

scritto da Frank Spada · 2 febbraio 2013, 10:07 · 

 

Se un filo ti lega a una canzone…
I Can’t Believe That You’re in… Detour e la deviazione di un juke-box ti strangolerà la Fine rinviandoti all’inizio.
link text
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Nota: la “virtuosità” cinefila è importante, apre occhi che non vedi, strade che incrociano pensieri e riflessioni con se stessi, generando accostamenti anche per chi non mastica l’inglese, ma che può sopperire a un film “originale” usando l’immaginazione per identificarsi nei personaggi e guardando attentamente, e fino in fondo, un noir di classe girato nel 1945 con un budget irrisorio. Dove il protagonista, Tom Neal, si anticipò il fato uccidendo la moglie tempo dopo le magnifiche sequenze.

scritto da Frank Spada · 2 febbraio 2013, 11:21 · 

 

C‘è chi leggendo un romanzo s’identifica nei personaggi o in essi cerca di cogliere i tratti di questo o quel volto a lui conosciuto, forse anche caro.
Ma io che di cinema mi sono sempre nutrito, standomene ben stretto al cuore di una donna che mi istrui in tal senso (ah, le madri ed il loro buon gusto…), quando leggo un buon libro cerco di scorgere nei personaggi le movenze, gli atteggiamenti di attori rimasti impressi nella mia personalissima cineteca mnemonica. Per fare un esempio, e che l’Autore non me ne voglia per questo, io nella Sua Angela G. ho riconosciuto il tratto sensuale di un’altra G., che di nome faceva Ava e che… che donna!
Marlowe Ti amo: lo si capisce subito che è un libro scritto da un cinefilo. Ed è per questo che non mi dispiacerebbe affatto, intrattenendomi ancora con Marlowe – il whisky lo offro io, anche doppio! – d’incontrare una bionda arcigna in cui riconoscere il profilo di una splendida Bette Davis.
Intanto, cogliendo un’intrigante dritta su un noir d’annata, porgo i miei cordialissimi saluti a Frank Spada e a Chi (bontà sua) mi ha consigliato di dare una sbirciatina dentro a un Cannocchiale a rovescio.

scritto da Salvatore Pace · 2 febbraio 2013, 15:10 · 

 

Riscrivere il copione lasciando immutata la scenografia? Immaginandosi dietro la cinepresa, come burattinai senza fila da muovere o semplici osservatori fantasticanti che disegnano Piccoli Quadretti circoscrivendo l’inafferrabile di vite quanto mai reali?
Prima di sera capiremo come muoverci.

scritto da Valentina Contarino · 2 febbraio 2013, 15:11 · 

 

Sabato notte.
Non è stato facile prendere sonno, dopo aver letto “Perdere la maiuscola per non morire”.
E il tarlo di un viaggio tra gli abitanti di Lilliput ,l’isola immaginaria abitata da uomini alti (bassi) sei pollici,si è fatto gigante.
Mi chiedevo se sia poi veramente disonorevole passare come aggettivo ,dopo una vita da nome proprio.
Davanti all’interrogativo lillipuziano ,mi ha preso una fame stizzosa.
Dentro il frigo c’era una mezza torta margherita, mal lievitata.
La bisbetica si sbriciolava ma non ne è rimasta un’ombra, neanche un tocchetto per i viaggi di Gulliver.

scritto da Joe Perfiumi. · 3 febbraio 2013, 10:35 · 

 

Ci scusiamo per la malformazione delle accentuazioni. Provvederemo a ripristinare il formato HTML appena possibile.
Grazie per la vostra attenzione.

scritto da NdR · 3 febbraio 2013, 12:02 · 

L’educazione insegna a mantenere in atto, costi quel che costi, le buone maniere. Dunque, in attesa di quel fato demoniaco che tuttora incarna un filo ( Detour ), aggiriamo l’incombente e azzanniamolo alle gambe.
Interno dx, sx esterno, sx interno, dx esterno e mi sovvengo di quel tizio che girava chilometri di strade in bianco nero paesaggistico, poi le commercializzava a metrature a basso prezzo per soddisfare l’ingegnosit 

scritto da Frank Spada · 3 febbraio 2013, 17:10 · 

 

... ci son cascato come un pero, dunque riprendo memorando quei registi di alta classe che riempirono i contorni delle inquadrature a ruote fisse, o al max ondulanti, delle vetture che se-certo-se G.Ulmer ( vedi sopra / ultimo avviso).
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Salvatore Palumbo – do il caloroso benvenuto a un cinefilo coi fiocchi, e non solo, e lo accolgo con amicizia (grande), liberamente e in attesa di ogni speculazione, anche altrove.
Buone giornate.
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Valentina conta Chi – ma lo sa che le sue gambe creano vertiginose… ( sovvengo che due le bastano).
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Ringrazio Joe Perfiumi per il racconto breve, incisivo e ironicamente informativo.

scritto da Frank Spada · 3 febbraio 2013, 17:55 · 

 

Salvatore Pacela prego di scusarmi per l’errore del cognome.
ps – il contrattempo relativo alle malformazioni tiene ancora banco, purtroppo.

scritto da Frank Spada · 4 febbraio 2013, 08:05 · 

 

Benvenuto sul Cannocchiale Salvatore Pace,
un nome il suo che… Nomen omen

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Frank Spada ma lo sa che coniugare gli ausiliari rilassa, e non poco? Quanto al resto, ingrano la marcia. La carreggiata mi corre accanto, avvolta come un rullino, alla mia destra e poi a sinistra e poi… Sembra vicina (e anche vera), schiaccio il pedale (di plastica), me ne tengo ben lontana (per finta). Il colore (bianco-grigio-noir… il rosso c’ ma non si vede) sembra fresco, sebbene il film sia d’una altra epoca (la mia!). E ora ho come le vertigini, bastevolmente doppie.
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Mi perdoni una domanda, gentile Joe Perfiumi, originata dal titolo cui accennava e che davvero toglie il sonno: di recente ha avuto a che fare con la teologia? O, forse, con la filosofia?
Penso a quel tale che disse che quell’altro tale era morto. Quante cose ci saremmo evitati (a nostro svantaggio) se invece di una D quel tale – dando il triste annuncio riguardante l’altro tale – avesse usato una semplice d. Non crede? (Hai voluto la D. – grande – e allora muori!)
Maiuscola o minuscola (?): una querelle non da poco.

scritto da Valentina Contarino · 4 febbraio 2013, 09:34 · 

 

Valentina Contarino, sa che la querelle sarebbe un’altra, solo se potessi prendere (di nuovo) a calci sugli stinchi (senza dargli il tempo di appoggiare il piede a terra) il Maligno che non balla!

scritto da Frank Spada · 4 febbraio 2013, 11:05 · 

 

Una querelle o una Querelle?

scritto da Joe Perfiumi · 4 febbraio 2013, 11:44 · 

 

Caro mr. Joe, la domanda da lei posta con il sagace intuito che contraddistingue le sue riflessioni non anguste, appare Universale e mi porta a una sola conclusione: l’ambaradan di Google Chrome non mi funziona, nonostante abbia provveduto ad aggiornarlo con Downloud e Installer dell’ultima versione.
E allora?
Per il momento, e in attesa di novità certificate, controllerò quel che combina il mio compare con Internet Explorer.

scritto da Frank Spada · 4 febbraio 2013, 15:56 · 

 

Non pensavo che lei fosse così tecnologicamente consapevole, Frank!

scritto da anna · 4 febbraio 2013, 17:23 · 

 

anna – tutt’altro, come lei stessa mi dimostra.

scritto da Frank Spada · 4 febbraio 2013, 17:34 · 

 

Resta il fatto che grazie a questo blog ho visto Detour, un noir che non conoscevo: lei oltre che cinefilo… cineasta!

scritto da anna · 4 febbraio 2013, 17:52 · 

 

Acrobatici arpeggi visivi, mi alienano, su un confine et(n)ico tra un messicano idealista e un infernale gringo.Ad arricchire questo pentagramma barocco il miraggio di un diesis veggente a cui sono affidate le note di chiusura.
“ A modo suo era un grand’uomo… Ma che importa quello che si dice di un morto? “
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Un letterato “ anglosiculo “ diceva che un fiore profumerebbe ugualmente anche senza il suo nome originario, quindi non ha di che scusarsi Frank Spada. Ringrazio lei – e Chi con lei – per il benvenuto. Saluti.

scritto da Salvatore Pace · 4 febbraio 2013, 18:08 · 

 

E meno male anna, Salvatore Pace, considerato che mi aspettavo pensieri, riflessioni, impressioni e pareri a frotte e invece, complice il fine settimana… ah, Orson il magnifico zuccone e Lola con la sua pianola, e le citazioni che… vi ringrazio cinefili sul serio, carissimi amici.

scritto da Frank Spada · 4 febbraio 2013, 18:36 · 

 

Detour, che “chicca”, Frank!
L’infernale Quinlan lo conoscevo gi(senza accento) e mi congratulo con il cinefilo Salvatore Pace per aver riportato testualmente la “battuta” del finale.
Buon lavoro a tutti.

scritto da paolo · 5 febbraio 2013, 08:14 · 

 

paolo – se il suo commento ci gratifica, nel contempo ci innervosisce per l’ambaradan che… accidentaccio!
Buon lavoro anche a lei.

scritto da Frank Spada · 5 febbraio 2013, 08:22 · 

 

Retrodatiamo il musicale a orecchie aperte, al 27 gennaio scorso, al giorno dedicato alla Memoria e al commento pubblicato. E passiamo al richiamo coincidente con i campi di concentramento e l’Olocausto, e al film the Pawnbroker di Sidney Lumet con il superlativo ebreo interpretato da Rod Steiger e la colonna sonora di Quincy Jones con Rosolino, quel Frank che link text
ps – quando la musica accompagna le immagini, la Storia.

scritto da Frank Spada · 5 febbraio 2013, 09:43 · 

 

Anche se il tema è drammatico, la musica fa volare leggeri, e ci vuole in questo febbraio pesante per il freddo e per tante altre cose (che purtroppo non sono stagionali come il freddo che fra poco se ne andrà, anzi non vogliono proprio sapere di farsi da parte…)

scritto da Carla · 5 febbraio 2013, 14:48 · 

 

Grazie dell’ascolto, Carla.
ps – notato gli ultimi secondi a schermo acceso e musica in silenzio? – il caso o un’inferenza, e la ragione spiega.

scritto da Frank Spada · 5 febbraio 2013, 15:22 · 

 

Sol Nazerman.
Per lui, solo un orso d’argento a Berlino.
Un pò poco, per tutte le spallate del passato che ingombrano il suo presente.
Mostriciattoli dentro i singoli fotogrammi.
Il treno, diretto al campo di sterminio ,ricavato dalle geometrie di una metropolitana.
Le infinite reti metalliche del lager evocate – mai invocate- dai latrati dei cani.
Solo un orso d’argento per braccare gli sciacalli dentro la baracca del campo di concentramento.
E quella frase che orbita attorno al mio impacciato imbarazzo.
“La prego,stia fuori dalla mia vita”.

scritto da Joe Perfiumi. · 5 febbraio 2013, 20:09 · 

 

L’interferenza di un aPPunto e aggiorno il mio san-san a paolo e Paolo Franchini.

scritto da Frank Spada · 6 febbraio 2013, 08:00 · 

 

Avviso agli utenti che utilizzano Google Chrome:
A causa di una codifica prevista nell’attuale versione di Chrome, gli utenti del blog che lo navighino utilizzando questo browser sono penalizzati da un difetto nella visualizzazione di molte parole.

Il problema è risolvibile da parte di ogni singolo utente in tre semplici click: dal menu di Chrome selezionate la voce STRUMENTI; nel successivo sotto-menu cliccate su CODIFICA e quindi selezionate la voce: UTF8

scritto da NdR · 6 febbraio 2013, 11:00 · 

 

Prova ne è, che ora c‘è e che basterà un po’ di pazienza ogniqualvolta vorrete commentare; in attesa che Google Chrome faccia la sua parte.

scritto da Frank Spada · 6 febbraio 2013, 11:52 · 

 

“Voglio dimenticare chi sono, cancellare i ricordi dalla mente,
bloccarli almeno… E’ tutto inutile, non ci riesco!
Puoi cambiare ambiente, mutare radicalmente la tua esistenza, ma prima o poi una certa frase, un motivo canticchiato da qualcuno per la strada, ti riporta indietro… e, allora sei fregato!
Nella vita, qualunque strada un uomo decida di percorrere se il destino gli è contrario lo aspetta al varco e gli fa cambiare direzione.
Sì, il destino: questa forza misteriosa può puntare il dito contro di me, o contro di voi, senza una ragione apparente… The End
Una deviazione che fa eco ad un viaggio altrettanto lungo e travagliato (Odisseo, però, fu più fortunato … _alla fine _).

scritto da Valentina Contarino · 7 febbraio 2013, 00:12 · 

 

Versetto altalenante
Mai prendersi troppo sul serio / Amare gli altri come amiamo noi stessi.
————————————-
Rientro ora da una commissione appuntata su una skin nera, sotto il cielo azzurro e un poco velato, a Ovest, raggelato…

Valentina Contarino, ero certo che avrebbe visto Detour e lasciato i suoi pensieri citanti le battute del finale, oltre a una riflessione non deviante.
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Quanto a Edgar G. Ulmer, il regista, guarda caso, nacque a Olmutz (u con dierisi), che all’epoca faceva parte dell’impero austro-ungarico.

scritto da Frank Spada · 7 febbraio 2013, 09:15 ·

 

Il mio vecchio professore di latino.
Faceva colazione con Ovidio.
Pranzava con Ovidio.
Cenava con Ovidio.
E suppongo ci dormisse.
Così era scritto.
“Sic erat in fatis”.
L’ha voluto anche sulla sua lapide.
Poi il tempo, a poco a poco, si è divertito a sfoltire le lettere.
Oggi, leggi un’altra cosa.
“Si rat atis”.
Mi suggerisce il senso di una parola misteriosa, carica di magia.
Siratatis.
Era destino che uscisse questa parola.

scritto da Joe Perfiumi. · 7 febbraio 2013, 11:18 · 

 

Joe Perfiumi – in effetti le mancanti c e i n f mi rimandano al friulano e al mistero idiomatico nascosto in Siratatis, quasi a voler dire serenate, contratte in spasmi di virtuosismi allegri, e letterari, qui link text

scritto da Frank Spada · 7 febbraio 2013, 11:51 · 

 

“Le braci”, un libro questo che mi ha tenuto compagnia non troppo tempo addietro e che tanto mi incuriosì, tanto da tenermi appesa tra una lancetta che aveva smesso di segnare l’ora e una voce di molto alzata nel silenzio d’una notte foriera di cambiamenti. Un magnifico soliloquio in cui l’autore, per bocca del suo ufficiale di carta, tocca in più punti anche il tema del destino. Ora, probabilmente nulla ha a che vedere con un docente beffato dal tempo persino nella sua ultima dimora, o di un pianista sfortunato, ma vale la pena riportarne un breve tratto:
“L’uomo e il suo destino si realizzano reciprocamente modellandosi l’uno sull’altro. Non è vero che il destino si introduce alla cieca nella nostra vita: esso entra dalla porta che noi stessi gli abbiamo spalancato, facendoci da parte per invitarlo ad entrare. Non c’è infatti essere umano abbastanza forte e intelligente da saper allontanare, con le parole o con i fatti, il destino infausto che deriva, secondo una ferrea legge, dalla sua indole e dal suo carattere.” 

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Frank Spada il sole è alto da queste parti, il cielo azzurro, il freddo: pungente! Ma… soffia, anche qui, piano. “Il vento del cambiamento viene sempre da Ovest” mi han detto qualche giorno fa; dopo mi è venuto un gran mal di testa.
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Buona sorte a tutti.

scritto da Valentina Contarino · 7 febbraio 2013, 13:38 · 

 

Sic erat satis…mò basta! Ex alunno collo scalpellino…anche se la perfetta costruzione latina sarebbe un’altra…

scritto da Leila Mascano · 7 febbraio 2013, 14:35 · 

 

Valentina Contarino
Dalle mie parti il tardo pomeriggio ha arrossato il cielo soffiandolo da Est; le previsioni dicono che presto il sole annerirà Roma.
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Leila Mascano
Bentornata, gaiamentegentilmente!

scritto da Frank Spada · 7 febbraio 2013, 18:24 · 

 

Il fatto che ieriesera, subito dopo due piatti di trippa fumante,riuscissi a pensare, costituiva un fatto importante.
Conservare una parvenza di lucidità era un luminoso segno di efficienza, fievolmente minata dal timballo di mascarpone.
E al caffè, corretto da due marcate dita di grappa di marca,mi è sbocciato il tema della serata.
Oddio, più che un tema, un refolo di riflessione inquieta.
Anche se, a dire il vero, la grappa non era poi di marca.
Ragionavo sulla maggioranza delle lingue nel mondo, destinata all’estinzione.
Ineluttabile crudele corso degli eventi.
E riacciuffavo con la memoria una fotografia di una vecchia signora, Marie Smith, così si chiamava,già traghettata oltre gli ottanta anni.
Marie era l’unico essere rimasto a parlare l’eyak, una lingua dell’Alaska.
A gridare la sua solitudine, in mezzo ai ghiacci.
E la sua unica frase volava alle orecchie dei lupi.
“E’ orribile essere rimasta sola”.
Un idioma che se ne va, trattato alla stregua di un idiota inascoltato.
Addio magico eyak.
Dissolto ,dentro le rughe di una felliniana Smith, come la grappa nel mio caffè,forse perchè non eri di marca.

scritto da Joe Perfiumi. · 8 febbraio 2013, 08:19 · 

 

Joe Perfiumi
Dal Joibe grasso il friulano, e da una Smith la rima dolce, la sua marcata riflessione non arresta il confluente che l’ascolta.
Se poi la mary-jane si affusola le dita, lo si deve all’abitudine di un corno alla francese che mi rivolle a ottobre pour l’arguer de l’arabesque tres formidable/ganesque que le galop… écoutez link text

scritto da Frank Spada · 8 febbraio 2013, 10:01 · 

 

Anche qui il sole ha arrossato il cielo in un tramonto magico. Le previsioni annunciano neve ma il cuore e il naso si illudono di un annucnio di primavera.

scritto da Carla · 8 febbraio 2013, 17:30 · 

 

La conoscenza rende visibili i curiosi
Se un uomo mette in gioco le parole e una donna lo precede affiancata da una Dama , certamente non mi chiedo chi impersona la nobildonna che ossessiona con un picche nero un Asso (anche in un film) settecentesco ed epocale.
Buona nottata.

scritto da Frank Spada · 8 febbraio 2013, 18:20 · 

 

Questa notte mi pedinava l’ombra di San Valentino.
Non saprei chi glielo avesse ordinato.
Presumibilmente, lo gnomo dei baci nelle tenebre.
Avevo molta sete.
Per fortuna, sono un previdente incallito.
Tengo sempre un bicchiere d’acqua sopra il comodino . E sotto,
un bicchiere di gin.
Le inversioni sono discretamente frequenti, anche perchè i comodini, se vi prendete la briga di osservarli bene, hanno un sopra molto ambiguo.
Un sopra che si atteggia spesso a sotto.
E mentre buttavo giù un sorso, mi domandavo chi ,nella infinita storia del cinema, avesse baciato meglio.
Ho eliminato Butler, per via delle segrete confessioni di Rossella che si lagnava del viziaccio di Rhett ,tendente a respingere le labbra con il nervoso mento (da qui l’abusata ma pertinente battuta di Via col mento).
Poi ho escluso il brodo di giuggiole di Ingrid con Cary,uno smack dietro l’altro, quasi tre minuti di lappate , interrotte oltretutto da una fottutissima telefonata.
Buttando giù un altro goccio, ho soppresso dalla lista, in una sorta di affrettato delirante lotto,
le effusioni di Stewart in Scaramouche , quelle di
Kirk in Spartacus e quelle di Gregory in Vacanze romane.
E siccome la notte porta consiglio, ho pure cancellato dall’elenco dei papabili il greve e passionale bacio che Burt ha inferto a Deborah ,su una spiaggia del 1953.
Con la sabbia che si fonderà in segatura degli angeli, Da qui all’eternità.
Poi mi ha preso un accenno di sonnolenza, perchè contare i baci è un pò come contare le pecore.
Intanto , accanto alle pecore , traccheggiava la cagnolina Lilli, pronta a stampare tutto il suo affetto sul naso di Biagio.
I pensieri mi si sono attorcigliati attorno a certi indisciplinati contropensieri,e il mezzo bicchiere d’acqua, forse di gin, si è rovesciato sul lenzuolo.
Ero d’improvviso sulla prua del Titanic , un pò imbarazzato davanti ai visi cuciti di Leo e di Kate.
Poi, appena dietro il sipario allestito da Luchino, dentro il suo Senso ispirato dalla immensità della tela di Hayez,ho scorto il bacio più bello della storia del cinema.
Era il mio, nello scantinato del condominio al civico numero 87.
Il mio, impacciato, ferito in partenza, ansante all’arrivo,sulle torride labbra di Ortensia.
Altro che Nuovo Cinema Paradiso.
E quando Ortensia mi rivelò che ci si baciava anche con la lingua, io ebbi l’ardire di uscirmene con una grassa risata.
“Questa è davvero buffa”, le dissi.
Lei se ne andò, scuotendo la testa come un cagnolino sulla Simca.
Che cinema, ragazzi, al civico numero 87.
Mentre Ortensia se la rideva con gli altri ragazzi del condominio.
Tutti insieme appassionatamente.
Tranne il sottoscritto.

scritto da Joe Perfiumi. · 9 febbraio 2013, 09:19 · 

 

Avrei voluto, ma stamattina il mio pc… se salto un fosso e fisso quell’abisso… pum! non vale la candela che ironizzando l’Io ne fa parafrasi di un tale che poi ti guarda pure Lui e Nietzche… Joe, che carellata splendida la sua giovinezza varesina!

scritto da Frank Spada · 9 febbraio 2013, 15:20 · 

 

Signor Joe Perfiumi non glielo ha ordinato nessuno ma l’ombra di San Valentino è incombente e non fa conti anagrafici. La sua carrellata così ricca e significativa mi ha permesso di ripassare un po’ la storia del cinema ma non posso essere che d’accordo con lei. Il mio primo bacio, sotto un banalissimo palo della luce, all’imbrunire di un dì di maggio, disurbato soltanto dalla presenza di un reggimoccolo sguinzagliato da mio padre, riesce ad oscurare persino quello immortalato da Robert Doisneau per intenderci. Tengo a precisare però che nel mio caso la più imbranata ero io.
E al Signor Spada mi viene da chiedergli se la storia del pc non sia solo un modo per eludere…

scritto da loretta fusco · 9 febbraio 2013, 17:30 · 

 

Gentile loretta fusco, non ho mai sviato l’attenzione che molti tra di voi… gioco senza imbrogli, scrivo senza falsare… amo e bacio chi mi pare e stento a credere che lei… suo padre, il suo ricordo, grazie.

scritto da Frank Spada · 9 febbraio 2013, 18:32 · 

 

È stata una giornata pesante:questa la premessa. 

Gironzolavo per un supermarket in cui non ero mai stata e in cui, probabilmente, non ritornerò. Cercavo il mio tè: miscela classica, per carità! Ero confusa, la mia esistenza stipata in 8 scatole e una valigia di modeste dimensioni. Vagavo in cerca di teina: inglese, per cortesia! Che gran mal di testa. Da non molto avevo sperimentato la solitudine acre del “dove sbatto la testa adesso?” Rimuginavo a occhi bassi e sguardo oltre il pavimento bianco sudicio: diamine di un tè! Poi… la crisi, quella economica, mi sbatte in faccia (o meglio, mi cade sui piedi insieme ad innumerevoli occhiatacce). La crisi, già. Raccolgo bofonchiando quella mezza dozzina di scatolette di metallo blu finite sul pavimento per colpa dei miei pensieri e… Baci di Perugia, confezione da 20, con tanto di fiocco rosso alla san Valentino, alla modica cifra di euro 3.99. Persino loro – penso, sempre bofonchiando – sono stati costretti a calare i prezzi per non calare le saracinesche. San Valentino: scontato pure lui e i suoi baci. Adoro quei cioccolatini, a tal punto da tenermene a debita distanza per non morirne intossicata. Trovo quello che cerco, il tè con confezione rossa riconoscibilissima. Alle casse faccio presto, ma ormai è tardi: dopo lo scontro con le scattolette di metallo blu, ho aperto gli occhi dando il via alle mie sciocche speculazioni. Ma perché più si è squattrinati più si diventa melanconici? Chiudo Modigliani e Montparnasse lì da dov’erano usciti e mi allontano da Parigi. È tutto così rosso intorno a me e nelle vetrine, che temo di aver fatto un salto indietro e scoprire che domani sarà, di nuovo, Natale! “Per fortuna” si tratta solo di San Valentino… Divago come un pescecane che nuota attorno al suo bocconcino. Baci, dicevamo. Alla francese, quindi. Ma anche “a stampo”, tipo timbro. Al cinema se ne vedono di scoraggianti. Li guardi e pensi: io sarei già morto per mancanza d’ossigeno. Li guardi e dici all’amico sedutoti accanto: in questo ci deve per forza essere qualche effetto speciale. Li guardi e ricordi: il mio primo è stato tutt’altro che cinematografico, forse tragicomico. Un po’ come il ruolo di Mercuzio nella tragedia shakespeariana. E se ci penso… se ci penso… ricordo anch’io il mio primo bacio. “Il matrimonio: fuoco e fiamme per un anno, cenere per trenta”, ecco cosa c’era scritto!

scritto da Valentina Contarino · 9 febbraio 2013, 21:38 · 

 

No al superficiale / W l’approfondimento
bacio, baci, bacia, baciamo ci, baciate vi, ri baciano curiosi.

scritto da Frank Spada · 10 febbraio 2013, 06:48 · 

 

E dunque link text

scritto da Frank Spada · 10 febbraio 2013, 07:24 · 

 

Annette Schavan, ministro dell’istruzione,ha rassegnato le dimissioni, alzando le quotazioni della Germania, che mai è entrata nel mio cuore.
Con coerente rigore, si è accomiatata dal posto di potere ,per avere copiato, una vita fa, alcuni passi della sua tesi di dottorato, presso l’Università di Dusseldorf.
Una rapida considerazione.
Che avrebbe fatto, al suo posto,uno dei nostri capi di dicastero?
Non si sarebbe sognato di spostare le sue chiappe a ventosa di una molecola di centimetro.
Forte di un incontrovertibile postulato.
“Una tesi di laurea scopiazzata è semplicemente una ipotesi di reato”.
E plagiare ipotesi,ad oggi, non rappresenta elemento di infrazione di legge.
In sintesi.
L’ipotesi di una tesi scimmiottata è assimilabile alla tesi di una ipotesi non dimostrata.
Ergo.
Le dimissioni di Annette Schavan evocano un grave atto di disaffezione nei confronti del proprio Paese.
Còpia, fra l’altro,significa grande quantità d’amore nei confronti delle Istituzioni.
Copiando, si serve lo Stato.
Annette,perchè te ne sei andata Annette?
Chi sfamerà la tua famiglia, rimasta senza pan germanesimo?

scritto da Joe Perfiumi. · 10 febbraio 2013, 08:55 ·

 

Ho scritto No al superficiale / W l’approfondimento.
Tralascio ogni indifferenza sul presente del Baciare, ma non quella di un link text che se non basta lo ricopio tale e quale.

scritto da Frank Spada · 10 febbraio 2013, 09:08 · 

 

Caro Frank,
ho apprezzato molto il suo pezzo su Riaprire il fuoco.
Saluti… e baci!
Germana

scritto da Germana · 10 febbraio 2013, 17:14 · 

 

Lì per lì
fu così che mi istruii
su di un fatto che per tatto
non commento con sgomento.
Salta all’occhio un certo doppio
col baffetto a far duetto
e mi chiedo, non con tedio,
se è la lente che mi mente
o la bomba che mi affonda.
E la Storia è sempre spuria,
il nonnulla si rifrulla:
l’astrazione – è mia opinione – 

non è altro che un’ Eccezione.

scritto da Valentina Contarino · 10 febbraio 2013, 21:38 · 

 

Questa splendida dissertazione sul perché del jazz risulta affascinante anche a chi come me non ne ha che una conoscenza superficiale perché non si limita raccontare ma stimola approfondimenti e riflessioni attraverso un atteggiamento di ricerca completo che include anche l’ascolto in una evocazione di immagini e atmosfere. Visto in questa nuova luce questo genere musicale acquista un significato ancora più profondo e Frank Spada nel caso di Django Reinhardt sembra aver trovato nel dramma dell’identità le ragioni che stanno alla base della sua insuperabile musica, tutt’uno con la sua vita. Chissà se l’incidente che lo portò a rinunciare forzatamente al banjo per la chitarra non fosse scritto nel suo destino consegnandolo alla Storia. Fu pura genialità? Ascoltarlo può fornire la risposta. Come nel caso di Boris Vian eclettico ingegnere, scrittore francese nonchè musicista jazz e altro ancora che con le sue canzoni e La java des bombes atomiques ne è un esempio, attualizza tematiche mai spente.

scritto da loretta fusco · 10 febbraio 2013, 23:00 · 

 

Commento: E proprio oggi il mio babbino…
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Grazie Germana!
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Grazie Valentina Contarino rinviante un bacio travestito da argentino snocciolante in capo una fragranza di gran lunga superiore.
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Grazie loretta fusco allettato non lo nego ma ficcante stimolato e umile lo affermo.
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... e a Roma Caput Mundi che vorrebbe rianimare le animelle a ore 20, e a fine mese, mentre invece s’era detto anticipando il viaggiatore in un soggetto a nuvolette bianche incatramate nere che il Sole nero...

scritto da Frank Spada · 11 febbraio 2013, 16:30 · 

 

Sono solo due le cose che contano: l’amore, in tutte le sue forme, con belle ragazze, e la musica di New Orleans e di Duke Ellington – questo Boris Vian.
Poi il Bebop; e vi dico che le tutte le ragazze sono belle, soprattutto quelle senza et… (*a* accentuata, eccome!) mentre ascoltano entusiaste Horace Silver che muove per tutti l’altalena e Fats Navarro che ripete a Miles le parole di Dizzy su come prendere le note: Pi… (*u* accentato pure questo) che nel bocchino quelle alte devi prima acchiapparle nella mente link text

scritto da Frank Spada · 11 febbraio 2013, 18:02 · 

 

Caro Spada, il susseguirsi dei suoi metaforici pensieri &232; affascinante e Riaprire il fuoco lo dimostra.
Un caro saluto a Carla Casazza che la segue attenta e puntuale.
Grazie per il bepop di un bocchino e un’ancia :)

scritto da anna · 12 febbraio 2013, 08:03 · 

 

Grazie annaa (accentuata) e appassionata ascoltatrice di u n (accentato pure lui) quintetto stratosferico.

scritto da Frank Spada · 12 febbraio 2013, 08:20 · 

 

Gliel’ho detto caro Frank che le sue lezioni, o meglio appunti musicali sono un invito irresistibile. Brani scelti, perfetti per potersi avvicinare al jazz affinando orecchio e sensibilità. Senza azzardare ipotesi interpretative basta l’ascolto a proiettarti in isole immaginative dove l’improvvisazione è arte.
Buona giornata e grazie!

scritto da loretta fusco · 13 febbraio 2013, 10:07 · 

 

Dunque il Bebop, dunque un romanzo, dunque… sono io che la RI-ringrazio, cara Loretta.

scritto da Frank Spada · 13 febbraio 2013, 11:19 · 

 

Vorrei parlare dei misteri…sì, quelli di quelli che ti sorridono, se li incontri vanno in estasi, chiamami, telefonami, dobbiamo vederci! Poi, il nulla. Ma davvero ho un brutto carattere io, che ‘ste manfrine non le posso fare, ché in faccia mi si legge tutto? Io non dico di tornare alla clava, per carità, ma un po’ di sincerità in più forse gioverebbe a capirsi meglio, e non si offenda l’amica che telefona a ogni morte ( o dimissione di papa) se subito le chiedo: Che ti serve?

scritto da Leila Mascano · 13 febbraio 2013, 14:41 · 

 

Il mistero del tascabile
Ovvvero quello tridimensionale di uno stato che nel presete afferma che un concordato capovolto basta.
Una novità assoluta sul potere temporale, tipo-marcato: tic-tac tic-tac tic-tac. Che un’istante dopo il futuribile sorprese pure me; tanto che vi dico che nulla va dato per scontato.

scritto da Frank Spada · 13 febbraio 2013, 15:53 · 

 

Neanche l’amicizia, tanto per intenderci. Perché se è facile, faccia a faccia, fingere ciò che non è, è ancor più facile dissimulare dietro la cornetta di un telefono. Ovvero, come i misteri…vengono per nuocere.

scritto da lorettafusco · 13 febbraio 2013, 17:23 · 

 

loretta fusco
ovvero, cliccando sul suo nome, limito il commento puntinato alla sua stima.

scritto da Frank Spada · 13 febbraio 2013, 18:42 · 

 

Che ti serve o Che fare?
Se i Problemi sono scottanti , cara Leila, non ci resta che invertire rotta: scegliamo Lenin o Cemysevskij?

scritto da Frank Spada · 14 febbraio 2013, 08:10 · 

 

Et si parva licet componere magnis…
Non è che avessi delle idee brillanti in mente quando, indecisa se lasciarmi andare all’ilarità di una tavola imbadita di inutilità o mandare tutti al diavolo, scelsi la diplomazia del fumo di una sigaretta per allontanarmi. Il fatto che mi accadde poco dopo fu davvero particolare.
Un pupazzo di neve incupiva col suo candore il cortile scarno di vegetazione in cui mi ero rifugiata. Mi fissava, quel pupazzo, corrucciato per un cappello troppo rosa e impensierito per il suo prossimo futuro. Avrei voluto rivolgergli la parola, ma non mi sembrò una cosa intelligente; lui, comunque, dimostrò presto di non essere della stessa opinione. E così, tra il meditabondo e l’infervorato, mi scoccò un’irosa riflessione: – Sono vecchio e stanco!
Attaccò, senza che nessuno glielo avesse chiesto, l’interminabile sequela di lamentele: era stanco del suo ruolo di fantoccio a breve termine; era amareggiato di quel cappello che lo imbarazzava; era un cumulo di crampi per via delle braccia di legno in perenne semiapertura; era stufo di sentirsi dire che era freddo con tutti, lui che di neve era fatto. Il fumo di una divenne il fumo di molte sigarette. Il pupazzo continuava a lagnarsi. Affaticato dalla rabbia che via via cresceva, la fronte gli si fece lucida, il naso vitaminico cominciò a puntare verso il basso e un occhio di piastrella sanitaria perse quota appoggiandosi su uno zigomo paffuto. Lo guardai rattristata, ma con discrezione. Non volevo umiliarlo, sebbene nessuna delle sue lamentale mi avesse colpita sentivo di dovergli un minimo di rispetto. Il sole mi pizzicò le guance, guardai verso l’alto… capii cosa sarebbe accaduto di lì a poco.
La tua ignoranza è assordante, sono certo che di quello che ti ho detto non hai capito niente finora. Fai bene a tacere – mi accusò strozzandomi in gola l’ultimo tiro della gold – Io ormai ho deciso: domani mi sciolgo e lascio il posto!
Lo so, avrei dovuto rimanere in silenzio, ma sotto a quel sole incombente sulle nostre teste non riuscii a frenare la lingua: – Senti Pupo, a me pare che tu faccia acqua da tutte le parti, ecco perché vuoi evaporartene via. Io non la bevo la storia dei crampi.
Lui mi guardò con odio con l’occhio buono, quello rimasto attaccato alla faccia. Mi accusò ancora di lassismo morale, mi inveì contro in latino, italiano e piacentino, alla fine perse anche l’altro occhio di piastrella e il nostro faccia a faccia si concluse.
Mi sentivo sbigottita e delusa per una fumata rivelatasi tutt’altro che diplomatica. Rientrai.

Guarda quanta neve c‘è qui intorno – mi rispose D. quando gli riferì che il pupazzo cominciava a liquefarsi perdendo pezzi – non preoccuparti, cara: sciolto un Pupo se ne fa un altro. Vedrai che col prossimo andrà meglio.

scritto da Valentina Contarino · 14 febbraio 2013, 09:56 · 

 

Balzi e rimbalzi
A Ovest la temperatura scioglie i pupazzi e a Est li polverizza tra i bucaneve germoglianti.
A lato di una sponda la stecca guarda un pallino e aspetta d’incipriarsi la capocchia.
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Valentina Contarino
Chapeau!

scritto da Frank Spada · 14 febbraio 2013, 15:52 · 

 

Ieri sera,inseguendo il nostro Sabato Grasso.
Con gli amici(e le amiche)giusti(giuste).
Nessuno ne aveva abbastanza di quel pascolo di baldoria, lungo il sentiero dei lessi,fiancheggiato da calici piangenti.
Tutti attendavamo la tempesta del Vecchio Professore, con i versi più appassionati di Pablo Neruda,il suo Pablo, scanditi con furore sulla pista del biancostato.
Poi, d’improvviso, l’abito di Ortensia si è allargato in una macchia di nebbiolo.
E allora il Vecchio Professore ha preso un’altra strada,rammentando a tutti, o almeno ai superstiti,quel meraviglioso quadro impressionista.
Le déjeuner sur l’herbe,
quel pic nic dove le donne sono nude e gli uomini vestiti.
Nel frattempo, sugli antichi fasti di una mostarda, la mia vicina di sedia avrebbe voluto sistemare la sua maschera di damina.
Non era il caso.
Quando glielo ho sussurrato, urlandoglielo dentro il raffinato orecchio, lei ha reagito da vera signora, recuperando dalla manica della memoria un frammento di James Tipton.
“Sono nato in un punto imprecisato tra / il cervello e la melagrana/assaporando consistenze deliziose/di capelli e mani e occhi,/ sono nato dallo stufato del cuore / dal talamo infinito,per camminare /su questa terra infinita”.
Allora anche l’ultimo degli ululanti si è zittito.
Ed è calata a piombo una benefica quiete.
Come qualcuno poi sia riuscito a caricare il Vecchio Professore sulla sua Due Cavalli,resterà uno dei più grandi misteri di una vigilia del Sabato Grasso.

scritto da Joe Perfiumi. · 16 febbraio 2013, 11:35 · 

 

Proprio qui a Carnevale di due anni fa scrissi un piccolo post che affascinò qualche lettore, che mi persuase a continuare quello che era destinato ad esaurirsi in poche righe.Il mio romanzo picaresco, se posso chiamarlo così, sembrava destinato a dormire in un cassetto. Mi fa piacere che proprio a Carnevale ho firmato il contratto che ne farà un libro, un libro Robin, che dovrebbe essere pubblicato a settembre.

scritto da Leila Mascano · 16 febbraio 2013, 21:05 · 

 

Anda e rianda: Le avventure di Mademoiselle de Maupin
Quando un libro è una creatura destinata al canto.
Complimenti Leila!

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Gli uccelli, specialmente i piccoli volatili, non aquile o sparvieri ma passeri, pettirossi, cardellini, sembrano appartenere insieme al cielo e alla terra, messaggeri di gaiezza e innocenza. Basta un ritorno di freddo e ne troviamo qualcuno irrigidito, una piccola cosa di piume che pure è stata gioia e bellezza. Anche i bambini sono come i passeri, quando giocano insieme o sciamano all’uscita della scuola, e in certi momenti le madri rabbrividiscono senza un perché,e li cingono col braccio, quasi a volerli proteggere da quella folata fredda che ogni tanto si porta via qualche uccelletto, e non c‘è consolazione di paradisi possibili,né di altri canti gioiosi, perché allora la musica e l’allegria se ne vanno per sempre.
scritto da Leila Mascano · 18 febbraio 2011, 13:39

scritto da Frank Spada · 17 febbraio 2013, 07:05 · 

 

Oh! gli stufati all’ambrosina spruzzati di rosolio / i timpani in timballi / i vermicelli in barba / le piegoline cerebrali… in manica / caro Joe.

scritto da Frank Spada · 17 febbraio 2013, 09:53 · 

 

Utilities & service

- Ehi, guarda che le donne sono tutte ragazzine quando ti puntano gli occhi con il broncio!

- Figliolo mio, resta fatto che ogni volta che non sai come districarti dai guai… certo, anche quelli che ti sbianchettano le dita con il biancoroll che poi non sai che basta spruzzarli con l’anti-calcare che usi per lavare i piatti, strofinarli per benino… ah, dimenticavo, la puzza se ne va se poi le mani te le lavi con una normale saponetta.

scritto da Frank Spada · 17 febbraio 2013, 11:48 · 

 

Che bella sorpresa,doppia, Leila! Non ci lasci senza i suoi pensieri fino ad allora, però...

scritto da anna · 17 febbraio 2013, 14:38 · 

 

Oh, mamma mia, cara amica, non credo che vorrebbe neppure un terzo dei miei pensieri, senza contare che avrà già i suoi…Naturalmente scherzo, contenta che questo Carnevale mi abbia portato finalmente qualcosa che mi fa piacere, oltre all’influenza (per fortuna quasi superata). Mi consolo pensando che sono sempre in tempo per le frittelle di mele, che per me sono tipiche del Carnevale…

scritto da Leila Mascano · 17 febbraio 2013, 18:39 · 

 

Leila, non parlarmi delle frittelle di mele, dovrò prima o poi cimentarmi in cucina, ambiente in cui sono negato. Sarà il giorno in cui uscirà il tuo nuovo romanzo. Spero presto!

scritto da Andrea · 18 febbraio 2013, 11:21 · 

 

Al tempo e ai nomi, caro Andrea, ché anna… ma Leila si presenta sul proscenio o se ne sta in camerino a gingillarsi gli occhi con le lampadine capocchiate da uno specchio?

scritto da Frank Spada · 18 febbraio 2013, 11:57 · 

 

Caro Frank, da quanto ho letto, noto che il suo revolver sempre carico ( e, per fortuna, mai a salve ). Così come un perfetto gangster anni 40, non si fa scrupolo alcuno nel riaprire il fuoco e crivellare, a colpi di jam session e bebop, le cervella di povere anime irretite dal potere del jazz. Da vittima posso ritenermi soddisfatto di essere stato tirato dentro a questa carneficina e rinnovo i miei complimenti all’uomo dal grilletto facile ma mai scontato.

scritto da Salvatore Pace · 19 febbraio 2013, 06:34 · 

 

Le frittelle di mele, caro Andrea, sono deliziose e rispondono a due requisiti fondamentali: si possono fare con ingredienti semplici e a portata di mano,e con una perizia anche minima si ottiene un dolce profumato, appetitoso e pronto in pochi minuti. Un dolce in qualche modo amoroso, destinato a bambini o alla persona amata (chi mai si prenderebbe il fastidio anche minimo per prepararlo per sé?.Personalmente mi evoca stagioni felici, allegria e mi piace anche più delle chiacchiere, che qui son dette frappe, mentre quelle pallocchette delle castagnole non mi sono mai piaciute.

scritto da Leila Mascano · 19 febbraio 2013, 15:14 · 

 

Passiamo ai fatti, cara Leila… o ci da la ricetta o esce dal camerino e si presenta in palcoscenico.

scritto da anna · 19 febbraio 2013, 17:16 · 

 

Leila mi provoca dolcemente, con il doppio richiamo alle frittelle di mele.
Dalle parti di Ferrara, erano firmate dall’arte di nonna Gianna ,stratega del grande dessert.
Per sei persone : un bel litro di latte, un etto e qualcosa di pane raffermo, 4 mele renette,2 uova,la scorza grattugiata di un signor limone,70 cl. di anice,4 cucchiai di farina tipo 00, 2 cucchiai di zucchero semolato e un cicinin di olio extravergine d’oliva.
Tempo di preparazione, un’oretta, più il riposo.
Tempo di cottura : 5 minuti.
Tempo di cattura :immediato.
Scolate ed asciugate su carta assorbente, le belle frittelle ,ancora timidamente tiepide,regalmente cosparse di zucchero semolato, migravano alla bocca,per sentirsi spacciate.
E per finire, l’esaltazione della licenza poetica di nonna Gianna.
Le mele ,nella sua autorevole vocazione ai refusi illuminati,le battezzava ranette, e non renette.
Di fatto, saltavano al palato dalle ninfee del suo stagno, dove il cucchiaio di legno dettava i ritmi, mescolando adagio.
Quell’adagio che il pane raffermo sembrava fermo, pur lavorando per la nobile causa delle frittelle di mele.
Buona serata, Leila, anche se quelle pallocchette delle castagnole non mi sono mai spiaciute.
Buona serata, Frank.
A nonna Gianna, nella sua lunga vita, è forse mancato il ricettario di un pò di jazz grattugiato sulle sue troppe ore in cucina.

scritto da Joe Perfiumi. · 19 febbraio 2013, 17:53 · 

 

Rallegrato da colui che non s’ammoscia , mizzica le dico, Salvatore Pace
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Ai detti i contraddetti bene infornati e agli altri il rullio dei piedi, anna
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Con Joe Perfiumi vado liscio come l’olio, sempre.
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E rinvio a domani un promemoria interessante.

scritto da Frank Spada · 19 febbraio 2013, 19:08 · 

 

Prevede, la mia ricetta, un profumo soave che viene da un ripostiglio sotto il tetto, dove un tappeto di mele renette ti tenta alla fine di una scaletta scricchiolante. Cinque, le più belle, e non di più vanno scelte, al suono tintinnante d’un gregge lontano. Dalla finestra, azzurro di mare e cielo e verde di campi.E una cucina grande e antica, con un grosso grembiule e un gran tavolo di legno dove con acqua, farina, olio, lievito, uova e un pizzico di sale, lavorare la liscia ed elastica pasta che col latte raggiunge la morbida consistenza d’una guancia di bambino. Bisogna salire fino allo sportello più alto di un’antica dispensa, a fatica tirare giù il liquore da cui prendere appena un bicchierino…Intanto grattare finissima la scorza di un limone, altro profumo inebriante, e col macinacaffè fare lo zucchero a velo…Debbono, le mele, affrontare la lucida lama del coltello con un brivido, asprigne e croccanti, lo stesso brivido che provi tu a maneggiare il temuto coltello…ad accendere il fornello, dosare l’olio, gettare la mollica per saggiarne il calore, e poi…una dopo l’altra le belle rondelle tuffate nella pastella vengono raccolte e fatte scivolare nell’olio, la ricca veste s’increspa come un tutù e si dora, e qui come un prestigiatore al circo mantenere il ritmo, scolare sulla carta assorbente, tuffarne un’altra subito, e intanto le disponi sul piatto fino a quell’ultima, piccoletta, che lasci per te…La nuvola di zucchero ottenebra la vista, insieme al buon profumo che ti resta addosso per un po’, profumo e non odoraccio di fritto, perché sei stata brava, bravissima,e disponi ora una piccola, preziosa ciliegia sotto spirito al centro, solo una, per il prediletto, e che sarà l’ultima a sparire, come le tracce dell’incantesimo; brilla di nuovo la cucina, ma le frittelle sono calde quando i passi amati giungono. “Mamma mia! Le frittelle…” e tu modesta fingi indifferenza, perché con quelle frittelle ti senti “grande” e innamorata.

scritto da Leila Mascano · 19 febbraio 2013, 20:22 · 

 

hic et nuc...
And so… conditio sine qua non / obtorto collo / sed alea iacta est .. visto che alla noia dei secchioni preferivo i trastulli con il Cinema o il Bebop della grammatica, che marinavo a giorni alterni per cambiar morose al Sunday, che alle parole serie preferivo Le parole nel vuoto o quelle travolgenti e contraddette di un finale che non anticipava Il quaderno rosso e Qui Quo Qua v’informo che ipso fatto, da questo stesso istante, mi stacco squillante dai comandi e mi assento per lavoro… fino a fare in tempo a un voto mattutino, con il weekend concluso, che questo non me lo gioco proprio (also play, if you want).
Buone giornate a tutti.
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Comunque sia
avviso e invito gli Urbinati, amanti della poesia, che a cura dell’ Associazione Culturale in Trastevere – Aleph – di Luigi Celi e Giulia Perroni – Vicolo del Bologna 72 ─ Roma (dietro Piazza Trilussa) Venerdì 22 febbraio 2013 ─ alle ore 17,30 – troverete l’amico Mario Quattrucci con le sue Poesie edite e inedite presentate da Aldo Mastropasqua, lette da Giulia Perroni e dall’Autore stesso.

scritto da Frank Spada · 20 febbraio 2013, 09:07 · 

 

Buon viaggio caro Frank e a presto!

scritto da Carla · 21 febbraio 2013, 18:02 · 

 

Le matite dei seggi.
Penso, con protettiva tenerezza,alle 369.596 matite dei seggi elettorali.
Con tutti quei milioni di votanti, pronti a metterle in croce.

scritto da Joe Perfiumi. · 24 febbraio 2013, 09:31 · 

 

Se le frittelle sono quelle di sua madre, caro Frank, quelle di Minnie sono tutte per Marlowe!
Buona domenica e buone morose, simpaticone :)

scritto da Germana · 24 febbraio 2013, 10:32 · 

 

Carla – il suo augurio ha favorito i miei incontri. grazie.
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Joe Perfiumi – vien da chiedersi se il prezzo delle schede comprendeva la cancelleria o la gomma americana era gratis.
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Germana – lei sa molto altro, sa.
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In memory of Bianca M. B. (1909 – 2013) – amante dell’Arte, maestra di Vita, munifica Friulana.
by Dodo, Barney and Me linktext

Tuffati ragazzo, e batti liberamente la tua rotta, i sette mari in corsa fino a scivolare lungo le sette bellezze che moltiplicate sette diventano tre gambe; che vinnalzano un’isola a tre punte e, al centro, il volto di una donna, la costellazione mitica che ti guiderà a ritroso alla ricerca del rimedio all’afasia, al silenzio e alla sua radice u, oppure eu; e a quel gioco solitario con te stesso che si perpetua utopico, in nessun luogo e in compagnia di chi ti guarda e immaginando ascolta.

scritto da Frank Spada · 25 febbraio 2013, 14:42 · 

 

Primaverilità

- Che ti avevo detto?

- Lungi da me…

- Certo, almeno mille miglia dallo sfacelo, ma ormai il Sole nero...

- Proprio a Roma ?

- Certo.

- In marzo ne vedremo delle belle, allora!

scritto da Frank Spada · 26 febbraio 2013, 11:35 · 

 

Black & White

Tutto da ascoltare / sei pistoni e quattro labbra / fino a formidabile finale, un testa a testa anticipato dalla voce nera e spiritosissima di Clark link text

scritto da Frank Spada · 27 febbraio 2013, 09:34 · 

 

Curioso che io veda adesso questo post, proprio quando i miei sogni mattutini mi hanno portato l’immagine di un obiettivo rovesciato che nei riflessi coglie l’anima, lasciando all’immagine originaria il ruolo di doppio sfocato e indistinto…
Grazie, Mr. Frank, i suoi testi sono una benedizione per chi (come me) ha il cervello ottenebrato dalla pigrizia… o dal virus influenzale!

Buona giornata, Mr. Frank… a lei e a tutti gli ospiti del suo blog!

scritto da Mimmo Di Giuseppe · 27 febbraio 2013, 12:37 · 

 

Bentornato caro Frank! Anche se forse…meglio altri panorami di quello triste della politica italiana (e dei connazionali autolesionisti). Speriamo che presto venti di primavera portino belle novità!!!! :-)

scritto da Carla · 28 febbraio 2013, 07:47 · 

 

Gentile e inaspettato Mimmo Di Giuseppe, ho l’impressione che lei sia molto addentro nell’idealità iconografica di un via di testa e del suo compare .
Il fatto non mi lascia indifferente, anzi, mi rallegra molto dandomi lo spunto per darle il benvenuto e suggerirle di farsi sentire liberamente quando vuole.
Mi permetto, inoltre, di invitarla ad agganciare il nome al link del suo bel fare fotografico.
Buone giornate.

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Carla
Dei politicanti malmestosi in uno stagno mi interesso poco, confidando in un pulsante e uno sciaquone per allontanarli dove meritano.
La primavera, invece, si sente, si sente tanto che a giorni, in breve, le parole a stampa usciranno in tutta Italia e il sole… nero come l’Urbe… biografie esposte.

scritto da Frank Spada · 28 febbraio 2013, 08:47 · 

 

La Primavera botticelliana apparirà a giorni e io sedotto la seguirò su tappeti di chiodi, dimenticandomi che altri non è se non la reincarnazione di un fachiro con cui litigai per un parcheggio a Nuova Delhi. Meglio rilassarsi ancora seduto vicino al caminetto, l’ideale per un buon libro. Buonasera Frank.

scritto da Andrea · 28 febbraio 2013, 16:05 · 

 

Già ci ha fatto compagnia l’anno scorso un bel libro, l’Antologia del Falcone Maltese 2011, curata da Pasquale Pede e Mario Quattrucci, poeta e scrittore di piacevolissimi gialli ambientati a Roma, raccontata come un romano innamorato della sua città può fare. Il libro, bello anche come oggetto, raccoglie racconti noir scelti per la loro originalità, piuttosto che per la notorietà o meno dell’autore. Scelta anticonformista e saggia, che giustamente premia anche ottimi scrittori “giovani”, nel senso che da pochi anni hanno cominciato ad essere pubblicati e amati.E poi c‘è una bella carrellata di immagini tratte da noir celebri…insomma, un libro che fa piacere avere nella propria biblioteca. Quest’anno la bella avventura si ripete, e tra gli autori chiamati a comporre questo nuovo libro almanacco c‘è Frank, con un racconto per il momento…segretissimo! Un bel momento questo, quando i rovi si vestono di fiorellini bianchi e profumati, e valeva la pena un inverno di spine per assistere al miracolo della vita e della primavera che si rinnovano. Auguri quindi a Frank e grazie per questo bel regalo, che se qualcuno volesse e avesse difficoltà a procurarsi, potrà richiedere a Roma alla libreria Nerosubianco o direttamente alla casa editrice.

scritto da leila mascano · 28 febbraio 2013, 16:47 · 

 

Mi accorgo di una involontaria omissione: già l’anno scorso Frank ha pubblicato sul precedente volume una delle sue storie noir, e visto che la storia è piaciuta molto, anche quest’anno sarà nella prestigiosa rosa degli autori.

scritto da leila mascano · 28 febbraio 2013, 18:17 · 

 

Che vuole, Mr. Frank, provo ad approfittare di autori, opere e occasioni che permettono di indagare in noi con gli occhi (e le lenti!) del nostro doppio, costringendoci a fare i conti con realtà multiple.
Eventualità che oggi sono assai rare, sia in letteratura sia nella vita di ogni giorno.
E forse anche in fotografia, ma è il mio compare a suggerirmi questo parere! Si sa che io non sono un esperto di fotografia, semmai un grande appassionato.
Ancora grazie, Mr. Frank! Cari saluti e a presto…

scritto da Mimmo Di Giuseppe · 28 febbraio 2013, 22:12 · 

 

Andrea – grazie per le siamesità delle intenzioni.
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Leila Mascano – con lei ho un conto aperto tutto a mio sfavore: farò fatica a pareggiare la sua benevolenza e le sue buone opere.
Mi rallegro in ogni caso, anticipatamente, nel ri-trovarci uniti in Robin Edizioni!
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Mimmo Di Giuseppe – la ringraziamo per l’arricchimento del nostro piccolo panorama; augurandole di cuore la migliore visibilità delle sue personali immagini davvero interessanti e ricche di suggestioni.
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A Mario Quattrucci rivolgo un cordialissimo saluto di stima e affetto, segnalando a tutti il suo ultimo lavoro link text

scritto da Frank Spada · 1 marzo 2013, 08:02 · 

 

Buongiorno, caro Frank, bentrovato! Che piacere constatare che il cannocchiale continua a rinnovarsi.
Un saluto dal Nord, anche qui la primavera sta per esplodere, pare. Ieri mattina all’alba abbiamo finalmente sentito il merlo cantare. Porca miseria! – direbbe, magari un po’ a sproposito, un caro amico… ;-)
Buona giornata, Frank, a te ma naturalmente anche a tutti gli ospiti di questo bel blog.

scritto da Camilla P. B. · 1 marzo 2013, 08:46 · 

 

Camilla P. B.porca miseria che sorpresa! E pure il merlo… fermi le nuvolette dei suoi canti e faccia attenzione: qui siamo a qualche miglio dalla costa, sa, e i richiami in volo sono i versi allegri di un pettirosso (so, dearest friend and family, it’s exciting like a robin).
Thanks and happiness, and see you later.

scritto da Frank Spada · 1 marzo 2013, 09:15 · 

 

Da qui il pettirosso se ne è giá andato, ulteriore conferma dell’imminente cambio di stagione. Che poi, ad essere precisi, la primavera che tutti aspettano entrar in scena all’equinozio del 20 (o 21) marzo, meteorologicamente parlando inizia proprio oggi!
In casa, trionfo di fiori sui toni del rosa. Fuori… grigio in tutti i suoi toni e… freddo boia!!!
Buon pranzo, caro Frank!

scritto da Camilla P. B. · 1 marzo 2013, 11:01 · 

 

Condivido le previsionalità al barometro – sta sempre alle mie spalle, semplicemte cara e ultracara Camilla P.B. -, e infatti il 17 marzo ricorrerà San Patrizio, coincidente con il compleanno di un via di testa e del suo compare, e in libreria apparirà un libro-saggio Robin Edizioni (antologico AA.VV.) intitolato Sole nero a Roma che si farà apprezzare per un’autobiografia concisa e personale.

scritto da Frank Spada · 1 marzo 2013, 11:39 · 

 

C’è nell’aria qualcosa di nuovo, oltre all’avvicinarsi della conclamata primavera. Un sole non propriamente classico, anzi un ossimoro ci illuminerà tutti, gratificando un via di testa e il suo compare che a quanto pare ne dovrebbero sapere qualcosa. Vero Frank? :-)

scritto da loretta fusco · 1 marzo 2013, 13:39 · 

 

loretta fusco – qui lo nego riaffermandolo!

scritto da Frank Spada · 1 marzo 2013, 16:08 · 

 

Mi dicono che ,dalle parti del Canton Ticino,abbiano aperto un Idragogò.
Un piccolo accogliente locale da ballo,dove si beve solo acqua.
Solo acqua, capite?
Il bancone della vodka e del gin è stato rigorosamente sigillato,dopo un referendum.
Serrato,tappato,chiuso a triplice mandata.
Confederazione Elvetica?
Confederazione Ermetica.

scritto da Joe Perfiumi. · 2 marzo 2013, 12:59 · 

 

Lungi da me la trascuratezza, e l’ermetismo della maleducazione, caro Joe Perfiumi, e non sto a dirle quanto mi dispiace ascoltare di sfuggita dialoghi come questi:

- Vuoi strafare? Fallo! Non vuoi farlo? Non farlo!

- Ma tu cosa vorresti?

- Dimmelo tu.

- Facciamolo; senza indugio e in fretta.

- Sarebbe come dire che ogni ricerca equivale a sfogliare quel che abbiamo in testa. Mi pare arduo.

- Il dramma quotidiano, in fin dei conti, lo si deve a chi lo narra anticipando; il resto spetta a chi non viene nominato invano, se non lo si precede con il nome di suo figlio.

- Chi?

- Cristo.

- Ah, e dunque noi…

- Siamo incatenati al mistero della fede. Oh, salvifica Madonna, aiutaci tu.

scritto da Frank Spada · 4 marzo 2013, 09:46 · 

 

Da tempo la mia presenza sul Cannocchiale è meno frequente, per motivi che con il Cannocchiale non hanno molto a che vedere. Però devo dire che questo salotto virtuale è sempre stato un posto piacevole, di scambi civili e di incontri interessanti. Devo riconoscere a Frank Spada il merito di averlo gestito con la consumata leggerezza di un ospite attento, proprio in difesa di quella apparente svagata leggerezza che è poi attenzione. Molti si sono presi l’onere e il piacere di tenere un blog robin, e alcuni li ricordiamo con affetto e rimpianto, mentre altri sono rimasti degli illustri sconosciuti che non si capisce perché l’onere se lo siano preso, giacché evidentemente il piacere non c’era. Ma forse questi giardini, specialmente questo, l’ultimo che i giardinieri non hanno lasciato sfiorire, andrebbe un po’ seguito dalla Robin stessa, perché sono tanti quelli che passano e leggono, pur non commentando, e in qualche modo anche questo è un modo di trovare amici e lettori. Insomma, qui c‘è un giardiniere attento e un giardino che sembra ultimamente risentire dei rigori dell’inverno…e un invito a non lasciarlo sfiorire.

scritto da leila mascano · 6 marzo 2013, 20:48 · 

 

Condivido in tutto il commento di Leila Mascano e aggiungo un Dio non voglia che il nostro Frank e la sua stimata “leggerezza” potino via i germogli di questa primavera che promette tante novità in tutti i settori, Politica comprea.
Confido anche che Giorgio Napolitano possa godersi il meritato riposo lontano dalle bettole dei politicanti per mestiere e che l’Italia si rinnovi.
Viva Poche chiacchiere!

scritto da paolo · 7 marzo 2013, 16:34 · 

 

Carissimo Frank, di Jazz si può morire, dicono le leggende e le ben note storiografie :)
Grazie per la segnalazione del “Sole nero a Roma”. Lo acquisterò senz’altro.
Un affettuoso saluto e l’augurio che il suo Cannocchiale a rovescio inquadri a lungo questo panorama eccitante e condiviso.
Buone giornate.

scritto da candy's 50 · 7 marzo 2013, 17:19 · 

 

Ehi!
8 marzo e sul Corsera due paginate mondialtour/statisticate informano che solo le nonne che tirano fiato in famiglia lo sanno – le altre sono solo mimoserie ereditiere.
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Leila Mascano
Chi passa, legge e non commenta, chiamasi lurk!
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paolo
Dio non voglia che un estremista ci porti tutti in rovina: cri-cri, cri-cri, vai via da qui.
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candy’s 50
Buon riff!

scritto da Frank Spada · 8 marzo 2013, 09:52 · 

 

Occhi chiusi
lasciarsi esistere / annusare / ascoltare / assaporare / Occhi aperti… toccare!
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L’angelo dorato
Udine (Italia) / Amarillo (USA)
link text

Buon fine settimana a tutti —————————————————

scritto da Frank Spada · 8 marzo 2013, 14:42 · 

 

No food No Party

Ieri sera a “Che tempo Che fa” Stefano Bollani – il grande-supergrande pianista jazz, e non solo -, presentando il suo libro Parliamo di musica ha detto in un inciso: Non s’improvvisa a caso , fingendo ironico di non sapere che questa affermazione è di Thelonius Monk.
Prima di lasciare la trasmissione ha suonato una sua composizione, affiancato da due giovani Danesi (un contrabbassista e un batterista), intitolata No food No party… il giro armonico? Laura, svisata così chiara che l’ho beccata subito.
Stasera S. Bollani terrà un concerto a Gorizia , ma… accidentaccio agli improperi e all’età che mi pesa addosso, non potrò andarci.
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Quanto a certi blogger che postano su postano i loro evanescenti fondamenti su G+, meccanicamente programmati giorni e giorni prima o soltanto per inseguire le chimere… a proposito, stiamo sprofondando e l’Italia non s’accorge di chi trattiene le apparenze e vorrebbe… ma mi si faccia il piacere, come direbbe chillu principe parte/e/nopeo/non parte.

scritto da Frank Spada · 11 marzo 2013, 15:16 · 

 

Why not? link text

Frank Spada intervistato da Leila Mascano

LM – Frank Spada nella realtà è un affermato professionista, che all’improvviso ha pubblicato con la Robin Edizioni tre romanzi: Marlowe ti amo, Dimmi chi sei, Marlowe e Doppio Marlowe – una trilogia che ha incontrato subito un pubblico di estimatori. Vuole parlarci di questo incontro con la scrittura? E soprattutto: in che modo la sua vita è cambiata, se è cambiata, in seguito a questo incontro?

FS – Se la “realtà” a cui allude, gentile signora Mascano, non fosse che un’ipotesi remota, e badi bene, non provata, un giorno la potrei invitare a cena e tutto finirebbe lì. Ma il nostro incontro – un virtuale faccia a faccia per confondere chi legge –, non esime uno pseudonimo dal tentativo di soddisfare le sue curiosità. Quindi, premesso che ho in mano il progetto di una scala tutto cuori, che potrei puntare al buio, alzare la posta in gioco, passarle la parola con la sveltezza di una carta che salterebbe fuori da un polsino… Mia cara, non intendo modificare la mia azione pur rispettandone le regole: la scrittura è un passatempo, un solitario, per così dire, e la mia vita… forse sarà meglio valutarla al termine dell’intervista.

LM – Sappiamo che il suo Marlowe ha una personalità e una storia assolutamente autonome rispetto all’omonimo detective chandleriano. Si dice però che il nome influenzi il destino e la personalità dell’individuo che lo porta: in che cosa i due si somigliano?

FS – Marlowe, Marlowe, sempre lui tra i piedi e la solita cantilena: chi è, chi non è, cosa fa, cosa pensa, cosa vorrebbe… È solo un personaggio, un tabagista in ottimi rapporti con svariati defunti, un detective meteopatico a cui piacciono i liquori, le belle senoritas, il jazz californiano… Sa che non so neanche se si è diplomato, se è un incompetente tutto fare, un musicologo, un entomologo… che sia uno specialista nel raddoppiarsi lungo strada è più che certo, come pure che un regista ama dirigere se stesso e l’altro, il suo compare, ci sa fare con le donne. Chandler poi, perché non Hammet, Bogart, Mitchum, Huston… lasciamo perdere.

LM – La sua scrittura, Mr. Spada, è inconfondibile. Questo stile è il suo modo naturale di scrivere, o il risultato di una ricerca che rispetta certi suoi canoni precisi?

FS – Lei è davvero insistente nel cercare di confondermi, d’altronde, una giornalista in gamba come lei che ogni tanto allunga il tacco per tastare il suolo… guardi, non ricerco nulla, quello che scrivo è quello che so, lo faccio istintivamente, e lascio ai lettori la libertà di interpretarlo, glossarlo, criticarlo, irriderlo, insomma.

LM – La celebre commedia di Oscar Wilde, L’importanza di chiamarsi Ernesto, in realtà si potrebbe intitolare in italiano L’importanza di essere Franco. Per lei, quanto è importante essere Franco, cioè Frank?

FS – Il mio vero nome non ha nulla a che vedere con la sincerità. Sono quel che sono e non imbroglio mai, soprattutto quando gioco.

LM – Tre aggettivi a caso: ironico, essenziale, inafferrabile. Quale le si addice di più, e quale si addice di più al suo personaggio?

FS – Benedetta signora! Unirò autore e personaggio raddoppiando gli aggettivi e invertendo la scaletta, così faremo prima a terminare questa partitina: ironico/autodidatta, essenziale/immaginifico, inafferrabile/… mah! Se lo dice lei non ho ragione per dubitare.

LM – Dalla sua scrittura è evidente che lei è un uomo di buona cultura e di buone letture. Quali sono i suoi scrittori preferiti, e perché?

FS – Buona, buone… qui sostanzialmente ci sono solo le sue precedenti deduzioni. Però faccia attenzione, perché ultimamente le interferenze letterarie giocano tutte a mio favore e quelle barometriche potrebbero scatenare una tempesta nera come un technicolor.

LM – I suoi lettori sanno che il jazz è la “colonna sonora” delle avventure del suo Marlowe e presumibilmente della vita del suo autore. C’è qualche altro tipo di musica che l’affascina, o è fedele a quest’unico amore?

FS – Finalmente! Ce ne sono volute sette per dirmi che le piace il Jazz! In ogni caso non saprei da che parte cominciare, la storia è così lunga… conosce la Blue Note, faremmo senz’altro notte. Se mirava ad altro le dico che non so ballare, ma in compenso mi rendo disponibile per farle fare una chincagliosa scarozzata che poi… si è accorta di come la stanno già guardando?

LM – A proposito di amore, che ruolo ha avuto nella sua vita? Si definirebbe un uomo fedele in amore?

FS – La fedeltà di un cane vale quanto quella di una moglie che va a letto con il migliore amico del marito, mentre lui gli trotterella dietro tenendolo al guinzaglio, naturalmente. Tragga lei le conclusioni, se l’argomento le pare interessante.

LM – Tre qualità indispensabili perché una donna l’attragga, tre difetti che gliela rendano insopportabile.

FS – Ne ho conosciute troppe per sbilanciarmi. Sa che hanno la memoria di un elefante?

LM – E in un uomo, cosa le suscita simpatia e cosa invece la respinge senza rimedio?

FS – Ho un amico con cui andrei in capo al mondo, se non fosse così grande che se per caso inciampa, e Dio non voglia, non riuscirei più a sostenerlo. Un altro è da tempo imprigionato in ruolo che lo inchioda mani e piedi sul lavoro. Un altro ancora… tutto sommato non ne ho molti.

LM – Gli inglesi preparano il the con un pizzico di miscela per ciascuna tazza, e una per la teiera. L’undicesima domanda è quella che le faccio per soddisfare una curiosità personale, dopo essermi chiesta quali fossero quelle dei lettori, ed è questa. Vorrei concludere l’intervista facendomi raccontare da lei un suo rimpianto, ma soprattutto una sua speranza.

FS – Cade male, cara amica: mi piace il caffè, ho vissuto molte vite, non ho nessun rimpianto, rifarei tutto daccapo e guardo come sempre indietro per non guardare avanti.

LM – Grazie, Mr. Frank, per questa conversazione così piacevole che i suoi lettori apprezzeranno, in attesa come me di leggere presto altre avventure del suo personaggio.

FS – Grazie a lei, signora Mascano, per non avermi fatto perdere la bussola e per la cortesia con cui mi ha intervistato. Ah! Dopo questo incontro, e in attesa di decidere chi vorrò essere, la mia vita potrebbe anche cambiare – come vede non mi sono scordato di valutarla.
————————————
Per gentile concessione dell’intervistatrice.
Roma – 24 ottobre 2011

scritto da NdR · 14 marzo 2013, 11:44 · 

 

Il luogo virtuale dell’intervista era la villa di Malaparte, a Capri, la cui architettura si addiceva molto allo stile di Frank Spada mentre l’affascinante sospensione tra cielo e mare si addiceva molto all’intervistatrice.

scritto da leila mascano · 15 marzo 2013, 10:32 · 

 

Ecco che mi spiego il come di un fattaccio: da quella scala, famosissima , tra l’altro, per chi la conosce di persona e sa che non possiede corrimani (due, per la precisione, su ambo i lati) inciampai con il sx mal calzato, tanto che ancora oggi non ricordo se il temporale dx… la diplopia di un’ischemia cicatrizzata in una lastra e… doppia la vita, doppia la morte, cara Leila.

scritto da Frank Spada · 15 marzo 2013, 11:17 · 

 

Non stento a crederlo, signora Mascano: ho acquistato il Sole nero a Roma e per ora ho letto il racconto del nostro Frank, quell’Andata e ritorno in un Round trip che mi ha fatto viaggiare lungo una dorsale ironica per la scrittura di Spada che non delude mai. Se poi, a eliche ferme, supponendo di essere anch’io tra le donne che lo amano ... sono raggiante come il jazz che lo aspetta a un piano alto, per donargli 5 stelle.
Buon riff a tutti.

scritto da candy's 50 · 15 marzo 2013, 12:04 · 

 

Non lontana dal rivone del Chiavenna,ben protetta da un languido filare di salici, se ne stava l’osteria dell’Irma, con il suo tetto precario, abborracciato nelle nebbie del piacentino.
Io avevo i pantaloni corti e i quattro anziani sedevano al tavolo ,con il mezzo litro di gutturnio e le carte in mano, bisunte al punto giusto.
E chi faceva mazzo, portava il cappello.
“Trà via al capéll”, gridava il Leontico, inveendo contro il socio, affondato nella sciagura di un disgraziato spariglio.
Quando il Leontico montava di rabbia, non passavano inosservati certi modi di posizionare il cappello.
Prima di sghimbescio su un orecchio, diciamo sulle ventitré, poi saracinescato sugli occhi, per manifestare il sospetto, ma soprattutto il disprezzo per il compare di scopa ,capace, a suo dire “Solo di fare la figura del topo con il solito pesce gatto che se la ride,nella mezza corrente dell’ansa dell’erba cucca”.
Quando il Leontico sentenziava che un cappello ha la la sua anima, a seconda del fatto che sia stato comperato, donato, rubato o trovato,mi pareva di scoppiare dentro una filosofia troppo profonda.
E allora me ne uscivo dall’osteria, mentre lui, sempre lui, il titatico Leontico ,berciava il mondo.
“Metagh la carga,donca,e po ‘l capell”.
Getta il carico, e poi il cappello.
E intanto cominciavano ad ancheggiare le prime ballerine della Nebbia.

scritto da Joe Perfiumi. · 16 marzo 2013, 09:35 · 

 

Ehi compare!
Ma quanti amici hai su… link text
Passi che oggi la V di Quaresima coincide con il tuo compleanno, e St. Patrick’s Day, ma fa attenzione a non berne troppa di Clover Beer!
Bada alle imitazioni e tieniti stretto a quel figurino in alto.

scritto da Frank Spada · 17 marzo 2013, 12:15 · 

 

Tanti auguri Marlowe! Germana

scritto da Germana · 17 marzo 2013, 20:21 · 

 

Marlowe, auguri! Oggi abbiamo mangiato un gelato in tuo onore!
Ciao Frank, buona settimana.
Cheers.

scritto da Camilla P. B. · 17 marzo 2013, 22:08 · 

 

Se…
Se tu sei lui io sono l’altro, se l’altro è lui non sono io, se siamo noi… oggi guarda caso piove snevicchiando, l’Alitalia non si muove, lascia a terra il personale, i Presidenti pare, i commissari pure, i pubblicisti…ah! come se Joe Perfiumi... ghe pensi mi, o Germana che lo fa contento, o Camilla P.B. che ci onora entrambi o… andate tutti a farvi benedire!

Preghiamo: Padre nostro che sei.. Ave Maria piena di… e che la pace sia con voi, ora e sempre.

scritto da Frank Spada · 18 marzo 2013, 11:12 · 

 

Cipro / i Demoni / Germania

Ringrazio oggi anche per ieri l’amica Gloria Gerecht e vi invito a leggere questo interessante articolato link text

scritto da Frank Spada · 20 marzo 2013, 17:12 · 

 

fai
naturalmente solo se lo vuoi
link text

scritto da Frank Spada · 21 marzo 2013, 16:39 · 

 

Ottima segnalazione, Frank!

scritto da anna · 21 marzo 2013, 17:41 · 

 

Oggi è primavera, una stagione simbolo di rinascita, di crescita, di speranze. Un giorno propizio per le attese, per indugiare nei preludi, per scrutare il cielo in cerca di presagi.
Un preliminare necessario a traghettarci nel mese successivo: Aprile, il più crudele dei mesi.
Aprile dolce dormire.

scritto da Gloria Gerecht · 21 marzo 2013, 18:29 · 

 

Grazie anna :)
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Che piacere risentirla Gloria Gerecht!
Qui, come ha notato, siamo ancora in alto mare, in attesa di quel che si decideranno a fare a Roma/Capitale di uno Stato che beccheggia senza idee, all’ancora di un porto che non vedo.
Buone giornate.
————————————-
ps – per chi fosse iscritto a GooglePlus segnalo un gioco che ho aperto stamattina, alle h 9:18, a cui potete partecipare scrivendo i vostri liberi pensieri link text

scritto da Frank Spada · 22 marzo 2013, 11:04 · 

 

Non penso di essere un malato immaginario, anche se spesso mi sorprendo ad immaginare di essere ancora più malato di quanto già sia.
L’osservazione delle compresse, è una delle cose che mi trasmettono una oceanica debordante serenità
Una compressa, bianca o verde o arancione che sia, non è un elemento passivo, semplicemente da ingoiare, nello stordimento di un fiotto d’acqua, giù per il gargarozzo.
La compressa vive di principi attivi e di eccipienti, pur eccependo raramente.
Davanti agli eccipienti provo in genere un sentimento di commozione, scovando cose care come il talco,il magnesio stearato e il titanio biossido.
Ma quando leggo del polisorbato 80, subentra sempre un pò di intima agitazione.
E’ sorprendente come una pastiglietta, non più grande di una coccinella,abbia la staordinaria capacità di contenere un certo quantitativo di polisorbato 80.
Il sovradosaggio si manifesta, in genere, con il semi coma.
E quando subentra il semi coma,è ragionevole supporre di aver esagerato:4 capsule da 4 milligrammi 4 volte al dì.
E non 44, tutte in fila, con il resto di due, come gattini mutuabili.
Questo recitava il bugiardino.
Mai fidarsi del bugiardino.
Un dispettoso pinocchietto ipersensibile alle fatine e alle benzodiazepine.

scritto da Joe Perfiumi · 22 marzo 2013, 12:30 · 

 

Joe Perfiumi
lei mi è caro in quanto raro; ma non per questa singolare situazione che senz’altro favorisce il suo bene/stare, mi permetto segnalare a tutti, e a lei in particolare, una sfida a fin di bene in un Caffè letteraio link text
————————————-
Passando a altro , e augurando buon fine settimana a tutti vi anticipo che: 

HANNO AMMAZZATO MONTALBANO

VENERDI 19 APRILE

ORE 18

LIBRERIA FELTRINELLI

VIA DEL BABBUINO 39/40

ROMA

MARIO QUATTRUCCI autore, del delitto

ALESSANDRA VITALI investigatrice, de La Repubblica

CLAUDIO MARIA MESSINA mandante, della Robin 

Hanno ammazzato Montalbano – Racconti di Mario Quattrucci – Robin Edizioni 2012

scritto da Frank Spada · 22 marzo 2013, 15:54 · 

 

Il concorso sembra allettante, ma la scheda per partecipare è reperibile solo al Caffè La Cupola a Varese.

scritto da Gloria Gerecht · 22 marzo 2013, 19:40 · 

 

Grazie per la segnalazione del Fai, Frank. Quanto a GooglePlus…è bello che ci sia ancora voglia di giocare!

scritto da amelia · 24 marzo 2013, 08:32 · 

 

Misteriosi e bugiardi i bugiardini…Per anni ho sofferto di gastrite, finchè non mi sono imbattuta in un meraviglioso prodotto, consigliatomi dal medico. Il bugiardino diceva: 3 pasticche tre volte al dì. Se la matematica non è un’opinione, sono 9 al giorno. Ma funzionava, ah se funzionava! Di più, mi cambiava la vita. Niente mal di stomaco, e in più una leggerezza, una calma celestiale. Mi era cambiato il carattere, in meglio. Mangiavo tutto, dormivo come un angelo ed ero molto conciliante. Genericamente sul bello stabile. Tre anni, mica uno. Poi, tolto dalla circolazione, per via d’una puntina d’oppio a sedare gli spasmi della gastrite…Peccato! Scrissi pure alla casa farmaceutica protestando…mi risposero gentilmente, specificando che la dose massima era di 3 pasticche al giorno…Comunque, o l’oppio sceglie i suoi seguaci, (vedi Hougron) e su di me non funzionava, o il mio organismo incassava bene. Nei fatti, mentre mi chiedevo quale meraviglia avrebbe sostituito la mia panacea mi sono accarta che la gastrite era svanita e per sempre. Naturalmente non fate come me, può essere pericoloso, ma bisognerebbe dire che, anche se qui è finita bene, ‘sti bugiardini li dovrebbero scrivere meglio.

scritto da leila mascano · 25 marzo 2013, 10:23 · 

 

Joe Perfiumi
detesto le bugie quanto il fiato che mi… la mescalina!
Ecco che mi spiego… volga i miei rispetti anche al Sig. Admin.
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Gloria Gerecht
provi a contattare il sito VareseNoir di Paolo Franchini, mostri le credenziali e non dimentichi di far sapere che ha la fedina penale specchiata come quella di una Signora assai perbene.
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amelia
chi gioca vive l’imprudenza della vita, chi non lo fa… glielo vada a chiedere; non sono mica un pensionato disponibile a spingere le carrozzine altrui, sa!
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Leila Mascano
la letteratura grigia… si adatta solo alle alte sfere.
Comunque si riguardi, non tossisca e se ne stia al calduccio in casa, cara amica.

scritto da Frank Spada · 25 marzo 2013, 18:15 · 

 

Ronza ancora,in un angolo della mia memoria sempre meno ruspante,la fine di una poesia del Noventa,che Paolino, il mio compagno di banco,si ostinava a chiamare Novanta.
Paolino vive oggi vicino a Firenze ed è titolare di una ricevitoria del lotto.
E solo per lui la paura fa Noventa.
Recupero, un pò annebbiato,il suo sguardo dentro una faccia tonda tonda, sovrastata da un perenne sorriso devastante e disarmante,quasi clownesco, soprattutto di primo mattino,nello spirito sopito di due occhi un pò cisposi è un pò persi, già partiti alla ricerca del terno secco della vita.
La poesia chiudeva in questo modo, dopo la sua ortodossa cavalcata fra ruscelli, rondini,nubi e tiepidi sbadigli:
“Marzo è un mese saggio,né infido/
né pazzerello/
s’ingegna a portar sulla terra/
il tempo bello”.
Era una liricuccia così, tenera e indifesa e scontata, vittima di una gracilità che invocava protezione.
Eppure Paolino, nel maldestro tentativo di conferirle enfasi,la trattava come un mezzo capolavoro.
E la maestra Caterina,nell’ascoltarlo,caricava la sua testa bionda come un carillon.
Il Noventa le trasmetteva energia positiva, un armonico senso del ritmo.
Non mi è spiaciuto, questa sera, tornare per un attimo alle mie Elementari.
Se non fosse per la maestra Caterina,che anni fa si è frantumata dentro la sua piccola auto finita contro un cipresso,nel curvone che porta alla Cascina della Volpe, là dove gli alberi si fanno sussiegosi.
Chi l’ha soccorsa, non ha potuto che contare gli ultimi secondi di una avventura.
Dicono che la sua testa, piena di riccioli di un biondo ormai grigio,accennasse un monotono movimento in tondo.
Come quello della ballerina del carillon caricato dalle strofe del Noventa.

scritto da Joe Perfiumi · 25 marzo 2013, 21:25 · 

 

Molto caro Joe Perfiumi
questa mattina marzo mi portato la sua voce,
non la sua, quella di quell’altro, di Paolino! Che questa sera… ballerete assieme e brinderete, anche, o vi stringerete stretti stretti a uovo bisbigliandovi all’orecchio Buona Pasqua – domanda senza punto, ma pro-amicizia vera.
Vi abbraccio entrambi e, per piacere, porti i miei saluti anche a Nicò e Lorò.
Grazie

scritto da Frank Spada · 27 marzo 2013, 12:15 · 

 

Stamattina.
E’ arrivato il solito uovo spedito dalla zia di Vicenza.
Dentro, la soppressa.
Addomesticabile e fluida Pasqua,
Mr.Frank.

scritto da Joe Perfiumi · 29 marzo 2013, 13:05 · 

 

Sarò banale: buona Pasqua.
gloria

scritto da Gloria Gerecht · 29 marzo 2013, 19:25 · 

 

Mr. Joe Perfiumi
la sua dimestichezza con le tavolate, e gli insoliti ripieni, ha mutuato un pesce d’Aprile in un link text
ps – legalmente in orario e condiviso cordialmente un’ora indietro.
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Tutt’altro che banale Gloria Gerecht !

scritto da Frank Spada · 2 aprile 2013, 11:04 · 

 

Spigolate : 40×50
link text

scritto da Frank Spada · 4 aprile 2013, 07:32 · 

 

A proposito di Verticalismo Orizzontale…..

Ci sono individui insospettabili che fin da piccoli hanno sviluppato una sensibilità unica e rara. Hanno sperimentato , nel bene e nel male, e senza incertezze, tutto quello che incontravano sul cammino e di tutto hanno fatto tesoro. La sintesi di questo bizzarro percorso è uno stile personalissimo, in ogni manifestazione, difficilmente comprensibile da chi respira normalità. Costoro, in qualsiasi campo si esprimano, lo fanno in modo vero, curioso e originale, perché loro sono vita.
Grazie Frank, per la sua spigolata !

scritto da anna · 5 aprile 2013, 07:18 · 

 

Vita
E penso al mio compare, al momento in cui la decisione tra vivere pseudonimo, o accartocciato in un cestino… grazie anna !

scritto da Frank Spada · 5 aprile 2013, 10:19 · 

 

Il vecchio Sam Spaccacoguari ,proprio quel 6 ottobre di troppi anni fa,prese la decisione della sua vita,mentre i colombi di passaggio sbiadivano il sole.
“Non saranno meno di centosedici milioni”, aveva commentato, togliendo gli occhi dal cielo.
Sopra le nostre teste era un delirio di penne color grigio-lavagna.
“Sai quante uova fa in una stagione un colombo americano?” mi chiese Sam, sputando tabacco cattivo.
Forse fu per la non risposta, forse fu per la sua incalcolabile delusione davanti al mio colpevole silenzio,forse fu per lo scricchiolio del mio coltello sul fornello della pipa sgrezzata.
Come il rumore di un diamante che intaccasse un cristallo.
Il vecchio Sam Spaccacoguari si sdraiò sul fogliame secco,accarezzò il tronco di un faggio ed affidò tutto il peso del suo corpo alla terra.
Nel morire, gli piacque imitare le movenze dell’opossum.
E gli stivali, diventati inutili per le sue gambe corte e tozze,assunsero una postura verticale, irrigidendosi verso il labirinto delle ramaglie intontite dal vento.
Il Verticalismo Orizzontale di Sam,mentre i coguari questuavano acqua alla sorgente stordita, era un capolavoro di assoluta perfezione.
Il suo era il più bizzarro spettacolo che avessi mai veduto in vita mia.
Sfilai la sua Bibbia dalla sacca e cominciai a leggere,a caso, un passo della Scittura.
Ma poi persi il filo, pensando come cavolo avrei potuto seppellire Sam, evitando che la punta dei suoi stivali restasse più alta della cima della croce di legno.
Mi sovvengono i colori del colombo deposto in una tasca oscura.
Prima brillanti come opali,avevano ora assunto un tono plumbeo.
Non era più il medesimo uccello.

scritto da Joe Perfiumi. · 6 aprile 2013, 11:36 · 

 

If Sam is not Frank and Spade is not Spada, dearest Joe Perfiumi, I think that You are here wright and always at the right moment.
Happiness.

scritto da Frank Spada · 8 aprile 2013, 09:25 · 

 

Orbite
Oggi prendo il volo: rientrerò a Amarillo; perché domattina, al sorgere del sole, mi accecheranno un occhio, il sinistro, il primo.
Poi le infermierine belle, camicette aperte a tenermi su il morale, mi tratterranno là con loro per farmi riposare al meglio.
————————————-
Avviso tutti gli ospiti di Poche chiacchiere, anche quelli che passano di qui per occhieggiare senza essere invitati, che il Cannocchiale a rovescio sarà in manutenzione per controllare lenti e diaframmi fino al… per ora non lo so, ma vi terremo al corrente.
Grazie per l’attenzione.
————————————-
No more comment please!

scritto da Frank Spada · 8 aprile 2013, 10:00 · 

 

poche chiacchiere, messer Spada, che di camicette aperte e avamposti prosperosi si rischia di schiattare, tra un mesetto o due…
maledetta primavera, maledetto Marlowe, maledetti tutti :-)

scritto da Enrico Mattioli · 9 aprile 2013, 17:07 · 

 

Ahò, Mattioli!
amico mio verace, Urbinate e letterato, pure scrittore, hai fatto bene ad agganciare al nome… che ne dite chiacchieroni?
A me me pare bene e te ringrazio Enrico, ché de primavere ne ho fin troppe e de occhi solo due, ma uno rinnovato.
Tanto che oggi sono qui per annunciare che, bontà di chi l’ha fatto fuori, Hanno ammazzato Montalbano, e invitarvi a presenziare, fiori in mano e brindisi alla vita – ché se la morte è nostra ci va d’irriderla a pedate – alla cerimonia funebre organizzata dagli estimatori del Commissario più famoso d’Italia; che si terrà Venerdì 19 aprile, alle ore 18, presso la Libreria Feltrinelli, Via del Babbuino 39/40, Roma, presentazione del libro “Hanno ammazzato Montalbano” di Mario Quattrucci link text

Intervengono:

MARIO QUATTRUCCI autore, del delitto

ALESSANDRA VITALI investigatrice, de La Repubblica

CLAUDIO MARIA MESSINA mandante, della Robin

scritto da Frank Spada · 15 aprile 2013, 16:43 · 

 

Bentornato, Mister Frank.
Scopiazzando l’ineffabile osservazione del Salace Anonimo del Bar di Piazza Cavour,stamattina,senza un espresso depresso.
“A Polifemo, Ulisse è comunque costato un occhio della testa”.
Uscendo, ho sorriso all’Elvira.
“Poscia rivolsi li occhi alli occhi belli”,
Dante, Paradiso, XXII, 154.
Quando il Salace Anonimo sbaraglia il Sommo Poeta.
Se non altro, per gaia originalità.

scritto da Joe Perfiumi. · 15 aprile 2013, 18:20 · 

 

Chi tardi arriva…

_________________________

Sole Nero a Roma non è soltanto un’antologia ben curata dal titolo curioso e non poco intrigante, è anche una raccolta di racconti che raccoglie e coglie. Raccoglie quanto di più è, tristemente, di moda nello spirito malmesso di una società disincantata, avvezza al misfatto e alla frivolezza, in poche parole: la nostra italianissima realtà sociale. Poi, racconto dopo racconto (raccolto il racconto), Sole Nero a Roma coglie quel che non si vede, com’è naturale in un’eclissi, anche letteraria. Quel che non si vede ma che sta dietro le parole degli Autori, scrittori che amareggiano il lettore per indurlo a riflettere, a domandarsi: – perché?! E i perché cominciano con De Franchi e con un uomo “colpevole di non avere colpa”, come il più famoso signor K. Non sorprende il finale, ma di certo soddisfa come l’amaro a fine pasto. Un bravo osservatore avrebbe capito che non era sull’insetto ricercatore di De Pascalis che bisognava concentrarsi, ma sul pacchetto sbadatamente caduto sulle ginocchia di un ragazzo che forse sta pensando che – chissà, magari in un’altra vita – avrebbe potuto offrire un gelato alla ragazza che dopo poco trasformerà in coriandoli. Una deflagrazione, comunque, meno rumorosa rispetto a un Confessions Tour osannato – a ragione – da una Marchetti che ci porta ad una festa rivelatasi un vero funerale. E i perché tornano di nuovo, rinvigoriti e numerosissimi, alla festa in cui ci imbucano Marenzana e il suo Ottavio. Proprio quell’Ottavio che non contento della festa che gli han fatto in casa va a farsela fare anche fuori, rientrando con le ossa rotte e la cosa che gli è più cara: l’orgoglio. Solo quello. E solo resterà L’altro (che prima era lui, o al contrario?) di Morgia, che ci racconta la storia di un notturno come tanti: ambizioso e asettico, che ristora la solitudine inavvertita spiando dalla sua finestra un uomo che è uguale a lui ma che tra le cose da tenere in casa non si è scordato della voce “affetti”. E lui, non l’altro, ha solo il tempo di chiedersi: ah, se solo me ne fossi ricordato prima!? Una domanda che lascia il passo a Passaro e a un monolite che come un indice punta e non risparmia. L’ira degli dei resta sempre funesta, persino quando ad essi non si crede più da millenni! Del resto, storie che si ripetono da millenni, qui in Italia, sono quelle che l’abile Frank Spada ci butta sotto al naso facendoci quasi credere che è un profeta, come quell’infernale fiorentino sepolto a Ravenna. Ma per fortuna Spada è friulano e soprattutto non è un veggente; nero quanto basta ed eccellente com’è d’uso. Antichi i dissapori per i pesci non abboccati all’amo quelli di un uomo troppo furbo per essere così pacato. Dissapori di cui ci parla Troncarelli, l’eroe della raccolta, che toglie di mezzo quanto di più inutile esiste oggi nella società moderna: la gente che infierisce sugli altri per hobby. La gente che nulla ha a che vedere con gli innocenti giustiziati in nome del Cielo da un boia che non ci delude neanche un po’. Verde, infatti, è maestro nel confermarci che la Storia una volta fatta non va cambiata! E non cambia nemmeno Zandel, che ancora una volta, veloce e di classe, ci ricorda che, dopotutto, il passato va sempre avanti e la giustizia esiste. E questo sia che passi per le mani di un bambino a cui per sbaglio parte un colpo o che arrivi tra i fascicoli di un PM che, speriamo vivamente, chiederà il rinvio a giudizio.

_________________________ 

...male alloggia?

Un caro saluto a Frank Spada, alle stimate penne e agli amici.

scritto da Valentina Contarino · 16 aprile 2013, 02:18 · 

 

Bella quest’analisi di Sole Nero a Roma, fa venire ancora più voglia di leggere il libro e in particolare un certo racconto… Brava Valentina e bravo Frank (ovviamente!).

scritto da Carla · 16 aprile 2013, 12:53 · 

 

Caro Enrico ti ho risposto su Google Plus, dove ti aspettavo per…
Buone giornate, Urbinate rivoluzionario!
————————————-
Joe Perfiumi
mica allude ad altro, spero.
————————————-
Valentina Contarino
Lei è straordinaria!
Tanto che mi allargo orecchie e cuore con le note di un suo Riff link text ringraziandola ancora.
————————————-
Concordo Carla Casazza – Valentina Contarino è davvero una lettrice in gamba. E che gambe, mica come la puledrina del Compare sa!

scritto da Frank Spada · 17 aprile 2013, 09:19 · 

 

Traverse e traversie
—————————————-
Quanto basta per accendere un cellulare link text e ringraziare Nadia Zapperi che ha ritirato un’antologia al posto mio link text

scritto da Frank Spada · 22 aprile 2013, 08:39 · 

 

Il Titolare della Libreria
————————————-
Ovvero Mr. John Atta e la sua Cassa (modello National Dayton – Ohio – U.S.A) link text
————————————-
ps – la storica Libreria di Udine accoglie i letterati di ogni specie per cinque giorni alla settimana (salvo ferie o eventi tempestosi).

scritto da Frank Spada · 22 aprile 2013, 16:00 · 

 

Il libro che vorresti avere
link text
————————————
25 aprile

Perché quando si è sbagliato si dice “un’altra volta saprò come fare”, quando si dovrebbe dire: “un’altra volta so già come farò” ?

Cesare Pavese – Il mestiere di vivere – 25 aprile 1938

scritto da Frank Spada · 25 aprile 2013, 16:38 · 

 

La pinna dell’ orca, dalla tipica forma falcata, fende le acque della mia vasca da bagno mentre si sposta lungo la scia della schiuma alla mela verde, in cerca di prede.
Poi irrompe mia moglie.
L’orca ha il cervello grande quattro volte quello dell’uomo.
Questo le basta per capire ogni cosa al volo.
Si inabissa, in un lampo, nei meandri del tubo di scarico.
“Che fai?”,mi grida addosso la guardiana della Fossa delle Marianne.
“Stavo giocando con il solito cetaceo”, le rispondo da dietro la spugna.
Domani me la gioco con il medoplodonte di Layard.
Sempre che lei non mi costringa a fare una tristissima doccia.
Là, al massimo,ti diverti con una pioggia di sardine.

scritto da Joe Perfiumi · 26 aprile 2013, 18:47 · 

 

Se ieri, sabato, di buon mattino o quasi, l’ho dedicato a Chaim e a Ettore Bianciardi, maestro di morale link text ,
oggi, caro Joe Perfiumi, tanto vale far ruotare un becco per fischiare, e far suonare un treno per svegliare il Controllore editoriale link text

scritto da Frank Spada · 28 aprile 2013, 08:03 · 

 

Waiting

When I was seventeen
It was a very good year
It was a very good year for small town girls
And soft summer nights
Wed hide from the lights
On the village green
When I was seventeen

When I was twenty-one
It was a very good year
It was a very good year for city girls
Who lived up the stair
With all that perfumed hair
And it came undone
When I was twenty-one

When I was thirty-five
It was a very good year
It was a very good year for blue-blooded girls
Of independent means
Wed ride in limousines
Their chauffeurs would drive
When I was thirty-five

But now the days grow short
Im in the autumn of the year
And now I think of my life as vintage wine
from fine old kegs
from the brim to the dregs
And it poured sweet and clear
It was a very good year
————————————-
It was a mess of good years link text
————————————-
Buone giornate a tutti!

scritto da Frank Spada · 30 aprile 2013, 15:23 · 

 

Mi è capitato, Mister Frank,di essere ospite di un lupo di mare e di limoni ,laggiù verso il Vesuvio.
Il barchino volava nell’essenza ed io osservavo ,nell’assenza,la sagoma avvicinarsi.
Dio mio, un tempo anche l’isola di Procida era un vulcano.
Allora mi sono preso una licenza, mezza poetica, mezza onomatopeica.
O forse, solo mezza, tanto era la luna ad essere già intera.

“Rapida,
puntando Procida,
vola la barca.
La prua s’inarca,
schiuma di mare
fendendo gracida.

S’accosta impavida
nell’aria sapida
dentro il diluvio
di un solo effluvio.
Giallo il colore
si espande in stiva,
corre solerte
verso la riva. 

Spremendo schiuma
sotto la chiglia
l’acqua fa via
stordita in scia.
Ritma il timone,
luma il limone
dentro l’afrore
del dì che muore.

Smorza la rotta,
scorza la randa,
dondola morbida:
vicina è ormai
l’ombra di Procida,
pallida e provvida.

Ruota il profumo
che alluna a fumo,
chiamando sera.
Casse di giallo
accatastate.
Con tre fanciulle,
innamorate,
languide in stallo,
sempre più belle.

Procida freme
sotto le stelle”.

scritto da Joe Perfiumi · 5 maggio 2013, 11:42 · 

 

Caro Joe Perfiumi, nonostante sia rientrato da qualche giorno, da un’andata e ritorno nelle terre dei polder per festeggiare il primo compleanno del terzo nipotino, mi sono tenuto lontano dal nostro Cannocchiale per lasciare in vista la sua bella poesia.
Grazie

scritto da Frank Spada · 10 maggio 2013, 07:27 · 

 

Il pollo, la lepre e l’isola che non c‘è

C’era una volta… link text

scritto da Frank Spada · 16 maggio 2013, 10:49 · 

 

Consigliato per chi non mangia carne in scatola

link text

scritto da Frank Spada · 25 maggio 2013, 15:53 · 

 

Un attentato alla mia privacy

Non so se lasciar perdere o reagire, ma il gioco mette in pericolo sia il buon nome degli autori, che quello di Robin Edizioni.
Chiedo l’intervento di un legale che non sia un generico assistente ma il Principe del Foro di Roma capitale.
link text

scritto da Frank Spada · 29 maggio 2013, 07:47 · 

 

sogni... premonizioni... ricordi... certezze ?

link text

scritto da Frank Spada · 17 giugno 2013, 14:37 ·

 

Cari amici, stremato dal calore che mi assorda, vi annuncio che da giovedì 20 giugno Poche chiacchiere… la Morte non ci avrà finché siam vivi: Liberté, Égalitè, Fraternité e Il Cannocchiale a rovescio vi osserverà revisionato a nuovo.
_________________________

ps – il rinfresco sarà servito non appena varcheremo l’aldilà.

scritto da Frank Spada · 18 giugno 2013, 16:06 ·

 

ven

30

set

2011

Il Cannocchiale a rovescio 3

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avremmo potuto cambiare lo strumento, il cannocchiale, appunto, che non a caso è a rovescio e si indirizza in ogni dove, come ormai sapete. Ma non l’abbiamo fatto perché il panorama che abbiamo sotto gli occhi quotidianamente ci spinge nuovamente ad allargarlo, ad approfondire il “senso” dell’immaginazione per condividerlo e anticipare ad altri ciò che a volte non appare chiaro nemmeno a noi, al primo istante.
“Chi cerca trova solo se immagina di essere lui stesso il fuggitivo” – non è che un modo proverbiale per incalzare la curiosità a indagare i misteri delle “cose belle” che sembrano svanire dai libri d’avventura, dagli schermi dove le abbiamo viste emozionandoci fin da bambini, o dagli oggetti che ci sono cari – un giradischi, ad esempio.
Ogni tentativo per conoscere se stessi, stando assieme – anche se quando arriveremo in fondo alla “nostra” strada non avremmo in mano nulla –, resta un buon motivo per provarci ancora.
Quanto a Marlowe, e a una coppia che se ne va a braccetto in un quadro di J. Vettriano, se siamo qui lo dobbiamo anche a lui, e al suo compare.
Poche chiacchiere, allora, e partiamo per una nuova avventura tutti assieme, commentando e dialogando in assoluta libertà.

Avremmo potuto cambiare lo strumento, il cannocchiale, appunto, che non a caso è a rovescio e si indirizza in ogni dove, come ormai sapete. Ma non l’abbiamo fatto perché il panorama che abbiamo sotto gli occhi quotidianamente ci spinge nuovamente ad allargarlo, ad approfondire il “senso” dell’immaginazione per condividerlo e anticipare ad altri ciò che a volte non appare chiaro nemmeno a noi, al primo istante.

“Chi cerca trova solo se immagina di essere lui stesso il fuggitivo” – non è che un modo proverbiale per incalzare la curiosità a indagare i misteri delle “cose belle” che sembrano svanire dai libri d’avventura, dagli schermi dove le abbiamo viste emozionandoci fin da bambini, o dagli oggetti che ci sono cari – un giradischi, ad esempio.

Ogni tentativo per conoscere se stessi, stando assieme – anche se quando arriveremo in fondo alla “nostra” strada non avremmo in mano nulla –, resta un buon motivo per provarci ancora.

Quanto a Marlowe, e a una coppia che se ne va a braccetto in un quadro di J. Vettriano, se siamo qui lo dobbiamo anche a lui, e al suo compare.

Poche chiacchiere, allora, e partiamo per una nuova avventura tutti assieme, commentando e dialogando in assoluta libertà.

 

Commenti 1006 - discussione conclusa

COMMENTI

 

Sì, Frank, hai ragione a continuare a cercare, assieme a quanti continuano a seguirti e, magari, con nuovi compagni di strada. Sì. Provaci ancora Frank!

scritto da madi · 30 settembre 2011, 09:46 · 

 

Non c‘è due senza tre! Congratulazioni!
Caro Frank, penso che tutti ti siano grati per aver creato questo luogo virtuale e per il fatto di andare avanti a tenerci compagnia con le tue piroette letterarie.
Bellissima l’immagine scelta per questa terza parte del blog.
Un caro saluto!

scritto da Mita · 30 settembre 2011, 09:58 · 

 

Sei solo chiacchiere e cannocchiale! Solo chiacchiere e cannocchiale!
Ah no, aspetta, quello era un altro. Ma per questa terza stagione del cannocchiale mi rovescierò le tasche dalla pigrizia e ti aggiungo ai preferiti, così leggerò le tue rovesciate!
Mandi Frank!

scritto da gelostellato · 30 settembre 2011, 10:00 · 

 

Bene, ci voleva proprio un nuovo angolino tranquillo in cui scambiarsi idee e saluti. Lieta di seguirti anche qui Frank :)
Un abbraccio.

scritto da Maria · 30 settembre 2011, 10:19 · 

 

Forse il bello è nella ricerca e nel non trovare mai! __ Un sorriso.

scritto da Elisa · 30 settembre 2011, 10:28 · 

 

La ricerca migliora noi stessi e ci fa conoscere nuovi confini, quelli da superare e quelli invalicabili.

La coppia rappresentata sembra muoversi in uno spazio senza confini, forse ha completato la sua ricerca, forse si allontana da un passato da lasciarsi alle spalle.

scritto da daniele · 30 settembre 2011, 10:46 · 

 

Sì, provaci ancora Frank! (rubo la citazione a madi). Sulle tracce di Marlowe, come sai, c’ero già: va bene continuare.
Graziano

scritto da graziano · 30 settembre 2011, 11:07 · 

 

Aspettiamo sempre il quarto libro :) L’immagine per questa terza pagina è favolosa. Come sempre.
Nadia

scritto da nadia · 30 settembre 2011, 11:13 · 

 

Ci sto dando dentro con “Dimmi chi sei Marlowe”, anche con i miei tempi biblici tra poco inizierò “Doppio Marlowe”. Una trilogia da leggere. Singolari i rilievi ma anche gli interrogativi che, con un microscopio rovesciato che mi ha confuso leggermente, ho notato finora. A presto.

scritto da Andrea · 30 settembre 2011, 12:01 · 

 

mr. Frank e jack vettriano insieme? queste si che son sorprese! congratulazioni per il suo cannocchiale 3 e … che gli avvistamenti siano molti, al rovescio s’intende ;-)

scritto da kara · 30 settembre 2011, 12:33 · 

 

Mi associo a Nadia aspettando con trepidazione il quarto Marlowe, perchè dopo un certo tempo, ne sento la mancanza…crisi d’astinenza? _
Bellissima e misteriosa questa immagine, complimenti Frank!

scritto da claudia · 30 settembre 2011, 12:38 · 

 

Buon viaggio, Frank! Seguirti è sempre un piacere…

scritto da amelia · 30 settembre 2011, 12:57 · 

 

In bocca al lupo per questo nuovo salotto di amici, caro Frank. Bellissima anche l’immagine, lei ha un gusto straordinario!

scritto da anna · 30 settembre 2011, 13:24 · 

 

Ottimo lavoro Frank.

scritto da mauro · 30 settembre 2011, 13:28 · 

 

Un cannocchiale a rovescio calibro 7,65.
Bel colpo, Frank.
Bel colpo a bersaglio, ovviamente.

scritto da Paolo Franchini · 30 settembre 2011, 14:03 · 

 

Sonetto d’occasione

Cannocchiale, strumento da guardone,
occhio curioso in cerca di segreti.
Ma noi, compunti, in contemplazione,
lo puntiamo al rovescio, più discreti.

Cerchiamo forme con circospezione,
in spazi e tempi forse inconsueti,
vari argomenti di dissertazione
in equilibrio astratto, ma concreti.

Ricerca di metafore ribelli.
domare le parole con l’arcano,
oliare gli ingranaggi dei cervelli

calandosi in un doppio marlowiano.
Poche chiacchere, a volte indovinelli,
in un percorso un po’ pirandelliano.

a Frank per augurargli un terzo e affascinante percorso.
gloria

scritto da Gloria Gerecht · 30 settembre 2011, 17:14 · 

 

“Lei non sa quanto conto sul suo aiuto, Marlowe.” L’incarico è una dannata gatta da pelare, e lo sappiamo tutt’e due.L’aria è tersa, perlacea, il mare che fino a poco fa aveva ancora qualche riflesso sanguigno è color acciaio su questa spiaggia desolata dove ci siamo dati appuntamento come due amanti.Marita si appoggia al mio braccio come se mi conoscesse da un amore,ed io ascolto la sua voce bassa,un poco rauca, che mi mette i brividi. Rimaniamo a fissare il mare, su cui decine di gabbiani galleggiano, mentre il vento fa sbattere le falde del mio impermeabile e volare i capelli di lei che all’improvviso lancia un grido aspro, rabbioso verso gli uccelli, come fosse uno di loro, che a quel segnale, di pericolo forse nel loro linguaggio, si alzano tutti bruscamente in volo.Provo una strana sensazione di sgomento. Marita ha un profumo intenso, come quello di un pericoloso fiore tropicale,e nel voltare le spalle a quello spettacolo sento il suo corpo forte e flessuoso contro il mio, al punto che avverto la piccola asperità della sua giarrettiera contro la mia gamba sinistra. .“Anche tu puoi contare su di me”, mi dice, e mi pianta negli occhi, abbassandosi gli occhiali che nessun riverbero giustifica più, uno sguardo fermo e freddo come una lama, color acciaio come il mare.Ma la sua bocca rosso fuoco, nella stessa sfumatura del tailleur aderente di cui il colletto da educanda non fa che esaltare per contrasto la pericolosa seduzione, è calda e accogliente come la tana a cui si vorrebbe tornare.

scritto da Leila Mascano · 30 settembre 2011, 18:21 · 

 

Salotto nuovo,mi ci ficco.
Senza indossare le pattine,Frank.
E’ una goduria riempire di graffiatine lo strato di cera.

scritto da Joe Perfiumi · 30 settembre 2011, 18:23 · 

 

Bravo Frank, tu e il tuo doppio continuate così.

scritto da Suzannë · 30 settembre 2011, 19:27 · 

 

Mi verrebbe da dire, parafrasando il bellissimo film americano, “Tutti assieme appassionatamente” perché la passione è tutto ed è quella che anima e attorno alla quale ruota la vita di ognuno. Passione non intesa solo in senso amoroso ma gioia, entusiasmo, vitalità da trasferire in ogni ambito guardando oltre e altrove sempre con quella freschezza e schiettezza dialettica che può scaturire solo da una autentica relazione comunicativa. E allora caro Frank… che si aprano le danze e leviamo i calici per un brindisi virtuale con tutta la comunità del “Cannocchiale a rovescio 3. Loretta Fusco

scritto da loretta fusco · 30 settembre 2011, 20:04 · 

 

Buonasera Frank, ritrovato e doverosamente diffuso sulla tua fan page di Facebook :)

scritto da Covo dei Piratti · 1 ottobre 2011, 00:04 · 

 

Strike- love me, my Lucky man!
See you later, dear.

scritto da candy's 50 · 1 ottobre 2011, 09:55 · 

 

Uscire dal libro di Franchini è sempre gradevole.
Adoro fare innocenti scherzi al Grande Pallido.
Frank,solo per dirti che sono sempre disponibile per qualche sana scazzottata.
Avvertimi se qualche cinesino ti scopiazza il ‘Cannocchiale a Lovescio Tle.’

scritto da Freddie Carnera. · 1 ottobre 2011, 10:33 · 

 

A quanto pare siamo in tanti su questo cammino…
Che bello, FranK!

scritto da marta · 1 ottobre 2011, 15:39 · 

 

Il tempo che non muore è quello che ritorna, così come il piacere di rivedersi dopo tanto tempo sta a significare che i legami veri durano per sempre.
Buona fortuna Frank, a te e a questo blog davvero unico!

scritto da butterfly · 1 ottobre 2011, 15:51 · 

 

Se c‘è qualcosa da bere,allora mi accomodo anch’io in questo blog.
Sempre che mi vogliate,perchè conto come il due di coppe.
Il vecchio Ernest sosteneva che il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo.
Lo diceva, a lingua viva,dentro la Morte nel pomeriggio.

scritto da Sisto Seltz. · 1 ottobre 2011, 17:03 · 

 

Sunset Boulevard

La donna si guardò allo specchio, inarcò un sopracciglio, pizzicò colle dita la pelle delle tempie per sollevare l’angolo dell’occhio. Prese da una scatolina sulla toilette due piccoli cerotti che applicò, nascosti tra i riccioli della permanente, per ottenere l’effetto desiderato. Si rimirò soddisfatta. Si passò un denso strato di rossetto scuro sulle labbra sottili, ripiegandole su se stesse per amalgamarlo. Scosse la boccetta di Joy di Patou e ne applicò col tappo due gocce dietro le orecchie ingioiellate.
Dallo specchio vide la porta socchiudersi.
Senza voltarsi infilò nel lungo bocchino di madreperla una Turmac.
L’accendino d’oro scattò pronto.
F.S. stava alle sue spalle osservandola corrucciato.
Non sapeva che quell’occhiata di commiserazione gli sarebbe costata un ultimo tuffo in piscina con tre pallottole in corpo.

scritto da Gloria Gerecht · 2 ottobre 2011, 08:23 · 

 

Conosco Sisto Seltz.
E’ una brava persona.
Alticcia,di bassa statura,borse di ghiaccio sotto gli occhi,
spiccata alitosi ginnica.
Da gin.
Negli ambienti dei calicetti sciolti è conosciuto come l’Americano.
Bitter Campari,vermouth rosso e seltz.
In genere un Sisto.
Adora le americane, a stelle e strusci.

scritto da Joe Perfiumi. · 2 ottobre 2011, 09:15 · 

 

Fantastica immagine di apertura che è già preludio a piacevoli chiacchierate ma anche ganci senza pietà a questo strano mondo dove ci è dato di stare. Buona scrittura a tutti ma soprattutto a te, Frank :-)

scritto da Carla · 2 ottobre 2011, 16:04 · 

 

Mr. Spada, lei sa come affascinare il suo pubblico! La divina Greta, mentre tutti i divi spalancavano le porte della loro vita privata per suscitare pettegolezzi e clamori, era soprannominata La Sfinge per l’aura di mistero che la circondava e che otteneva un effetto ancora maggiore. Chi gusterà in tutta la sua croccante fragranza il gusto delle sue poche chiacchiere? Come certo non ignora, son dette chiacchiere quelle strisce fritte di pasta dolce, che si gonfiano nell’olio bollente, e si cospargono di zucchero a velo. Come con quei semplici ingredienti, acqua zucchero e farina, un pizzico di sale e per alcuni un po’ di buccia di limone grattata si possa creare un tale capolavoro di gusto è un mistero, e dunque siamo in tema. Ma non tutti sanno farne, perché malfatte le aeree chiacchiere non volano, restano impregnate d’olio e risultano pesanti, laddove la Chiacchiera Principesca è asciutta, come lei sa benissimo, senza neppure bisogno della carta che ne assorba l’olio superfluo.
Piacerà dunque il suo felino muoversi tra le domande come in una gimkana, felino perché dopo Greta e le dolci Chiacchiere (dette anche frappe, ma io preferisco chiamarle nell’altro modo) è il gatto del Cheshire che compare e scompare in Alice quello che mi viene alla mente, lasciando sbalordita con i suoi enigmi l’affascinata Alice.
Su, non finga di non saperlo: mentre tutti gli scrittori si affannano a rivestire di carne e ossa personaggi di carta, lei ne ha creato uno magari per divertirsi un po’, da un pezzo di carta come Mastro Geppetto dal suo tocco di pino, e come mastro Geppetto si sarà magari stupito a sentirsi rivolgere la parola dalla sua creatura. Marlowe è stato più veloce e più furbo: lo stadio di carta l’ha saltato subito, ha scelto una puledra dando in cambio un grillo rompiballe ( che infatti se l‘è data a zampe), si è fatto mettere a letto da parecchie fatine, non tutte azzurre ma fa lo stesso, e un po’ alla volta è entrato così tanto nella sua vita che lei, viceversa, già schivo di natura, si è reso ancor più lieve e sfumato, un po’ come l’Uomo Ombra. Si sa che le donne le fanno agguati, e più d’una si è vantata d’averle assegnato almeno cinque stelle. Comunque è notorio che si muove seguito da un codazzo di donne, tutte delirano di occhi azzurri e sapienti pullover in tinta, per non parlare delle camicie, che ricompra di continuo, in quanto le scalmanate se le tengono come trofeo.
Che posso dirle se non che lei è Frank più Frank che mai senza esserlo per niente? Povera me, ragazzetta nell’arena a giostrare con un toro Miura, che per giunta carica con la grazia di un ballerino, col pubblico tutto per lui.
Scherzi a parte, mister Frank, le donne adorano i gioielli, e dunque l’intervista che mi ha gentilmente rilasciato non può che piacermi ( NdR : sarà presto online e ne comunicheremo il link sul Cannocchiale a rovescio 3). La prego di scrivere thé, con la e stretta, accento acuto, come le è certo sfuggito, laddove io ho preferito all’inglese tea che trovo un po’ pretenzioso (una tazza di tea, mavvia!) la parola tè, oggi d’uso comune, fin da da quando ho scoperto che è l’esatta parola cinese, oltre a un’altra così complicata che neppure me la ricordo. Tale preziosa delucidazione me la dettero i miei cugini, che hanno avuto la ventura di vivere a Tonchino per molti anni, i cari (ex) ragazzi. Sono loro che, tornando a Roma, abituati alla numerosa servitù di laggiù, chiesero da bambini se i facchini della stazione Termini fossero i portatori della nostra famiglia!
Ora esco per una delle mie abituali serate mondane e per amor suo arriverò alquanto spettinata, e non è neppure effetto delle sue desiderabili carezze!
I love you, tempesta!

scritto da Leila Mascano · 2 ottobre 2011, 19:05 · 

 

Caro Frank,
che bello, il terzo Cannocchiale a rovescio! Ho trovato questa sorpresa di ritorno dal lago, dove finalmente ho potuto godermi in santa pace Doppio Marlowe. Perciò doppi complimenti, per il blog e per questa intrigante chiusura della tua prima trilogia…
In attesa del primo libro della seconda dunque!
A presto Frank

scritto da Tiziana Marangoni · 2 ottobre 2011, 20:57 · 

 

Non conosco Sisto Seltz, ma gli do il benvenuto, non può che essere amabile una persona tanto piacevolmente modesta da definirsi importante come il due di coppe, senza il quale però non si gioca.
Conosce davvero qualcuno di noi? Se così non fosse, perdoni qualche benvenuto scherzoso senza infastidirsene, frutto d’esuberanza e basta…

scritto da Leila Mascano · 3 ottobre 2011, 07:33 · 

 

Se non fosse per la mia feroce timidezza, ardirei passare al tu,gentile Leila.
Grazie Tula!

scritto da Sisto Seltz. · 3 ottobre 2011, 08:25 · 

 

Marlowe , che non si aspettava in solo tre giorni (quattro meno di quanti sono serviti a UNO per creare l’universo cinematografico del mondo) questa sequenziale profusione di commenti bene auguranti, mi ha chiesto di espletare le formalità del caso e di ringraziarvi tutti. So che avrebbe voluto farlo con una chiocciolina per ciascuno, magari con un buffetto sulle guance di chi ama, ma, ahimé, è tutto preso a indagare su una faccenda che avanza nera come un technicolor e che lui azionerà con la 45 in mano come volesse riprender tutto dall’inizio e rinnovare a poco a poco i fondali delle scene – una sua lettrice, senza tanti giri di parole, gli ha detto di decidere chi vuol essere, perentoria, di farlo in fretta perché sta giocando con una vita non sua e aggiungendo acutamente ( sospetto sia una umpire ) che dentro di lui c‘è un vuoto esistenziale che non potrà mai colmare, a meno che…
Marlowe mi ha pregato di dirvi che da tutti voi ha imparato qualcosa, non ultima che l’Amore fa bene alla salute!
Ora veniamo a noi, a un Falcone in volo, in arrivo in casa Robin fra tre giorni, precisamente il 6 ottobre, ai suoi volteggi in cielo, alle discese e risalite, ai tuffi in velocità senza mai perdere di vista i riferimenti – anticipati a un gruppetto che li ha visti perchè sono coinvolti in una Roba di cui sono fatti i sogni .
ps – sarà ns cura segnalarvi il relativo link.

NdR – invitiamo i commentatori a ri-leggersi il post del Cannocchiale 3, avvertendoli che da oggi in poi terremo le mani strette sul volante per evitare sbandamenti e fuori strada!

scritto da frank spada · 3 ottobre 2011, 10:40 · 

 

@ Sisto.
Oui, mon cher, si vous comme Jacques P. tutoyez tous ceux que vous aimez.
—————————————————————————————————————-
NdR – Oui, si vous aimez aussi Hammet, Huston… le polar, le mystere de la cinematographie americaine, francaise, et naturellement le Jazz, comme nous.

scritto da Leila Mascano · 4 ottobre 2011, 08:11 · 

 

Due giorni ancora – peut-etre à la meme heure.

scritto da frank spada · 4 ottobre 2011, 10:46 · 

 

Nonna Zulema mi ripeteva i 10 comandamenti 10 volte al giorno.
Mi era venuta una specie di sinusite da Sinai.
Soprattutto quando arrivava al sisto.
“Non commettere atti impuri”.
Le ho obbedito fino al punto di non ritorno.
Meglio tre seltz che tre Ave Maria.

scritto da Sisto Seltz. · 4 ottobre 2011, 22:13 · 

 

Ancora un giorno!
Nel frattempo non commettete reati e bevetevi un frappé (al cioccolato, eh!)

Dialogo al bar tra scrittore ed editore.

– Mi chiede il senso della storia? Beh, prende avvio a metà strada e da lì fa un salto indietro nei segreti del protagonista. Si chiama Marlowe. Il nome? Forse qualcosa non ha funzionato nei programmi di suo padre – uno sceneggiatore della RKO a Hollywood, scrittore di gialli, un forte bevitore che aveva tentato per ben due volte il suicidio. La prima, perché i suoi racconti erano venduti solo nelle stazioni di servizio di La Jolla, la seconda, proprio in occasione della nascita di Marlowe. Perché, appena lo sbirciò da dietro una vetrata – sguardo vacuo di Martini e olive di traverso agli occhi –, pensò non fosse figlio suo e imputò la paternità del fagottino al suo segretario. Un uomo senza personalità che passava le serate davanti alla TV a lisciare il pelo di una gatta nera tenendo compagnia alla genitrice, una donna di origini irlandesi, sa, gambe lunghe e chincagliose, una puritana insomma. Per lo scrittore fu un colpo. Da qui il secondo tentativo: lasciò la clinica e andò in velocità al bar di un suo amico. Lo scrittore contava sul conforto di una dozzina di Bacardi shakerati rosa, ma poi…
– Banalità da giornaletto glamour, insomma! – esclama un giovane editore rivolgendosi all’autore – un esordiente in là con gli anni –, terminando il suo terzo frappé.
– Mi lasci dire, la prego, perché ora arriva il fatto. Passato agli scozzesi lisci, lui finì per ruzzolare a terra dal sedile incentrato su un perno senza fine, fu aiutato a rialzarsi e andò nella toilette e là, disteso tra un vortice nero e un lavabo, il capitano Shaw della squadra investigativa Black Mask lo trovò con un graffio sulla tempia e una pistola in mano che cantava The Lady is a Tramp.
– Senta un po’, amico mio, perchè non scrive qualcosa… un romanzo erotico, o un trattatello poetico e sensuale su un senso dimenticato, per esempio. I lettori vogliono roba forte, sangue, delitti, perversioni, oppure testi che li indirizzino a sognare immagini sensuali a portata di mano. Lasci perdere l’esotismo americano, datato poi!
– Guardi che il titolo è Marlowe ti amo! Due sequel già pronti, mica scherzetti, sa – risponde l’autore. – Caspita che tardi! – guardando l’ora al polso – Mi scusi, ma io vado – conclude l’altro allontanandosi.
Lui vorrebbe corrergli dietro per strozzarlo, ma il fumo di una vita lo incatena fermo in piedi. Chiama il cameriere, paga il conto e s’incammina stringendosi nelle spalle – come per proteggersi dall’ira – e, riflettendo sul fatto che ha bevuto solo un sorso d’acqua da uno dei tre bicchieri rimasti muti sul tavolo ad interrogarsi sull’andamento dell’incontro, scuote la testa.
Pochi passi e sfiora un altro bar. L’attimo di un desiderio che sembrava essersi assopito e entra.
– Un chinotto, prego – poi beve con calma lisciandosi il palato e dice senza voce: “Che diamine, io non sono mica lui!”.
—————————————————————————————————————-
NdR – correva l’anno 2009 e Il Cannocchiale a rovescio doveva ancora essere inventato.

scritto da frank spada · 5 ottobre 2011, 10:53 · 

 

Rouge / Noir / Pair / Impair / Manque / Passe…
Les yeux son faits, rien ne va plus / No more bets, please: Oh, ZERO!
Lumiere vert / Green light
Allez voir / Go > link text Mah!

scritto da frank spada · 6 ottobre 2011, 10:13 · 

 

You, you… oh, my wonderfull man!

scritto da candy's 50 · 6 ottobre 2011, 18:19 · 

 

Le rouge et le noir
(che Henri Boyle mi perdoni)

Il rosso o il nero? Preferisco il nero.
Nero seppia, il nero dell’abisso,
nero come il peccato o il mistero.
Il nero insomma: come un chiodo fisso.

Il nero amaro come il cioccolato,
il nero vero come un africano
e non un caffè lungo assai annacquato.
Un nero duro come un marlowiano

bollito, che lo prendi a martellate.
Il rosso è color sangue o pomodoro,
va bene pure per le marmellate.

Quindi punto sul nero un mucchio d’oro.
Les jeux sont fait. Son chiuse le puntate.
Spero soltanto che non esca zero.

scritto da Gloria Gerecht · 6 ottobre 2011, 18:25 · 

 

Complimenti, Frank!
Il Falcone ha preso il volo…
Sei proprio in buona compagnia.

scritto da Suzannë · 6 ottobre 2011, 18:40 · 

 

Un altro cannocchiale? finirò per perdermi…

scritto da Maurizio · 6 ottobre 2011, 19:51 · 

 

Per ora m’inebrio alzando il calice con l’ottimo Chinotto, Maurizio, augurandomi di non perdere di vista Frank Spada e agguantare il Falcone Maltese per il fine settimana.

scritto da amelia · 7 ottobre 2011, 08:53 · 

 

Lo farò mio in giornata!
Grazie per averci segnalato questo inaspettato “ANNUARIO” che mi auguro perpetuerà un anniversario.
Complimenti Frank.

scritto da anna · 7 ottobre 2011, 10:31 · 

 

Qui diluvia, ma per Domenica il barometro sventolerà via la nuvolaglia, perché a Trieste… non lo sapete? ma se hanno alzato già da tenpo il gran pavese per l’annuale Barcolana!
Certo che il programma di un week-end assieme a un Falcone – e per di più Maltese – lo ritengo un azzardo rischioso quanto una promettente visione tempestosamente nera per TUTTE, se non fosse che… controllerò il carnet.

scritto da frank spada · 7 ottobre 2011, 11:42 · 

 

I Quaderni del Falcone Maltese 2011 è un bel libro, bello in tutti i sensi. Suggestiva la copertina, curata la veste tipografica, insomma “l’oggetto libro” è davvero piacevole da toccare, da sfogliare, da leggere e devo dire che questa è una caratteristica di tutti i libri Robin. Dei curatori non conosco Pasquale Pede, che certo ha fatto un lavoro ottimo, insieme a Mario Quattrucci, scrittore di gialli ambientati a Roma, “papà” di Marè, un commissario che ha riscosso e riscuote tante simpatie a giusta ragione, ma anche originale poeta, i cui versi paragonerei al profumo di certe pinete marine, amaro e fresco insieme, venato di magiche suggestioni.
E’ un libro, questo dei Quaderni del Falcone, da tenere sul comodino. La sera, stanchi della giornata, ci ritagliamo mezz’ora per rilassarci dando libero sfogo alla fantasia. Entriamo dunque nel libro attraverso una immaginaria porta girevole, che ci apre scenari e suggestioni diverse. E’ una scelta varia, ricca, direi coraggiosa, prché mette fianco a fianco nomi celeberrimi ed esordienti, accomunati solo dall’aver scritto racconti su temi di mistery e di noir, e più che i nomi fa da richiamo la validità dei racconti, sicché a voler essere onesti se i nomi fossero pubblicati solo in fondo abbinati ai racconti, avremmo la sorpresa di aver scambiato un felice esordiente per un grande, anzi grandissimo. Per tutti il libro sarà una felice scoperta: quella di incontrare un lato insospettabile in scrittori che credevamo lontani da questo tipo di racconti, e di essere sorpresi da nuovi autoriche vorremmo conoscere meglio. Debbo dire a onor del vero che l’editore Messina come tutti ha pregi e difetti, ma un grandissimo pregio soprattutto ce l’ha: quello di un fiuto fuori dal comune per pescare i suoi scrittori, e non mi è mai capitato di non riconoscere in un autore Robin uno scrittore vero , anche se magari il libro che avevo letto non corrispondeva ai miei gusti, e anche qui questo è accaduto davvero raramente.
I racconti che ho letto mi sono piaciuti e non poco nel libro di cui stiamo parlando. in particolare quelli di Woolrich, Pede, Quattrucci e Frank Spada, Brown e un sorprendente racconto di Jack London. Mai come in questa raccolta troviamo la conferma che ghettizzare un autore in un genere non è rendergli un buon servizio: uno scrittore è uno scrittore. Punto. Questo libro, che vede “grandi” cimentarsi nel noir lo conferma. Sono certa che tra qualche anno qualcuno dei nuovi scrittori Robin entrerà nel novero dei famosi, o almeno di quelli cari a una gran fetta di estimatori, e il cui nome comunque non finirà nel dimenticatoio.

leila mascano · 7 ottobre

scritto da Leila Mascano · 8 ottobre 2011, 08:13 · 

 

@ – Leila Mascano – complimenti per il suo interessante, puntuale e approfondito parere su l’Annuario de “I Quaderni del Falcone Maltese 2011”, unitamente all’augurio che Spada… beh, l’ha già detto lei, cara amica.
Buona domenica a tutti.

scritto da paolo · 8 ottobre 2011, 10:33 · 

 

Sono convinta anch’io che chi sa scrivere possa farlo in vari generi letterari con grande maestria. Per questo, senza nulla togliere alla trilogia del Nostro, invito tutti a rileggere i suoi racconti, raffinati, sorprendenti, densi di pensieri e talvolta persino esilaranti.
Un autore così non finirà mai nel dimenticatoio…brava Leila!

scritto da marta · 8 ottobre 2011, 14:56 · 

 

@Paolo e Marta, grazie! Qui a Roma è arrivato l’autunno. Stanotte mi ha svegliata il freddo, avrei avuto voglia di mettermi a chiacchierare con qualcuno, ma erano le quattro, e alla fine dopo aver recuperato un cardigan dall’armadio mi sono messa rileggere qualche racconto dei Quaderni del Falcone, con molto piacere. Fuori pioveva, ma stamattina il cielo è di nuovo sereno.

scritto da Leila Mascano · 9 ottobre 2011, 08:38 · 

 

Cara Leila, avrei chiaccherato volentieri con lei, qui a Roma!
Col permesso della Redazione, le dedico un pensiero sull’ottobre romano.

OTTOBRE

E viè l’autunno, cascheno le foje,
s’accorceno li giorni a l’improviso
e la notte, più lunga, ar sole toje
la forza de li raggi sopra ar viso.

L’ottobrata ce avvorge e poi se scioje
ne l’urtimo tepore. Ma, deciso,
un temporale spazza via le voje
e er ricordo der perzo paradiso.

E, finita l’estate, è già Natale:
fa capoccella da quarche vetrina;
la staggione de mezzo, bene o male,

serve solo a buttà la naftalina.
Ne l’attesa che er tempo, sempre uguale,
ciarigali ‘na festa e ‘na moina.

scritto da Gloria Gerecht · 9 ottobre 2011, 09:15 · 

 

Leila brava?!!!
Fosse solo questo, che venerdì è nevicato sulle cime friulane, ieri mattina – 8° in città, e in forse una regata, oggi… fa freddo come ieri ma c‘è il sole, e una sirena ha dato il via un quarto d’ora fa.
—————————————————————————————————————-
NdR – precisiamo ancora che l’orologio Robin è sempre un’ora avanti.

scritto da frank spada · 9 ottobre 2011, 09:19 · 

 

“Il patriottismo è l’ultimo rifugio di un farabutto” (Samuel Johnson 1709/1784), ovvero “La patria é l’ultimo rifugio delle canaglie” (Otello Gerli), ovvero la mia patria è il mondo.

scritto da frank spada · 10 ottobre 2011, 10:10 · 

 

Torniamo a bomba: Tuffarsi – “total immersion” – come direbbe ancora Pasquale Pede, autore del libro “Le radici del noir / fra letteratura e cinema” (Fondazione Rosellini 2009), invitandoci a esultare assieme a lui per il “Buon anniversario, Mr. Hammet & Mr. Huston!”, solo che questa volta “La roba di cui sono fatti i sogni”, e di cui ci parla il curatore de I quaderni del Falcone Maltese 2011 – perdonatemi se insisto link text – Mario Quattrucci, scrittore, papà del commissario Marè, poeta e amico stimatissimo, ci spinge a volare molto in alto sopra il mondo e poi scendere in picchiata dentro un cocktail shekerato al punto giusto, iridiscente, dove gli ingredienti sono misteriosi quanto singolarmente esotici, e splendidamente iconografici in bianco e nero.

scritto da frank spada · 11 ottobre 2011, 12:13 · 

 

ma quanto ci piace!!!!

scritto da a me mi- Eloisa e Letizia · 11 ottobre 2011, 16:12 · 

 

@ Eloisa e Letizia – ben trovate!

scritto da frank spada · 12 ottobre 2011, 06:48 · 

 

Ultim’oraSpada intervistato da Leila Mascano > link text

scritto da NdR · 12 ottobre 2011, 07:30 · 

 

Stamattina mi sono inciampato in una citazione sul CorSera: “il buon Dio è nei dettagli” (Flaubert – Mies van Der Rohe…). Ho ripensato a un pari e patta, e questo pomeriggio ho bloccato su due piedi il desiderio di prendere a pedate duecentonovanta volte chi mi parlava di architettura dello Stato.

scritto da frank spada · 12 ottobre 2011, 17:07 · 

 

Grazie per la segnalazione.
Quanto a quel Falcone… penso che volerà veramente in alto!

scritto da paolo · 12 ottobre 2011, 18:04 · 

 

Frank, Leila, che duetto, che rappresentazione!

scritto da butterfly · 12 ottobre 2011, 18:06 · 

 

Sette note, come sette giorni, come la Blue Note. Bravi!

scritto da Candy's 50 · 12 ottobre 2011, 18:09 · 

 

Letta la vivace intervista di Leila a Frank, mi sentirei di dire che il fioretto sottile e flessibile ha saputo incrociare le imprevedibili irrequiete traiettorie della spada.
Fino alla tazzina di caffè,sempre calde le cialde di istigazione alla lettura.
Leila non pone semplicemente domande.
Leila fomenta intelligenti risposte.

scritto da Joe Perfiumi. · 12 ottobre 2011, 19:43 · 

 

Tutti in marcia per Frank, allora, e in testa Leila Mascano!

scritto da marta · 13 ottobre 2011, 11:38 · 

 

Ho l’impressione che Frank e Leila stiano architettando qualcosa. Teniamoli d’occhio…

scritto da anna · 14 ottobre 2011, 09:29 · 

 

Le prime nebbie in valpadana ci suggeriscono di superare chi sfreccia a cento all’ora, tenere a debita distanza i fanalini rossi che ci faranno strada e al casello far scattare il pass per innescare la rivolta – appena oltre il 50° parallelo.

scritto da frank spada · 14 ottobre 2011, 11:52 · 

 

Concordo con anna, anche se il commento di Frank mi pare come al solito enigmatico

scritto da Germana · 15 ottobre 2011, 12:35 · 

 

@ Germana – non so se attribuire la sua presenza a Lib(e)ro o alla fan page; propendo per quest’ultima e le do il mio benvenuto.
Circa il suo “se”, e all’“enigmatico”, è più che chiaro che il commento precedente è collegato al dono dell’ubiquità di cui godiamo – assieme a Marlowe e al suo compare – e all’impunibilità (anche politica) dovuta al fatto che esercitiamo il gioco nel rispetto della legalità.
Resta il fatto, comunque, che quando la farò finita sarò riconoscente a chi si prenderà la briga di unire tutti punti segnati ormai da anni su una mappa – incrociando i ghirigori rovesciati e messi a fuoco tra due lenti che non porto -, sia sui blog appartenenti ad altri, di Poche chiacchiere , che sui Cannocchiali, perché raddoppierò la vita annusando più lontano di Pinocchio e ne immaginerò una nuova capovolgendomi nel fumo.

scritto da frank spada · 15 ottobre 2011, 15:12 · 

 

Oggi è stata una giornata così bella da fare male al cuore. Ho cercato invano di chiudere la guerriglia urbana e la puzza di bruciato prodotta dalle auto in fiamme fuori dalle finestre. E’ comiciato col volo basso, persistnte, degli elicotteri, e ogni tanto il suono come di un potente fuoco d’artificio che esplodeva a intervalli regolari, e che via via saliva in un crescendo di potenza e di frequenza. Chi ha visto Blade runner e ricorda all’inizio la colonna sonora della cupa città del futuro, eternamente martellata da una pioggia battente e ritmata da questi colpi angosciosi sa di che parlo.La città era letteralmente sotto assedio, ed è stato terribile, come immagino debba essere stato a Genova. San Giovanni è una piazza immensa,eppure era gremita da una folla impazzita. Non è più possibile fare una manifestazione senza che si trasformi in una tragedia. Com‘è possibile? La Basilica ha aperto le sue porte per accogliere un centinaio di persone terrorizzate. Macchine incendiate, vetrine spaccate,forze dell’ordine in difficoltà, l’immagine inquietante di una ragazzina portata via con la faccia insanguinata…cose che speravamo di non vedere più. In questo inferno, che ha prodotto feriti e danni, una cosa è chiara. Che la vera sconfitta è la civiltà. Intendiamoci, gli scontri sono violenti ovunque, ma questi mi sembrano particolarmente significativi:qualcosa si è interrotto nel dialogo del paese, tra forze politiche, cittadini e governo.E in tutto questo, un male sotterraneo, virulento, che aspetta il minimo segnale di debolezza dell’organismo per esplodere. Qualche volta mi sembra di essere pazza, e mi chiedo se lo sono. Com‘è possibile, che in una situazione come questa, si parli sì di malessere, ma tutto sommato si faccia finta di niente? Sono io pessimista?Abbiamo superato le difficoltà di un dopoguerra,e ce l’abbiamo fatta. Ce la faremo ancora? Ritroveremo la determinazione, il coraggio, la volontà per riemergere da questa situazione?
Quello che è successo oggi era prevedibile, ed io sono addolorata per il ragazzo gravemente ferito, la ragazzina sanguinante, ma anche per i poliziotti malmenati e feriti anch’essi.. E soprattutto sconfortata, perché alla fine tutto questo non servirà a niente, temo.

scritto da Leila Mascano · 15 ottobre 2011, 18:33 · 

 

La giornata così bella era quella di una tardiva primavera, a metà ottobre…

scritto da Leila Mascano · 15 ottobre 2011, 18:53 · 

 

Sì, Leila , ce la faremo ancora!

scritto da frank spada · 15 ottobre 2011, 18:54 · 

 

Li conoscevano già – siamo tutti indignati e schedati per fallire assieme – quei “senza senso” che hanno messo a ferro e fuoco Roma, e non solo. 

Quanto a un questionario, che brilla per acume, un cartaceo senza senso, perché a quanto mi si dice non verrà letto, nemmeno per via informatica, ci manterrà dubbiosi su chi vorremmo essere.
I miei dati li ho appena lasciati in una busta, consegnata mano, ora se la vedano loro, a quantificare se siamo un quartetto, un trio, o semplicemente un doppio musicale, o una nazione che paradossalmente punta a scomparire giocando contro se stessa.

scritto da frank spada · 17 ottobre 2011, 11:42 · 

 

Il mio vicino ha smarrito il sentimento sul questionario del censimento.
E sua moglie ha un bel dire con quel cavolo di “Conta che ti passa”.

scritto da Joe Perfiumi. · 17 ottobre 2011, 18:43 · 

 

Caro Joe, 72 risposte azzeccate come pochi e il suo tempismo ci riporta tutti in vista.
Grazie.

scritto da frank spada · 17 ottobre 2011, 18:52 · 

 

Una marcia in meno, e qualche lettura in più – magari con il jazz che non fa male a nessuno – e inoltreremo i “senza senso” per saperne di più: 1789 > 1917 > ?
Poi, “Voltando pagina”, Virginia Woolf.

scritto da frank spada · 18 ottobre 2011, 09:03 · 

 

Attendo l’sms ( chissà se si scrive così ? ) che mi confermerà l’arrivo in libreria de “ I quaderni del Falcone Maltese 2011”. Mi piace il mix di classici e nuovi autori. Due parole sui fatti di Roma: la violenza è orribile, ma perchè non ci si accorge che la gente paziente, laboriosa, quella che non farebbe male a una mosca, anche quella che ama la musica e la poesia, non ne può più?

scritto da Andrea · 18 ottobre 2011, 21:36 · 

 

Purtroppo, non fare male a una mosca è un inglorioso demerito.
In quanto alla gente paziente e laboriosa che non ne può più, qualche Solone del potere ha già individuato una soluzione.
E’ sufficiente che una persona ne possa meno.

scritto da Joe Perfiumi. · 19 ottobre 2011, 07:28 · 

 

La società non ne può più, non basta uno strumento solo per musicare un testo – “Now’s the Time” (C. Parker) – né un poeta in meno per ricordarci che la natura umana può nascondersi “Dietro il paesaggio”, anche dopo novant’anni e qualche giorno – (Andrea Zanzotto – 10 ottobre 1921 / 18 ottobre 2011)

scritto da frank spada · 19 ottobre 2011, 09:58 · 

 

Anche il mio Falcone Maltese giace sul comodino a farmi compagnia con la sua bellissima raccolta di racconti, scritti in modo ineccepibile anche da scrittori sconosciuti, e questo mi fa pensare alla enorme zavorra di libri che luccicano sugli stand di famosissime librerie, salutati come “rivelazione dell’anno” o “200.0000 copie vendute”.
Quanto ai fatti di Roma non si può nascondere una certa inquietudine per quanto sta accadendo in un crescendo di violenza che ricorda da vicino gli anni di piombo. E la stessa violenza, con le stesse modalità, si è consumata ieri ad Atene, E’ il malcontento che guida la rivolta e quando questo prende il sopravvento tutti si ritrovano in piazza, criminali e lavoratori, studenti ed emarginati, accomunati da un’esplosione di rabbia e frustrazione che non vuol sentir ragioni.
E a quel punto la protesta diventa strumento sia per i facinorosi che se ne servono per alimentare caos e disordine sia per il governo che la cavalca per minimizzarne le ragioni senza aprirsi al confronto e ai bisogni della gente.
Buon giorno, caro Frank, nonostante l’uggiosissima giornata. Loretta

scritto da loretta fusco · 20 ottobre 2011, 08:02 · 

 

Giovedì d’autunno, grigio e bagnato: c’è chi giura di aver visto Frank salire in gran fretta su un autobus all’incrocio tra Knightsbridge e Grosvenor Place. Altri l’hanno segnalato mentre scendeva da un taxi proprio davanti a Marble Arch, per poi sparire poco dopo, inghiottito dall’underground, e sbucare a qualche metro da St. Paul’s Cathedral. Hanno mobilitato perfino Scotland Yard: cinque infallibili detective a cui Frank, per qualche ora, ha dato filo da torcere. Ma non c’è stata via di scampo per lui: a King’s Cross è stato raggiunto da tutti e cinque, uomini e donne che, per proteggersi capelli ed acconciature dalla pioggia incessante, indossavano cappellini a bombetta dagli svariati colori. L’hanno scortato immediatamente fino al London Zoo, dove insisteva di essere accompagnato. Là si è congedato dal gruppetto con poche parole, confidando ai detective la ragione della sua presenza in quel di Londra. I detective hanno giurato di serbare il segreto.

Che Frank si sia fatto un giro nella City al fine di raccogliere idee per un prossimo libro?

scritto da Camilla P.B. · 20 ottobre 2011, 16:17 · 

 

Per un prossimo libro a 8 mani? Provateci ancora

scritto da ellebì · 21 ottobre 2011, 18:12 · 

 

Se ha fatto il giro della city, non l’ha fatto in barchetta. Eh, sì, dal momento che a Roma siamo in bolletta, ci mangiamo le mani…vengono da tutt’Italia per scioperi e cortei, come se non bastassero i nostri, e i turisti ci disertano, nel senso che con un caos come quello della capitale, piuttosto se ne vanno nel Sahara. Dicevamo che noi qui stiamo a “magnasse le mano”, gialli d’invidia, per chi ‘sto calo dei turisti non c‘è l’ha, vedi Venezia. E ce semo attrezzati. Come? Un tombino chiuso qua, quarche strada dissestata là,e al primo tropical acquazzon i giochi sono fatti. Così co’ tutta s’acqua famo puro pulizzia.
Tutta Roma è una bagnarola, per consolare i romani che, sempre per quella benedetta mancanza di soldi, al mare non ci sono andati.Tutti al mare! Tutti al mare! Ma l’avete visto il Colosseo allagato e la coppia di romani in canotto davanti…avete letto bene, non canotta, canotto. Io personalmente mi sono trovata immersa fino a metà coscia, e pur non essendo una stangona, non sono neppure una nana ( purtroppo, se no, contrariamente alla logica, ‘sti problemi non ce l’avrei). Ma com‘è, dico io, che a Parigi e a Londra, che pure sono capitali, ‘ste cose non succedono?
Eppure piove e strapiove anche da loro. Ah, dice che il meteo non l’aveva presvito, il nubifragio. Mentre invito tutti a fare una piccola colletta per abbonare il meteo a una di quelle trasmissioni a pagamento dove con una sfera di cristallo vi dicono che accadrà, ma anche lì l’unica certezza è che vi troverete alla fine con un po’ di soldi in meno, conviene attrezzarsi. Mute da sub. Già vedo il solito dottor S. litigare con D: possono la fidanzata di quest’ultimo, e gli ospiti in genere, parcheggiare la bici, pardon la gondola, nel giardino condominiale?

scritto da Leila Mascano · 22 ottobre 2011, 07:29 · 

 

Cara Leila, da buona romana sono totalmente d’accordo con lei.
Da noi, noantri, le cose sono sempre più peggio.
Le manifestazioni sono sempre più violente che siano di piazza o meteorologiche.
Al Campidoglio non ci sono più le oche di un tempo e quelle attuali non sono in grado di salvarci.
Su pasquinaria troverà commenti inadeguati ai tempi che corrono.
gloria

scritto da Gloria Gerecht · 23 ottobre 2011, 15:13 · 

 

@ loretta fusco – se di notte lo sentisse traballare, lo ascolti.
@ Camilla P.B. – PB istrattato di così conosco solo il suocero di un delizioso fondo schiena che non diventerà mai nuora. Quanto al mutar delle stagioni, mi affido come di consueto al mio barometro dopo aver sentito l’Ammiraglio Bloom (ringrazio George e Winifred Banks per l’ospitalità gentile e la riservatezza sul mio incontro con Kate).
@ ellebì – farò in modo che non mi strappino le unghie immaginandomi reale, tanto che si dica: è più vero che se fosse vero!
@ Leila Mascano – mi ero portato dietro il mio vecchio impermeabile, quello con… no, le decorazioni le ho lasciate a casa per non farmi intercettare dopo l’operato a Sirte.
@ Gloria Gerecht – le oche sono solo oche, ovunque e sempre.
@ Andrea Masotti – Tre recensioni in una link text
La ringrazio molto per averci messo a fuoco.

scritto da frank spada · 23 ottobre 2011, 18:36 · 

 

Caro Frank, in questi giorni ho riletto i suoi commenti, anche dei precedenti “Cannocchiali”.
Ma lo sa che se ne potrebbe fare un “libro”, raccogliendoli tutti?

scritto da anna · 24 ottobre 2011, 09:28 · 

 

Sopravvissuto dunque agli spari di cannone dell’Ammiraglio? Bene!
E… Frank, le ricordo che ora Kate è diventata (ritornata?) Katherine. Attenzione a queste quisquilie d’etichetta!

scritto da Camilla P.B. · 24 ottobre 2011, 09:58 · 

 

@ Camilla P.B. – fosse per me direi che ne ho abbastanza di etichette da scolare, ma la confidenzialità dell’incontro con chi non c’era e invece c’era, mi fa guardare oltre e sognare di abbracciarla ancora – non metto limiti e aggiungo sempre.

scritto da frank spada · 24 ottobre 2011, 10:16 · 

 

@ anna – mi si intercetta ovunque vada e più di qualcuno mette piede sulle mie orme per mettersi in luce! Non mi resta che spargere la voce che il WEB è pieno di “quisquiglie” (come le definisce Camilla P.B.) e stabilire dove nasconderò la pila.

scritto da frank spada · 24 ottobre 2011, 10:35 · 

 

Trovo il suggerimento di Anna molto appropriato, sarebbe anche questo un bel testo da tenere sul comodino.

scritto da marta · 25 ottobre 2011, 08:16 · 

 

Certo Marta, ma c‘è solo un modo giusto per fare le cose, e solo quello: non prendersi sul serio!
Attribuire a uno pseudonimo comportamenti che, uno dopo l’altro, ne definiscono il carattere per farne una persona che vive in luoghi connotati ma virtuali, è rischioso quanto dirgli “Lasciali fare”, oppure – il che è ancor peggio perché la moltitudine s’ingrossa -, “Prendetevi la briga di espandere un concentrato di schiocchezze e lasciate che il profumo della carta vi illuda di averlo conosciuto”.
Con simpatia.

scritto da frank spada · 25 ottobre 2011, 10:35 · 

 

non c’entra niente ma ti mando una poesia:

e fosse almeno/
in questo luogo un segno, una traccia di noi,/ di questo nostro passo incerto lungo i tufi/ scuri di parietaria, pesti di millenni,/
qualcuno che ad un anno, a un’ora, nella notte,/ qui nel suo cuore chiami,/
almeno un graffio sul muro,/
il nostro nome.

scritto da mario quattrucci · 25 ottobre 2011, 17:21 · 

 

A volte il caso… grazie Mario (GRA – Roma 2006, Edizioni Quasar – ISBN 88-7140-301-0 – Poesie di Mario Quattrucci – Almeno un graffio – pag. 61) e poi… lo sapevamo, noi due, me lo ricordo ma noi con infinito amore, con raziocinio, con forma, e insieme sempre con quell’ardenza di sapere con sogno… (GRA – pag. 65)
E poi… lo annuncierò fra qualche giorno!
ps – esattamente il 27 ottobre, una settimana prima di una serata promettente… la curiosità è un’arma micidiale!

scritto da frank spada · 25 ottobre 2011, 18:36 · 

 

grazie, Frank

scritto da mario quattrucci · 25 ottobre 2011, 21:08 · 

 

La poesia di Mario Quattrucci è veramente bella.

scritto da Michela · 26 ottobre 2011, 00:23 · 

 

ce-ci e il Pasta Day di ieri a Roma mi ricorda che son buoni.

scritto da frank spada · 26 ottobre 2011, 10:33 · 

 

grazie a frank e grazie a Michela. ma nun me ce fate abbituà...
caro frank si può pubblicare qui una recensione di Rosa Pierno al mio libro? fammi sapere. M.

scritto da mario quattrucci · 26 ottobre 2011, 14:39 · 

 

@ mario quattrucci – certamente sì – quel che ti rigurda ci onora.

scritto da frank spada · 26 ottobre 2011, 14:55 · 

 

Caro Frank, la recensione che segue è di una eccellente scrittrice e critica, già vincitrice del Premio Feronia. forse può interessare conoscere il suo commento al mio testo. Un caro saluto, MQ.

Mario Quattrucci “Da una lingua marginale” Robin, 2011

La piccola antologia che raccoglie alcune poesie tratte dalla produzione poetica di Mario Quattrucci, arricchita da una compagine critica di notevole profondità (Mario Lunetta, Francesco Muzzioli, Marcello Carlino, Filippo Bettini, Tullio De Mauro, Mario Socrate), copre gli anni che vanno dal 1983 al 2010 e fornisce una vista sulla sua produzione poetica in grado di restituire la ricchissima variazione delle forme forgiate a partire dai contenuti venuti a maturazione nel corso degli anni. Ma, cercando di cogliere lo zoccolo duro di tale intensa attività poetica, colpisce fin da subito l’ancoraggio a ciò che è quotidiano, esperienziale, poiché è in esso che vengono messe alla prova le idee: la partita che viene giocata non prevede astrazione e generalizzazione, cioè non prevede l’inevitabile semplificazione che uno schema produce sulla realtà. Anche spazio e tempo sono come annegati nel percetto: nessuna impressione, nessun intendimento che non siano connotati/deformati da spazio e tempo: “Si stringeva il passo alle cupe facciate ai chiusi androni impenetrabili e tetri alle finestre // prive di vita dietro cui indovini i saloni deserti gli oppressivi intarsi dei soffitti: // dalla via lunga escluso il sole velata incenerita la romana luce….”. E il tempo, oltre a ciò, alterasse, tirando in lungo e in largo l’immagine, e rendendo non confrontabile quel particolare momento con altri momenti tramite analogico confronto, il che ha anche una conseguenza di non poco rilievo sulla metodologia storica con cui s’interpretano i fatti. 

La perlustrazione effettuata non con il solo sguardo, ma con tutti i sensi, è registrata nella poesia “Variazioni n.24”. ove nella notte l’olfatto assurge a senso primario e ai presenti effluvi si miscelano quelli risalenti dalla memoria a disegnare un orizzonte in cui la tecnologia ha preso il posto della natura, ma nemmeno alla natura è concesso il ruolo di madre salvifica poiché “brulica di colera e anòfele lo stagno / (tra Cape Town e Cristiania, lo stagno ) / pullula di nafta l’acquitrino”. Né è possibile avere fiducia nella cultura, poiché dal suo ventre nascono anche armi di offesa. “Ma il melo, pur ultimo, fiorisce / e l’Albero di Giuda ancora sanguina: / aprile mescola come sempre / memory and desire” è constatazione che la doppia natura dell’uomo è eterna. La riflessione, la consapevolezza che non si perverrà mai a soluzione della sofferenza umana, di cui, peraltro, la poesia è ineguagliata portavoce, non pone freno alla meditazione sulla storia umana che può sempre registrare un miglioramento delle condizioni esistenziali.

In questa macchina scenografica mobilissima, assistiamo a incontri, a sguardi, a pensieri, a considerazioni, tutti convocati a formare le ragioni, i moventi, avendo presente utopico obiettivo, non raggiungibile se non per parziali e imperfetti aggiustamenti. E ciò proiettando non solo nel futuro, ma anche retroattivamente, a rendere conto delle scelte per scoprire dove si annidasse lo smacco, se fosse stato possibile evitare l’errore o dove si annidasse l’illusione: “il mondo è la sostanza e un movimento ricerchi / com’è della natura così per la tua esistenza / ma se un bene dà illuminazioni disinganno rende / che sia nel movimento e in fissità”. La ragione non è messa sul banco degli imputati, perché assieme al sentimento è strumento di liberazione, ma mai posta sul podio della sola positività. In controluce, il riferimento è alla Scuola di Francoforte, ma la cultura filosofica del poeta non si riduce mai a mera proiezione nel tessuto poetico, inducendo a una sua costante verifica. Persino lo stesso linguaggio, innegabile strumento del poeta, è considerato slabbro da cui fuoriescono progetti e delusioni insieme: “tornano / i nessi del passato con lo svariare dei segni / con quei verbi flessi variati sull’inverso / nel senso controverso di questo amaro / non amato mio tempo”. Di tale tormentata ricerca e di tale amaro resoconto se ne fa carico la continua variazione del verso, ora prosciugato ora prosastico, come alla ricerca di una modalità ogni volta tagliata su misura, ora adeguata alle ragioni storiche ora aderente alle verità individuali. Diversamente dal pensiero di Rousseau che nega valore e importanza alla libertà dei singoli per affermare invece che l’individuo è libero solo quando aderisce alla volontà sociale, Quattrucci non dismette mai l’attenzione, la cura sollecita portata ai singoli e la sua attenzione ci pare rivolta a una società che non venga più ricomposta come un tutto organico, ma come un’associazione di liberi individui. Popolo è concetto ambiguo e ingannevole, poiché non esiste un popolo, come un tutto distinto dalle parti, distinto dagli individui che lo compongono, secondo la lezione di Norberto Bobbio e contro la stessa visione brechtiana. 

“Cercavamo risposte al centro di quell’ombra: / non più agevole e in luce era il cammino, / non più certo il domani del domani”. Una tenace melanconia non consente di trarre favorevoli auspici per il futuro. È come un avvertimento d’inevitabile pondo, un’esperienza che non è stata mai smentita e che dona tinte dimesse anche alla mai deposta ricerca di ulteriori vie da percorrere, più adeguate. Se l’antologia di testi poetici si configura come un diario esistenziale, di bilanci e di revisioni, non è valutazione che abbia valore solo personale: è poesia civile, ove il rapporto con l’altro traccia un metodo: più che dialettico, di verifica costante e messa in discussione, di condivisione e adesione. In altro modo, di questa poesia in cui la filosofia è stata come decantata, assorbita e messa alla prova sul terreno della prassi politica ed esistenziale, ciò che resta si può vedere come in controluce sul fondo di questi versi: una densità corposa, una consistenza elaboratissima raggiunta tramite lunga decantazione. Ove tale decantazione è ottenuta con l’inevitabile distacco che la riflessione richiede, quasi estraneità al proprio esistere. L’attenzione continua, il monitoraggio della cronaca, dei giornali, dei mezzi di comunicazione, degli eventi politici, scientifici, culturali, in una sola parola della storia, rappresenta il punto focale e, inoltre, drammatico perché troppo raramente si può registrare un avanzamento nella libertà e nei diritti. Appena flebili speranze, in questa poesia che raggiunge profondità grigie, vellutate, miti e sofferenti, a tratti incenerite e in cui la cifratura lessicale vale come spietata luce. 

Rosa Pierno

scritto da mario quattrucci · 26 ottobre 2011, 15:03 · 

 

La sola visibile in questa terribile luce che agghiaccia (Mario Quattrucci – GRA 2006 – “La traccia” – pagina 111) – mò, caro Mario, lassece fa link text
—————————————————————————————————————-
ps – in Liguria e Toscana è stato chiesto lo stato d’emergenza! E ora?

scritto da frank spada · 26 ottobre 2011, 16:32 · 

 

Constato che visto lo Stato in emergenza, sarà dura ottemperare allo stato d’emergenza.

scritto da Joe Perfiumi. · 26 ottobre 2011, 18:27 · 

 

- Novità?

- Compare mio, è presto detto: la poesia, come disse Montale, non serve a niente ma non fa male a nessuno.

- Tutto qui? 

- Ti pare poco? Ma tu lo sai che parlarne e leggere insieme qualche verso fa addirittura bene alla salute!
—————————————————————————————————————-

LIBRI DI POESIA

GIOVEDI’ 3 NOVEMBRE – ORE 18 – via Roma Libera 11 – Roma (Piazza San Cosimato – Trastevere)

Libreria NERO SU BIANCO e ROBIN EDIZIONI PRESENTANO LA COLLANA LIBRI DI POESIA
diretta da Mario Quattrucci

Il Prof. ALDO MASTROPASQUA e l’Editore CLAUDIO MARIA MESSINA
introdurranno 

PER L’AMOR DI DIO
di BALDASSARRE DIONISI

IDENTIFICAZIONE BIOMETRICA
di MARIO LUNETTA

DA UNA LINGUA MARGINALE
di MARIO QUATRUCCI

A seguire… APERITIVO
—————————————————————————————————————- – Ah! Questo seguito mi piace. Quando si parte?

- Noi? Ma sei impazzito?! Manderemo come sempre l’altro, diamine!

scritto da Noi due · 27 ottobre 2011, 15:21 · 

 

grazie. A tutti e due. MQ

scritto da mario quattrucci · 27 ottobre 2011, 15:38 · 

 

Le chiamava ‘povesie’, la mia nonna materna.
E già le sue onde di rughe si correggevano in una solenne poesia.

scritto da Joe Perfiumi. · 27 ottobre 2011, 19:52 · 

 

Stamattina ho partecipato a un gioco riflettendo su quei due e sul…

Principio di indeterminazione

Come ho potuto essere tanto stupido da trovarmi dietro a queste sbarre, mentre sarebbe bastato controllare la segnaletica per capire che quella strada portava nel Vermont e che l’uomo che non c’era invece c’era, guidava a radio accesa e mi diceva cose senza senso, che i capelli crescono anche dopo che si è morti, che la luna a volte si trasforma in un disco, in un volante che fa girare un pianoforte a coda che più lo ascolti e meno sai, che più lo guardi e più ti capovolgi, finché ti chiedi com’è potuto essere che ora sei seduto assieme a lui su una sedia elettrica!
ps – non aggiungo altro, perché si sa di cosa parlo e non è il caso che quei due mi ricordino le delusioni che ho alle spalle.

scritto da frank spada · 28 ottobre 2011, 12:32 · 

 

E il bravo Frank come non poteva menzionare il film dei fratelli Cohen, trasmesso ieri sera? ;)

scritto da daniele · 28 ottobre 2011, 18:15 · 

 

Sapevo di poter contare sui cinefili virtuosi che ci leggono.
Grazie Daniele, anche per aver intuito cosa si nasconde dietro quel ps.

scritto da frank spada · 28 ottobre 2011, 19:00 · 

 

E sempre a proposito del principio di indeterminazione come poteva sapere Frank che il buon Daniele avrebbe visto il film dei fratelli Cohen proprio la sera prima in modo tale da non aver dubbi riguardo al dubbio posto dallo stesso Frank?

scritto da loretta fusco · 28 ottobre 2011, 20:33 · 

 

Il principio di indeterminazione.
Ci cascai platealmente,come su una buccia di banana cosparsa di vaselina.
Durante l’interrogazione, mi chiesero di spiegare il gatto di Schroedinger.
Lo stato del gatto vivo e lo stato del gatto morto.
Per me resta tuttora un enigma doloroso.
Tipo un gatto a nove code.

scritto da Joe Perfiumi. · 29 ottobre 2011, 08:06 · 

 

Moonlight in Vermont…
magari come quella sera in compagnia di Gerry e Chet, vero Frank?

scritto da candy's 50 · 29 ottobre 2011, 09:04 · 

 

Giudico Frank Spada uno scrittore bizzarro come pochi, ma lucidamente determinato a farci capire che i suoi compari, quei due che gli tormentano la vita, forse sono molti di più.
Chissà se nel frattempo Daniele ci svelerà cosa c‘è dietro a quel ps!

scritto da paolo · 29 ottobre 2011, 11:56 · 

 

Anche il gatto con gli stivali era in uno stato doloroso.Gli stivali erano stretti. Poi si consolò parlandone alla tigre della Malesia, che soffriva anche di più coi suoi stivaletti malesi.

scritto da Leila Mascano · 29 ottobre 2011, 15:25 · 

 

@ loretta fusco – mah! in ogni caso la ringrazio per la segnalazione doppia.
@ Joe Perfiumi / Leila Mascano – accomunati ché tanto va la gatta al lardo che ci regala un bel gattino: lo chiamerò Ninetto l’orbo, in memoria di chi gabbò chi lo cercava stando fermo in un sottoscala.
@ candy’s 50 – yes, baby-love.
@ paolo – bizzarro mi sta bene, ma non vada oltre intenzionato a trascinarmi in uno studio steso su un lettino a raccontarle la mia storia a orario fisso una volta a settimana, eh, mi raccomando.

scritto da frank spada · 29 ottobre 2011, 16:42 · 

 

Credo che se mi decidessi a raccontare la mia storia dovrei essere benissimo pagata, a un tanto l’ora!

scritto da Leila Mascano · 29 ottobre 2011, 20:58 · 

 

Alle 3 di stanotte c’era un gatto che strascicava un miagolio sul tetto.
Aspettava la sua bella.
Lei è arrivata e gli ha tirato indietro la coda di un’ora.
Tornati all’ora lunare, si sono lasciati andare all’ultimo amplesso illegale.

scritto da Joe Perfiumi. · 30 ottobre 2011, 10:02 · 

 

Coming from his fan-page…
Yes, if Frank is Marlowe, both are wonderful!

scritto da candy's 50 · 31 ottobre 2011, 10:33 · 

 

Ho incrociato il parroco di Llerena.
Allora ho nascosto maldestramente la cazzuola.
Meglio disoccupati che terrorizzati.

scritto da Joe Perfiumi. · 1 novembre 2011, 10:14 · 

 

Rifiuto un’offerta prima che Ognissanti se ne vada, e penso che se cambiassi nome, anzi, lo pseudonimo, potrei gioirne quasi sempre.

scritto da frank spada · 1 novembre 2011, 19:09 · 

 

La “donna “ di mia zia era una donna molto semplice e molto buona. Quando pregava, pregava santi sconosciuti, tipo Sant’Antero da Policastro. E perché? Perché essendo poco conosciuto, non aveva troppe richieste, e quindi era più solerte nell’esaudirle…S.Francesco fa quello che può, S.Antonio non ne parliamo, S.Gennaro poi…liste d’attesa eterne, quando arriva la grazia, magari sei morto già!

scritto da Leila Mascano · 2 novembre 2011, 08:05 · 

 

Ma c’è sempre San Berlusconi, attrezzato…per i miracoli, anche se in questo momento l’unico miracolo che potrebbe fare sarebbe quello di…sparire.

scritto da loretta fusco · 2 novembre 2011, 10:31 · 

 

Invito TUTTI a leggere e diffondere la Lettera al Presidente Napolitano scritta ieri (1 novembre 2011, 20:35) da Mario Quattrucci link text

scritto da frank spada · 2 novembre 2011, 12:56 · 

 

Un grazie a Frank Spada che mi ha permesso di conoscere Mario Quattrucci la cui LETTERA APERTA AL PRESIDENTE NAPOLITANO non può restare una voce nel deserto.
La voce di un cittadino comune, io, te, noi, che con lucidità, umiltà, senso dello Stato, osservatore attento della realtà, al di sopra di tutto e di tutti, ha lanciato il suo accorato appello al Presidente Napolitano perché in questo delicatissimo momento si attenga al suo ruolo istituzionale invece che entrare nell’agone politico.
Colgo l’invito di Spada di farla girare in rete contribuendo alla sua diffusione.

scritto da loretta fusco · 3 novembre 2011, 09:17 · 

 

@ loretta fusco – ce ne fossero di voci affidabili, generose, partecipi e civilmente impegnate come la sua, carissima amica.
Grazie.

scritto da frank spada · 3 novembre 2011, 09:40 · 

 

Tutto non si può sapere, ma nel contesto di quel poco che mi basta per non prendermi sul serio, faccio voto di mantenermi sempre libero nel gioco dedicando questo link text a Leila Mascano, in ragione di una notiziola che mi ha comunicato ieri sera e al “Poscritto” pubblicato il 2 febbraio 2011 (h 06:50) sul Cannocchiale a rovescio 2.
In attesa che venga sgomberato via il ponteggio, posso anticiparvi che da qualche giorno l’ anzolo doro ha già ripreso a puntare il dito al vento della rosa.
ps – l’immagine del link è proprietà privata e questo lo preciso in ragione di chi so io.

scritto da frank spada · 4 novembre 2011, 10:20 · 

 

Ma che succede link text ?
Preciso che quel “chi so io” non è lui, e ringrazio a cuor battente Raffaele Serafini – un friulano very doc, uno scrittore open-space and polically correct altrimenti conosciuto come Gelostellato.
ps – W Contecurte – mandi furlans!

scritto da frank spada · 4 novembre 2011, 12:33 · 

 

chi io? correct? naaaaaaa :)))
mandi Frank!

scritto da gelostellato · 4 novembre 2011, 13:29 · 

 

Magnifica foto, Frank! La prossima la vogliamo senza impalcatura: stessa angolazione e possibilmente stessi stupendi colori autunnali…

scritto da amelia · 4 novembre 2011, 15:49 · 

 

Ma quale crisi,i ristoranti sono pieni.
Ieri sera mi hanno servito le rane in guazzetto a un tavolo con le sedie a castello.
Dalla padella al batrace.
Ma quale crisi.

scritto da Joe Perfiumi. · 5 novembre 2011, 11:19 · 

 

Bellissimo l’Angelo, grazie a Frank per avermi dedicato la foto. Speriamo che a tante cose sia permesso, come all’Angelo, di ritrovare l’antico splendore. Per aspera ad astra…

scritto da Leila Mascano · 5 novembre 2011, 17:04 · 

 

Ritorno a “quel ps” del 28 ottobre 2011, 19:00 – ps olo di così non potrò mai essere o ps iete e meno ascolto chi vorrebbe che dopo averli messi al mondo li uccida entrambi?
Acqua dalle nuvole alla terra e non emerge nulla che mi dia conforto. Ma passerà.

scritto da frank spada · 5 novembre 2011, 17:31 · 

 

Il filosofo Attalo era solito dire che farsi un amico dà più gioia che averlo, “come al pittore procura più gioia l’atto di dipingere che l’opera finita.” L’attendere con zelo a un lavoro dà di per sé un grande piacere: non ne prova, invece, uno uguale chi, finita un’opera, toglie mano. Gode ormai del frutto della sua arte: dipingendo, invece, godeva dell’arte stessa. I figli adolescenti dànno più frutti, ma da piccoli ci dànno una felicità più dolce.
Seneca, Lettere a Lucilio.

scritto da Leila Mascano · 6 novembre 2011, 16:55 · 

 

“Il saggio è autosufficiente”. I più, caro Lucilio, interpretano male questa espressione: allontanano il saggio da tutto e lo costringono dentro il suo guscio. Bisogna allora chiarire il significato e i limiti di questa frase: il saggio è autosufficiente per vivere felice, non per vivere; a questo scopo gli occorrono, infatti, molti elementi, per vivere felice solo un animo onesto, fiero e noncurante della sorte. 14 Voglio ora indicarti anche la distinzione fatta da Crisippo. Egli dice che il saggio non sente la mancanza di niente e, tuttavia, ha bisogno di molte cose: “Lo sciocco, invece, non ha bisogno di niente, perché non sa servirsi di niente, ma sente la mancanza di tutto.” Il saggio ha bisogno delle mani, degli occhi e di molte altre cose indispensabili alle attività di ogni giorno, ma di nessuna sente la mancanza; sentire la mancanza di qualcosa deriva dalla necessità, mentre al saggio niente è necessario. 15 Quindi, per quanto sia autosufficiente, ha bisogno di amici e desidera averne il più possibile, ma non per vivere felice: è felice anche senza amici. Il sommo bene, cioè la felicità, non cerca al di fuori mezzi per realizzarsi; è un bene interiore e nasce tutto da se stesso; diventa schiavo della sorte se ricerca una parte di sé all’esterno. 16 “Quale sarà la vita del saggio se, gettato in carcere o relegato in terra straniera o costretto a una lunga navigazione o sbattuto su una spiaggia deserta, rimane senza amici?” Sarà simile a quella di Giove, quando alla fine del mondo, scomparsi gli dèi in un tutt’uno e cessando per qualche tempo l’ordine naturale delle cose, si riposerà chiuso in sé abbandonandosi ai suoi pensieri. Il saggio fa qualcosa di simile: si ritira in sé, sta solo con se stesso. 17 Finché gli è possibile ordinare le sue faccende a suo piacere, è autosufficiente e prende moglie; è autosufficiente e genera figli; è autosufficiente e tuttavia non potrebbe vivere se dovesse vivere senza nessuno. All’amicizia non lo porta nessun interesse personale, ma una naturale inclinazione; come in altri sentimenti, anche nell’amicizia c‘è un’innata attrattiva. Come esiste l’odio per la solitudine e la ricerca di associazione, come la natura lega uomo a uomo, così anche in questo sentimento c‘è uno stimolo che ci spinge a ricercare le amicizie. 18 E tuttavia, pur amando molto gli amici, che mette sul suo stesso piano, o che spesso addirittura antepone, il saggio delimiterà in sé ogni bene e ripeterà le parole di quel famoso Stilbone, lo stesso che Epicuro critica nella sua lettera. Costui, dopo la caduta della sua città, in cui aveva perso moglie e figli, uscì da solo, e tuttavia sereno, dall’incendio generale; gli fu chiesto da Demetrio, che ebbe poi il soprannome di Poliorcete per le città da lui distrutte, se avesse perso qualcosa. “Tutti i miei beni,” rispose, “li ho con me.” Ecco un uomo forte e valoroso! Egli vinse il nemico vincitore. 19 “Non ho perso nulla,” disse: e costrinse il nemico a dubitare della propria vittoria. “Tutti i miei beni li ho con me”: senso di giustizia, virtù, saggezza e soprattutto l’intelligenza di non ritenere un bene ciò che può essere tolto. Ci meravigliamo vedendo certi animali che attraversano indenni il fuoco; quanto è più ammirevole quest’uomo che uscì illeso e indenne dalle armi, le rovine, le fiamme! Vedi quanto è più facile vincere tutto un popolo che un solo uomo? Sono parole uguali a quelle del filosofo stoico: anch’egli porta i suoi beni intatti attraverso la città in fiamme: è autosufficiente e in questi confini delimita la sua felicità.

scritto da Leila Mascano · 6 novembre 2011, 17:01 · 

 

E per concludere, Lucilio mio:
Quelle persone che sono agli inizi e devono ancora prendere le loro decisioni vedranno se scegliere una vita oscura: tu non sei libero. Sei al centro dell’attenzione per il vigore del tuo ingegno, l’eleganza degli scritti, l’amicizia con uomini nobili e illustri; ormai sei famoso; anche se ti apparti e cerchi di nasconderti completamente, le tue azioni passate ti metteranno in mostra. 4 Non puoi rimanere nell’ombra: dovunque tu fugga, ti seguirà gran parte della vecchia luce.

scritto da Leila Mascano · 6 novembre 2011, 17:08 · 

 

@ Leila Mascano – Oh, dear Lady Lady link text “...it’s good to living again.” – in fin dei conti io non sono mica lui.

scritto da frank spada · 6 novembre 2011, 17:40 · 

 

Una scottante intercettazione
link text

scritto da vesna71 · 7 novembre 2011, 14:57 · 

 

@ vesna 71 – 071>011… solo 40 anni?!

Sa che li porta proprio bene? Complimenti!

scritto da frank spada · 7 novembre 2011, 15:22 · 

 

Cela devait ressembler à une cité remplie de boue, d’où personne ne pouvait s’en sortir propre et sans tâche. Pour dramatiser la mise en scène, 170 mannequins ont été mélangés aux figurants, choristes et acteurs et notre atelier du boulevard Lambermont a été occupé pendant trois mois. Voici le résultat. Théâtre de la Monnaie, Bruxelles.
link text
Mario Sommarti – un emigrante friulano (Jaio) che si è fatto strada.

scritto da frank spada · 7 novembre 2011, 15:28 · 

 

71 primavere, ahimè, gentile Signor Lucilio!

scritto da vesna71 · 7 novembre 2011, 15:49 · 

 

In questo caso la compiango per la gioventù già persa – quanto a Lucilio chieda un’intervista alla Mascano.
Cordialità.

scritto da frank spada · 7 novembre 2011, 16:13 · 

 

Vesna non può perdere la gioventù in quanto è la personificazione stessa della primavera. Di lei si può dire che è la più giovane, perché lo è da più lungo tempo. Come la Bardot in veste di Marianna, lei o una delle sue sorelle qualche anno fa si è vista giustamente effigiare in un francobollo.

scritto da Leila Mascano · 7 novembre 2011, 21:10 · 

 

Perfetto, Signora Mascano, Vas, verbo in sanscrito, “vasnata” sostantivo (la primavera), “Vesta” latino e l’antico slavo “Vesna” = primavera.
’71 una primavera da ricordare, nel bene e nel male.

scritto da vesna71 · 8 novembre 2011, 07:21 · 

 

@ Leila Mascano / vesna 71 – retrocedete ai “senza senso” della casella 18/10/11 (63 o 90 scegliete voi che in palio non c‘è niente).
Io invece seguirò il consiglio di un metronomo romano – ovvero la dinamica del tempo uniformante una nazione quando il blues divenne jazz da costa a costa – e aumenterò il fraseggio dei pensieri schiacciando un riff a tavoletta.

scritto da frank spada · 8 novembre 2011, 10:34 · 

 

Un buon libro: “intrigo sulla moskowa” di Andrea Masotti.

scritto da frank spada · 8 novembre 2011, 15:14 · 

 

Ancora nulla, e il Campidoglio aspetta…
Buona serata a tutti.

scritto da frank spada · 8 novembre 2011, 17:17 · 

 

Do you spread default?

scritto da Joe Perfiumi. · 8 novembre 2011, 18:16 · 

 

Un saluto!

scritto da Michela · 8 novembre 2011, 19:44 · 

 

Già, al Campidoglio non bastano le oche e l’oro, serve una bilancia che misuri anche il ferro. Almeno il suo peso. Corsi e ricorsi storici?

scritto da Andrea · 8 novembre 2011, 19:53 · 

 

Non fatemi confusione coi colli di Roma!
La bilancia in mano ce l’ha il Quirinale. Detto anche solo: il colle.
Dove siede un uomo del sud, di fatto e di nome.
Il Campidoglio è in mano a un nordista, di fatto e di nome.

scritto da Gloria Gerecht · 9 novembre 2011, 07:03 · 

 

@ joe perfiumi – yes and not:
? / mh-mh
? / mh-mh
? / mh
@ Michela – tu sì che sei un mito!
@ Andrea – controllerò i ferri alla mia bella.
@ Gloria Gerecht – eppure una ragione c‘è se i colli sono sette mentre le note… musici squillanti o musicanti in forza?

scritto da frank spada · 9 novembre 2011, 08:02 · 

 

I colli erano sette ai tempi di Romolo e Remo.
Adesso sono di più: Roma si è estesa.
Le note restano sette, ma le dissonanze infinite.

scritto da Gloria Gerecht · 9 novembre 2011, 08:33 · 

 

@ Gloria Gerecht – dia tempo al tempo e un giorno capirà il perché del Campidoglio!

scritto da frank spada · 9 novembre 2011, 08:46 · 

 

Capitol – un grattacielo di duecentosei piani

scritto da vesna71 · 9 novembre 2011, 10:00 · 

 

vesna 71 – l’avevo già intuito! Ma resto stupefatto: Capitol 206!
—————————————————————————————————————-La sequenza del semi-noir in bianco e nero mostrerà due figure in volo in una giornata torrida di sole, verso mezzogiorno, così le ombre proiettate sul selciato si accorcieranno tanto da scambiarsi la fisicità dei ruoli – la folla inizierà a ondeggiare, a discutere, poi si dividerà in due gruppi: chi vedrà lui in lei e viceversa – i presenti finiranno per eliminarsi a vicenda, tutti – le ombre sempre lì:... La colonna sonora… ci devo pensar su.
( Il Cannocchiale a rovescio – 29 giugno 2010, 18:18)
Questo film non è una sit-comedy – la “sequenza” che precede il finale è in piena luce! – gli spettatori usciranno dalla sala (spettacolo diurno o notturno ininfluente) soddisfatti per quanto hanno avuto in cambio di un biglietto. Forse Stan Kenton lo inconterò a una “audition”, sentirò cosa pensa di un tema che ho già in mente, con lui non ho problemi.
Quanto ai due protagonisti sono già sotto contratto.
( Il Cannocchiale a rovescio – 30 giugno 2010, 09:04)
In ogni caso il titolo del film è già deciso: Capitol 206
La storia è incentrata su… pochi riuscivano a sottrarsi al suo fascino. “Pensa di essere un secondo Cristo”, così dirà di lui la prima moglie a cena con un altro. La terza, che si separerà da lui come le precedenti due, dovrà comunque ammettere davanti a un giudice che: “In lui c‘è qualcosa che lo fa somigliare a un Dio. Se vi dicesse – rivolgendosi alla corte – di camminare sull’acqua, voi ci provereste”.
Inutile dire che il protagonista è un uomo sdoppiato in un’ombra sola.
Mantengo il riserbo su quanto accadrà dall’inizio della storia a una sequenza che precederà il finale sotto il Capitol – un grattacielo di duecentosei piani.
( Il Cannocchiale a rovescio – 30 giugno 2010, 12:14)
—————————————————————————————————————-
ps – gentile vesna 71 , a questo punto non mi resta che complimentarmi per la Sua memoria ferrea!

scritto da frank spada · 9 novembre 2011, 11:23 · 

 

Siete adorabile ad apprezzare la mia funzione mnestica.

scritto da vesna71 · 9 novembre 2011, 14:51 · 

 

Lo sarete altrettanto se ora girerò l’elica del mio areoplanino a elastico e volerò fin dove siete per… l’istintività mi rende instabile… oddio, precipito… aiuto, aiuto!

scritto da frank spada · 9 novembre 2011, 15:07 · 

 

“L’enigma Giovanna”, di Leila Mascano
link text

scritto da vesna71 · 9 novembre 2011, 16:17 · 

 

- North by Northwest?

- Wrong! vesna 71 is North by Northeast.

- Ah! And then?

- Stop!
—————————————————————————————————————-
NdR – first and last warning.

scritto da frank spada · 10 novembre 2011, 07:43 · 

 

Gentile Signor Frank, mi state proponendo di aggrapparmi con Voi alle statue del monte Rushmore?

scritto da vesna71 · 10 novembre 2011, 09:02 · 

 

@ vesna 71 – “effetto notte” e “trasparenti” non li uso più!
Si aggrappi al fumo che la sostiene ancora un momentino e…

“L’inquadratura muove dal soffitto – da una pala
del ventilatore che non gira – e scende verso la scrivania. Stringe il campo su un insetto: gironzola attorno
ai cerchietti di liquore e s’infila dentro un sacchetto di caramelle zuccherose consigliatemi da un
farmacista per scollegare il fumo dal lavoro – naturalmente
senza successo. Succhiate con disgusto,
poi le ho rimesse a posto nella trappola invitante
confidando nel profumo liquoroso dei misteri che
verranno – precisato che, da qui a ricambiare l’aria,
questa si condenserà a strati appiccicosi anche sulle
ali dell’intruso. Ora la ripresa segue lentamente i tempi dell’azione, finché ingigantisce in primo piano
il fermo-immagine finale: tac! Eccolo là, immobilizzato
dove si trova, tanto che in un colpo solo
elimino l’intruso e gli inutili consigli accartocciati
nel cestino”.
Fast and Last

scritto da frank spada · 10 novembre 2011, 10:24 · 

 

Meno di… e da mezzanotte il mondo guarderà a un fuso: cominciate a correre all’indietro, a controllare l’ora e programmate per tempo dove vi troverete domattina – potrebbe essere che non sia nient’altro che il passagio di un palindromo destinato a mostrarci la visione della Trinità, di un Triangolo, di una Triade -, ma state all’erta perché... – stringi, stringi, manca un secondo, passa al nazionale… – per quanto mi riguarda alle 11 a.m. farò quattro saltelli a piedi uniti e tiferò per Monti.

scritto da frank spada · 10 novembre 2011, 18:10 · 

 

Monti,per un mare di guai.

scritto da Joe Perfiumi. · 11 novembre 2011, 07:36 · 

 

- Trattoria “Alla Speranza”...

- Buongiorno cara… sì, saremo lì verso le 13, mi raccomando il solito tavolo accanto al caminetto.

- Certo signor Spada, le metto subito da parte due porzioni alla vicentina.

- Grazie.

scritto da frank spada · 11 novembre 2011, 10:00 · 

 

ma come siete interessanti! e vari altresì. e filmici. ma sui colli di roma forse occorre un qualche aggiornamento. dov‘è quella trattoria Alla Speranza, caro Frank? e da Vicenza può venire qualcosa di buono? a parte il baccalà cremoso, ovviamente. M

scritto da mario quattrucci · 11 novembre 2011, 13:50 · 

 

Giusto Signor Quattrucci.
Da noi: giovedì gnocchi, venerdì pesce e sabato trippa. Sabato si vedrà,
ma per i gatti non ce n‘è più.

scritto da Gloria Gerecht · 11 novembre 2011, 14:40 · 

 

In verità, caro Quattrucci, a Udine la trattoria “Alla Speranza” non c‘è più, ma il nome è così bello che forse qualcuno ne aprirà una nuova, battezzandola così per riportare in una cittadina priva di curiosità che non sia quella rivolta alle botteghe degli stracci – ben s’intende a caro prezzo e nonostante sia palpabile da tutti che c‘è crisi di flanella -, il tempo che per me la prima volta link text quando scrivevo “limosine” senza u e “intelettuali” con un’elle sola come chi… vabbé, lassamo perde c’artrimenti famo notte!
ps – il vicentin xe bon, sa, se no te mete soto i oci un gato e te dise che xe lepre solo per imbroiarte sul salmì.
Ciao Mario.

scritto da frank spada · 11 novembre 2011, 15:47 · 

 

Non mi faccia ricordare, caro Frank, un invito a cena che non si è concretizzato mai, che lei mi fece quando diventammo consuoceri nostro malgrado,grazie al colpo di fulmine che scoppiò tra il mio frigo e la sua invereconda lavatrice, che scapparono insieme, come certo non ha potuto dimenticare.
Ora apprendo che la trattoria La Speranza non esiste, e che la mia speranza di gustare uno squisito baccalà alla vicentina in sua compagnia è pressocché nulla. Mi permetta allora di offrirle la ricetta del baccalà alla Vincenzina, che prevede la frittura di alcuni pregiati pezzi di baccalà previa infarinatura e doratura (nell’uovo) dopodiché li si mette in un bel tegame col sugo di pomodoro, preparato possibimente con metà pomodoro fresco e metà conserva, olio d’oliva, aglio e prezzemolo, “aggiustato” di pepe e sale (poco, il baccalà è sempre saporito), e lasciato restringere un po’ con una bella manciata di olive di Gaeta e passoli, cioè uvetta sultanina ammollata in precedenza.
Se poi il baccalà alla Vincenzina ( non cercatelo, lo faceva così una vecchia domestica quando ero bambina, e allora mi guardavo bene dall’assaggiarlo, poi si sa i gusti cambiano) lo si potesse gustare da una terrazza di Posillipo sarebbe il massimo…ricambio dunque il suo invito virtuale con un altro invito virtuale, il che ci permetterà di restare virtuosi, anche se tra noi scoppiasse lo stesso colpo di fulmine che folgorò nello stesso istante i nostri amati elettropadroni.

scritto da Leila Mascano · 11 novembre 2011, 22:18 · 

 

Certo che questo blog è stupefacente, si passa dalla letteratura alla politica, dai ricordi all’arte, dal cinema alla fotografia…e tutto il resto poi…le ricette di Leila Mascano però...è un vero piacere passare per di qua!

scritto da marta · 12 novembre 2011, 07:41 · 

 

@ Leila Mascano – lungi da me l’aver dimenticato quella sera, un frigorifero privo di scomparti e una lavatrice a secco inamidata in abito da sera, lungi da me l’inverecondia che mi capovolse per incatenarmi i piedi, per cantarle “Il cuore è una ricchezza che non si vende e non si compra, ma si regala” (G. Flaubert), ancora oggi, ancora qui, unendo le parole a un riff che non mi viene in mente.
@ marta – stasera non ho impegni e se m’invita a cena le racconterò cos’ho scoperto: So chi è chi (fin dall’inizio) non ha mai capito i miei non sensi e tenta di ingannarvi virtualmente (insanamente) da uno schermo.
In attesa che la malignante vanità... metto in vista questo link text rinnovando la mia stima a chi ha firmato il pezzo.

scritto da frank spada · 12 novembre 2011, 10:49 · 

 

Caro Frank, se lei sapesse quanto vorrei incontrala di persona… un abbraccio in attesa che uno pseudonimo scompaia e al suo posto arrivi un nome accompagnato da un cognome… intanto la ringrazio per i link e auguro a Leila Mascano di spaziare nei blog letterari che sanno distinguersi per professionalità e competenza.
ps: ho consigliatoa un’amica di aquistare un Falcone!

scritto da marta · 12 novembre 2011, 11:40 · 

 

Condivido, Marta, piace molto anche a me gironzolare e cliccare i link text segnalati da questo blog. Bellissima recensione, Leila, ma le confesso che la mia iniziazione alla Yourcenar è stata con le Novelle Orientali, antiche e nello stesso tempo modernissime nei contenuti, commoventi e terribili. Un bel libro da tenere in borsa assieme ad un altro…Frank, guardi che Marlowe è sempre con me!

scritto da anna · 12 novembre 2011, 16:04 · 

 

... quella sera, ... in abito da sera, ... stasera – tre volte al dì sono più di troppe: vi lascio qui la trippa alla romana e mi raccolgo a meditare su una lista che da domani sera… accidenti, mie care amiche, ecco che l’ho scritta quattro volte e non ho ancora scelto con che piatto farò cena.

scritto da frank spada · 12 novembre 2011, 18:01 · 

 

il baccalà alla Vincenzina somiglia molto in realtà a quello alla siciliana, il quale però non viene fritto dorato (con l’uovo) ma semplicemente infarinato e fritto; mentre nella salsa di pomodoro – solo pomodori freschi per carità (ma so che a Napoli la conserva viene spesso usata perfino nella salsa a vongole lupini)- oltre alle olive e all’uvetta i siculi metteno anche capperi e pinoli (e taluni invece dei pinoli i pistacchi)e anche una spolverata di origano. E forse lei, illustre Mascano, si stupirà di sapere che a Roma si fa, o si faceva, un baccalà in guazzetto con molta cipolla e olive ed uvetta, e naturalmente pomodoro. Mentre nel contado, per esempio ai Castelli, si fa una meravigliosa zuppa di baccalà coi cavoletti, irrorata di abbondandissimo olio,spolverata di pepe, e versata sopra fette di pane di Veleltri o Genzano… Nonché un baccalà al forno, cioè in tocchi già fritti, ricoperti di mollica di pane impregnata d’olio e aglio e prezzemolo e poi messi a gratinare; oppure in tocchi ancora crudi ricoperti di fette di pomodori e di cipolla e vari odori; mentre infine c‘è anche un baccalà alla griglia che ci sorride da alcuni paesi della Ciociaria. Ma sempre sapendo che il trionfo del baccalà, a Roma, sono i filetti fritti in due oli…, magari mangiati insieme a un fiore di zucchina ripieno di mozzarella ed acciuga (e naturalmente infarinato e fritto) e aun regale carciofo alla giudia. Buon appetito… M.

scritto da mario quattrucci · 12 novembre 2011, 19:59 · 

 

A San Martino, prima che il neverin spumeggi l’orlo di una Dama, bianco-carsico di rosa è la sua veste.

scritto da frank spada · 13 novembre 2011, 16:28 · 

 

Nel piacentino,si è soliti cucinare il baccalà detto ‘bertagnino’.
Lungo il Po normalmente lo si frigge, dopo una timida infarinatura, dentro padelle di ferro nello strutto bollente.

scritto da Joe Perfiumi. · 13 novembre 2011, 16:57 · 

 

Perfiumi, ma lei usa un PC Turismo? Non è da lei!

scritto da frank spada · 13 novembre 2011, 18:16 · 

 

Metto le mani avanti citando la Darrieuscq: “Il plagio, di fatto, esiste solo se denunciato.”
ps – naturalmente in un contesto letterario e non a caso per dar seguito all’augurio di Quattrucci, visto che a mala pena so strappazzarmi un uovo!

scritto da frank spada · 13 novembre 2011, 18:19 · 

 

Due parole sui detti veneti, riprendendo qualche ricordo di famiglia: “Veneziani gran signori, padovani gran dottori, vicentini magnagatti, veronesi tutti matti.“ Come qualcuno ha appurato: “vero che i vicentini andarono in prestito di gatti dai veneziani per combattere un’invasione di topi…però si racconta anche che i veneziani offrirono un lussuoso banchetto ai vicentini, prima che questi ritornassero a casa… il piatto principale di questo banchetto era la lepre in salmì, famoso piatto veneto…i vicentini aprezzarono tantissimo la pietanza e i veneziani, per burlarsi di loro, dissero ai vicentini che quelle che avevano mangiato non erano lepri ma gatti. Successivamente, dopo che la città di Vicenza fu finalmente libera dai topi, i veneziani chiesero ai vicentini la restituzione dei loro gatti… ma questi risposero loro che avevano tanto gradito il banchetto che era stato loro offerto a venezia, che se li erano mangiati!“ Pare che la trattoria “Alla Speranza”, gestita da una famiglia di origine vicentina, fosse in effetti molto nota per la prelibatezza della cacciagione, ma sia stata chiusa dopo un’irruzione dell’ENPA.

scritto da Andrea · 13 novembre 2011, 18:37 · 

 

Dalle parti di Caorso,quando l’uovo è strapazzato lo si aiuta con uno zabaione.

scritto da Joe Perfiumi. · 13 novembre 2011, 19:37 · 

 

molto difficile cucinare un uovo. se non lo si voglia “strapazzare”, naturalmente. e anche a strapazzarlo farlo soffice e spumoso non è facile affatto. ma un uovo al tegamino, o all’occhio di bue? terribilmente difficile: il bianco deve cuocersi del tutto, il rosso deve restar quasi crudo, l’insieme liscio e luminoso. ma le frittate, poi… L’uovo si deve battere molto o poco? tutto insieme o a tuorlo e chiara separati? Be’, fai tu: come lo fai lo fai l‘òvo è bòno.
PS: leggermente pesantuccio ma strepitoso il baccalà fritto nello strutto!

scritto da mario quattrucci · 13 novembre 2011, 21:40 · 

 

Ci basterà essere equi, o solo qui per farci additare dalle rubrichette culturali del politicorsera che canocchie ggia un doppio nn a chi le pesa e chi le paga?

scritto da frank spada · 14 novembre 2011, 15:09 · 

 

Mio zio in Cina apprezzava uno squisito baccalà fritto in filetti, che non se lo sognavano neppure a Roma! Lo vendeva una bancarelluccia tutta fiorita di lampioncini, più Piedigrotta che Tonchino…i filetti, puliti, bianchissimi, pronti per essere preparati e fritti pendevano dai ganci lucenti. E che dire della pastlla? Un sogno…dorata, croccante, mai unta. Un amico sorprendendolo a mangiare quella delizia gli disse che era diventato cinese in tutto…paese che vai, usanze che trovi! Lui replicò che quei filetti di baccalà li mangiava anche a Napoli, o meglio ancora a Roma. Ecco, disse l’amico. Di baccalà! Quello è serpente!

scritto da Leila Mascano · 14 novembre 2011, 17:35 · 

 

Onassis, che di cuochi se ne poteva permettere, per assumerne uno gli faceva cuocere l’uovo al tegamino, difficilissimo banco di prova.
La storiella dei gatti è graziosissima, non per i gatti, che trovo deliziosi, naturalmente non al salmì. Solo da poco ho mangiato per la prima volta un pollo squisio per scoprire che era coniglio, e ne sono rimasta inorridita avendo da bambina avuto dei coniglietti a Capri , quindi mi è parso di aver mangiato un gatto!

scritto da Leila Mascano · 14 novembre 2011, 17:41 · 

 

@ Leila Mascano – ora ci manca il sorcio e l’elefantino che ha imparato a cosa serve la proboscide! Il circo tondeggia a pieni giri e lei, mia cara amica, trattiene il fiato sotto l’asticella? Riprenda il filo ché sono stanco, stufo… diciamo pure un po’ malconcio, a forza di cadere a terra!

scritto da frank spada · 14 novembre 2011, 18:16 · 

 

Così avvilente è la realtà che si finisce qualche volta per divagare, privilegio delle farfalle, che si sa, sono leggere. Ma che facilmente cedono all’insostenibile leggerezza dell’essere. Forse per questo godono dell’indulgenza plenaria, anche quando magari guardarle volare e distrarsi un momento può costare la vita, come nell’utima inquadratura di uno dei più bei film sulla guerra che io abbia visto, e che andrebbe obbligatoriamente proiettato nelle scuole. Lei, saggiamente, ci ricorda che non sono tempi di distrazione questi. Sul filo ci stiamo tutti e nessuno di noi ha voglia di cadere.Un sorriso.

scritto da Leila Mascano · 14 novembre 2011, 20:53 · 

 

E che dire del bacalao con le patate? Qualcuno di voi l’ha mangiato? Io ne ho fatto esperienza a Lisbona, attratta oltre che dalla saudade della città anche dal Fado e dal Porto.
Mai avrei creduto di poter gustare le note struggenti di una chitarra e una voce melodiosa mangiando baccalà, anzi avrei proprio pensato che l’accostamento azzardato non avrebbe potuto lasciare un segno. Al contrario, il ricordo di quei bocconcini affogati in un guazzetto di pomodoro mi insegue ancora oggi.

scritto da loretta fusco · 14 novembre 2011, 21:13 · 

 

“Sul filo ci siamo tutti… “ / “... ancora oggi.”
NON DIMENTICHIAMO GLI OPERAI DELLA PANSAC / link text

scritto da frank spada · 15 novembre 2011, 08:51 · 

 

Lo spread torna a 522.
Vediamo di non mandare tutto a Monti.

scritto da Joe Perfiumi · 15 novembre 2011, 11:21 · 

 

Il Cannocchiale a rovescio è nato per mirare il mondo e non sarà uno sguardo a farlo saltare in aria.
Buona giornata, Joe.

scritto da frank spada · 15 novembre 2011, 11:52 · 

 

Mi ha molto rattristato la situazione degli operai della Pansac, situazione tragica che si ripete sempre più spesso. Bisognerebbe entrare nell’ordine di idee che tutto quello che succede nel nostro paese riguarda davvero tutti, solo così ne usciremo. Non ho un blog, ma desidero esprimere tutta la mia solidarietà agli operai della Pansac.

scritto da Leila Mascano · 15 novembre 2011, 12:22 · 

 

@ Leila Mascano – come sarebbe non ho un blog?!
Se Poche chiacchiere è di molti, Il Cannocchiale rovesciato o in piedi è la sua casa: guai a lei se non provvederà a tenerla in ordine – più che mai ora e per aprirne il cuore.

scritto da frank spada · 15 novembre 2011, 13:58 · 

 

Sono d’accordo con Leila Mascano: tutti per tutti, anche se anch’io non ho un blog.

scritto da paolo · 15 novembre 2011, 15:37 · 

 

Caro Frank, sei sempre molto caro con me. Sì, quello che dici è vero, e grazie per averlo detto con tanta semplicità.

scritto da Leila Mascano · 15 novembre 2011, 18:16 · 

 

Grazie per aver dato importanza alla vicenda della PANSAC, che davvero ne ha. Ha ragione la signora Mascano sostenendo che questo fatto riguarda tutti,e non solo quelli che sono direttamente coinvolti.

scritto da Michela · 15 novembre 2011, 19:26 · 

 

L’unione fa la forza.

scritto da loretta fusco · 15 novembre 2011, 20:54 · 

 

@ Michela – sei un MITOOO!
@ Loretta Fusco / grazie e buona giornata a tutti!

scritto da frank spada · 16 novembre 2011, 08:24 · 

 

Da un lato, c‘è chi mente come respira, dall’altro, chi respira per vivere – separati da uno specchio, per dar senso alla realtà, il luogo è al buio.

scritto da frank spada · 17 novembre 2011, 09:15 · 

 

Un giorno e passa di silenzio è un pò come una discesa di trenta piani in ascensore.
Con compagni refrattari alla parola.
Dio mio,come sono sfinito
in basso.

scritto da Joe Perfiumi · 19 novembre 2011, 13:22 · 

 

@ Joe Perfiumi – un miagolio a Leo e a lei un affettuoso braccino per sostenere un solco (inteso come ruga o traccia storiografica) in attesa di… per me, quando mi sveglio, è sempre l’alba e scendere le scale costa fatica se poi devo risalirle. Ma il fato (inteso come fatto speculare che veste gli occhi di turchino) mi dice che certamente non interverrà all’istante: la proboscide si allunga e il naso gli suggerisce di economizzare le parole.

scritto da frank spada · 19 novembre 2011, 15:45 · 

 

Oggi,prestomaco di ruminanti in umido con verdure.
Che trippa di vitellone è inelegante.
Me lo sussurra la vicina di casa.
Mentre nascondo un pezzetto di cannella in stecca,per non alimentare il dibattito sull’estetica ostativa delle cose che finiscono in pancia.

scritto da Joe Perfiumi · 20 novembre 2011, 11:19 · 

 

Appena ventiquattro ore fa e nulla osta al machiavellico e magnifico di mostrare l’ologenesi di Joe.

scritto da frank spada · 20 novembre 2011, 16:01 · 

 

Il mese è quello giusto link text per ricordare un UOMO di cui s‘è già parlato (v. Archivio) e chi non può dimenticare standogli accanto.

scritto da frank spada · 21 novembre 2011, 09:02 · 

 

Una persona esiste fino a quando vive nei ricordi di chi la ha conosciuta e amata. La meraviglia di affidare la parola scritta alla carta è permettere a gente che verrà dopo di noi di conoscerci e forse amarci, magari meglio di quanti sono vissuti accanto a noi senza conoscerci davvero.

scritto da Leila Mascano · 21 novembre 2011, 21:01 · 

 

Mamma mia, la vicina di Joe! Mi ricorda una camerierina, un’anima semplice, che ogni volta che diceva: I signori si possono sedere a tavola, aggiungeva “con licenza parlando”, per via di quel sedere.

scritto da Leila Mascano · 23 novembre 2011, 20:56 · 

 

Per evitare fraintendimenti e chiacchiere seduti sull’ologenesi di Joe, preciso che il “magnifico” è Lorenzo e il “machiavellico” Nic©olò.

scritto da frank spada · 24 novembre 2011, 06:54 · 

 

Frank seduto sulla mia ologenesi.
Uno non fa in tempo ad alzarsi che…

scritto da Joe Perfiumi · 24 novembre 2011, 18:43 · 

 

Ricordo anch’io ,cara Leila, una camerierina.
Quando diceva ai signori che si potevano sedere a tavola ,autorizzava sempre qualcuno a promuovere una ricognizione dalle parti del suo sedere,“con licenza palpando”.

scritto da Joe Perfiumi · 24 novembre 2011, 19:13 · 

 

Stamattina ho visto un uccellino per terra, irrigidito dal freddo. Pensavo che sarebbe stato schiacciato dalle auto, e benché mi facesse un po’ impressione prenderlo in mano l’ho fatto. Indossavo una giacca a vento che avevo intenzione di mandare in lavanderia, e dunque l’ho fatto scivolare in tasca. Ho incontrato un collega e ci siamo messi a parlare. Un quarto d’ora dopo ero davanti al portone dell’istituto in cui insegno e mi sono messa distrattamente la mano in tasca. Ho sentito la morbidezza delle piume, e un piccolo frullio d’ali.Ho provato un’emozione fortissima. Una volta dentro, ho fatto scivolare qualche goccia d’acqua lateralmente nel becco, e l’uccellino per un attimo ha aperto gli occhi. L’ho avvolto nella mia sciarpa, posandolo su una sedia non troppo lontano dal calorifero, che comunque era appena tiepido. L’ho raccontato ai ragazzi, così che quando è saltellato fuori mi hanno avvertita gioiosamente. L’ho fatto volare via in giardino. Era piccolo, forse il caldo insolito di questa strana stagione l’ha fatto nascere troppo tardi, chissà. Comunque è bastato un po’ di tepore per farlo rianimare; speriamo bene. ...Buona fortuna, uccellino.
Accidenti, sono stata così felice di vederlo volare…Sì, buona fortuna, uccellino.

scritto da Leila Mascano · 24 novembre 2011, 22:23 · 

 

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
Il solito imbecille non cerchi fama con il solito controevento alternativo.
“Giornata mondiale contro la violenza sotto le donne”.

scritto da Joe Perfiumi · 25 novembre 2011, 07:45 · 

 

La Bora soffia a cento all’ora e le gonne sono a pantalone – stanotte saremo senza luna e le foglie ingialliranno il cielo.
C‘è ben poco di che dire, finché Europa non ritorna.

scritto da frank spada · 25 novembre 2011, 08:32 · 

 

Thanksgiving.
Alla fine,Peace e Liberty,due turgidi tacchini condannati all’inferno della casseruola,sono stati graziati.
Barack Obama,dopo essersi consultato di cuore con le figlie Sasha e Malia,si è espresso a pollice alto.
Il Giudice Federale si è inalberato.
Non è facile ridimensionare il Giorno del Ringraziamento sul boccone di una faraona.

scritto da Joe Perfiumi · 26 novembre 2011, 08:06 · 

 

Il 28 novembre il BTP-DAY.
Aderirà anche il mondo del calcio.
Con un 4-2-4,senza libero spread.
Marcatura a zona.
Forse eurozona.

scritto da Joe Perfiumi · 26 novembre 2011, 09:37 · 

 

Oggi è il 28, non c’entra nulla ma gioco ancora con il doppio che è il mio proprio e condivido la vaghezza dei suoi scopi lungo solitarie rotte libere negli atti, finché espirerò la fine in vista dell’approdo e lascerò le scotte a chi mi ha fatto ridere non poco.
ps – ogni commento improprio è a vostro rischio e confido che non vi dilungherete in chiacchiere.

scritto da frank spada · 28 novembre 2011, 18:09 · 

 

Che Diana di Poitiers fosse bellissima, a Enrico non importava un accidente! Il fatto è che lo faceva ridere…Questo dice più o meno Federica in Fammi ridere a sua madre, parlando degli amori di Enrico II di Francia e della sua adorata amante. In verità la capacità di far sorridere non è una qualità da poco, anche se si dice che le donne non hanno un gran senso dell’umorismo. Non è così, è che sono poco abituate ad esprimerlo. Quanto all’approdo, è presto per lasciare secondi e nave.E poi sull’Isola, finito di leggere la quinta volta Robinson, che diavolo fai?
Peggio di Marte! Vi ricordate la barzelletta dell’austronauta appena sceso dalla navicella? Davanti ale telecamere gli chiedono: C‘è vita su Marte? Poca, risponde lui, giusto il sabato sera…

scritto da Leila Mascano · 29 novembre 2011, 06:40 · 

 

Marte?
C‘è un buon pub.
Il Pianeta Rosso.
Ma la birra è cara,per Giove.

scritto da Joe Perfiumi · 30 novembre 2011, 12:28 · 

 

Niente più fondi per chi viola le regole di Maastricht ecc. ecc. e inoltre: Niente diritto di veto a quei Paesi ecc. ecc.
Berlino / Merkel / e Il Paradosso dell’Austriaco di cui, se un giorno troverò tempo, vi parlerò più a lungo.

scritto da frank spada · 30 novembre 2011, 14:32 · 

 

Anche noi stiamo diventando un pianeta rosso. Cominciando dai conti.

scritto da Leila Mascano · 30 novembre 2011, 17:36 · 

 

@ Leila Mascano – ... ma poiché lei sa di cosa parlo e che le caramelle alla melissa non arrossano la gola (grazie per il suo gentile interessamento), rallenterò per ora il fumo e terrò conto che il tabaccaio riaprirà nel primo pomeriggio.

scritto da frank spada · 1 dicembre 2011, 11:38 · 

 

Sarà il caso di dire di lei, come Amleto Sweet to the sweet, visto che pochi hanno la sua garbata dolcezza. Thanks.

scritto da Leila Mascano · 1 dicembre 2011, 13:38 · 

 

Il pensatore Langone regala un nuovo teorema al pianeta donna.
Meno libri,più figli.
Se poi non arrivano i figli,comunque meno fogli.

scritto da Joe Perfiumi · 1 dicembre 2011, 17:24 · 

 

Ah! caro Joe, quel Langone lì, da quando andava da Ferrara a… la 7 è ancora una setta di sfogliamoci assieme e non mostriamoci nudi.

scritto da frank spada · 1 dicembre 2011, 18:01 · 

 

Buonanotte Frank.Mi dicono che Langone abbia una biblioteca con gli scaffali pieni di bambini.

scritto da Joe Perfiumi · 1 dicembre 2011, 20:07 · 

 

Langone non sopporta i bambini rivestiti in brossura.

scritto da Joe Perfiumi · 2 dicembre 2011, 08:02 · 

 

Oggi il cielo ha indossato l’uniforme grigia, che prelude a pioggia certa, abbondante e impegnativa, alterando la visualità di un tutto-azzurro-sferico-compresso che procedeva nella nebbia.

scritto da frank spada · 2 dicembre 2011, 11:36 · 

 

Qualcuno sa spiegarmi perché il Presidente del Consiglio di un Governo legittimatosi da solo con il beneplacito del Capo dello Stato, ha sentito la necessità (non richiesta dalla Costituzione né da altre norme, a mio avviso) di convocare i Segretari di partito ecc.ecc. per anticipare la manovra che dovrebbe, uso il condizionale ché altrimenti… , farci saltar fuori dal pantano appellandosi in tal modo ai “politicanti” che in TV, e sui giornali, già commentano spocchiosi: si però, solo se… quando la maggioranza degli italiani non ne può di loro?
Non sarebbe stato giusto, e più opportuno abbandonando vecchie logiche e usanze che ormai puzzano per le procedure finanziarie già avviate, aspettare Lunedì e dire tutto in Parlamento a Camere riunite e collegate sulle reti pubbliche e/o private?
Che l’abbia fatto perché teme l’assenteismo dei lavoratori che vorrebbero seguire la faccenda in diretta, o forse… sono infuriato come un toro!

scritto da frank spada · 3 dicembre 2011, 17:39 · 

 

Non si arrabbi, Frank, non ne vale la pena. Le auguro una buona domenica, pioggia a parte…

scritto da anna · 3 dicembre 2011, 18:41 · 

 

Caro Frank,
i tori servono anche a questo.
Per infuriarci come loro,quando occorre.
Il problema è che il Lunedì i parrucchieri sono chiusi.
I “politicanti“vogliono essere sempre serviti di barba e capelli.
Augurandomi un cambio di logiche e usanze ,sostanzialmente di stile,non avevo tenuto conto che è più facile spostare i monti che certi sederi dalle poltrone.

scritto da Joe Perfiumi · 4 dicembre 2011, 09:36 · 

 

Te l’ho detto altrove Frank, ‘sto Natale diluvierà. Già vedo che pioviggina…

scritto da Michela · 4 dicembre 2011, 20:58 · 

 

@ anna, Joe, Michela – RES (sostanziali e rivoluzionari) e che ciascuno faccia la sua parte rigorosamente, equamente, sacrificandosi per gli altri con un’ombrellata in testa se me la merito.

scritto da frank spada · 5 dicembre 2011, 10:27 · 

 

Adoro i politici che abusano della espressione’ a prescindere’.
Mai che ce ne sia uno pronto a dichiarare ‘a rescindere’.

scritto da Joe Perfiumi · 6 dicembre 2011, 09:04 · 

 

Ho iniziato alle 07:00 (circa) per concludere una faccenda che mi stava a cuore (7 links 7 – a proposito, buona giornata Michela) e, per scinderci dalle ricette parlamentari quotidiane e non ri/cadere in quelle culinarie settimanali, sono intenzionato a ri/puntare il Cannocchiale.

scritto da frank spada · 6 dicembre 2011, 10:39 · 

 

Buona idea, Frank, perchè vederla trascurare filmati, colonne sonore e soprattutto il jazz, oltre alle sue “piroette letterarie”, mi fa vedere ancor più nero questo periodo così pesante.

scritto da candy's 50 · 6 dicembre 2011, 15:42 · 

 

Mi inserisco con un pensierino sul Natale.
E’ da molto tempo che questa festa non mi coinvolge più, anzi, ne sono leggermente infastidita. So che è un fatto dovuto all’età: più natali si sono visti e più vengono a noia. E mai come quest’anno in cui sono annunciati sacrifici e niente strenne.
E allora mi è presa una gran nostalgia di quei films americani in bianco e nero in cui il Natale risolve tutti i problemi. La vedovella trova il suo principe azzurro, la mamma scettica viene converita da un Babbo Natale bonario e autentico sotto il costume dei grandi magazzini, Fred e Ginger pattinano su un laghetto ghiacciato cantando una carola…
I tre paperini chiedono una scavatrice…
Beh? Avete ragione: vorrei tornare indietro a quando le cose non erano tutto sommato più facili, ma si era più ingenui, quando bastava sentire White Christmas alla radio per sognare e non lo si ascoltava nei supermercati. Al cinema davano: La vita è meravigliosa e non Vacanze di Natale.
Fine dell’OT. Auguri.

scritto da Gloria Gerecht · 7 dicembre 2011, 06:05 · 

 

“Ehi pa? Senti un po’ chi si fa vivo!” – bentornata GiGi – “Programmi in vista per una notte di follie in famiglia, penso per l’invidia dell’esotismo dell’amore asiatico, che ho visto in uno schermo in technicolor, dove la vita mi sembrò davvero una cosa meravigliosa.”
Buon Natale, allora, Gloria Gerecht, anche dal compare che a proprio danno va spesso OT.

scritto da M&M · 7 dicembre 2011, 12:04 · 

 

Dentro la tanta polpa del Falcone Maltese 2011,è successo un fattaccio.
Sono tornato a rileggere il Fattaccio di Massimo Mongai.
Troppo intrigante per farsi appena sfiorare.
Luca è in galera.
Penso che gli porterò arance polacche.
E lui si accorgerà che sono tarocche.

scritto da Joe Perfiumi · 8 dicembre 2011, 11:15 · 

 

@ Joe Perfiumi – M M ha chiuso casa dal 15/12/2007, andandosene all’Eur per… sì, resta aperto fino all’undici (Stand E03) e certamente M&M sono lì. Ma quando tornano… fottuti e ingrati, come sempre.

scritto da frank spada · 8 dicembre 2011, 12:02 · 

 

12 rintocchi e dopo un film piacevole a Parigi, dove il protagonista dice tre parole che mi lasciano perplesso ( pietra di luna ), vado a cena.

scritto da frank spada · 8 dicembre 2011, 18:53 · 

 

Parigi a Natale è bellissima e ci fa un freddo boia. Le vetrine dei negozi del centro sono illuminate e addobbate e comunicano un’aria di lusso e di festa. Appena fuori dall’atrio sontuosissimo di quello che se non è il più bell’hotel di Parigi è certo uno dei più belli, al riparo di un atrio tutto stucchi, lampadarione di cristallo piante esotiche e bandiere, un clochard si accomoda accanto a una grata da cui viene un grato tepore, confortato da una moquette di velluto bordeau sulla quale si rannicchia, tirando fuori da un sacco una sdrucita coperta.
Al portiere gallonato che si precipita a sollecitarlo a sloggiare, e che dice scandalizzato: Come, vi mettete fuori dal più bell’albergo di Parigi? il barbone risponde: Mi conforta sapere che non posso permettermi un albergo da re. Dormire fuori da una pensione di terz’ordine mi farebbe sentire molto più miserabile…
Ecco, sono passata. Non saprò mai com‘è finita, non l’ho voluto sapere. Posso così illudermi che il portiere non abbia chiamato i buttafuori o il poliziotto a far sloggiare il poveretto, ma che come in un film di Frank Capra:
1) Il portiere abbia detto: La smetta, barone, ormai tutti i dipendenti dei suoi alberghi in tutto il mondo sanno che a Natale lei mette alla prova il loro buon cuore …La sua suite è pronta, l’accompagno, qui prende inutilmente freddo…
2) Papà! Non mi riconosci? Sono io, il ragazzino che abbandonasti per inseguire la fortuna nei casinò di tutto il mondo…Ma io ti ho aspettato trent’anni, e non ti abbandonerò! Anche la mamma ti ha aspettato…
-“Fila via, lercio ubriacone, o ti spezzo le gambe!”. Si accendono duemila riflettori, il celebre presentatore spunta dalle piante e grida: Fermi tutti! Siete su Candid camera!”
Il barbone vince un milione di euro e una suite a vita nell’hotel.
Stessa scena:
Fila via, lercio etc…Il barbone: Non dirlo, prima il portiere ero io, ma ci fu lo scandalo della Candid camera…Timoroso, il concierge lo fa entrare, mostrando il profilo migliore alle telecamere,che non ci sono, ma intanto il barbone per quella notte è dentro…
Altra versione:
Signor Duca, le ho già giurato che la duchessa e il suo autista non sono mai entrati qui…
Se vi va immaginate voi qualcos’altro, ma rigorosamente in tema coi film di Frank Capra.

scritto da Leila Mascano · 8 dicembre 2011, 20:16 · 

 

Rigorosamente déjà vu, preferirei un incontro vis-a-vis.
Chambre, numéro quatre-ving-dix-sept.

scritto da frank spada · 9 dicembre 2011, 07:43 · 

 

La diva americana esce dall’hotel. Mentre sta per salire sulla limousine vede il barbone, lo riconosce come colui che l’ha lanciata. Lo abbandonò non appena ebbe successo. Presa dai rimorsi si avvicina e…
Gli mette dieci euro in mano e se ne va.

scritto da Gloria Gerecht · 9 dicembre 2011, 07:58 · 

 

@ Gloria Gerecht – le dive non hanno mai rimorsi, né, tantomeno, usano contante.

scritto da frank spada · 9 dicembre 2011, 09:01 · 

 

Peccato non essere una diva!

scritto da Gloria Gerecht · 9 dicembre 2011, 09:14 · 

 

Di fronte alle telecamere che hanno ripreso la scena,il celebre regista che si era ritirato ed ora dirige lo show televisivo: Giù la maschera, in cui sbugiarda i ricchi e famosi, si toglie la barba rognosa e il cappelluccio da clochard e gira i dieci euro, sul cui retro c‘è scritto: Buono sconto dei Magazzini Lafayette, con un ghigno satanico.
La diva perderà il ruolo dell’Angelo dei Miserabili, col quale avrebbe intascato una cifra da capogiro, la brutta….

scritto da Leila Mascano · 9 dicembre 2011, 18:40 · 

 

- ... stop, stop, stop! Chi è stato quell’idiota che ha avuto… 

- Dad, lasciami pensare…

scritto da frank spada · 10 dicembre 2011, 08:54 · 

 

,la brutta figura le rovina la carriera. Dopo una quarantena lontana dalla folla, rinchiusa nella sua villa di Malibu, assediata dai creditori, le viene improvvisamente offerto una partecipazione al reality: “Dalle stelle alle stalle”. Location: una favela di S. Paulo. Qui…

scritto da Gloria Gerecht · 10 dicembre 2011, 10:25 · 

 

Facciamo finta di essere a Parigi, Frank, in buona compagnia, prima di Natale, a passeggiare lungo la Senna. Sorprendente la pietra di luna…

scritto da anna · 10 dicembre 2011, 10:46 · 

 

A questo punto il produttore si sorprende e telefona al regista, che chiama lo sceneggiatore, che riscrive il copione e consiglia di sostituire il protagonista ripreso sulla rive gauche, con un elefante mentre arretra sventolando le orecchie per non farsi allungare la proboscide imprigionata tra le pale di un bateau.
Il regista si entusiasma, richiama il produttore e gli chiede altro denaro. Ma quello non caccia più un quattrino e il film finisce qui.
@ anna – ... cordialità!!!

scritto da frank spada · 10 dicembre 2011, 12:00 · 

 

A proposito del non usare contante…chiedo scusa se il racconto è un po’ lungo, ma mi sembra carino.
Dello zio Edward, o Edoardo come lo chiamavamo noi, non so molto. Una foto lo ritraeva chino sul cavallo mentre saltava impeccabilmente un ostacolo, uno dei pochi della sua vita.Era un giovane bello alla maniera inglese. Sua madre, ricca e eccentrica, gli permetteva di vivere “del suo”. A casa loro bevevano il tè nelle tazze della Compagnia delle Indie, si alzavano in piedi quando suonava la marcia reale e lui era stato educato come un principe: “Un membro della famiglia reale farebbe così...non farebbe cosà...”. Venne spontaneo ad Edoardo, derubato del bagaglio sul “piroscafo” che lo aveva portato a Capri (si era negli anni 25-30), narrare l’accaduto all’uomo che era venuto a prenderlo per condurlo dai suoi ospiti. Costui gli chiese come mai non portasse addosso il danaro.Lo zio Edward rispose: “Ma un membro della famiglia reale non ha queste abitusdini!”. La frase fece il giro dell’isola, dove gente importante se ne vedeva, ma un membro della famiglia reale inglese faceva pur sempre un certo effetto.Del resto il giovanotto somigliava parecchio al suo più celebre omonimo…Si prese a sussurrare che il Duca di Windsor fosse in incognito a Capri.Convertito all’uso del portafoglio,rifornito dagli ospiti, Edward nelle sue rare sortite da Anacapri non riusciva a pagare niente, come il signore col biglietto da un milione di sterline di Mark Twain.Era tutto un farsi avanti per offrire, ritirandosi inorriditi all’offerta di qualsiasi compenso. Non si sa se Edward si rese conto dell’equivoco. “Ci saluti la regina”! gli dissero i “civilissimi capresi”, come li definì, quando partì tra il rimpianto generale.
Insignito di un’onorificenza, zio Ed portò i saluti dei capresi a Sua Maestà. Era passato quasi mezzo secolo. Missione compiuta.

scritto da Leila Mascano · 10 dicembre 2011, 13:06 · 

 

@ Leila Mascano – se Dad fosse l’omonimo di Ed, questi arrischierebbe molto; se Ed fosse l’omonimo di Dad, il primo perderebbe allo steccato; se entrambi mascherassero l’imbroglio, invece, chi dei due si approprierebbe di quel che ormai non è più in palio?
ps – handicap: 25/30, vincente: 75/80

scritto da frank spada · 10 dicembre 2011, 16:09 · 

 

Frank, i doppi e i tripli ci accompagnano. Edward, Ed e Dad, tutt’e tre vincenti ciascuno a modo suo. Anche se Dad, per motivi anagrafici, avrebbe corso molti anni più tardi.

scritto da Leila Mascano · 10 dicembre 2011, 17:39 · 

 

grazie del passaggio e degli auguri, ascolto sempre jazz dalle parti di san frnacisco!
auguri anche a lei

scritto da chicca · 12 dicembre 2011, 08:06 · 

 

@ chicca – benvenuta!
Il conto torna: quello che si è speso largheggiando nello spirito e fumeggiandoci i polmoni (se saremo stati accorti, naturally) prima o poi ci renderà felici.

scritto da frank spada · 12 dicembre 2011, 11:11 · 

 

Vorrei essere felice al più presto possibile.

scritto da Leila Mascano · 12 dicembre 2011, 20:17 · 

 

ma il libro dove lo posso trovare? alla feltrinelli non c‘è...
grazie!

scritto da Aramis · 12 dicembre 2011, 22:01 · 

 

scusatemi, intendevo doppio marlowe! sono di roma. ciao a tutti

scritto da Aramis · 12 dicembre 2011, 22:17 · 

 

@ Aramis – buongiorno uomo sfortunato! :)
la “trilogia” di Marlowe:
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segnalo inoltre che i primi sue sono acquistabili anche in formato ebook e pdf link text
Cordialità.
ps – in ogni caso, Aramis, ci tenga informati. Grazie

scritto da frank spada · 13 dicembre 2011, 08:03 · 

 

Caro Frank, in effetti trovare Doppio Marlowe non è facile, comunque basta ordinarlo e anche alla Feltrinelli arriva in breve. Io l’ho trovato anche in montagna (non posso fare pubblicità alla libreria), segno che ci sono anche librai non allineati ai libri delle veline….un saluto

scritto da marta · 13 dicembre 2011, 10:47 · 

 

@ Leila Mascano – guardi che Fammi ridere link text è sempre attuale, eh, tenuto conto che è già la seconda edizione.

scritto da frank spada · 13 dicembre 2011, 10:48 · 

 

@ marta – che sia perché in montagna l’aria è più frizzante? Mah, intanto c‘è chi ha visto i Marlowe nella Capitale link text , assieme a un Falcone.
Buona giornata.

scritto da frank spada · 13 dicembre 2011, 11:31 · 

 

Frank, la sua fan-page “Mi piace” (non sono iscritta a FB, ma la guardo spesso).
W il Jazz, sempre e comunque!

scritto da candy's 50 · 14 dicembre 2011, 16:45 · 

 

camdy’s 50 – “Lasciali sempre col desiderio di averne di più” – Thelonius Momk – e qui ringrazio ancora la generosità professionale dell’amministratrice responsabile del Covo dei Piratti.

scritto da frank spada · 14 dicembre 2011, 17:19 · 

 

Che strano, la frase di Thelonius potrebbe andare bene per chi ha ideato la Coca, o le sigarette aromatiche, che lasciano il desiderio di averne ancora e ancora.

scritto da Leila Mascano · 15 dicembre 2011, 11:59 · 

 

Siccome sono stato buono, per Santa Lucia mi hanno regalato un bel volume di Jack Vettriano.
“A mio modo di vedere è decisamente fondamentale,l’intera umanità è spinta dal desiderio di farlo.E’ una forza potente, cui solo le persone forti e felici sono in grado di resistere”.
A proposito del sesso.
Ecco perchè non sono forte e felice.

scritto da Joe Perfiumi · 15 dicembre 2011, 17:30 · 

 

Così, fuori dal contesto, la frase mi sembra una sciocchezza.

scritto da Leila Mascano · 15 dicembre 2011, 20:58 · 

 

Era giusto per tenere una frase sul comodino,prima del sonno.
Lo spazio era poco, e la notte lunga.

scritto da Joe Perfiumi · 16 dicembre 2011, 07:45 · 

 

Cerco qualcuno che dorma al posto mio, lasciandomi più tempo per pensare.

scritto da frank spada · 16 dicembre 2011, 08:34 · 

 

Caro Frank, se Lei dispone di un a certa quantità di sonno dormibile lo prenderei io. Il problema è che vorrei dormirlo nel mio letto, a Roma, senza venire fin lassù tutte le sere, che sarebbe scomodo. Il mio di sonno chssà dov‘è finito, ogni tanto si affaccia in punta dei piedi a guardarmi, mi fa appena una carezzina sugli occhi, ma non si decide a prendermi in braccio. E così allora tra la veglia e il sonno vago in una terra di nessuno, all’alba ne riemergo più stanca e più assonnata che mai…sì, Frank, mi ceda il suo sonno, me lo dormo io, gratis naturalmente.

scritto da Leila Mascano · 16 dicembre 2011, 19:46 · 

 

Se mediamente dormiamo un terzo della vita (nel mio caso, diciamo quello di un via di testa, o di mezzo tra un giovane e un anziano, ho già dormito ventiquattro anni, uno sproposito!) ne consegue che il sonno andrebbe sottratto, più che aggiunto, altrimenti il baricentro… cara Leila, mi rimangio quel che ho detto.

scritto da frank spada · 17 dicembre 2011, 09:56 · 

 

- La vita? 

- Pubblicamente non è che una finzione, scenario e motore, allo stesso tempo, di un’azione nel self-service della menzogna in bianco e nero o nero su bianco. Comunque sia la rincorriamo, a volte malinconici, altre sorridendo come fossimo gli eroi delle nostre avventure, i personaggi che svaniscono di notte e ci svegliano al mattino – ché quando mi sveglio per me è sempre l’alba e il baricentro traballa per i sogni.

- Dunque?

- Un letto! a una piazza e mezza per mantenere il comfort del compare che mi parla mentre dorme e, appena in piedi, accendere il primo fumo per ombreggiargli il volto.

- Ma se…

- No.

scritto da frank spada · 18 dicembre 2011, 11:28 · 

 

Verissimo!

scritto da Gloria Gerecht · 18 dicembre 2011, 11:35 · 

 

Purché i commenti riportino giorno, ora e minuti, per evitare malintesi e chiacchiere.

scritto da frank spada · 18 dicembre 2011, 17:31 · 

 

Mi scuso, ma presa dall’entusiasmo per una serie coincidenze (?), mi sono permessa questa affermazione entusiasta.
Anch’io ho un letto a una piazza e mezzo che condivido con gatto e sogni, a volte molesti. E appena sveglia mi avvolgo in una nube di fumo. Forse per stemperare i residui in dissolvenza.
Naturalmente tutto questo a Roma e da sola :-)

scritto da Gloria Gerecht · 18 dicembre 2011, 18:14 · 

 

Sì, stiamocene al riparo dalle chiacchiere e dalle tabacchiere, diceva una mia strana amica che mescolava e confondeva i proverbi, col risultato da renderli esilaranti e originalissimi, beninteso del tutto inavvertitamente. Così stiamo pure all’ombra del ciclone in fiore, mentre tanto va la gatta al caldo che ci lascia un bel micino, fino all’esilarante ponti in bocca al nemico che scappa. Una maledizione? Qualsiasi richiesta di spiegazioni destava solo sorpresa nella cara ragazza, che diceva: Vox propoli, vox nei. La mia amica era tedesca, con una splendida carnagione di pesca e piuttosto svampita. Una persona che amavo la chiamava La pesca sciroccata.

scritto da Leila Mascano · 18 dicembre 2011, 18:21 · 

 

Gloria Gerecht – l’entusiasmo è segno di vitalità e va coltivato per ricavarne frutti deliziosi – a volte basta una mela altoatesina per rinfrescarsi la gola :)
Leila Mascano – faccia attenzione, la frutta fresca ormai è solo quella importata e i felini mangiano scatolette che aprono con dentature da squalo :)
ps – a chi mi legge senza voce auguro ogni bene :)

scritto da frank spada · 18 dicembre 2011, 19:05 · 

 

Carissimi amici, fate coi vostri prossimi ─ e anche con gli altri ─ delle Feste serene; e l’Anno che viene sia un anno ancora di volontà di fare: senza amara stanchezza. Poiché
…noi siamo in questo luogo, in questo tempo, e qui / la nostra vita ha un senso: qui dunque l’animo / di nuovo ad ascoltare, a intendere, a quella / fatica che ogni pianta chiede. E ancora, / e anche se grava il tormento di sotto, / ancora, qui, da ciò che in noi perdura / ricominciare…

Un abbraccio.

scritto da Mario Quattrucci · 19 dicembre 2011, 10:36 · 

 

Che piacere risentirti qui, tra noi che ti siamo amici dentro il cuore, trafitti dai tuoi versi che altro non so dire. Grazie Mario!

scritto da frank spada · 19 dicembre 2011, 10:57 · 

 

Buona serata Frank, dalla scrittrice di favole su commissione:-)

scritto da Mirella Puccio · 20 dicembre 2011, 17:33 · 

 

@ Mirella Puccio – non solo questo link text

scritto da frank spada · 20 dicembre 2011, 18:04 ·

 

Ciao a tutti, approfitto di un momento di pausa in questo periodo di frenesia natalizia, per augurare a tutti delle feste serene e un felice 2012. A presto!

scritto da Maria · 21 dicembre 2011, 09:52 · 

 

Grazie Maria – ricambio i graditissimi auguri estesi a tutto lo staff di Libri e Recensioni!

scritto da frank spada · 21 dicembre 2011, 11:13 · 

 

Carissimo Frank, la neve non ci manca (per fortuna). Per Capodanno farò un pupazzo con un sigaro in bocca: un bengala che accenderò a mezzanotte. Perché non viene su a vederlo?
Buon Natale a tutti!

scritto da marta · 21 dicembre 2011, 15:53 · 

 

marta, marta… buone vacanze e quando accenderà il bengala, beninteso, un bacio rigorosamente raggelato sulla punta del suo naso.
A presto.

scritto da frank spada · 21 dicembre 2011, 18:08 · 

 

Anche io voglio fare gli auguri agli amici di questo blog, quelli che si fermano e quelli che passano, tanto di auguri ne abbiamo bisogno tutti.

scritto da Leila Mascano · 22 dicembre 2011, 06:50 · 

 

Auguri a tutti, soprattutto a te, Frank, che ci intrattieni con questo blog e, facendoci meditare, ci dai speranza. Un bacione!

scritto da amelia · 22 dicembre 2011, 08:54 · 

 

@ Leila Mascano – ovvero un cuore generoso aperto a chiunque sappia conquistarselo nella singolarità di un blog senza contatore.
@ amelia – tenga duro / pensi positivo / stia serena.

scritto da frank spada · 22 dicembre 2011, 15:23 · 

 

IL NATALE DEL GATTO.

Mentre il mondo,
sempre più matto,
corre in tondo
fra le luci a scatto,
osservo Rubicondo,
il mio infinito gatto:
impacchetta fusa
in carte di crocchette.
Sorprese perfette.

scritto da Joe Perfiumi · 23 dicembre 2011, 16:57 · 

 

A questo punto bevo un cordiale alla salute dell’amico Joe Perfiumi link text e stacco la corrente per le feste augurandovi ogni bene.

scritto da frank spada · 23 dicembre 2011, 17:44 · 

 

Bidone.
Un Natale compromesso.
Il secondo strato della scatola di dolci era purissima carta.

scritto da Joe Perfiumi · 26 dicembre 2011, 09:47 · 

 

Cala la notte da Poesia e rivoluzione link text di Loretta Fusco

Cala la notte
Quelle che vedo
Sono ombre fugaci
Immagini lievi
Tra i rami nudi degli alberi
Che mossi dal vento
Nel buio che tutto avvolge
Urlano secchi
Rompendo il silenzio
E quel senso di pace
Che non trova pace
Nel mio animo grave.

—————————————————————————

Ho lasciato Cliff duettare stratosferico con Art e oggi lo ritrovo qui link text che in fondo alla mancina impolvera di stelle un’amica stimatissima.

scritto da frank spada · 28 dicembre 2011, 11:47 · 

 

Grazie Frank. Ne approfitto per lasciare a tutti gli amici del Cannocchiale il mio augurio per un nuovo anno sfavillante che sfati ogni previsione apocalittica. Credo che l’essere positivi sia il miglior deterrente contro negatività e profezie allarmanti. E poi, la scrittura, la lettura…

scritto da loretta fusco · 30 dicembre 2011, 08:59 · 

 

Una profezia catalitica per il 2012.
I Maya prevedono grossi guai per la mia marmitta apocalittica.

scritto da Joe Perfiumi · 30 dicembre 2011, 09:30 · 

 

Catalizzare lo scontro dei lobi temporali (dx e sx) può risultare utile per non procurarci deficit unilaterali e irrimediabili.

scritto da frank spada · 30 dicembre 2011, 10:06 · 

 

Ma i Maya avevano previsto la loro di fine?
Perché non si fanno i fatti loro?
Auguri.
gloria

scritto da Gloria Gerecht · 30 dicembre 2011, 10:07 · 

 

2012

Che ciaresta da dì? Solo bon anno.
Buttamoce a le spalle li penzieri,
famo finta de gnente. Fino a quanno
saremo fori da li giorni neri.

Li Maja? Ma che cazzo mai ne sanno?
Lassamoli dormì. Presagi veri
nisuno li po’ fa. E senz’affanno
vivemo, si potemo, volentieri.

La vita è una, armeno su sta tera.
Si ha da finì, de certo finirà.
Ma finché semo ‘n pace e nun in guera,
cercamo de godella in libertà.

Unita solamente a la preghiera
de conzervà la nostra dignità.

—————————————————————————

Con il consenso dell’autrice Gloria Gerecht link text

scritto da NdR · 30 dicembre 2011, 10:27 · 

 

Scadenza 6 Gennaio 2012
link text
In bocca al lupo!

scritto da frank spada · 30 dicembre 2011, 11:25 · 

 

Se la luce è l’attestazione che trascende le bizzarrie lunatiche di chi non si nasconde, ora la spengo e la riaccenderò al primo quarto: buon fine settimana e buon principio a tutti!

scritto da frank spada · 30 dicembre 2011, 16:00 · 

 

Tanti auguri a tutti, e che la forza sia con voi, come in Guerre stellari…o come la forza che su per la verde miccia fa esplodere il fiore, come nel verso di una poesia che nella traduzione è ancora più bella che nell’originale. Lasciate il frastuono dei vani festeggiamenti, nell’antica Cina si credeva che i rumori spaventosi mettessero in fuga le forze del male,ma voi sapete che l’unica musica che vale la pena di ascoltare è quella silenziosa degli astri; il male come le nuvole è molto più in basso, al di sopra non c‘è che l’armonia, anche se purtroppo non è facile restare a lungo lassù...

scritto da Leila Mascano · 30 dicembre 2011, 19:10 · 

 

Qualcuno dà per scontato l’esito del prossimo anno e augura un buon 2013… eh no! Niente di scontato e un brindisi alcoolico al 2012!

scritto da Andrea · 31 dicembre 2011, 15:37 · 

 

Giro un bell’augurio che mi è stato fatto a tutti: che possiate dire che OGNI GIORNO E’UN BEL GIORNO. Buon anno ancora.

scritto da Leila Mascano · 1 gennaio 2012, 22:16 · 

 

Oggi,2 gennaio, sono entrato in ufficio, in punta di piedi.
Il mio manager stava soffiando nel budget gonfiabile.
Niente di sconveniente,a parte il vibratore nel conto economico 2012.

scritto da Joe Perfiumi · 2 gennaio 2012, 17:35 · 

 

Ciao PAOLA

_________________________________________________
4 Aprile 1959 – 3 Gennaio 2012

scritto da frank spada · 3 gennaio 2012, 09:23 · 

 

Buon viaggio, Paola cara…

scritto da amelia · 3 gennaio 2012, 11:13 · 

 

- Il futuro? Se solo puoi vederlo, lo trovi accartocciato nel cestino.

- Compare mio, a volte mi stupisci per la profondità del ragionare.

scritto da frank spada · 4 gennaio 2012, 09:39 · 

 

Frank, pensi alle volte in cui è stato felice davvero. Scoprirà che nella maggior parte dei casi lo è stato del tutto irragionevolmente. Perciò, al di là di ogni possibile previsione, il futuro porta con sé quest’attesa, questa aspettativa. Relegarlo nella carta straccia significa negargli la possibilità di stupirci, di renderci felici.L’animo dev’essere disposto alla meraviglia perché questa si affacci. Bambina, poche cose mi stupivano e mi divertivano di più delle ombre cinesi sul muro.Non ci sono più le care mani che per me creavano immagini di animali e farfalle, figuriamoci dove sono finite le ombre. Eppure nella memoria riprovo, a pensarci, quel piccolo fremito che mi dava quella affettuosa magia.

scritto da Leila Mascano · 4 gennaio 2012, 17:55 · 

 

ALL’IMPROVVISO

Tutto si secca, tutto scorre via,
le lacrime s’asciugano sul viso
screpolando la pelle. E la poesia
fugge le labbra senza più un sorriso.

I giorni si fan corti. Una teoria
di ore tutte eguali. Senza avviso
il buio cala. Che malinconia
scoprirsi vecchie così all’improvviso.

C’è un gran silenzio. Anche le parole
tacciono, sulla carta neanche un’eco.
Si strozza il grido ancora nella gola:

una protesta inutile. Uno spreco
di pensieri sbiaditi, senza sole,
senza colori. In un mondo cieco.

scritto da Gloria Gerecht · 5 gennaio 2012, 08:56 · 

 

Cinque anni fa, irragionevolmente… “Aria calda dal mare a folate grigie nel cielo. Schiena unidiccia e… “
A Leila Mascano – sempre in sintonia – una carezza e un bacio.

scritto da frank spada · 7 gennaio 2012, 16:40 · 

 

L’anno comincia solo adesso, con la fine delle feste. Nel mio caso sono state feste per modo di dire, e così penso per molti. Mi viene allora da dirmi che ci sono giornate di sole, piene di auspici favorevoli, che poi si trasformano in un incubo, o quanto meno che alla fine vorremmo cancellare. Allora chissà se magari questo anno cominciato maluccio non ci sorprenda come una giornata di pioggia che vira al bello, dove una notizia, un incontro segnano anch’esse un bel tempo interiore…Ma il momento, si dirà...Io non conosco della fine della guerra che i racconti, le fotografie, i filmati. Sempre mi ha sorpreso la speranza sulle facce della gente, gente misera, malvestita, che aveva molto sofferto, perso persone care, lavoro, sicurezze e che tuttavia aveva voglia di ricominciare. Ecco, bisognerebbe entrare in questo nuovo anno con lo stesso spirito di ricostruzione, e non farci fermare dal nemico. Sconfitto o in fuga quello esterno, ce n‘è un altro dentro di noi, e avere a che fare con quello è dura. Ma bisognerebbe riuscire a non dargliela vinta, e ritrovare i colori.

scritto da Leila Mascano · 9 gennaio 2012, 07:25 · 

 

Insorgo contro chi mi sta privando dei miei “deficit” – mi appartengono e li rivoglio indietro tutti, fottutissimo compare!

scritto da frank spada · 9 gennaio 2012, 10:28 · 

 

Vorrebbe i miei, Frank? Mi sembra ieri che che mi rimproveravano a scuola, sempre sprovvista dell’occorrente! Confondevo giornate e orari, in tuta e scarpette alla lezione di disegno, col compasso nell’ora di ginnasica, priva di vocabolario quando c’era una traduzione…ma in verità inadeguata in qualche modo lo ero davvero, e lo sono rimasta. Per un misterioso incantesimo gli altri sembrano non accorgersene, ma io mi sento inadeguata pressocché ovunque,sempre leggermente a disagio, sempre un po’ fuori posto. Di che mancanza si tratti non lo so, so che mi porto il mio deficit o i miei deficit appresso con sommo imbarazzo, senza nessun compare che me ne privi. E dunque prenda i miei, gentile amico, non voglio essere in nessun modo ringraziata, anzi io ringrazierei lei per sempre, mi creda, se se ne facesse carico.

scritto da Leila Mascano · 9 gennaio 2012, 21:56 · 

 

Cara Leila, quelli che lei considera deficit in realtà sono fantasiosi modi di vivere la realtà, regali che pochi hanno e che normalmente sono visti come stramberie. Non provi disagio, quindi, perchè anche la moderna psicoterapia li considera positivamente, insomma, non dobbiamo sempre adattarci ma mostrarci per quello che siamo. Buon anno!

scritto da anna · 10 gennaio 2012, 11:44 · 

 

@anna. Grazie per le sue parole gentili e acute, perché una delle mie stramberie infantil consisteva nel salire sugli armadi e ficcarmi sotto i mobili. Mi affascinavano le prospettive diverse,l’aspetto insolito che avevano le cose considerate da un altro punto di vista.Qualche volta ho rischiato di rompermi la testa guardando il giardino da un albero, o sporgendomi in eccesso dal balcone. Neppure crescendo questa curiosità mi ha lasciata, e forse questa faccenda di considerare le cose da un punto di vista talvolta inconsueto è all’origine di quello strano sfasamento di cui sono conscia e col quale ho imparato a convivere. Anzi, ho cercato come lei dice di trasformare un deficit in una ricchezza, e probabilmente è da lì che ogni tanto tiro fuori quel balzano incantesimo che è la scrittura. Grazie.

scritto da Leila Mascano · 10 gennaio 2012, 21:01 · 

 

Due ombre, appiccicate ai panni di un perturbante diventato sordo a causa del protrarsi di un acuto ronzio di doppie note in testa, strattonano qualcuno da un marciapiedi all’altro per fargli dire sì e no nello stesso tempo, voglio e non voglio nello stesso istante, mentendo e dissimulando meglio di un qualsiasi tourettiano – tanto che un anziano rischia di inciampare sulle proprie orme, ruzzolare a terra ed essere investito in centro strada.

scritto da frank spada · 11 gennaio 2012, 16:01 · 

 

Caro Frank chi ha un doppio, ha una doppia vita. Nel senso che la può vivere due volte, moltiplicarla, farla durare il doppio.
Non so se questa prospettiva le aggradi, ma duplicare le possibilità, nel bene e nel male, non è da tutti.

scritto da Gloria Gerecht · 11 gennaio 2012, 18:23 · 

 

Dunque, cara Gloria, il Paradiso non è altro che l’Inferno visto da un’altra angolazione: quella letteraria, immaginifica o reale – possibilmente appoggiandosi a un bastone.
Buona serata.

scritto da frank spada · 11 gennaio 2012, 18:38 · 

 

Purché il bastone non sia l’esito dell’investimento stradale, ma di un normale scorrere del tempo.
Quanto al Paradiso e all’Inferno, secondo me si trovano in terra, tra noi, in proporzioni ineguali: privilegiando il primo gli stolti, il secondo i pensatori.

scritto da Gloria Gerecht · 12 gennaio 2012, 08:28 · 

 

Ma allora quel bastone è in mano a un rabdomante, un ineguale che… Cristo Gesù! – il diluvio universale e il Purgatorio non si vede.
Un sorriso e un occhiolino, Gloria.

scritto da frank spada · 12 gennaio 2012, 15:58 · 

 

Caro Frank, al diluvio ho già provveduto su pasquinaria.
E se il bastone fosse un ombrello? :-)

scritto da Gloria Gerecht · 12 gennaio 2012, 16:39 · 

 

@ Gloria Gerecht – idea non male per un equilibrista lungo un filo.

scritto da frank spada · 12 gennaio 2012, 16:52 · 

 

Cristo Gesù! – come direbbe Marlowe – link text

scritto da frank spada · 13 gennaio 2012, 17:23 · 

 

Lunga vita all’amministratrice del Covo dei Piratti e agli “ossicini” del nostro caro Frank!

scritto da anna · 13 gennaio 2012, 18:46 · 

 

W Marlowe e il suo autore!

scritto da marta · 14 gennaio 2012, 11:42 · 

 

Spiritoso e vagamente macabro, una sottile ansia ci pervade, ma continua così!

scritto da Germana · 14 gennaio 2012, 11:50 · 

 

Caro Frank, purché lei continui a farsi ronzare il testa il jazz… certamente sì, fumi quanto vuole e ci rallegri con le sue di Lei trovate, minimo un quinquennio dietro l’altro, eh!

scritto da candy's 50 · 14 gennaio 2012, 18:22 · 

 

Specchiarsi nei propi personaggi è pe-ri-co-lo-sis-si…NO! se c‘è di mezzo un “molte chiacchiere” che sa ironizzare su se stesso. E questa libertà, caro Spada, mi piace.
Buon 2012!

scritto da paolo · 15 gennaio 2012, 11:12 · 

 

Ecco perché...
– Di’, piumetta al vento, non sarà che un detective che conosco fin da quando rovistava tra i libri di suo padre ha qualche novità da raccontarmi? – Ecco che fa dietro-front, si stacca dal parentado unito nel ricordo e mi soffia contro una domanda imbarazzante per trattenermi con il sedere in aria. Segreteria perfettamente in ordine e nessuno mi ha cercato. Cerco di capire. Mi giro di scatto e guardo il barometro alle spalle: lancetta nera, giù di molte tacche. Un picchiettio sul vetro e si rimette stabile dov’è. Soffoco il silenzio in gola e trattengo il respiro per la terrificante novità. 

(Doppio Marlowe.Liscio e senza ghiaccio – Giugno 2011)

Ringrazio tutti gli amici di “Poche chiacchiere”, quelli della “Fun page” e in particolare Michela

scritto da frank spada · 15 gennaio 2012, 18:48 · 

 

“Il termine latino più esatto per tradurre il verbo “indagare” è probabilmente “quaerere” (cercare), ma le cose si fanno da un certo punto di vista più interessanti se si vuol sollevare l’attenzione pedissequamente dall’italiano indagare al correlativo latino “indāgare”: il verbo ha derivazione dall’ambito venatorio e sta ad indicare “il cingere con reti e battitori la zona in cui sta la selvaggina”(dal Castiglioni-Mariotti), dunque la “ricerca” della cacciagione, la caccia stessa.” link text

scritto da frank spada · 17 gennaio 2012, 06:54 · 

 

Ho visto che Gaetano Celestre è un giovane scrittore siciliano e i suoi libri mi hanno incuriosita – ora li ordinerò.
Veramente una bella recensione, con un commento di Leila Mascano che di par suo arricchisce il tutto – grazie per la segnalazione Frank.

scritto da anna · 17 gennaio 2012, 11:17 · 

 

A Gaetano Celestre link text
con l’augurio che la sua rigogliosa età (classe 1979!) lo porti in alto.

scritto da frank spada · 17 gennaio 2012, 11:36 · 

 

Grazie Frank, le auguro altrettanto. E grazie anche ad Anna, per il suo interesse e i complimenti…
http://gaetanocelestre.wordpress.com/

scritto da Gaetano Celestre · 17 gennaio 2012, 11:48 · 

“Stop alla pirateria, non alla libertà” – se il mondo è uno solo, la petizione Google vale per tutti.

scritto da frank spada · 19 gennaio 2012, 09:14 · 

 

- Anche per un democratico?

- Certo Marlowe, anche se so che sei un repubblicano.

- E allora, che differenza c‘è?

- Guardati allo specchio e fatti un occhiolino.

- Con il dx o con il sx?

- Indifferente. Vedrai che ogni caso il tuo compare ti scambierà per lui.

- Mi stai prendendo in giro?

- No. Faccio sul serio, come fossi un tecnico… vecchio mio, eletto o non eletto quello tira via dritto. Te ne accorgerai presto come salirà in cima.
—————————————————————————————————————-

NdR – ogni riferimento a chi porta le iniziali come Marlowe è casuale quanto irriverente.

scritto da frank spada · 21 gennaio 2012, 18:11 · 

 

Solo in questi giorni, a due anni esatti dall’uscita di “Marlowe ti amo” (Gennaio 2010), il romanzo incentrato su un detective che più che a Chandler porta l’anima a Conrad e alla buona letteratura, inizia a farsi strada nel mondo dei lettori accorti, quelli in grado di valutare un’opera soprattutto dal punto di vista letterario, indagando contenuti e forma, sostanza e qualità, e così via.
Dunque, caro Spada, si armi di pazienza e affidi i giudizi sulla sua “scrittura” guardando avanti, pensando a “Dimmi chi sei, Marlowe” a “Doppio Marlowe”, e alla “trilogia” di un mito che non muore che lei ha pubblicato in soli due anni! Un vero exploit, che mostra la vitalità di uno scrittore che certamente non teme l’incognita dell’anima, che contro se stessa si rivolge e poi l’abbatte, com’ebbe a dire uno psicologo che conosceva il mondo dell’arte.
Buon 2012!

scritto da F. H. · 22 gennaio 2012, 10:32 · 

 

@ F.H. – ricambio gli auguri ringraziandoLa tantissimo.

scritto da frank spada · 22 gennaio 2012, 10:57 · 

 

Sembra insolito – eppure non dovrebbe – che i buoni scrittori sappiano apprezzarsi l’un l’altro. Come sempre un bell’esempio che arriva da questo blog! Auguri sia a Frank sia a Gaetano.

scritto da Germana · 22 gennaio 2012, 12:00 · 

 

Caro Frank, sono passati due anni e lo tengo ancora sul comodino. Lo apro, a volte, per cercare un pensiero, una riflessione e adattarla alla vita. Questo rende grande e universale un romanzo, e i suoi “Marlowe” lo sono, mi creda. Sono felice quindi di far parte della schiera dei lettori “accorti” e le auguro ancora il successo che merita. Buon“compleanno” dunque!

scritto da anna · 22 gennaio 2012, 17:17 · 

 

Divertente la parodia di un dialogo che sovrappone Marlowe e il suo compare a M.M., che finalmente vara le manovre finanziarie!

Mi fa piacere che il nostro Spada inizi il nuovo anno incoraggiato in questo modo.

scritto da paolo · 22 gennaio 2012, 17:47 · 

 

Nonostante il “cigolare” attorno, non chiederò a me stesso se gli sono stato amico.

scritto da frank spada · 24 gennaio 2012, 07:48 · 

 

Trovo per caso un libro, foderato con una carta che riproduce Holly Hobbie, un idolo negli anni 70. Infatti il libro è edito da Mondadori nel 73, e si chiama Il diluvio prossimo venturo. E’ un libro di Addison, un fumettista, che qui disegna un’arca deliziosa, piena di buffi animali che parlano e ragionano come esseri umani e di uno svampito capitano, di lapalissiane ragionamenti. In una delle vignette, un orsacchiotto chiede a una pantera dall’aria feroce, seduta dietro una scrivania con la gigantesca scritta RECLAMI, a chi deve rivolgersi chi vuol reclamare per come vanno le cose sull’arca. Qui! risponde l’arcigno interlocutore (trattasi di pantera maschio). L’orsacchiotto ha l’aria di voler fare marcia indietro con un tal brutto tipo. Chiede: E se viene uno e dice che qualcosa va bene? Risposta: Arrivano due tipi in camice bianco e lo portano via.
Ecco, mi è piaciuta e ve la giro, perché meditiate e se trovate su qualche bancarella il libro, precipitatevi a comprarlo…a meno di non essere Luigi XIV, che considerava che il diluvio sarebbe arrivato sì, ma dopo di lui. E a bordo, salvo inchini, il tempo è lungo da passare…

scritto da Leila Mascano · 24 gennaio 2012, 13:07 · 

 

@ Leila Mascano – nonostante l’arcano non mi sia estraneo, né sconosciuto poiché navigo da tempo, le do il mio bentornato.

scritto da frank spada · 24 gennaio 2012, 14:07 · 

 

Segnaliamo che paolo (v. commenti anche nei precedenti Cannocchiali) non ha nulla a che vedere con paolo franchini di VareseNoir.tk (il plurigeniale amico, scrittore e non solo, di cui segnaliamo il cortometraggio L’ Uomo Col Toscano link text

scritto da NdR · 24 gennaio 2012, 16:55 · 

 

Allora Paolo ci dica chi è. Paolo è troppo poco! Paolo solo Paolo se lo può permettere un solo Paolo. Di Tarso. Altri Paoli debbono aggiungere qualcosa, fosse anche un numeretto (vd Paolo VI). Quanto all’altro Paolo, il Franchini, chiarisca la sua posizione. Primo perché è pallido. E’ anemico, non prende il sole, insomma perché. Poi quanti anni ha: una trentina o più di sessanta?In quali rapporti di parentela è col Perfiumi? (figlio, padre, nipote, mettere la crocetta)Che fine ha fatto quest’ultimo? Il il Perfiumi è solo un travestimento del Franchini? E chi fa il cuoco? E chi scrive l’etimologia? E chi pratica quel tal sport? E c‘è anche un fratello che bighellona per il mondo. Tutti a confonderci le idee…Un po’ di chiarezza, please, che già qui coi doppi e tripli Marlowe c‘è da perdere la testa, Frank non si sbottona, e ogni tanto compare Ndr che fa come i vigili a piazza Venezia, volta, gira, dà comandi, ordini e consigli ma ordine non ne fa! Per non parlare di fior di dottori e professori che si perdono il nome, chi è FH? Il cugino delle FS? Che funzionano malissimo e seno sempre più care, lo dica alle sue cuginette, lo dica…Naturalmente si gioca un po’, uh che mosceria, ma il Carnevale dov‘è? Giustamente, Ubu maior minor cessat, col Carnevalone che c‘è il Carnevale si fa piccolo piccolo, anzi sparisce. Era ora!

scritto da Leila Mascano · 24 gennaio 2012, 22:41 · 

 

Sorpreso dalle curiosità rivolte terra-terra, invito tutti a rileggere su in alto il post che ha messo un moto il Cannocchiale a rovescio 3, la terza edizione di un blog che non è un blog, libero e indipendente, dove i commentatori non intasano il traffico di Roma, ma guardano oltre: frittelle per tutti!

scritto da frank spada · 25 gennaio 2012, 07:21 · 

 

Ubu non ci sta male, ma è ubi, naturalmente. Presto, fiocchino spiegazioni, giustificazioni…insomma risposte!

scritto da Leila Mascano · 25 gennaio 2012, 07:24 · 

 

Frittelle, eh, non la maliziosa voce dialettale, come ridacchia qualcuno. Disciplina!Ci sono note in condotta per tutti!

scritto da Leila Mascano · 25 gennaio 2012, 07:27 · 

 

@ Leila Mascano – per mia fortuna sono cresciuto lontano dalla scuola, l’infanzia non mi ha abbandonato e rileggere come fosse la prima volta i libri improvvidamente ritenuti non adatti ai bambini, mi fa capire che per conoscere noi stessi è opportuno chiederci se siamo stati amici degli anziani.

scritto da frank spada · 25 gennaio 2012, 08:11 · 

 

Leila Mascano: perché è cosi interessata a sapere chi sono?
Paolo non le basta, non le sto simpatico, non le piaccio? E sì che siamo in tanti a portare questo nome, ma non per questo attiriamo l’attenzione di chi vorrebbe “convertirci” al gossip del curiosare senza senso.
Per oggi mi limito a onorare il sacrificio di San Paolo… non mi dirà che a Roma non lo conoscete, spero.
A Lei: simpatici saluti, a P. Franchini: auguri omonimi, a F.H.: ho letto il suo bel articolo, pungente, ancora attuale, nel rinnovarle la mia stima, le auguro buon lavoro e un buon 2012.

scritto da paolo · 25 gennaio 2012, 15:12 · 

 

Ammutolisco – ma non indagherò!

scritto da frank spada · 25 gennaio 2012, 15:15 · 

 

- Pà, non trovo più la Olds!

- Piano con i pollicini Marlowe, e lascia fare a Dick link text

scritto da frank spada · 25 gennaio 2012, 18:44 · 

 

@Paolo. Mio gentile amico, chi è lei lo so benissimo: una persona gentile, intelligente, educata.Le assicuro che mi basta, così come non voglio “davvero” sapere chi sia Joe Perfiumi o l’età di Franchini, nè l’dentità di chiunque altro. Ero solo molto triste, e quando sono triste mi viene voglia di scherzare. Ma senza, spero, irritare nessuno. Se ciò è accaduto con la mia uscita scherzosa, me ne scuso molto.

scritto da Leila Mascano · 25 gennaio 2012, 21:11 · 

 

Frank!
Marlowe è un mito e lei è un grande. La “trilogia” corre lontano e la sua Olds ricomparirà senz’altro, tirata a lucido e pronta a scattare per far ruotare gli “assi” per molte miglia ancora.
Complimenti!

scritto da anna · 26 gennaio 2012, 08:05 · 

 

Certamente il mio cognome non è Spada, ma di Frank so quanto basta per unirmi ai complimenti di anna e ringraziare un amico che ha veramente un cuore grande.

scritto da amelia s. · 26 gennaio 2012, 08:31 · 

 

Come già detto (e scritto), trovo sia giusto ripetere il concetto. Perché la trilogia del buon (?) Frank è davvero di concetto.

Servono un paio di pagine per riuscire a guardare con gli occhi del detective di Spada e per sentire con le sue orecchie, perché la scrittura che ci coinvolge è tanto particolare quanto elegante e valida; sono due pagine che passano in fretta, comunque, come i giri a vuoto di un LP che fruscia di polvere e di magia sotto il graffio vitale della puntina. In attesa che la musica inizi a trascinarci con sé.
Frank Spada ci fa suonare, insomma, per renderci parte integrante della storia che ha deciso di raccontarci, come attori e comparse di un film di tanti anni fa, mentre una dark lady ci strizza l’occhio e una nave salpa. E mentre i complotti, che ci animano insieme al jazz più raffinato, ci costringono a slacciare la cravatta e qualche bottone prima di buttar giù un bourbon di quelli davvero tosti.
Tosti come Frank Spada, ovviamente.

scritto da Paolo Franchini · 26 gennaio 2012, 08:57 · 

 

Ferri nuovi e zoccoli lucidati per la puledrina di Marlowe, insomma!

scritto da Germana · 26 gennaio 2012, 11:17 · 

 

IL CORPO DELLE DONNE

Il negozio era elegante, ben arredato, vuoto.

Entrò, curiosò sugli stand. Una vecchia commessa sussiegosa chiese se avesse bisogno di aiuto.

“Do solo un’occhiata”, rispose sorridendo.

Gli abiti erano molto belli e molto costosi.

Dopo qualche esitazione ne scelse alcuni e chiese di provarli.

Nello specchio della cabina si rimirò soddisfatta: erano tutti perfetti. Uno in particolare, in jersey di seta crema, si incollava al suo corpo senza difetti come una seconda pelle.

Guardò il cartellino del prezzo. Sospirò, lo sfilò. Lo accarezzò indecisa, poi arrotolò strettamente il tessuto sottile e lo ficcò nella borsa.

Sbirciò fuori dalla cabina. La commessa era occupata con due clienti. Alla cassa un anziano ed elegante signore leggeva un libro… Marlowe?!

Posò su un banco gli altri vestiti mormorando che non andavano bene, ringraziò e si avviò disinvolta verso la porta.

Appena fuori una mano si posò sulla sua spalla.

Si voltò: l’uomo della cassa la guardava severamente.

“Rientri senza fare storie”, le intimò.

Lo seguì senza protestare. Lui la osservava con attenzione, valutandola.

“Vada nella cabina, indossi il vestito che ha nella borsa poi venga a farsi vedere”.

Obbedì e si esibì impacciata sulla soffice moquette del negozio deserto e silenzioso.

“Le sta perfetto!” esclamò il proprietario ammirato.

Lei continuò a tacere.

“Le offro una soluzione” disse con un sorriso divertito ”adesso lei va nella vetrina e resta lì come una mannequin. Sorrida, si faccia ammirare. Tra un po’ la richiamerò e la lascerò andare”.

Lo guardò perplessa, poi annuì.

Lui aprì la tenda che celava la vetrata, la sostenne per aiutarla salire sulla pedana e richiuse.

Sotto le luci degli spot si sentì esposta come una merce, usata come un richiamo.

La gente la fissava incuriosita, si voltò immobilizzandosi verso uno dei manichini per non incontrare gli sguardi che la incalzavano. Poi reagì con sfida: girò la testa, sorrise, ricambiò la smorfia di un bambino e fece una rotazione su se stessa per far ammirare meglio il vestito.

A un certo punto – il tempo le era sembrato lunghissimo – la tenda della vetrina si scostò e il proprietario la invitò a uscire: “Può rivestirsi adesso”.

Rientrata nei suoi panni aspettò il verdetto.

L’uomo era soddisfatto. “Bene: ho venduto tre vestiti come quello che aveva preso e altri due simili. Può andare”.

Lo fissò incredula, poi borbottò un grazie.

“Di nulla.” rispose compito. “La pubblicità è l’anima del commercio. È stato un piacere.”

scritto da Gloria Gerecht · 26 gennaio 2012, 12:49 · 

 

Davvero interessante il post su Officine Wort, l’ennesima conferma del valore di Frank… che speriamo di rileggere davvero molto presto (e chi vuol capire ;-) ).

scritto da Maria · 26 gennaio 2012, 14:25 · 

 

Sarà anche prematuro, ma desidero ringraziarvi per i bei commenti, cari amici di Poche chiacchiere.
A Gloria Gerecht... un ottimo racconto, elegantemente ironico e molto, ma molto raffinato.
Grazie per avercelo donato.

scritto da frank spada · 26 gennaio 2012, 16:29 · 

 

Questo blog è una meraviglia. Ogni volta che… lo tengo d’occhio spesso, Frank, e non aggiungo altro.
Di Gloria Gerecht ho letto sul suo blog diversi racconti, e i suoi famosi sonetti alla “romana”: complimenti!

scritto da marta · 26 gennaio 2012, 16:48 · 

 

Che ritmo, ragazze mie!

scritto da frank spada · 26 gennaio 2012, 16:54 · 

 

Frank, ma chi le ha insegnato a innescare e a lanciare l’amo come si deve?

scritto da paolo · 26 gennaio 2012, 17:05 · 

 

@ paolo – fatta da lei, la domanda mi pare retorica, comunque me l’ho insegnò mio padre, naturalmente, a iniziare da “quando mi portò la prima volta a pescare lasciandomi la canna in mano dopo aver lanciato lontano l’amo ben innescato.” e lì “Non tardai poi molto a capire che questo valeva anche per altre prede.” (Marlowe ti amo – pagg. 48/49); l’ultima , se non ricordo male, mentre frequentavo le scuole superiori e “sbuffò sbattendo la porta dietro casa e non mi parlò fino all’arrivo dell’estate, quando mi portò per una settimana filata a navigare ai Midsummer’s Banks e là...” (Doppio Marlowe – pag. 17)
Cordialità.

scritto da frank spada · 26 gennaio 2012, 18:33 · 

 

E’ piaciuto molto anche a me questo racconto, scivola sulle debolezze di alcune donne e sulla generosità di alcuni uomini, anche se interessati, proprio come un vestito.

scritto da anna · 26 gennaio 2012, 18:33 · 

 

Un racconto originale e dolceamaro. Complimenti, Gloria, brava come sempre.

scritto da Francesca · 26 gennaio 2012, 20:11 · 

 

@ Francesca – benvenuta!

scritto da frank spada · 27 gennaio 2012, 08:37 · 

 

Ebbene ringrazio per l’ospitalità, per la benevolenza a questo mio passaggio dove , senza nulla rischiare, faccio l’inchino a un’isola che non conosco, ma immagino felice.

scritto da Gloria Gerecht · 27 gennaio 2012, 09:03 · 

 

@ Gloria Gerecht – anticipo l’estate (arriverà anche quest’anno, sa) e se le fa piacere farò in modo di farle avere un depliant su quell’isola che potrà ammirare anche dal Renon.

scritto da frank spada · 27 gennaio 2012, 09:28 · 

 

Hi Frank link text
fine day with your friens, waiting a very special day!

scritto da candy's 50 · 27 gennaio 2012, 11:24 · 

 

candy’s 50 – waiting for a very d-special day – impetuosità e giovinezza: che tempi!

scritto da frank spada · 27 gennaio 2012, 17:35 · 

 

Carino il racconto! :)
Mandi Gloria e Mandi Marlowe, ehm… Frank. Oh, Marlowe… mah, è uguale… e scommetto che è stato lui a comprare tre vestiti. ;)

scritto da gelo · 28 gennaio 2012, 07:21 · 

 

@ gelo( stellato ) – lo sai che ti voglio bene, vero?
Mandi amì.

scritto da frank spada · 28 gennaio 2012, 07:34 · 

 

Ancora inverno.
Timide le mimose
sono in attesa.

scritto da Gloria Gerecht · 29 gennaio 2012, 08:14 · 

 

“L’inizio non può essere che impersonale e di routine, con i sobbalzi allentati dai dissuasori trasversali e una blindata che si ferma a lato di un coperto; mentre uno scalo periferico, a mezza via tra gli arrivi e le partenze imbussolate alle vetrate, attende… “

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Chiuso un libro la sua ombra scomparve.

scritto da frank spada · 29 gennaio 2012, 09:16 · 

 

Buona giornata, Frank!

scritto da Noi · 29 gennaio 2012, 11:23 · 

 

@ Noi – grazie, anche a tutti voi!

scritto da frank spada · 29 gennaio 2012, 11:29 · 

 

Il brano musicale di quel video fa parte della colonna sonora di Donnie Darko (un film dove gli scambi spazio-temporali sembrano aver senso solo se ti chiedi se tutto il resto della storia ha senso, perché se te lo chiedi allora non esisti: un paradosso che mi piace).
Questo il testo originale della canzone:

All around me are familiar faces
Worn out places, worn out faces
Bright and early for their daily races
Going nowhere, going nowhere
Their tears are filling up their glasses
No expression, no expression
Hide my head I want to drown my sorrow
No tomorrow, no tomorrow 

And I find it kinda funny
I find it kinda sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very, very mad world mad world 

Children waiting for the day they feel good
Happy Birthday, Happy Birthday
Made to feel the way that every child should
Sit and listen, sit and listen
Went to school and I was very nervous
No one knew me, no one knew me
Hello teacher tell me what’s my lesson
Look right through me, look right through me 

And I find it kinda funny
I find it kinda sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very, very mad world … world
Enlarge your world
Mad world

Questa la traduzione:

Tutto intorno a me ci sono facce familiari
Posti sfiniti,sfinite facce
Radiosi troppo presto per le loro corse giornaliere
Andando da nessuna parte,andando da nessuna parte
E le loro lacrime stanno colmando i loro bicchieri
Nessuna espressione,nessuna espressione
Nascondo la mia testa,io voglio annegare il mio dispiacere
No domani,no domani

E io lo sento un tipo di divertimento
Io lo trovo un tipo di tristezza
I sogni nei quali io sto morendo
Sono i migliori che io abbia mai avuto
Io li trovo difficili da dire a te
Perchè li trovo difficili da recepire
Quando le persone corrono in cerchio
E’ molto,molto…

Pazzo mondo

I bambini stanno aspettando
in giorno che si sentiranno bene
Buon compleanno,buon compleanno
giorno fatto per far sentire come ogni bambino dovrebbe
Siedi e ascolta,siedi e ascolta
Andavo a scuola e ero molto nervoso
Nessuno mi conosceva,nessuno mi conosceva
Salve maestro dimmi qual‘è la mia lezione
Guarda nel modo giusto attraverso me,guarda nel modo giusto
attraverso me

—————————————————————————
Ringrazio Covo dei Piratti per avermi fatto vedere/conoscere/ascoltare altre voci, altri sogni, altri non sensi così sensati.

scritto da frank spada · 29 gennaio 2012, 16:34 · 

 

Se lei cavalca una palla di cannone come il Barone di Münchhausen, io mi sono persa: Frank, dove-cos‘è il Covo dei Piratti?

scritto da Camilla P. B. · 30 gennaio 2012, 11:20 · 

 

@ Camilla P.B. – se lei guardasse noi più spesso… link text

scritto da frank spada · 30 gennaio 2012, 11:27 · 

 

Grazie per la segnalazione!
Girerò le “quisquiglie” succosissime a Kate perché le inoltri a Pippa :)
Cordialissimi saluti marlowiani.

scritto da Camilla P.B. · 31 gennaio 2012, 09:35 · 

 

Qui, da diversi giorni, la Bora corre a cento all’ora ed è affilata come un rasoio che sbarba via l’udito, e, ci mancava pure quella, ci aspetta la cosidetta BoraNera, la supersiberiana, mentre le ali della merla ci soffiano dal naso le meteo-riflessioni su mammole e “mimose” e l’angelo dorato punta il dito al vento della Rosa.

scritto da frank spada · 31 gennaio 2012, 10:02 · 

 

Caro Frank, ieri in biblioteca mi è capitato fra le mani ‘Fame’ di Knut Hamsun. Confesso che alla mia età non lo ho ancora letto… ma ho l’impressione che lei potrebbe conoscerlo. Che cosa mi dice, Frank? Da leggere in fredde giornate come queste?

scritto da Germana · 1 febbraio 2012, 14:44 · 

 

@ Germana – non conosco la sua età, ma K.Hamsun va affrontato senza timore di raggelarsi restando senza “Fame” – crudo, nordico, apre molte porte.

scritto da frank spada · 1 febbraio 2012, 15:16 · 

 

Grazie Frank.
Le farò sapere quali porte si aprono. Nel frattempo un caro saluto da freddi monti senza neve!

scritto da Germana · 1 febbraio 2012, 15:55 · 

 

Caro Frank, perché non ci allieta con un “condensato” dei suoi? Tema libero… O, se vuole, tema dato: il tempo [non meteo].

scritto da Germana · 2 febbraio 2012, 15:13 · 

 

Gentile Germana, per mantener fede a un impegno preso per la prima volta in vita mia e che mi sono ripromesso di non accettare più [giudicare gli altri non è il mio terreno] in queste ore faccio appena in tempo a parlare ogni tanto con mio padre.
Possiamo rinviare?

scritto da frank spada · 2 febbraio 2012, 16:04 · 

 

Caro Frank, certamente le concedo il rinvio. Non la invidio. Giudicare gli altri, in maniera ufficiale, mi par di capire.
Eppure non lo facciamo ogni giorno: giudicare chi ci sta intorno?

scritto da Germana · 2 febbraio 2012, 17:16 · 

 

@ Germana – ah, il girotondo di una giostra con qualcuno che ci guarda, sorridendo.

scritto da frank spada · 2 febbraio 2012, 17:32 · 

 

... Anche il tempo qui merita una menzione di lode, poiché ha smesso di lavorare e ha lasciato qualcosa per dopo.

Wislawa Szymborska – 1923/2012)

scritto da frank spada · 3 febbraio 2012, 07:19 · 

 

Non conoscevo questa poetessa, ma ieri ne ho letto qualcosa qui: link text e mi ha molto colpita. Grazie

scritto da Gloria Gerecht · 3 febbraio 2012, 07:59 · 

 

@ Gloria Gerecht – Due punti e a me gli archivi.

scritto da frank spada · 3 febbraio 2012, 08:53 · 

 

Hoping to M E E T at Elfestedentocht, my four dearest!
ps – will perhaps uncle Plinio be there ?

scritto da frank spada · 3 febbraio 2012, 15:34 · 

 

Non si sa ancora se ‘it giet oan’... ma Plinio ci sarà sicuramente!
Groetjes en eet smakelijk!

scritto da M.E.E.T. · 3 febbraio 2012, 17:19 · 

 

@ M.E.E.T. – see you later, MEETeam plus one!

scritto da frank spada · 3 febbraio 2012, 18:43 · 

 

Un vecchio sonetto che si adatta a questa giornata romana.

SILENZIO 

Silenzio, bianco, inerte, come ovatta
morbida, piena, senza asperità.
Un bozzolo che attorno si compatta
lasciando fuori tutta la realtà.

Grida, rumori striduli di latta,
cessano in improvvisa dignità.
Tacciono l’armi, come a pace fatta.
Tacciono tutte le altre verità.

Parole, come quelle dei fumetti
chiuse in nuvole, senza vibrazioni.
Pensieri suggeriti, ma non detti,

complici involontari d’omissioni.
E in questa calma densa, sopra i tetti,
volano lievi solo le canzoni.

scritto da Gloria Gerecht · 4 febbraio 2012, 10:03 · 

 

It’s almost night, Gloria, but will be vibrating link text

scritto da frank spada · 4 febbraio 2012, 18:39 · 

 

Qulle sì che erano canzoni! Tra i miei amarcord: link text in quest’edizione con il giro di blues, meglio di quella di Glenn Miller e di Elvis. Per quando si scioglierà la neve.

scritto da Gloria Gerecht · 4 febbraio 2012, 20:33 · 

 

L’idea di promuovere un romantico week-end, in FVG, mettendo in vista l’immagine di un famoso bacio…
Grazie Frank, anche per la foto.
Un caro saluto a Gloria Gerecht e un pensiero a un “carnico/friulano” che mi riporta alla mia infanzia.

scritto da anna · 5 febbraio 2012, 11:19 · 

 

Poiché il mio compare molto spesso non si fa capire (sappiamo che lo fa perché gli piace il gioco), ma tesse relazioni a piè sospinto, questa volta glielo ingarbugliamo per lasciarlo mano nella mano a riflettere sul tempo che gli scorre tra le dita, che non riavrà più indietro nemmeno se promuove un romantico week-end tra le montagne del FVG, che si autopromuovono con la foto di quel bacio, dove un bel giovane, carnico/friulano, altri non fu che un modello convocato da Doisneau per farlo diventare un’icona dell’amore link text (guardate a sx)

scritto da frank spada · 5 febbraio 2012, 16:41 · 

 

Un saluto al “cannocchiale a rovescio” e a tutti i membri di questo spazio.

scritto da Lucio · 5 febbraio 2012, 22:45 · 

 

@ Lucio – benvenuto!

scritto da frank spada · 6 febbraio 2012, 06:38 · 

 

- Dimmi, cos’altro vuoi sapere.

- Ma oggi, quanti anni avrebbe quel carnico a Parigi?

- 89, anagrafici! 

- Ecco perché chi fuma Lucky fuma per la vita.

- Appunto! La giovinezza è un mito che ti premia sempre, Marlowe.

scritto da frank spada · 6 febbraio 2012, 08:16 · 

 

Il bello delle foto è che fissano per sempre un attimo, un mito appunto, che resterà nei nostri cuori e nei nostri occhi intatto, malgrado il tempo che scorre, lo sbiadire dei nostri personali ricordi. Succede anche con certe canzoni che all’improvviso sentiamo risuonare. E subito un’ondata di sentimenti, quelli di allora, ci riporta indietro di decenni in un altro mondo che credevamo perso, ma è ancora dentro di noi. Inalterato.
Come il sapore dell’ennesima sigaretta mentre link text

scritto da Gloria Gerecht · 6 febbraio 2012, 08:43 · 

 

Gloria Gerecht – la ringrazio a nome di tutti i fumatori e mi chiedo se un giorno qualcuno scriverà una storia, intitolata banalmente Io l’ho conosciuto – sottotitolo, banale quanto il titolo: Ne valeva la pena.
ps – quel mondo, eh!

scritto da frank spada · 6 febbraio 2012, 09:29 · 

 

Ogni tanto questo blog anticipa i pensieri. Ieri ho aperto una scatola contenente ricordi di quando ero ragazza e ho trovato foto che mi hanno emozionata, commossa, divertita. C‘é un piacere diverso nel guardare una fotografia stampata rispetto alle immagini conservate nel computer, diciamo che è come leggere un libro vero rispetto a un file. Condivido pienamente il pensiero di Gloria Gerecht.

scritto da amelia · 6 febbraio 2012, 09:37 · 

 

Il bacio a cui ci rimanda Frank è uno dei più celebri del mondo, Il bacio all’hotel de la ville, uno scatto degli anni 50 di Doisneau, che giustamente è diventato una icona, in quanto ritrae una verità, tanto più vera se, come sembra, i protagonisti erano in realtà due modelli. Dunque c‘è un gioco di scatole cinesi molto interessante:due estranei che fingono di essere innamorati per una foto fintamente casuale, che scoprono di piacersi davvero e prendono gusto al gioco, sicché verissimo è il finto bacio, quello slancio irrefrenabile di lui e lei che ne viene felicemente travolta. Se pensiamo a un altro bacio celebre, quello del pittore Hayez, ci sentiamo un po’ voyeurs, perché scopriamo due personaggi colti in un istante segreto, in un tempo genericamente passato, ma atemporale nel suo essere un istante sospeso, e in qualche modo drammatico, come ci suggerisce la mano di lei che si aggrappa alla spalla del suo compagno. Questo è un bacio segreto, al chiuso di quello che sembra un castello. Stessa impressione per Il bacio di Toulouse Lautrec, bacio non come mondo a sé stante ma preludio al possesso, mentre misterioso e direi marlowiano è il bacio di Munch con i due nascosti nell’angolo d’una stanza accanto alla finestra. Anche qui l’oscurità si addice ai due amanti, due spie, due clandestini, avvinti in un desiderio oscuro com‘è pauroso e oscuro il mondo fuori.E’ da notare, per pura curiosità, il bacio di Klimt, anch’esso senza tempo, e che benché molto diverso e piuttosto iconografico, per così dire, per la posizione dei soggetti sembra derivare direttamente da quello di Hayez.Il bacio di Doisneau sembra uscire dall’ombra: è un bacio al sole,tra la folla, che s’impone con la sua urgenza come esuberanza e gioia di vivere dell’amore, in una città uscita dalla guerra da pochi anni, che proclama nuove regole e annuncia una nuova libertà di costumi e di vita.
In questo senso il bacio è giustamente augurale e simbolico e benissimo ha fatto il sito che Frank ci indica col link a sceglierlo come simbolo dei bellissimi luoghi che ci invita a conoscere.

scritto da Leila Mascano · 6 febbraio 2012, 15:31 · 

 

@ Leila Mascano – un applauso marlowiano e un bacio che s’invola per puntualizzare un fatto: le fotografie più vere sono sempre un “falso”: un fotogramma: un film!
Grazie per essere tornata.

scritto da frank spada · 6 febbraio 2012, 16:41 · 

 

Con il plauso di Marlowe & C., segnaliamo un Pub dove le migliori birre nazionali ed estere sono servite gratis 24 ore al giorno link text

scritto da frank spada · 7 febbraio 2012, 06:57 · 

 

Un applauso a Leila anche per il commento su “il bacio nell’arte.” Io mi sono chiesto perchè è rappresentato, se ben ricordo, solo nell’arte europea relativamente moderna.

scritto da Andrea · 7 febbraio 2012, 10:17 · 

 

@ Andrea – forse perché da che mondo è mondo i baci più veri non vengono mai “dati”, talché non sono visti.

scritto da frank spada · 7 febbraio 2012, 10:33 · 

 

Eccomi. Un immenso grazie a Frank che mi ha fatto conoscere il Pub e un saluto a voi tutti!

scritto da Barbara Bolzan · 7 febbraio 2012, 15:52 · 

 

Le uniche foto realistiche sono gli scatti “rubati”, dunque che la foto di Doisneau abbia immortalato il bacio tra due modelli invece che tra due innamorati non toglie l’emozione che scaturisce dal significato che ciascuno di noi attribuisce a quel bacio. Bacio che la Signora Mascano ha saputo così felicemente illustrare attraverso l’arte nel tempo. Buona serata Frank

scritto da loretta fusco · 7 febbraio 2012, 20:31 · 

 

Frank, pensa che queste birre non ti fanno nemmeno togliere la patente! E questo pub non chiude mai.
Grazie per l’entusiasmo :)

scritto da Michela · 7 febbraio 2012, 22:11 · 

 

Grazie Frank! Sei il miglior manager che potessi trovare… E gratis! E presto finirai nel pub, seduto su uno sgabello davanti a un pollicino offerto dalla casa, ma di grazia… se mi parcheggi la Olds in doppia fila di traverso sopra il cane la birra te la rovescio sulla testa! :)

scritto da gelostellato · 8 febbraio 2012, 09:33 · 

 

@ loretta fusco – concordo con tutti i baci “folli” e la ringrazio per i suoi pensieri appassionati.
@ Michela – birre con la spuma o solo spume di gassosa – ha solo cinque anni, sa, lasciamo che si svezzi… :)
@ gelostellato – non mi sono mai fatto trascinare per entrare in un Pub – per uscirne sì, ahimé, molte volte.
La Olds, invece, beve galloni su galloni e spesso rutta quando premo l’acceleratore a tavoletta. Se poi mi dice che ha un cane, faccia attenzione a prender moglie e si faccia consigliare da un amico, doppio e M.

scritto da frank spada · 8 febbraio 2012, 11:35 · 

 

@Andrea.
Un invito ad ammirare un bacio bellissimo che risale al primo secolo avanti Cristo digitando Ara Grimani: si tratta di un bassorilevo raffigurante quelli che potrebbero essere un satiro e una ninfa: lo slancio impetuoso, ma non violento di lui si contrappone al timido consenso di lei. E’ a mio parere un’opera al di fuori del tempo, capace di emozionarci ancora.

scritto da Leila Mascano · 8 febbraio 2012, 21:26 · 

 

“... anche se non ci fosse altro, ci sono gli applausi” , una battuta, cara Leila, precisando che se un satiro fosse una donna, immaginiamo Eva che non beffa che se stessa pur di sopravanzarne un’altra che poi verrà beffata da un’altra ancora… Adamo contro Adamo non può esistere, e capovolgere i ruoli è impossibile: i geni sono quelli, non intercambiabili, e la ninfa è un uomo.
(J.L. Mankiewicz)

scritto da frank spada · 9 febbraio 2012, 08:40 · 

 

E quarda caso…
Gaetano Celestre, un giovane scrittore siciliano, autore di due romanzi – Bagni Achei link text – e Il Giallo e l’Azzurro link text
... li ho letti entrambi: coincidenze non casuali, immaginazioni certe e un “letterato” doc intellettualmente onesto, vero, che consiglio a tutti sulla mia parola, certo che non sarò smentito da chicchessia.
E per finire… l’interferenza incidentale, pure questa link text

scritto da frank spada · 9 febbraio 2012, 11:00 · 

 

La ringrazio Frank, i suoi elogi mi onorano e sono tutti ricambiati nella maniera più sincera. Spero che dalle mie precedenti riflessioni(in attesa di altre) possa trasparire tutta la stima che ho per lei: http://blog.studenti.it/speakercorner/marlowe-ti-amo-di-frank-spada/

scritto da Gaetano Celestre · 9 febbraio 2012, 11:59 · 

 

Gentile Gaetano Celestre, “qualcuno” la scorsa settimana mi fatto avere Il Giallo e l’Azzurro, l’ho letto: non smentisco ciò che afferma “qualcun altro” e condivido la stima che, guarda CASO, Frank prova per lei.
Complimenti.

scritto da anna.s · 10 febbraio 2012, 16:21 · 

 

Un regalo speciale per gli amici di Marlowe, con i “rombi al cromo” mentre… link text

ps – riferimenti e “note” link text

scritto da frank spada · 10 febbraio 2012, 19:10 · 

 

Un vecchio sonetto alla vigilia del 14.

San Valentino 

Famose st’abboffata de bacini,
la carta co le stelle de stagnola,
s’aricevessi li cioccolatini
io me li magnerebbe puro sola.

N’ho visti tanti de Sanvalentini;
na vorta era ‘n bijetto, na parola,
mo cene co aragoste e li violini.
Più che d’amor se tratta ormai de gola!

Ma ‘n giorno fatto pe l’innamorati
‘n fonno fa davero tenerezza
a queli che lo sò o lo sò stati.

Ner mezzo a sti periodi d’amarezza
voressimo na pausa: coccolati,
riceve tutti ‘n bacio, ‘na carezza.

scritto da Gloria Gerecht · 12 febbraio 2012, 08:24 · 

 

@ Gloria Gerecht, siccome io non sono lui, mentre quel chiodino… sì, concordo che il suo sorriso in fondo al film è di una dolcezza che… fa lo stesso se le lancio un sanpietrino avvolto di stagnola?

scritto da frank spada · 12 febbraio 2012, 08:47 · 

 

Caro Frank, i sanpietrini qui al sud li lanciavamo nel ’68…
In questi giorni si lanciano palle di neve, coriandoli, non scordiamoci il carnevale.
E dato che allora ogni scherzo vale accetto anche il lancio in stagnola, possibilmente con stelline blu.
il sonetto è del 2009.
L’anno dopo, in un amarcord degli anni su citati ho scritto questo:

SAN VALENTINO (all you need is love) 

“Volemo fà l’amore, nun la guera”
Sta frase, slogan de tant’anni fa,
nun va seporta come de n’artr’era:
nun vordì solo: ho voja de scopà.

Si sta festa nun è ‘na festa vera,
è perch’è ‘n mano a la pubblicità,
eppuro ciaricorda pe ‘na sera
che c’è gente che s’ama e s’amerà.

Sarvognuno, compramose li fiori,
famo regali: ce pò conzolà,
risvejanno quarcosa ne li cori

ch’arassomiji un po’ a la libertà
de potè sceje de che morte mori:
nun de guera, ma de felicità.

Ogni tanto divago :-)
gigi

scritto da Gloria Gerecht · 12 febbraio 2012, 09:45 · 

 

Dirvi che vi amiamo non vi basta?
Il Cannocchiale inquadra un panorama in corsa, altro che Poche chiacchiere

scritto da NdR · 12 febbraio 2012, 10:35 · 

 

Frank, grazie per i link e la “rimpatriata” nei ’50.
Riferimenti e “note”... lo stesso sito dov‘è in vendita la trilogia di Marlowe!
Complimenti al suo buon nome e lunga vita a Shorty Rogers!

scritto da paolo · 12 febbraio 2012, 10:57 · 

 

@ paolo – grazie per i complimenti che non merito – circa uno pseudonimo e la trilogia di M., amazon per ora è amazon.it, o amazon.fr, o amazon.co.uk…

scritto da frank spada · 12 febbraio 2012, 11:20 · 

 

Caro Frank,
ho rivisto con piacere il film sulla sua fan-page con la stessa emozione di tanti anni fa.
Lei è un “pubblicitario” nato!
Germana

scritto da Germana · 12 febbraio 2012, 11:54 · 

 

@ Germana – se così fosse non capisco perché dovrei morire link text

scritto da frank spada · 12 febbraio 2012, 17:15 · 

 

La ringrazio Anna S. , gentilissima!

scritto da Gaetano Celestre · 13 febbraio 2012, 09:12 · 

 

Perché il Jazz?

Perchè quando la Musica ti interroga l’Arte risponde: Strawinskij (Fire Bird) > Kandisky (Die Blauen Reiter) / Benny Goodman (Swing Orchestra) > Mondrian (Brodway Boogie Woogie).
Orizzontalità / Verticalismo / Trsversalità!

Queste le premesse – il resto in seguito.

scritto da frank spada · 13 febbraio 2012, 10:34 · 

 

auguroni Frank!

scritto da alessio · 14 febbraio 2012, 16:26 · 

 

Ma guarda un po’ che bella sorpresa, benvenuto alessio! anche se una nevicata a Lipari potrebbe destar qualche sospetto.
ps – stando al mio barometro la luna è già a mezz’asta, fra sette giorni la notte sarà seta-splendente in calzamaglia e appunterà le stelle sprofondandosi nel cielo. Poi… risalirà dopo un’altra settimana.

scritto da frank spada · 14 febbraio 2012, 17:40 · 

 

Nel frattempo mi rivolgo a un Salvadeat, a Gelostellato, un friulano a cui… ma ce ditu? Cjale che oramai a Udin, tal circondari regional e vie ator in su e in iù pal Stivalon… ritard a vore? no sta inventati scusis, eh, parcè ti han viodut fin di jarsere fur di cjase a Lestizze imbranat cun chei de Rai che tu ti fasevis intervistà e dopo dilunc la Pontebane che rive in cà... trafic blocat, polizie stradal, lampegiants multicolorats che turbinavin vie pe gnot e… ma saveiso che uè a l‘è dut un atu sintut, atu viodut… Concorso Fara Edizioni – Raffaele Serafini: 1° classificato distanzia gli altri autori di diverse lunghezze…
No ti dis nancje mandi, parcé tu ses un ritardatari plen di scusis!
ps – mi limito soltanto a dirvi che oggi non lo saluto con un Va con Dio = Mandi = Ciao, perché Gelostellato è un “ritardatario” pieno (ricco) di scusanti!

scritto da frank spada · 15 febbraio 2012, 11:20 · 

 

Arrivo dalla Cultura del Corsera con un caffé ancora sulla lingua, sempre molto zuccherato e, come si evince “in qualche modo” sulla dx osservando un ostinato difensore senza fiato di quel che resta di una “lingua”, passo a sx, dove G. Xingjan propugna in modo chiaro la libertà di idee da qualsiasi ideologia, affiancato da C. Magris che si avvinghia a un viticcio ormai seccato per fare altrettanto chiamando in causa Goethe che dialoga con Schiller (inquadrati da Galileo) con la passione che lo riporta all’ideologia (politica senz’altro).

scritto da frank spada · 15 febbraio 2012, 14:59 · 

 

Piedi a terra: link text
complimentandomi con Raffaele Serafini, Andrea Masotti e gli altri in foto.
—————————————————————————————————————-
ps – in passato, il Cannocchiale ha segnalato spesso l’opportunità di partecipare ai Concorsi letterari (anche minimi, come VinciRobin ad esempio, o più impegnativi come ScriviconloScrittore link text ) semplicemente per giocare e divertirsi mettendosi alla prova, ma a volte gli scrittori pensano ad altro.

scritto da frank spada · 16 febbraio 2012, 10:30 · 

 

Semplice?
Simplicissimus link text

scritto da NdR · 18 febbraio 2012, 10:29 · 

 

Complimenti a Raffaele e a Robin edizioni per il colpaccio degli ebook :)

scritto da nadia · 18 febbraio 2012, 13:46 · 

 

Frank, “decenza” nuova e valigie pronte?
Bravo Raffaele.

scritto da amelia · 18 febbraio 2012, 14:39 · 

 

ma grazie! :)

 

scritto da gelo · 18 febbraio 2012, 15:30 · 

Un giorno come un altro?
Assolutamnte no! o forse none, come direbbe un curatore che invece è uno scrittore che ci ha donato salutando “romanamente” con la dx per non mostrare la mancina intenta a elencare i primi piatti che i secondi e i terzi… alla carta, gustosissimi, serviti con la signorilità di un ristoratore che ti lascia a bocca aperta e “memoria che ancora hai desideri”.
Tre fascicoli leggeri, tre raccolte di racconti improntati alla memoria di eventi, privati ma legati alla storia del nostro Paese, dove non mancano… la faccio breve, contattate emme qu, alias Mario Quattrucci, gigi-mare@virgilio.it e lui vi invierà i file.

scritto da frank spada · 20 febbraio 2012, 11:02 · 

 

THE WAY YOU LOOK TONIGHT

Aprì l’armadio, ne scrutò l’interno e trovò subito quello che cercava. Un tubino nero, semplice, nel quale scivolò senza problemi: era magrissima. Calzò delle scarpine col tacco a spillo.
Si sedette alla toeletta, si truccò con cura. Prese dal sostegno la parrucca nera e la mise con perizia sistemandone le ciocche gonfie e lucide attorno al viso.
Sorrise alla sua immagine nello specchio: era esattamente come voleva apparire.
Uscì, la sera stava calando. Si fermò al bar, il solito locale, anche se qualcosa era stato cambiato, si installò al banco e ordinò due Old Fashioned. Il barista miscelò, poi le pose i due bicchieri davanti. Lei spostò il secondo di lato in modo che lo sgabello accanto non venisse occupato.
Sorseggiò il cocktail lentamente, fissando solo davanti a sé. La parete dietro il barista con gli specchi coperti in parte da bottiglie e bicchieri rifletteva fisionomie frammentate, la musica in sottofondo non era quella giusta, ma lei non ne aveva bisogno: l’aveva ancora nelle orecchie.

“Mi piaci come sei stasera”, le aveva detto guardandola ammirato. “Voglio ricordarti sempre così”.
Lei aveva riso, scuotendo la testa.
“ Sarò così anche al tuo ritorno. Ma in seguito non potrai impedirmi di invecchiare”.
“Ci penseremo a suo tempo. Insieme. Ma stasera sei bellissima”.

Guardò l’ora, pagò, uscì dal bar e prese un tassì.
Entrò nell’aeroporto e salì sulla terrazza. Osservò a lungo gli aerei decollare e sparire nel cielo ormai scuro.

Tornata a casa ripose il vestito nero, avvolse il corpo appassito in una comoda vestaglia. Sfilò la parrucca, spazzolò i corti capelli grigi, si struccò senza guardarsi allo specchio.
Fissò la foto dell’uomo nella cornice d’argento poggiata sul comodino.
“Non sei affatto cambiato”, mormorò prima di spegnere la luce.

scritto da Gloria Gerecht · 21 febbraio 2012, 10:41 · 

 

A Gloria Gerecht, con il tormento ripetuto di un cocktail in fondo al banco, giorno dopo giorno, con il rimpianto del tempo che non muore, notte dopo notte…
Un’immagine si staglia su uno schermo, un volto in primo piano… 

- Oddio, sei ritornato!

- Si, babylove, e questa volta non intendo lasciare il mio compare a interrogarsi l’anima da solo – dice sorridendomi, trattenendo sornione tra le labbra il fumo di una sigaretta; poi ordina due pollicini, comincia a raccontare…
Lo guardo…
– Marlowe, io ti amo più di… – mi stringe tra le braccia, gli sussurro lacrimando la mia voce e lui ne accende un’altra e me la porge affievolendo il mio respiro, mentre… link text

scritto da frank spada · 21 febbraio 2012, 11:49 · 

 

“Sfilò la parrucca, spazzolò i corti capelli grigi, si struccò senza guardarsi allo specchio.” L’onda del ricordo è lo specchio che non delude mai… Bel brano Gloria!

scritto da Carla · 21 febbraio 2012, 16:19 · 

 

Frank saprà senz’altro che stanotte saremo senza luna (ce l’ha anticipato sette giorni fa) e Gloria che le stelle brilleranno in cielo (la sua scrittura determina le cose): Stars e cinema, volti e ricordi, musica e parole… bravi entrambi!

scritto da anna s. · 21 febbraio 2012, 17:16 · 

 

Splendore nell’erba

….Ma se la radiosa luce che una volta
tanto brillava negli sguardi è tolta,
se niente può far sì che rinnovi all’erba il suo splendore,
e che riviva il fiore
della sorte funesta non ci dorrem,
ma ognor più saldo in petto
godrem di quel che resta

WILLIAM WORDSWORTH

scritto da Leila Mascano · 21 febbraio 2012, 19:50 · 

 

The Way You Look Tonight, piccolo capolavoro nelle sue atmosfere appena evocate, il personaggio delineato con pochi tratti, i sentimenti suggeriti con delicatezza…e il finale a sorpresa che lascia il lettore con una sensazione dolce-amara inaspettata. Bello davvero!

scritto da Tiziana Marangoni · 21 febbraio 2012, 21:45 · 

 

“... Io volerò a te… sulle ali invisibili della poesia… Tenera è la notte / e felicemente la Luna Regina è sul suo trono… ma qui non c’è luce… ” se non ci sei anche tu, cara Leila.

(Keats – Fitzgerald – ... )

scritto da frank spada · 22 febbraio 2012, 09:22 ·

 

La luce è la cosa che più amo, e dunque grazie per aver detto una cosa così bella.

scritto da Leila Mascano · 22 febbraio 2012, 22:14 · 

 

“Siamo ancora in alto mare” di Franz Haas link text

scritto da frank spada · 23 febbraio 2012, 18:08 · 

 

“se siamo ancora in alto mare”, il Monte Bianco è lì e domina l’Europa. Se invece siamo piedi a terra, camminare, arrampicare e non si guardi in basso! Ché governare una nazione non è un gioco e un “Bel paese” non ha più balocchi.
ps – un cordialissimo saluto al prof. Franz Haas.

scritto da frank spada · 24 febbraio 2012, 07:35 · 

 

Soffio 85 candeline sulla torta di chi ho amato fin da quando ho aperto gli occhi in un vagito, e sbrigo una promessa, e un impegno, salutando un caro amico: Mario Quattrucci – che vi aspetterà con gioia per un brindisi poetico assieme ad altri autori.

—————————————————————————————————————-

VENERDI’ 2 MARZO ─ LIBRERIA ODRADEK ─ VIA DEI BANCHI VECCHI 57 ROMA ─ ORE 17,30

LIBRI DI POESIA ─ LETTURE DI

BALDASSARRE DIONISI, MARIO LUNETTA, MARIO QUATTRUCCI

scritto da frank spada · 27 febbraio 2012, 10:31 · 

 

Oggi ci si chiede di correre di più per non lasciare indietro gli altri.
Giusto!
E vedo una piramide, a base esagonale, che dovremmo arrampicare fino in cima, al vertice, per affermare che sei facce sono una, quindi, che in totale sono sette.

scritto da frank spada · 29 febbraio 2012, 09:21 · 

 

Frank, tralascio un giorno infausto per l’ingenuità di chi ci crede e spero che il 2012 porterà alle stelle tutti noi e un governante.
Circa la seconda parte del commento, mi richiamo al “se siamo ancora in alto mare” (articolo davvero interessante) e alla visione di una figura piramidale che lei ha innalzato criptando in modo originale (come sempre ma solo quando arrivo a decifrarla, a volte poco a volte per niente) le “sette bellezze”: cinema e parole, cinema e musica, cinema e cinque stelle meritate: bravissimo!

scritto da paolo · 29 febbraio 2012, 15:29 · 

 

Qui si parla di arte e geometria
e si naviga a vista in alto mare.
Io però, che non so manco nuotare,
purtroppo non riesco a dir la mia.

Senz’altro affetta da un’anomalia,
non so più la mia rotta governare
e continuo alla cieca a brancolare
in preda a patologica amnesia.

I misteri, gli oracoli, gli specchi,
i giochi, le metafore, gli arcani,
ammiccando mi burlano sottecchi

e alla fine mi prudono le mani.
Perciò digito e sono tutt’orecchi:
i sette sono forse i sette nani?
Biancaneve

scritto da Gloria Gerecht · 29 febbraio 2012, 17:10 · 

 

@ paolo – uniamo le speranze e lavoriamo con passione, come sempre.
@ Gloria Gereccht – un minimo di logica: sette nani, Biancaneve, e il Principe chi è?

scritto da frank spada · 1 marzo 2012, 08:34 · 

 

Ma: ce ne sono due. Uno azzurro, naturalmente. L’altro il suo doppio…
Immagini specchiate, fluttuanti…
Biancaneve dorme un sonno tranquillo. Prima o poi uno dei due, forse con un ceffone, la farà rinvenire. ;-)

scritto da Gloria Gerecht · 1 marzo 2012, 09:05 · 

 

@ Gloria Gerecht – non mi assumo resposabilità, ma cercherò di fare in modo che lei si svegli sorridendo.
Buona giornata, intanto.

scritto da frank spada · 1 marzo 2012, 09:34 · 

 

Oggi, che poi è stato l’altroieri, e la credenza popolare che ci vorrebbe creduloni, e noi che guardavamo all’“Anno che verrà” e ti vediamo solo oggi, “Tu sconosciuto vecchio o giovane stupido, che da domani hai deciso di metterti a suonare e Tu che ancora devi nascere, Tu che chi sa cosa ci farai ascoltare” e TU, che oggi non sei più tra noi e una città ti abbraccia e una nazione intera, senza di te…
(Lucio Dalla – 1943/2012)

scritto da frank spada · 2 marzo 2012, 07:20 · 

 

una grande perdita, ma…
link text

scritto da Gloria Gerecht · 2 marzo 2012, 07:30 · 

 

“ senza di te, TU, Oggi” sarai rivalutato per la poetica dei testi che molte volte non furono subito capiti.

Centratissimo il link di Gloria Gerecht.

scritto da anna s. · 2 marzo 2012, 14:41 · 

 

Che vuol dire ma…? Perché il link che parla di Trenet è centratissimo? Che c’entra Trenet con Lucio Dalla? Se vuol dire “Lucio Dalla ha scritto belle canzoni, ma Trenet è stato un grande poeta” mi permetto di dissentire. Trenet nasce da una grande tradizione di chansonnier ed è stato un grande, esattamente come lo è stato Lucio Dalla. Ho amato le sue canzoni, alcune delle quali hanno testi bellissimi, e anche la musica spesso lo è. In mezzo a tanto ciarpame, un artista. Dunque in occasione di questa perdita, che molto mi addolora, e chissà quanti come me, trovo, perdonatemi, fuori i luogo i paragoni e ingeneroso quel ma, che se esprime un parere soggettivo è appunto tale. Nel caso mi sbagliassi me ne scuso, invece se ho bene interpretato non rinuncio a esprimere, spero con civiltà, il mio parere.

scritto da Leila Mascano · 3 marzo 2012, 12:28 · 

 

Gentile Leila Mascano, a ciascuno il suo e a me il “centratissimo”, perché se ha ascoltato tutto il video non può non aver visto, a lato di Trenet, Charles Brassen, e quindi lascio il “ma” a chi gli spetta.

scritto da anna s. · 3 marzo 2012, 15:22 · 

 

Mi spiace che Leila mi abbia fraintesa. Non volevo paragonare Trenet a Dalla.
Il “ma” era inteso come un “almeno” o un “pourtant”.
Il link era con il testo de L’ame des poetes.
Molto tempo dopo la scomparsa dei poeti le loro canzoni vanno ancora per le strade.
Ecco: le canzoni di Dalla senz’altro continueranno a camminare con noi.

scritto da Gloria Gerecht · 3 marzo 2012, 15:31 · 

 

Biancaneve/principessine/specchi o scambi di brame? Il Principe non sa.

scritto da frank spada · 3 marzo 2012, 15:41 · 

 

Grazie, Gloria, per la garbata spiegazione. Sì, è vero, il poeta se ne va, resta la poesia.

scritto da Leila Mascano · 3 marzo 2012, 17:32 · 

 

Psichismo, sì, e c‘è qualcuno che allude alla metempsicosi.

scritto da frank spada · 5 marzo 2012, 16:53 · 

 

Oggi espongo un incipit (non mio), un titolo di fantasia
Se il Diavolo ha fatto le sue pentole… e l’inizio di un racconto che…
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C’erano almeno tre buoni motivi per cui mercoledì 29 febbraio, Saverio Bortolotti di anni otto, si trovava chiuso dentro l’armadio di camera sua. Il primo si chiamava amore, il secondo non ricambiato, il terzo Susanna. I primi due per far leva sui sentimenti onnipresenti, e il terzo per il gioco di una madre da mandare carte a quarantotto; perché se lo merita – del resto lo vedrete mano a mano che ve lo racconterò.

Oggi è il primo Marzo e Saverio ha raddoppiato gli anni come imposto dalle credenze di sua nonna, mentre Susanna è uscita di buonora e non è ancora rientrata – neanche dire che costei è mia moglie e che da qualche mese mi fa le corna con quell’infame di un pilota. Sì, quel figurino in tuta blu che gira il contatore del distributore in fondo al viale delle Torricelle, quello dove avete fatto il pieno anche voialtri, almeno una volta. Vi chiederete come mai lo dica con tanta sicurezza, perché ve lo spiattelli qui che poi lo sapranno tutti: perché quel dannato gira pompe si merita una lezione e Susanna la sua parte alzandole i coperchi.

Saverio l’ho poppato a misurini Mellin, con il bicchierozzo, poi l’ho messo a nanna ben coperto, assicurandomi che i forellini d’areazione non fossero turati e lasciando socchiusa la finestra per prudenza, dopodiché sono andato a lavorare. Lui ha sbirignato il naso tutta notte, con due candeline giallo-muco-via impiastricciandomi le mani, ché l’altra sera siamo andati a cena da suo nonno, appena sopra le colline. E là faceva caldo, troppo per tenere il bambolino accanto al fuoco, accanto alla grigliata mista che il baffuto furbacchione fumeggiava piegato dall’artrosi, sbandierando rosso in viso il benservito che ogni fine mese gli pareggia i conti con l’avallo della CGIL.
– Guardate quanto sono bravo, come cucino bene, e tu – rivolto a me – passami il sale, attento qui, attento là…
E lei – Mio padre sì che è un padre vero, piedi a terra e schiena dritta, mica come te, che te ne stai a mollo sottoimpiego, con le liberalizzazioni decretate e il futuribile nei sogni. – dandogli di spalla.
—————————————————————————————————————-
E qui mi fermo perché confessarsi lo si fa soltanto per sentito dire.
Mentre voi, invece, avete tempo fino al 15 Marzo 2012,
per inviare il vostro racconto a:
inviaracconto@scriviconloscrittore.org

scritto da frank spada · 7 marzo 2012, 12:16 · 

 

E i due si sono mangiati tutta la grigliata. Io mi sono accontentato della rognonata, mentre li osservavo rimpinzarsi, chiedendomi in quali spazi corporei riuscissero a stiparla secchi come sono. Il bambolino ha smangiucchiato una salsiccia bruciacchiata mentre si arrostiva anche lui accanto alle fiamme.
Ma tornando ai coperchi, Saverio, colando moccio, mi ha raccontato che ieri si era nascosto nell’armadio.
“Perché?”
Per giocare a nascondino con la mamma e quel signore in tuta blu che la viene sempre a trovare”
“E ti hanno trovato?”
“ No: dopo un bel po’ sono uscito e ho fatto tana, ma loro non mi hanno mica sentito!” 

scritto da Gloria Gerecht · 7 marzo 2012, 14:24 · 

 

Gloria, allora corra qui link text e glielo dica a voce alta.

scritto da frank spada · 7 marzo 2012, 15:16 · 

 

Il titolo può essere diverso? E l’incipit vero e proprio da usare è solo il pezzo in grassetto?

scritto da daniele · 7 marzo 2012, 15:58 · 

 

@ daniele – esatto!

scritto da frank spada · 7 marzo 2012, 16:04 · 

 

Burbero o burlesco?
Frank, lei mi riporta a Calandrino e Buffalmacco e non “per sentito dire”.
Altro è la sua promo/generosità ormai nota.

scritto da paolo · 8 marzo 2012, 16:50 · 

 

Siamo qui, e tutti assieme, per imparare uno dall’altro, migliorarci guardando dentro un cannocchiale rovesciando i panorami del consueto, per sorridere, anche ironizzando, o essere seriosi a seconda del momento; fino a quando una frammentazione si ricomporrà per restiturci l’immagine di chi siamo veramente stati, uniti nella singolarità di ciascun commentatore in pace con se stesso, con il mondo, piccolo e lontano, che svanirà nel tempo.

scritto da frank spada · 9 marzo 2012, 10:15 · 

 

Spero che tra le varie iniziative, qualcuno tra voi autori bravi e belli ( sono sicuro che lo siete ) vorrà tenermi compagnia scrivendo un frammento su “900 bit”. Racconti ultrabrevi su temi dal 900 ai giorni nostri prima che tutto, appunto, svanisca.

scritto da Andrea · 9 marzo 2012, 12:01 · 

 

Eccomi, ci sono anche io :)

scritto da Melinda · 9 marzo 2012, 12:20 · 

 

Eccomi quà. :)

scritto da Nick · 9 marzo 2012, 17:06 · 

 

Siamo tutti soli e parte di un tutto, è vero, ma il fatto di ritrovarci su questo “Cannocchiale”, edizione dopo edizione , con i nostri pensieri, le nostre debolezze e le nostre speranze condivise è di grande sollievo. Grazie Frank, anche di questo.
Andrea, se poi tutto svanirà...in alto a destra c‘è un Archivio, per fortuna.

scritto da marta · 9 marzo 2012, 18:28 · 

 

Sempre di corsa, spesso solo per una sbirciatina silenziosa, altre volte per un saluto… ma sono qui :)

scritto da Maria · 9 marzo 2012, 18:35 · 

 

Oila, Buongiorno o buonasera a tutte e a tutti i frankigiati di questa lunga conversazione. Aspettavo la luna piena per mandarvi un saluto ma se non lo faccio subito rischio di dover tornare al prossimo chiaror.Come và da voi? C‘è qualcuno che ha notato qualcosa di strano, di buono o di brutto quando c‘è la luna piena? Oggi per me é stata una buonissima giornata. Chessia la luna? Se non lo fosse, m’ha fatto piacere di vederla brillare e i piaceri m’ispirano, almenochè sia l’ispirazione che mi fà piacere. Comunque vi mando un bel saluto da Bruxelles.

scritto da Yaio · 9 marzo 2012, 19:51 · 

 

Ciao a tutti, grazie Frank dell’invito. Buon lavoro.

scritto da enrico · 9 marzo 2012, 20:30 · 

 

Tutto passa o viene cancellato…chiedendone scusa a Frank, pubblico qui l’appello per Mario Quattrucci, o magari per il nostro caro amico della redazione…
Ahi ahi, sono stata io chiedendoti “Ma quanti blog hai?” a indurti a fa sparire “In punta di penna?” Se non l’hai distrutto, ripristinalo, almeno in “archivio” perché fa parte della storia del blog e anche un po’ nostra.Per favore, niente tabula rasa! Noi siamo anche un po’ la nostra storia! Un caro saluto.
Il saluto si estende a tutti…la mia di luna non è piena, è di traverso, dunque…

scritto da Leila Mascano · 29 febbraio 2012, 20:50

scritto da Leila Mascano · 10 marzo 2012, 07:36 · 

 

Caro Mario Quattrucci, meglio amico carissimo, visto il retropassato che preluderà ad altro, non è che posso farlo io, e questo lo sai bene, ma se chiedi a chi sai tu ché in fin dei conti si è dimostrato sempre gentile e paziente, credo che la richiesta di Leila Mascano (più che giusta!) sarà soddisfatta; anche a beneficio tuo e di Poche chiacchiere che storicamente vanta un archivio da leccarsi il gusto e un futuro… beh, la luna di traverso sembra un tagliere e non vorrei… certo, il prezzemolo s’adatta anche ai tuoi piatti, succulenti e appetitosi, che noi tutti non vorremmo perdere.

scritto da NdR · 10 marzo 2012, 08:30 · 

 

carissimi amici Frank e Leila, se debbo dire la verità non ricordo perché “A penna stilo” è scomparso: forse perché non interessava a nessuno (come del resto quell’altro), forse perché due non fa tre e invece io non sono nemmeno a 1. ad ogni modo, non sapendo come fare per ripristinarlo “almeno come archivio”, chiederò “a chi so io” di ripristinarlo per me. davvero, però, non so quale bene ne venga a qualcuno… tuttavia, ora che in archivio ci sarò io per intero e fra poco per sempre un archivio per qualcosa di mio va sempre bene. e poi voi siete così cari… ma sapete anche che io in questi blog mi muovo poco e assai male, e di questo mi perdonerete.
quanto al racconto non ciò capito gnente e quindi non so che dire e che fare. ciao a voi due, e ciao a tutti quelli che vi scrivono e che vi amano: li amo anch’io, benche non li abbia mai veduti. un abbraccio, m q

scritto da mario quattrucci · 10 marzo 2012, 14:30 · 

 

Grazie, Mario,per la tua cara risposta, come sempre velata da quell’affettuosa ironia che ti distingue. Non si può mai dire quello che interessa e quello che viene ignorato. Qualche volta ai blog tocca un po’ il destino di certe edicolette di campagna, e che un giorno scompaiono insieme al muro che le ospitava. Allora il sindaco viene sommerso di lettere, se ne scrive sul giornale locale, si fa una petizione. Ma come? Se non se la filava nessuno quell’edicoletta? E invece…Quindi ti arrivi la nostra richiesta come un mazzolino di fiori di campo, che ti testimoni la nostra “devozione”, che sarebbe la stima e la simpatia…Però, Mario, pure tu fa’ un po’ di pubblicità al fatto che scrivi su un blog, altrimenti quelli che ti vogliono bene, ma soprattutto i tuoi lettori, come fanno a saperlo?

scritto da Leila Mascano · 10 marzo 2012, 15:27 · 

 

@ Yaio – certo che vederti all’opera a Bruxelles (anche quella con la O maiuscola e i tuoi allestimenti), saltando lì di “To agne (“Iessi furlan al ul dii che se no ti va une robe tu puedis rispuindi: TO AGNE!!”) e poi imbarcarsi per atterrare in California e video ascoltare la voce di Bukowsi: Blue Bird!
Sei il magnifico internazionalista che insegna a tutti che la curiosità va soddisfatta, se non si vuole che le parole vengano fraintese da mia zia.
ps – “Essere friulano vuol dire che se una cosa non ti piace puoi rispondere: TUA ZIA!!” 

scritto da frank spada · 10 marzo 2012, 15:45 · 

 

Notevole, anzi di più, grazie Frank per l’invito, come vede ho compiuto il salto e presto magari scriverò qualcosa di più.
A presto

scritto da Angie · 10 marzo 2012, 18:17 · 

 

Sì, ti ricordo, sera lieta e chiara,
quasi di primavera.
Questi versi li ha scritti Antonio Machado, e li trovo carichi di echi e di nostalgie.Un poeta, Thomas S.Eliot ha scritto che aprile è il più crudele dei mesi, e forse è vero. Nessuna stagione ha per me la carica di tristezza che ha la primavera, non solo adesso, ma anche quando ero bambina. Forse perché la bellezza è fragile, e tutto quello che nasce porta in sé un destino mortale. Ben venga dunquel’inverno gelare la superficie del lago, l’estate a bruciare di sole i campi, l’autunno con la sua stremata dolcezza, ma non la primavera, così bella e piena di promesse da fare male al cuore.

scritto da Leila Mascano · 10 marzo 2012, 18:53 · 

 

A te Frank, e ai simpatici visitatori de Il cannochiale a rovescio, la mia risposta alla notizia pubblicata da un nostro comune amico sul suo blog, riguardo alla chiusura della libreria Zanichelli di Bologna (in realtà da 30 anni gestita da Feltrinelli), una libreria aperta dal 1800, dove andava Giosuè Carducci…
Più in generale, Frank, il ruolo delle librerie oggi, dove la globalizazione ha praticamente compiuto il suo olocausto.
————————————-

Più o meno (credo), tutti per campare e tirare avanti, fanno qualcosa di diverso che occuparsi di libri. Ahimè, io ci lavoro in un supermercato. C’è questo scaffale di un metro e mezzo circa, dove sono riposte le biografie di Ibra, le robe di Saviano, Ammanniti che lo prendi e ti porta via… data la suggestione del luogo, l’incantesimo che le merci suscitano sempre (il fascino discreto delle merci), sembrano testi sugli spot pubblicitari e si incastonano perfettamente in quei finti architravi di ferro. A periodi regolari, passa l’addetto esterno che si occupa del rifornimento e che seguendo una logica legata a varie classifiche di vendita e indicazioni di editori e distributori, provvede alla sistemazione del reparto.
Spesso me ne resto lì, alla cassa di fronte e fisso questo scaffale posto alla fine del reparto profumeria, che nel nostro gergo chiamiamo testata. La testata è quella scaffalatura che chiude il corridoio ed è posta all’inizio e alla fine di una corsia. Da noi la testata dei libri è in faccia alle casse, perché la logica direbbe che quando la gente è in fila è un tempo morto per gli acquisti e quindi posizionare i libri in questo modo, alla fine, quando una persona ha finito il giro e potrebbe essere più rilassata, può favorire la vendita.
A volte mi passano in cassa questi libri, guardo le persone che li prendono. Vorrei dirgli che non è quella la narrativa (o perlomeno quella che a me piace), e ovviamente non posso esprimermi e sconsigliare un acquisto. Probabilmente, la grande industria ha fatto dei libri ciò che ha fatto col cinema e i cinepanettoni: i libripanettone. Così, le persone vogliono solo rilassarsi e divertirsi con “Denise la cozza” di Luca Zarforlin, autore e conduttore televisivo (per Mediaset, mi pare) e anche scrittore, ovviamente. Riporto la quarta: ” Lei si chiama Denise Cozzoluto, ma tutti la chiamano Denise “la Cozza”. Viene dal Sud e vive a Milano in un palazzone multietnico con mamma, papà, il fratello mononeuronico e la nonna spacciatrice di santini. Il suo non è certamente un fisico da velina (oscilla tra la taglia 46 e la 48), ma ha un sogno, un’idea ben chiara in testa fin da quando era piccola: vuole lavorare in televisione “.
I gusti del pubblico sono spostati, manovrati, e la quantità uccide non solo la qualità. Ora, cito questo libro solo come metro di paragone, io non l’ho letto e magari (anzi, sicuramente) il signor Zanforlin è un SIGNOR scrittore. Ma tant’è, questi sono gli interessi e i gusti imposti. Ampliamenti e dilatazioni televisive.
Vorrei tanto scrivere che per cercare di migliorare il mio stato d’animo, me ne vado in libreria, una libreria vera. Ma non mi viene niente da scrivere.
Saluti

scritto da enrico · 11 marzo 2012, 18:16 · 

 

Interessanti considerazioni Leila, che in gran parte condivido. E pensare che prima-vera deriva in lontananza da ardere, un fuoco interiore che arriva e splende prima di bruciare le messi. Quanto ad aprile, io che risento più dell’esterno semplice e visibile, è il mese che preferisco.

scritto da Andrea · 11 marzo 2012, 18:29 · 

 

@ Leila Mascano – amica di ogni mia stagione, generosa – anche se nessuna stagione, a mio avviso, porta in sé la mortalità dell’anima, nessun desiderio potrà essere esaudito se prima non nasce, nessuna strada porta in un unico luogo, e la melancolia non trova ragione in un barometro umorale -, non ci resta che ripercorrere “La strada non presa” e aspettare l’attimo fuggente che ritorna.
ps – la tenerezza di un sorriso ed è già ora di rientrare.
@ enrico – questo sì che dirla tutta! grazie per il suo contributo che mi auguro venga letto con l’attenzione che si merita.
@ Andrea – quest’anno, in Aprile, volerò da un nuovo nipotino! No comment, please.

scritto da frank spada · 11 marzo 2012, 18:45 · 

 

Due auguri.
@Aspettiamo, Frank,anche se non credo che l’attimo fuggente tornerà. Ne verranno altri, forse felici, come quelli che auguro a te.
@Enrico. Gentile amico, si consideri il guardiano di un labirinto. Perfino le impefette tessere di quello scaffale, che lei racconta come un vero scrittore, potrebbero essere la mappa, l’aleph che conduce l’ignaro cliente a traformarsi in lettore. Perché ci sarà qualcuno che si avvicina all’oggetto libro spoglio della sacralità di cui l’ha ammantato la scuola, oggetto di tortura e privilegio, ora merce tra merce, e più a portata di mano che non si può, ebbene può darsi che quel qualcuno, anche nella più consumistica lettura di sguaiataggini varie, avverta un lumicino che si accende, trasformandolo in un potenziale lettore: il film, più spettacolare di mille colossal del tempo d’oro che gli si svolge nella testa, suscitato da quei segnetti neri sulla pagina bianca. Un grande musicista moderno disse d’essersi avvicinato alla musica per una armonichetta di plastica uscita dall’uovo di Pasqua. E se nove chiederanno letteratura Kleenex, cioè di quella che non si rilegge, se uno, uno solo comincerà a prendere gusto alla parola scritta che suscita riflessioni, e ci arriva solo per caso,mi creda che basterebbe solo questo a dare un senso a quello che lei fa attualmente, al di fuori del guadagnersi da vivere. Del resto, non credo che un giovane (credo che lei lo sia, e se non lo è lo è dentro) con la sua intelligenza rimarrà a lungo nel supermercato accanto allo scaffaletto dei libri. Glielo auguro di cuore.

scritto da Leila Mascano · 12 marzo 2012, 15:25 · 

 

LA STRADA NON PRESA 

Due strade divergevano in un bosco d’autunno

e dispiaciuto di non poterle percorrere entrambe,

essendo un sol viaggiatore, a lungo indugiai

e ne fissai a lungo una, più lontano che potevo

fino a dove si perdeva nel sottobosco.

Poi presi l’altra, che era buona ugualmente

forse con pretese migliori,

e forse sembrava messa meglio,

perché era erbosa e meno calpestata;

sebbene in realtà le tracce fossero uguali in entrambe le strade.

Ed entrambe quella mattina erano ricoperte di foglie

che nessun passo aveva annerito.

Oh, mi riservai la prima per un altro giorno,

anche se, sapendo che una strada porta verso un’altra strada,

dubitavo sarei mai tornato indietro.

Questa storia racconterò con un sospiro

da qualche parte, tra molti anni:

due strade divergevano in un bosco ed io…

io presi la meno battuta,

e di qui ogni differenza è venuta. 

(Robert Frost)

Ho fatto sempre le mie scelte scegliendo ogni volta “la strada meno battuta… “, sopportandone le conseguenze, ma “La Strada non presa” è tuttora una delle mie preferite.
Auguriamoci l’un l’altro di ritrovarci qui a lungo: tutti assieme.
ps – certo che correte, amici cari, basta perdervi di vista per qualche giorno e si fatica a mettersi in pari.
Frank, so che i “commenti” copiaincollati non sono la sua gioia, ma… :)
Un caro saluto a Leila.

scritto da anna s. · 12 marzo 2012, 18:02 · 

 

@ anna s. – sa che mi chiedevo dov’era finita!
Per questa volta la perdono, ma si ricordi che guidare senza freni può essere pericoloso :)

scritto da frank spada · 12 marzo 2012, 18:16 · 

 

A proposito di taglie…Marylin Monroe era una 46, la Bellucci idem, la Arcuri pure,e certo alcune dirompenti bellezze superano la 48 di sicuro. Prendete un’icona della femminilità com‘è stata la Ekberg della Dolce Vita: vedete come si può ben riempire una 48, se non una 50!

scritto da Leila Mascano · 13 marzo 2012, 07:14 · 

 

A proposito di sogni… qualcuna tra di voi vuole lavorare alla televisione? Ditelo chiaro, che manderò il compare a darle un’occhiatina!

scritto da frank spada · 13 marzo 2012, 08:13 · 

 

In relazione a link text , confermo la presenza attiva del poeta Mario Quattrucci che interverrà all’itinerio poetico “Declinare l’Italia” – Casa della Memoria e della Storia, venerdì 16 marzo 2012, h 18.

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Partecipo al dolore dei famigliari, e dei parenti tutti, per la tragicità dell’incidente autostradale che metterà il Belgio e l’Olanda in lutto.

scritto da frank spada · 14 marzo 2012, 15:47 · 

 

Eh già, dispiace moltissimo. Purtroppo ho vissuto da vicino, durante un viaggio con mio figlio e altri bambini, le conseguenze dovute all’approssimazione di un autista incollato al cellulare con il bus lanciato in autostrada. Incidente inevitabile, purtroppo, anche se nel nostro caso nessun minore è rimasto coinvolto.

scritto da Andrea · 14 marzo 2012, 19:22 · 

 

Da un’intervista a Theloniuos Monk:

- Avete ascoltato del rock in gioventù?

- ...

- Voglio dire: avete ascoltato musica da varietà?

- ...

- Mi spiego meglio: avete ascoltato qualcosa di diverso dal jazz?

- ...

- Non avete nessuna risposta da darmi?

A questo punto T.M. si gira verso il suo manager e dice:

- Ma questo tizio è sordo o cos‘è? 

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ps: componete quel che più vi pare, interpretate, improvvisate… ma scegliete bene il vostro strumento!

scritto da frank spada · 15 marzo 2012, 11:12 · 

 

Gli strumenti a fiato sono i miei preferiti. Un a solo di clarinetto, una tromba con la sordina, un funerale a New Orleans…
Non amo invece le bande di paese, le fanfare in marcia, a meno che non siano composte da scolaretti volenterosi cui si perdonano le inesperte dissonanze perché forse il tempo le correggerà.

scritto da Gloria Gerecht · 15 marzo 2012, 17:37 · 

 

St. Patrick’s Day: un compleanno…

- Auguri!

- Auguri a te!

e si allontanano in un uomo solo.

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ps – link text

scritto da frank spada · 17 marzo 2012, 07:49 · 

 

Bel goal in rovesciata. L’ho visto con il cannocchiale :-)

scritto da Ferruccio · 17 marzo 2012, 08:14 · 

 

Il “monologo” di Thelonious Monk è superbo…!

Auguri!

scritto da Lady Simmons · 17 marzo 2012, 08:46 · 

 

Verdi, verdissimi auguri a Marlowe!!!!

scritto da Carla · 17 marzo 2012, 09:03 · 

 

Formidable, Frank!
Joyeuse journèe, doucement, avec la Clover Beer!

scritto da annette · 17 marzo 2012, 09:43 · 

 

Auguri a Marlowe e al suo compare!
ps – Condivido l’apprezzamento di Lady Simmons.

scritto da candy's 50 · 17 marzo 2012, 10:05 · 

 

Ma auguri Marlowe! E buon San Patrizio a tutti, ovviamente!

scritto da gelo · 17 marzo 2012, 10:21 · 

 

Frank, auguri!

scritto da madi · 17 marzo 2012, 10:29 · 

 

... anche agli orfani irlandesi!
Ciao Frank.

scritto da paolo · 17 marzo 2012, 10:37 · 

 

Buon compleanno Marlowe!
Non potevi nascere che oggi, e noi gente di Dublino con te insieme al tuo compare, che come qualcun’altro di noi non si può dire che non se la cavi bene con la penna.

scritto da Leila Mascano · 17 marzo 2012, 10:58 · 

 

Van harte gefeliciteerd, lieve Marlowe! L’Olanda si tinge di verde, spuntano quadrifogli che, come il detto vuole, non osiamo raccogliere, ma intrecceremmo volentieri in tuo onore. Een dikke kus!

scritto da Mata · 17 marzo 2012, 11:22 · 

 

Tanti auguri Marlowe,
buon compleanno e buona giornata

scritto da Germana · 17 marzo 2012, 11:36 · 

 

Vai avanti, Frank! Sono completamente d’accordo; magari, alla fine, può rassomigliare ad una anabasi piena di sorprese….

scritto da graziano · 17 marzo 2012, 12:00 · 

 

è un compleanno? allora aggiungo i miei complimenti e auguri.

scritto da mario quattrucci · 17 marzo 2012, 13:10 · 

 

Caro Frank, anche dalla tua corrispondente da Londra un affettuoso augurio per te, Marlowe e il vostro doppio condiviso.

scritto da Camilla P.B. · 17 marzo 2012, 15:23 · 

 

E ora, uno scoop! Quanti sanno che S.Patrizio era gallo o britanno e non irlandese? In Irlanda ci finì perché rapito dai pirati: riuscì a fuggire tornando a casa, ma volle andare poi a predicare nei luoghi in cui era stato schiavo. Studiò, dette prova di carità e divenne vescovo. Pare che fosse un gran taumaturgo. Dunque in questo giorno non resta che raccomandarci a lui,l’ex schiavo che diventò vescovo e patrono della terra che avrebbe potuto voler dimenticare, e che invece gli era rimasta nel cuore. Davvero le vie del Signore sono infinite!

scritto da Leila Mascano · 17 marzo 2012, 15:40 · 

 

Auguri Marlowe, ci aspettiamo un giro di birra :D

scritto da daniele · 17 marzo 2012, 19:05 · 

 

Buon compleanno, mio amatissimo Marlowe!

scritto da Claudia · 17 marzo 2012, 19:26 · 

 

Una birra dietro l’altra (forse un po’ troppe :) e stanotte ti abbiamo festeggiato, Marlowe!
Ciao Frank!

scritto da marta · 18 marzo 2012, 10:19 · 

 

Quel “mio amatissimo Marlowe” mi fa ingelosire parecchio…

scritto da nadia · 18 marzo 2012, 22:29 · 

 

Immaginate un uomo inchiodato fisso ad uno specchio, cerchiato ai lobi da un feroce mal di testa, con gli occhi costretti spalancati da un’infinità di stuzzicadenti acuminati, dolorosissimi per la spoliazione delle foreste perpetuate per ingannare un falegname, etc. etc. – che ci siamo capiti – e capirete perché ringrazio tutti augurando buon San Giuseppe a quei bambini che un giorno diventeranno padri.

scritto da frank spada · 19 marzo 2012, 10:39 · 

 

@ leila mascano. La ringrazio molto per le belle parole. Eh, sì, certo che se anche un cliente “abbordasse” (mi passi questo termine) alla lettura, sarebbe un successo, dato che, è opinione comune, che ci siano più scrittori che lettori. Oggi come oggi (non sono più un ragazzino, ahimè)mi sento più lettore e provo le stesse emozioni a leggere anche un volantino, piuttosto che a scrivere. Devo confessarle, però, che ultimamente ho ritrovato il divertimento che credevo di aver perduto anche con la scrittura e questo mi fa stare bene. Del resto, che cosa si può pretendere di più: una panchina, un parco, una giornata di sole (o anche nuvolosa) e un buon libro?
Saluti

scritto da enrico · 19 marzo 2012, 12:02 · 

 

“nessuna speranza, nessuna paura”, citando Mario Quattrucci.

scritto da frank spada · 19 marzo 2012, 12:52 · 

 

@enrico. La scrittura è un dono meraviglioso e anche il libro letto nel parco. Ma la domanda circa il cosa si possa pretendere di più è troppo seria perché si possa rispondere a cuor leggero.Io per esempio vorrei essere felice, cosa che per molti motivi sarebbe difficilissima, sono “felice” anche sulla panchina, ma vorrei provare a togliere le virgolette. Purtroppo non dipende da me.

scritto da Leila Mascano · 19 marzo 2012, 15:37 · 

 

infelicità > “sofferenza” < felicità

scritto da frank spada · 19 marzo 2012, 16:22 · 

 

Dunque gli ebrei, dunque in quanto tali, dunque…

scritto da frank spada · 20 marzo 2012, 08:16 · 

 

Ho sperimentato troppe volte gocce di felicità. Sono sempre derivate da un mare di sofferenza.

scritto da lorettafusco · 20 marzo 2012, 09:48 · 

 

...dunque, pretestuosamente ricondurre il tutto a posizioni antisionistiche quando in realtà la molla ispiratrice di tanti episodi di efferatezza resta sempre e soltanto il mai scomparso antisemitismo, o meglio odio razziale.

scritto da lorettafusco · 20 marzo 2012, 10:05 · 

 

Frank, in ritardo, perdonami: tanti auguri.

scritto da Michela · 20 marzo 2012, 20:24 · 

 

Credo di essere l’ultimo, ma gli Auguri a Frank li faccio anch’io.

scritto da Andrea · 21 marzo 2012, 10:45 · 

 

Ringrazio anche gli ultimi arrivati e indietreggio al 19 marzo: sarà anche vero che il mondo fu creato in sette giorni, che il Padre generò figli, nipoti, pronipoti, che Mosé scolpì le pietre, ma ancora oggi il lettore soccombe allo sterminio di chi scrive ipocrita e deviante sui giornali. E’ anche colpa nostra, di tutti noi, se non abbiamo cinturato al collo per tempo chi ha favorito s’instaurasse l’indifferenza che poi sortisce le infami efferatezze che in queste ore ci spingono a unirci ( grazie lorettafusco) a chi innalzerà un sommesso “Oi-vei” in tutto il mondo – in questo caso rivolto a morti di Tolosa.

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Ora guardiamo altrove, al panorama che in questi giorni mostra una rivoluzione: alla Fiera del libro per ragazzi vengono presentati molti libri elettronici, in alcune scuole è cominciata la sperimentazione di libri di testo su tablet, perché è stato notato che con essi anche i ragazzi di due anni possono interagire facilmente, solo toccando lo schermo con le dita: largo ai giovani, allora!

scritto da frank spada · 21 marzo 2012, 12:54 ·

 

ps – “Oi-vei papà, oi-vei padre mio, oi-vei sempiterno Diiiio!” – leggete Che fortuna essere orfano! di Sholeim Aleichem – traduzione (dall’Yiddish) e cura di Ettore Bianciardi – nota 3. pag. 12 – link text

scritto da frank spada · 21 marzo 2012, 15:22 · 

 

Lontano da un’azione e tuttavia nel suo bel mezzo.

scritto da frank spada · 23 marzo 2012, 08:18 · 

 

Frank, la sua riservatezza è pari alla sua fama!
Cordialità.

scritto da anna s. · 23 marzo 2012, 10:44 · 

 

@ anna s. – “Continua il Concorso legato a Marlowe”
link text così le proverò il contrario!

scritto da frank spada · 23 marzo 2012, 11:07 ·

 

Sono stata alla Fiera del Libro. Ho visto cose molto interessanti. Ogni anno a dire il vero sembra che la direzione per il digitale si ridefinisca, per formati e modalità di realizzazione… Comunque la questione della interazione rimane aperta, come gli esperti del settore sottolineano. Non basta che i bimbi tocchino e provino tutto sullo schermo, per tentativi. L’importante rimane la “storia”, altrimenti è un videogioco.

scritto da madi · 23 marzo 2012, 11:13 · 

 

Attendiamo con trepidazione di poter vedere le foto, dove il presente si tuffa nel passato immortalando assenze in primo piano.
E nel frattempo… Frank, hou je taai!

scritto da Mata · 23 marzo 2012, 11:17 · 

 

@ madi – le sue interazioni con chi ama i giochi di parole sono interessanti sia per la visione generale da lei sagacemente valutata alla Fiera Bologna, che per il contenuto delle storie che animeranno i tablet digitali fino a notte fonda – precisato che tra due giorni il sole si farà legale.
Mata – se gli Olandesi sono sempre i benvenuti, per gli “assenti” quest’oggi è stato inutile.

scritto da frank spada · 23 marzo 2012, 17:48 · 

 

Accetto il consiglio, credo che “Che fortuna essere orfano!” di Sholeim Aleichem, sarà la mia prossima lettura, le premesse ci sono. Circa un anno fa ho letto “Erano solo ragazzi in cammino” di Dave Eggers, un tema vagamente simile, un bambino in fuga dal Sudan , una storia vera anche se probabilmente romanzata. L’ho trovato starordinario.

scritto da Andrea · 23 marzo 2012, 19:53 · 

 

Sorpreso quanto loro hanno sorpreso me (postando nei loro siti/blog/etc. un Comunicato in relazione a un Concorso fotografico), unitamente al mio compare ringrazio in ordine sparso: Carla Casazza, Ferruccio Gianola, Michela Zangarelli / Covo dei Piratti, Nadia Zapperi, Nicola Parisi, il Giornale del Friuli… aggiornerò la lista degli amici marlowiani man mano che.

scritto da frank spada · 24 marzo 2012, 11:50 · 

 

Complimenti, Frank, questo concorso fotografico è un’idea bellissima
Germana

scritto da Germana · 24 marzo 2012, 12:57 · 

 

Fermo restando che sono molto curiosa anche io di vedere le immagini del concorso legato ai luoghi di Marlowe, ho una domanda da fare: è vero che il rapporto che ci lega al pc non rassomiglia a nient’altro? Quando ho detto di aver avuto problemi col computer, sono stata capita solo da amici che col pc lavorano e passano molte ore al giorno: tutti ne parlavano come di “lui”, cosa che per il frigo o il televisore non ho sentito mai, ed era evidente il legame viscerale, amoroso direi, che si instaura tra il possessore e il posseduto, tanto che alla fine, come in Odissea nello spazio, è Al che governa la situazione. Insomma, diciamolo, è difficile ammettere che “lui” un’anima non ce l’abbia! Però quando abbiamo la certezza che sia umano, con le debolezze degli umani (capricci, tradimenti, abbandoni) proprio non ci va di perdonargliela…Ma se il pc è uno strumento, perché poi assume questa connotazione? O forse rassomiglia all’amore del capitano per la sua nave, che è diverso da quello del proprietario di un’auto, alla quale ci si affeziona, sì, si affida la vita, ma…sento che è diverso. Forse perché per mare si è soli, come noi davanti al pc, e nello stesso tempo non lo si è più, perché io ora per esempio vi sto raggiungendo…Che ne dite?

scritto da Leila Mascano · 24 marzo 2012, 15:19 · 

 

Che la differenza tra composizione e improvvisazione è che nella prima uno ha tutto il tempo che vuole per decidere cosa vuol dire in quindici secondi, circa o suppergiù, mentre nella seconda ha solo quindici secondi per imboccare un break , una modalità di rottura, se non di una fratturazionre come quella di una sincope o di un trucco dove nulla è più ingannevole della maestria di cui può dare prova un solista, o un funambolo che si acccontenta di eseguire il suo numero accumulando passo dopo passo qualche figura standard, convenzionale. Che lui, o l’altro che è un jazz man, fa lo stesso.

scritto da frank spada · 24 marzo 2012, 16:14 · 

 

Bisogna saper gestire entrambe le modalità, anche se la seconda naturalmente è più difficile, ed è quella che magari ci salva.

scritto da Leila Mascano · 24 marzo 2012, 18:47 · 

 

@ Leila Mascano – concordo senza divergenze.

scritto da frank spada · 24 marzo 2012, 19:03 · 

 

Tracce, tracce, tracce insolite e festive, lasciate a chi continuerà a guardarci senza capire chi veramente siamo su Poche Chiacchiere, dove da oggi la legalità anticiperà l’orario dei commentatori fino a domenica 28 ottobre, o altrove dove la puntualità è d’obbligo per festeggiare Giovanna Marturano Grifone ─ antifascista, perseguitata, partigiana, combattente per la causa delle donne e della democrazia, divulgatrice nelle scuole del messaggio della Resistenza ─ che compie 100 anni e sarà festeggiata martedì 27, alle ore 10, al Centro Frentani (Via dei Frentani, Roma) dove siete tutti invitati.
Le verrà consegnata, fra gli altri doni, una raccolta di versi e di pensieri a lei dedicati da molti amici. Il libretto si apre con questo sonetto di Marcello Grassi:

ER COMPRIANNO DE GIUVANNA

La compagna Grifone fa cent’anni.

Brava Giuvanna, gòdete la festa,

cara compagna coraggiosa e onesta

ch’hai affrontato serena tant’affanni,

quanno corevi silenziosa e lesta

da ponte Mirvio inzino a San Giuvanni

a portà volantini de protesta

e puro l’armi contro li tiranni.

Poi, finita la lotta clannestina,

tutto er lavoro granne ner Partito,

a lo sgobbo la sera e la matina.

Perciò Giuvanna a te bon comprianno,

e io, che sto sonetto l’ho finito,

ne preparo uno novo pe st’antr’anno.

scritto da frank spada · 25 marzo 2012, 15:58 · 

 

L’odierna attualità dell’impossibile? E’ l’ovvietà di un fenomeno reale in una palla di vetro, mentre guardo quattro palette argentee, innestate a croce in un bulbo che si allarga a farne base, che formano una ventola. Contestualmente al fatto che dalla vetrata accanto il sole surriscalda il sottovuoto spinto sferico preannunciato dal barometro in salita, appeso alle mie spalle, tanto che l’elemento elicoidale prende a girare velocissimo e… ovvio che m’infiammo e mi spalmo di crema protettiva!

scritto da frank spada · 26 marzo 2012, 11:22 · 

 

Vorrei darvi la possibilità di leggere una bella recensione di Gaetano Celestre a proposito di Frank link text

scritto da Leila Mascano · 27 marzo 2012, 07:11 · 

 

Davvero molto bella. Ricca e suggestiva. Una vera critica letteraria. Complimenti

scritto da nadia · 27 marzo 2012, 14:15 · 

 

Cari Amici, debbo darvi una triste notizia: Mario Socrate link text ci ha lasciati. Gli daremo l’ultimo saluto giovedì 29 alle ore 11,30 al Tempietto Egizio del Verano.

scritto da mario quattrucci · 28 marzo 2012, 09:45 · 

 

Poche chiacchiere esprime ai famigliari il suo cordoglio con un abbraccio all’amico Quatttrucci.

scritto da frank spada · 28 marzo 2012, 09:57 · 

 

Marlowe ti amo in ebook > link text > € 1,49 > come sei sigarette.

scritto da frank spada · 31 marzo 2012, 11:36 · 

 

Come sei sigarette, e in più leggere è uno dei pochi piaceri che non fanno male, anzi che fanno benissimo, sempre che si leggano libri intelligenti, e che nello stesso tempo ci sappiano tenere compagnia senza annoiarci.

scritto da Leila Mascano · 31 marzo 2012, 22:15 · 

 

Il Aprile, e mi aspettavo un pesce, e invece link text

scritto da frank spada · 1 aprile 2012, 07:29 · 

 

Premio letteraio La Giara – Rai –
Complimenti a Gaetano Celestre link text

scritto da frank spada · 3 aprile 2012, 10:00 · 

 

- Compare mio, quand‘è che imparerai a tenere a mente che il miglior modo per non dimenticare è quello di non rivelare che a noi stessi i segreti custoditi dietro l’azione retroattiva delle retine?

- Occhi aperti, dunque!

- Non io, tu!

- Questa è proprio bella! Tu che invece…

- Certo, altrimenti cosa ci sto fare?

- Qui o altrove?

- Ma dappertutto, idiota!

scritto da frank spada · 4 aprile 2012, 11:46 · 

 

Il solito caffé pomeridiano e leggo sul Corsera che a Firenze: Festival dell’Inedito – “Dimezziamo i prezzi”?!!! e i giurati si chiamano fuori, tranne Scurati che, per così dire, ieri era all’estero.

scritto da frank spada · 4 aprile 2012, 15:46 · 

 

Ahò, n’vedi sta matrona che s’assenta e zitta zitta se becca gratis n’ovo pieno de libretti, e lascia a Vincirobin la stagnola!
Complimenti, Gloria Gerecht!

scritto da frank spada · 5 aprile 2012, 18:28 · 

 

zitta zitta si sta godendo un telegiornale e le viene in mente un lieder di Schubert: link text":

scritto da Gloria Gerecht · 5 aprile 2012, 19:46 · 

 

Siamo alle solite, caro Frank!
Basta assentarsi qualche giorno e le novità non mancano, eBook compreso (ottima formattazione!)
Buona Pasqua a tutti e a Marlowe gli auguri di ogni bene!

scritto da anna s. · 6 aprile 2012, 11:38 · 

 

Avete notato che le case hanno perso il loro odore caratteristico? E che il suono delle campane in genere è registrato? Devo avere ancora da qualche parte una serie di deliziosi disegni che mi fece mia madre, con un bambino vestito da chierichetto appeso alla fune di una gigantesca campana, le vesti che gli svolazzvano intorno, la faccetta attonita tra lo spavento e il divertimento per quell’essere tirato in alto in quel festoso oscillare, e il suono che dalla torre si levava verso il cielo azzurro rappresentato da note musicali: ecco perché i campanari che immagino hanno tutti la faccia da bambino, peccato in verità che invece si tratti di una registrazione, ma magari è meglio, più pratico, come il capretto surgelato, il grano in barattolo per la pastiera e così via. Non per nulla al mio supermercato c‘è un profuno per ambienti spray, che si chiama Aria di casa.Auguri a tutti!

scritto da Leila Mascano · 6 aprile 2012, 14:28 · 

 

Se Marlowe è certamente un mito, e lo è per due storiografie mondiali, Marlowe ti amo è un marchio registrato, la Clover Beer diventerà la birra più alla moda e la Coca Cola… fate attenzione alle imitazioni!

scritto da frank spada · 7 aprile 2012, 08:45 · 

 

Yesterday it was a blue monday and, as I walked on the sunny side of the street, the shadow of your smile haunted me. Baby face, you’re sensational, I really got you under my skin. So send me some lovin, cause all I do is dream of you. Please please me and reach me down by the river side to share with me this april blue heaven.

scritto da Gloria Gerecht · 10 aprile 2012, 18:03 · 

 

Blue, with my own eyes, as link text , as here “... con Nelson che stacca le sezioni magnficando le battute.”
NdA – Doppio Marlowe (pag. 37)

scritto da frank spada · 11 aprile 2012, 15:56 · 

 

Complimenti a Enrico Mattioli, vincitore della tornata del Concorso ScriviconloScrittore con il racconto Donne link text

scritto da frank spada · 13 aprile 2012, 09:58 · 

 

Che bellezza lasciarci alle spalle la vita come un bozzolo di farfalla, e spiccare il volo verso il futuro, trasformati. Più difficile l’operazione inversa, anchilosate le ali, forse perse,il dolore che ti costruisce intorno un bozzolo come una corazza, il futuro e il presente un unico tempo incerto, il passato proibito e perduto.
Gli altri che non capiscono, e ti tocca pure fingere per non restare proprio sola. Ah, si potesse davvero lasciarsela alle spalle la vita di prima, come un guanto rovesciato, come un involucro inutile, ah ritrovare le ali e il gusto di volare, ma solo per stupire chi fino a ieri ti diceva morta, spenta per sempre, e magari si scandalizzerebbe: Come? Davvero? E dire che sembrava inconsolabile…

Magari lo eri, fino al bivio: morire o dimenticare.

scritto da Leila Mascano · 13 aprile 2012, 13:14 · 

 

Dimmi che mi amerai per sempre! – diedi una buona mancia al truccatore: sembrava assopita.

scritto da frank spada · 13 aprile 2012, 14:46 · 

 

Naturalmente le mie brevi considerazioni erano direttamente in rapporto al racconto Donne di Enrico Mattioli,giustamente prescelto a ScriviconloScrittore.

scritto da Leila Mascano · 14 aprile 2012, 11:54 · 

 

Il presente, come il passato in compagnia di due pseudonimi, e ogni riferimento a fatti e/o persone realmente esistenti è da ritenersi puramente causale.

scritto da frank spada · 14 aprile 2012, 14:24 · 

 

La sensibiltà di Enrico Mattioli è “femminile” e il concetto insito nel racconto, che il vero amore resta nel cuore per sempre, è molto vero.

scritto da butterfly · 14 aprile 2012, 14:48 · 

 

@ butterfly – il suo ritorno mi rallegra, perché richiama alla memoria (sempre meno pronta) un singolare pomeriggio afoso di qualche anno fa, in un boschetto al limitar dei Musi, quando una farfalla si posò sulla mia spalla, la sinistra, e un istante dopo una coccinella si appoggiò sul dorso della mano, destra, e io restai confuso.

La singolarità del fatto, però, è che stamattina si è ripetuto qui in città, tra il via vai del traffico dove mi sono sentito appesantito, vacillante l’equilibrio per una farfalla nuovamente sulla spalla, sempre la sinistra, e respirando con fatica con una coccinella che si muoveva sul palmo della mano, destro, riprendendo il mio assetto con un mozzicone spento tra le dita.

scritto da frank spada · 17 aprile 2012, 15:42 · 

 

coccinelle, farfalle e…
IL BRUCO

Non ho mai avuto il pollice verde. In casa ho solo un piccolissimo balcone che si affaccia su di un cortile.
Data l’insufficiente esposizione al sole, tutti i miei sforzi per renderlo fiorito sono dei clamorosi insuccessi.
Quest’anno ho optato per delle piante verdi. Un vaso l’ho riservato alle piante aromatiche: menta, erba cipollina e basilico.
Tutto prometteva bene fino a quando ho notato che il basilico languiva: le foglie avevano dei larghi buchi. Qualcosa le stava mangiando. Ho inforcato gli occhiali e ho a lungo cercato l’ospite sgradito. Niente.
Mattina dopo mattina, alla verifica, il basilico si presentava sempre più scheletrito. Ieri l’ho trovato ridotto al solo gambo e in cima, tranquillo, un bel bruco verde di quelli che si mimetizzano sotto le foglie e che non riesci mai a stanare.
“Ti ho preso!” Ho detto trionfante come una Vispa Teresa.
Ma, una volta catturato l’ingordo, non ho avuto il coraggio di sopprimerlo: aveva una sua bellezza vellutata e qualcosa di estremamente vitale.
L’ho adagiato su di un pezzo di carta e uscendo l’ho portato con me.
Una volta fuori ho dovuto fare il solito slalom per accedere ai cassonetti. Da un po’ di tempo, infatti, il negozio accanto, per difendere le sue vetrine dai motorini in sosta selvaggia, ha installato sull’orlo del marciapiede una teoria di orridi cassettoni di cemento con relativi arbusti. Questo ha tagliato ogni accesso, se non acrobatico, ai cassonetti dei rifiuti. Inutili le proteste: i vasi permangono.
Bene, eliminati faticosamente i miei scarti nelle varie raccolte differenziate, riconquistato il marciapiede, ho deposto il bruco su una delle piante del negozio.
L’ho subito perso di vista, si è mimetizzato. Sono sicura che starà benissimo: lì c’è ancora tanto da mangiare.

scritto da Gloria Gerecht · 17 aprile 2012, 18:27 · 

 

“Capire che siamo un abbozzo – forse per essere gettati via, forse per essere raccolti – e riderne perché siamo esseri umani.” – (Nessun luogo.Da nessuna parte – Christa Wolf)

scritto da frank spada · 18 aprile 2012, 08:53 · 

 

Frank, lei non si smentisce mai. Le appoggerei un sorriso sulle labbra…

scritto da butterfly · 18 aprile 2012, 18:42 · 

 

Spiazzante come la sua mano che scorre quell’eBook!
Grazie per l’immagine.

scritto da frank spada · 19 aprile 2012, 10:20 · 

 

Insetti. Sono piuttosto invidioso dei vostri insetti: farfalle bruchi coccinelle… Nel mio immaginario l’insetto è repellente. E come tutti gli incubi si è realizzato: stavo trasportando la mia bici fuori dalla cantina quando ho percepito cadere dal soffitto un corpicciatolo che mi si è infilato dietro la nuca, dentro la camicia. Uno scarafaggio! Ne è seguita una crisi convulsiva. Unica soddisfazione: la simpatia per un famoso scrittore. Forse era lui.

scritto da Andrea · 24 aprile 2012, 17:54 · 

 

Buon 25 Aprile a tutti!

scritto da frank spada · 25 aprile 2012, 08:00 · 

 

Quest’anno la “Primavera (è) digitale” – Salone del Libro – Torino – 10/14 Maggio
ps – farfalle in volo e coccinelle all’opera.

scritto da frank spada · 28 aprile 2012, 11:01 · 

 

Ho visto il trailer video del Salone e sono molto contenta perchè si vedono molti libri e poco digitale esposti. Che sia poi vero che la gente si è convertita all’e-book o piuttosto prova ancora piacere a sfogliare la carta, meglio se riciclata?

scritto da marta · 29 aprile 2012, 12:01 · 

 

@ marta – questo lo vedremo negli anni prossimi a venire.
Nel frattempo ecco il trailer video link text

scritto da frank spada · 29 aprile 2012, 16:01 · 

 

“negli anni px a venire”... vorrei gli eBook con inseriti gli audio delle colonne sonore!
W il jazz, comunque e sempre, caro Frank.

scritto da candy's 50 · 29 aprile 2012, 17:10 · 

 

Bella l’idea di candy’s 50!
germana

scritto da Germana · 30 aprile 2012, 09:18 · 

 

Il socialismo deve la sua nascita alla rivoluzione industriale inglese e a quella politica in Francia. Già Rousseu aveva parlato dell’uguaglianza naturale di tutti gli uomini. Poi ci furono Babeuf e Saint-Simon. Il termine fu coniato da Leroux sotto Luigi Filippo, designò con Louis Blanc un movimento repubblicano a oltranza,mentre contrario a ogni irregimentazione fu Proudhon. La proprietà è un furto lo disse lui, non Marx, come comunemente si crede.Poi ci fu Blanqui, teorico della rivoluzione, e in Inghilterra Owen e il cartismo, che portarono al laburismo. Poi ci furono Marx col suo socialismo scientifico…
Insomma il cammino verso una giustizia sociale ha radici lontane, e registra errori a volte drammatici e battute d’arresto. Mi chiedo quale sia oggi il significato del primo maggio, quali connotazioni abbia,come sia vissuto dalla gente, ma soprattutto dalle fasce sociali più esposte, quelle meno protette, meno garantite e quelle che vedono messi in pericolo i traguardi conquistati. Intanto una pioggerellina malinconica, di stampo parigino, si prepara a cadere su tutti, quella sì impaziale.

scritto da Leila Mascano · 30 aprile 2012, 12:53 · 

 

@ Leila Mascano – dopodomani mi recherò in Comune per rinnovare la carta d’identità (scade domani)!
La ringrazio per il provvidenziale avviso di memoria, commentando i “risvolti” di una festività mondiale, e le confesso l’incapacità di prevedere se lo rifarò ancora.

scritto da frank spada · 30 aprile 2012, 18:33 · 

 

Un saluto affettuoso da una che se si trova davanti a una bottiglia di profumo anche media, si chiede:La finirò?
La colonna sonora è: As time goes by.

scritto da Leila Mascano · 30 aprile 2012, 19:57 · 

 

E allora buon Primo Maggio a tutti! con un pensiero in memoria di quei tre giovani che all’alba di domani, ma sessantasette anni fa, se non ricordo male, innalzarono talmente in alto il tricolore sulla specola del Castello di Udine che fu visto sventolare dai Musi al mare.

scritto da frank spada · 1 maggio 2012, 08:06 · 

 

Penso che Frank sia una miniera di episodi e racconti che riguardano la sua città, che rimane un po’ misteriosa per la maggior parte di noi, come una bellissima signora un po’ velata, una dama europea, elegante,che se ne sta un po’ in disparte, e che in tanti vorremmo conoscere di più...magari con l’aiuto di un friulano doc, come Frank Spada.

scritto da Leila Mascano · 1 maggio 2012, 10:02 · 

 

La catena dei Monti Musi (m. 1878) è la gigantesca muraglia appartenete alle Prealpi friulane che culmina in una cresta dentellata con fianchi scoscesi e profondamente incisi; da queste cime si ha un’ottima vista di tutta la pianura, fino all’Adriatico.

scritto da NdR · 1 maggio 2012, 11:52 · 

 

Il commesso che mi ha venduto le graziose scarpe con le suole che volano sul bagnato, costringendomi a toglierle come Anitona per non finire dritta dentro la Barcaccia, quando io glielo faccio osservare,dopo aver detto che è impossibile, mi risponde risentito:Eh, mica le fabbrico io!Il commesso ha perso una cliente. Perché?Perché a Via Sannio le stesse scarpe, o apparentemente le stesse, costano un decimo, e magari non ci voli con la pioggia. Se io decido di spendere dieci volte tanto, compro insieme alle scarpe la graranzia implicita del negozio. Non saranno fatte da bambini, non avranno colle tossiche,né suole di plastica.Se il negoziante o chi per lui se ne lava le mani, cessa il motivo per cui vado da lui e non dai banchetti più o meno taroccati. Ma il commesso ragiona come la maggioranza della gente: declina qualsiasi responsabilità, quello che deve fare è vendere.

scritto da Leila Mascano · 2 maggio 2012, 18:50 · 

 

Per chi non ha dimenticato i vecchi hotel dove le scarpe dei clienti venivano pulite durante la notte, gratis e non a macchina,
ricorderò che poteva capitare che qualche buontempone, generalmente alticcio e che rientrava all’alba, si divertisse a spostare le scarpe da una porta a un’altra lungo i corridoi – fu così che una mattina trovai al posto dei miei mocassini Church, scamosciati, marrone scuro, un paio di inglesine scamosciate pure loro, sempre marrone scuro, ma fiorate a coda di rondine.
Le possiedo ancora: mai risuolate.

scritto da frank spada · 3 maggio 2012, 10:14 · 

 

Misteri della vita…tre mesi dopo, in un quattro stelle, ritrovare le scarpe dimenticate sotto una poltrona in una stanza d’albergo…eppure, il pavimento era scintillante, non c’era un granello di polvere, le scape erano perfino lucide…son cose che danno da pensare!

scritto da Leila Mascano · 3 maggio 2012, 14:45 · 

 

Scarpe dialoganti o due personalità brillanti?

scritto da anna · 3 maggio 2012, 15:45 · 

 

Le scarpe…
Oggetto di feticismo (Bianca); status symbol; quelle di Cenerentola; le scarpette rosse; scarpe grosse, cervello fino; la moglie del ciabattino ha le scarpe scalcagnate; vecchio scarpone… e l’acqua nelle scarpe fa cic ciac.
Fare le scarpe, infine, nella peggiore accezione della frase.

scritto da Gloria Gerecht · 4 maggio 2012, 09:06 · 

 

Due piedi in quattro scarpe – lucide e specchiate (per la migliore accezione delle stringhe) – e ho gia il mio bel da fare per rincorrergli le peste.

scritto da frank spada · 4 maggio 2012, 11:42 · 

 

Ecco perché amo Marlowe: finge d’inciamparsi e invece è sempre in piedi!

scritto da marta · 4 maggio 2012, 11:56 · 

 

Titolo: Little Marlowe ©
Dedica: A Marteen Dijkman e agli altri della banda. ©
Incipit: Sono nato alle 3 a.m., il 17 marzo… e pesavo Kg 3,830. ©
NdA – non chiedetemi altro. grazie

scritto da frank spada · 5 maggio 2012, 09:24 · 

 

Auguri Marteen!!! Non potevi scegliere momento migliore. Che la tua vita sia sempre una “bella stagione”. Buon divertimento.

scritto da Gaetano Celestre · 5 maggio 2012, 12:08 · 

 

Che bello condividere una gioia! Un mare di auguri a Marteen, e a tutta la band (jazzistica, immagino).

scritto da Leila Mascano · 5 maggio 2012, 15:50 · 

 

Auguriiiiiiiiiiiii

scritto da nadia · 6 maggio 2012, 10:15 · 

 

Auguroni alla new entry ed a tutta la famiglia :)

scritto da Maria · 6 maggio 2012, 14:29 · 

 

Su richiesta avanzata dall’Ente del turismo olandese, che guarda caso promuove un’isola dell’arcipelago dei Caraibi: St Maarten, provvedo a correggere il nome di cui alla dedica: Maarten (il cognome, Dijkman, resta lo stesso).
Ringrazio Mr. Guus per la segnalazione.

scritto da frank spada · 6 maggio 2012, 15:37 · 

 

Auguri piccoletto! :)

scritto da Michela · 6 maggio 2012, 16:06 · 

 

C’era da aspettarselo link text
ps – Maarten vi ringrazia tutti!

scritto da frank spada · 6 maggio 2012, 17:51 · 

 

Mi associo: auguri!

scritto da Claudia · 6 maggio 2012, 18:49 · 

 

Ma congratulazions ancje chi, Frank! Tu sês propit un supernono!

scritto da gelo · 6 maggio 2012, 18:54 · 

 

Ciao Frank e affettuosi saluti a tutti quelli che ti seguono.

scritto da Nick · 6 maggio 2012, 19:55 · 

 

Un benvenuto calorosissimo al piccolo Maarten e tanti auguri ad un nonno assai orgoglioso della sua discendenza :-))))

scritto da Carla · 7 maggio 2012, 09:41 · 

 

Benvenuto piccolo Maarten, e un abbraccio affettuoso a tutta la grande famiglia di Frank.

scritto da amelia · 7 maggio 2012, 13:03 · 

 

Una nascita è sempre un miracolo… evviva!

scritto da Patrizia · 7 maggio 2012, 14:25 · 

 

Si rinnova la gioia che già conosci. Auguri di cuore Frank. :-)

scritto da loretta fusco · 7 maggio 2012, 17:36 · 

 

Una Studebaker Champion-Commander e a ciascuno il suo link text

scritto da frank spada · 8 maggio 2012, 08:15 · 

 

Riporto da VareseNoir:
“I racconti di Frank Spada sono un morbido groviglio di immagini, ricordi, riflessioni profonde e delicate metafore. Stupisce il camaleontico punto di vista, la sottile ironia e la descrizione cinematografica degli eventi. L’originalità della scrittura ci sorprende sempre e ci lascia a pensare cosa c’è dietro ad ogni parola, frase, pensiero – una maieutica di emozioni ogni volta.”
Complimenti Frank.

scritto da anna · 8 maggio 2012, 11:22 · 

 

Auguri per Marteen. ;)

scritto da Nick · 8 maggio 2012, 14:38 · 

 

Mi associo agli auguri per Maarten e sosterrò Marlowe affinché non s’inciampi per abbracciare un “piccolo” a cui auguro ogni bene!

scritto da marta · 9 maggio 2012, 16:05 · 

 

A Paolo Franchini – e alla sua voce generosa quanto quella di uno scrittore che tira cazzottate niente male link text , che ha creato l’antologia a fin di bene 365 storie cattive link text e molto altro – l’augurio che Varese Noir si allarghi in ogni dove.

scritto da frank spada · 9 maggio 2012, 18:13 · 

 

Torino – Salone Internazionale del Libro – 10/14 Maggio 2012 – ROBIN EDIZIONI – BIBLIOTECA DEL VASCELLO – Padiglione 2Stand M33.
Quest’anno, in ogni caso, la Primavera è digitale!

scritto da frank spada · 10 maggio 2012, 10:38 · 

 

M33?!
Ma guarda un po’ che strano: che M sia l’iniziale del suo nome è un dato certo, che 33 siano i giri di un long playing di Shorty Rogers, forse, che lui compresso in un eBook inspiri il fumo inanellandolo per ingannare gli aspiratori, molto probabile, che 33 potrebbero essere anche gli anni di Laureen… e se invece fossero quelli di “occhi di smeraldo” e se e se… oggi ci va di scherzare, come se l’aria non fosse quella di una primavera digitale, ovverosia virtuale, ma quella dell’estate del tempo che non muore, che ritorna e gira, e gira tanto che mi è venuto mal di testa.

scritto da frank spada · 10 maggio 2012, 17:19 · 

 

Non c‘è che dire, qui tra immagini e pensieri, non ci si annoia mai…

scritto da marta · 10 maggio 2012, 18:07 · 

 

“Ogni tentativo per conoscere se stessi, stando assieme – anche se quando arriveremo in fondo alla “nostra” strada non avremmo in mano nulla –, resta un buon motivo per provarci ancora”.

E’ un pensiero che condivido, e che mi attraversa la mente molto spesso.
Chiedo venia per essere passata di qui solo ora, è un blog in cui mi sento già a casa.

scritto da Lady Simmons · 10 maggio 2012, 19:47 · 

 

@ Lady Simmons – il suo Cottage è straordinario!
Buon tutto e a presto (inteso come il Cannocchiale è onorato di iquadrarla quando vuole).

scritto da frank spada · 11 maggio 2012, 08:06 · 

 

Purtroppo al salone del libro quest’anno non riesco ad andare. Avrei volentieri incontrato Marlowe, anche solo virtuale chè il reale mi sa che è ad imparare ad abbracciare i piccoli Marteen :)

scritto da nadia · 11 maggio 2012, 22:50 · 

 

Altro che in nessun luogo e da nessuna parte!!! link text

scritto da NdR · 12 maggio 2012, 07:46 · 

 

Ave Maria, piena di grazia, prega per noi, perché siamo tutti figli tuoi.
—————————————————————————————————————-

- Una corda può ispessirsi o assotigliarsi, ma averla al collo, sempre tesa, può sollevarci i piedi compare mio.

- Dio non lo voglia!

- Non preoccuparti, ci saranno i jazz lovers a tenerci su di tono.

- Allora è tutta un’altra cosa: i peccatori sotto e noi… pà, arriviamo!

—————————————————————————————————————-

Padre Nostro, che sei nei cieli, indebitati quanto più puoi, ma paga i nostri debiti.

scritto da frank spada · 14 maggio 2012, 10:27 · 

 

Straordinario!

scritto da paolo · 14 maggio 2012, 16:12 · 

 

A proposito di corde, mi viene in mente una serata tragica in cui andai a trovare un conoscente clamorosamente abbandonato dalla moglie per un altro.Come tutti accuratamente evitavo l’argomento, finchè non mi scappò un freudiano: “Non parlare di corna in casa dell’impiccato”.Una delle gaffes peggiori della mia vita!

scritto da Leila Mascano · 14 maggio 2012, 21:18 · 

 

Ricollego lamia gaffe alla storia dell’orso di Berna. Un commerciante comprò da un sedicente mago una pietra filosofale che avrebbe cambiato la materia di qualsiasi oggetto in oro. Dopo aver ricevuto il danaro, il “mago” disse: Bada che la condizione perché il tutto riesca è che non pensi all’orso di Berna. Naturalmente il commerciante non poteva scacciare questo pensiero, e dunque…Con lo stesso pricipio, più ci sforziamo di non nominare fatti o situazioni incresciose, più c’infiliamo in situazioni infelici, e non sempre veniamo assolti con una risata dal nostro interlocutore.

scritto da Leila Mascano · 15 maggio 2012, 07:07 · 

 

@Leila Mascano – conosce la storia di quel tizio che, determinato a farla finita con un social network, si vestì con una muta da subacqueo e s’impiccò indossando le caloscie?
ps – grazie per la puntualità del suo commento!

scritto da frank spada · 15 maggio 2012, 07:12 · 

 

Ferruccio Gianola: un bloggher che va per la maggiore, l’amico (straordinario!) che mi ha messo spalle al muro link text

scritto da frank spada · 15 maggio 2012, 08:13 · 

 

Ma va, è nulla:-)

scritto da Ferruccio · 15 maggio 2012, 09:23 · 

 

Frank, la sua naturalezza nel suscitare simpatia è la sua arma migliore!

scritto da amelia · 15 maggio 2012, 18:56 · 

 

E non per caso oggi mi firmo con le maiuscole iniziali e risento quelle note appuntate tempo addietro per un abbecedario minimo sul jazz, e quel giro armonico che si ripete in uno standard di H. Hancock, quel Water Melon Man che entrò ripetitivo in tutte le sonate e che mandò un nero – un bianco di sole testardo come un mulo, e spesso ubriaco da non reggersi appeso al suo strumento -, fuori dal “gregge” di Hermann durante una tournée in California.
link text
NdA – il giro armonico in questione (un blues) fu svisato anche da Horace Silver, in Serenade To A Soul Sister , e oggi so che anche voi sapete che scrivere è un gioco che ti rode le orecchie, ma non te le scalfisce.

scritto da Frank Spada · 16 maggio 2012, 10:00 · 

 

Nutro qualche perplessità sugli e-book che secondo me si diffonderanno sempre di più, ma non potranno mai sostituire l’oggetto libro. Saranno però perfetti in viaggio, sulla spiaggia, in tutte quelle occasioni in cui libro costituisce un peso e un impaccio. Non posso dimenticare però quel magnate, cui fu proposto di finanziare il cinema agli albori, che non volle saperne, liquidando la faccenda come una cosa passeggera e senza alcun futuro. Penso anche che chi pubblica ora in e-book abbia una grande visibilità e una diffusione straordinaria, e che dunque anche per questo vadano fatte le felicitazioni a Frank, che si trova nella posizione invidiabile di avere pubblicato in cartaceo e in e-book, per accontentare i tradizionalisti e gli avventurosi con le sue storie avvicenti a ritmo di jazz.

scritto da Leila Mascano · 17 maggio 2012, 06:54 · 

 

Cara Leila, non possiedo, né certamente acquisterò una tavoletta digitale, dunque anche per questo condivido il suo commento al 70% e la ringrazio per il restante 30%, così gentile.

scritto da Frank Spada · 17 maggio 2012, 14:31 · 

 

Grazie a lei, Frank, anche per aver usato il termine tavoletta, che ci riporta ad antichissimi modi di comunicare, con uno strato sopra di cera e via a incidere, e come mi fece notare il bambino di un’amica, i postini di allora dovevano andare in giro con un carretto, visto il peso.
Oggi a Roma il tempo è malinconico, più autunnale che da bella stagione. Malinconiche anche le notizie, verrebbe voglia di isolarsi da un mondo sempre più inquietante. Ci si mette anche la scossa tellurica…ma per quanto tragica e dolorosa, la cosa fa parte di eventi naturali, terribili ma naturali. Ma come rassegnarsi a considerare naturale il dolore immotivato e gratuito che suscitano avvenimenti che però sono il frutto di una deliberata volontà?
Non posseggo un televisore, e mio malgrado ieri ho assistito da un’amica a una trasmissione dove il presentatore chiedeva a una ragazza il cui fidanzato era un campione di moto morto in un incidente di gara, cosa provasse a dormire nel suo letto, al posto di lui. Ecco, non ho parole per descrivere l’indignazione che ho provato. Ma sono domande da fare? E’ davvero questo che vuole la gente? Evidentemente sì. Forse un barlume di pudore ha attraversato la mente del tizio, che vedendo lo sgomento della poveretta, ha spigato: “Mi scusi, ma la gente vuole sapere”...Credevo di aver visto tutto quando Vespa chiese alla Del Santo “che si prova” vedendo il proprio bambino precipitare nel vuoto, e fu allora che decisi di chiudere con la tv. Risse, lazzarate, domande morbose…sono così cambiati gli italiani, o è in atto un programma di diseducazione generale?

scritto da Leila Mascano · 21 maggio 2012, 06:47 · 

 

Carissima Leila, piove anche dalle mie parti – il barometro è sceso di molte tacche alla parete – e lei che mi conosce bene (da molto tempo) ha già capito.
Affettuosità retrodatate e quotidianamente unite in un abbraccio.

scritto da Frank Spada · 21 maggio 2012, 07:15 · 

 

Google Chrome mi ha appena segnalato che negli ultimi giorni qualcuno ha tentato di forzare la mia riservatezza!
G C è un ottimo servizio e consigliarvelo non mi costa nulla, anzi, direi, visto quel che fanno professionalmente e gratis.

scritto da Frank Spada · 21 maggio 2012, 17:56 · 

 

Marlowe poco ha sentito pà. Che gli ha detto che questo pomeriggio attorno al gran steccato ha visto Rita: le ha fatto gli auguri del buon nome del giorno dedicato a lei, a nome del compare. E la rossa tutto fuoco che una volta allungò le gambe così in alto da alzare un polverone a fungo sotto un quadrimotore che aprì la stiva… Gilda ha chiesto notizie su quel ragazzino occhi persi in uno schermo, a fine guerra e in pantaloncini corti di colore… questo non lo ricordo, che lei rapì dalle braccia di mà per farlo suo per sempre. Pà ha risposto che è ancora vivo, e che non vede l’ora di… 

- Calma pà, non allargarti troppo, il tempo non mi manca per soffiettare ancora un po’ coi piedi a terra, offrile un drink e tienimela al caldo, ok?

- D’accordo, ragazzo mio.

ps – certamente il Desiderio di rivederla non è il Santo di domani.

scritto da Frank Spada · 22 maggio 2012, 18:47 · 

 

Infatti domani è proprio San Desiderio,nome piuttosto impegnativo.
Si desidera un gelato, si desidera l’atomica. Date un cono a quel ragazzino, c‘è tempo per Rita.

scritto da Leila Mascano · 22 maggio 2012, 20:01 · 

 

AH! e già mi sento dietro alla lavagna per aver dimenticato fa come dettatomi da .

scritto da Frank Spada · 23 maggio 2012, 08:17 · 

 

Auguro a tutti di continuare ad avere desideri, di lottare per esaudirli, perché non è vero che desiderare produca infelicità, ma è una delle molle per andare avanti: infatti un sintomo della depressione è che non si desidera più niente.

scritto da Leila Mascano · 23 maggio 2012, 08:53 · 

 

Eh già, non desiderare nulla è deprimente. Ma desiderare tutto, sapendo di non poterlo raggiungere, cos‘è allora?

scritto da Andrea · 23 maggio 2012, 10:33 · 

 

Cara Leila, mi associo al suo augurio sempreverde e, in linea con gli orari, a breve prenderò un treno link text dopodichè volerò su e giù con un turbo-elica Transavia e infine sarò di nuovo at home per frusciare faccende link text

scritto da Frank Spada · 23 maggio 2012, 10:34 · 

 

@ Andrea – felice di sentirla: desiderare il tutto che poi non è che il succo di qualcosa, è come dire che il Jazz è un’astrazione della vita servita in un bicchiere di cristallo, a portata di mano ma per me irraggiungibile.

scritto da Frank Spada · 23 maggio 2012, 14:46 · 

 

Sono approdato per un veloce saluto.
Dato che siamo in tema, lascio un frammento di Eraclito, un custode dell’antica saggezza: “Se l’uomo non spera l’insperabile non lo troverà perché esso è introvabile ed inaccessibile.” 

scritto da Salomon Xeno · 23 maggio 2012, 16:43 · 

 

“Se l’uomo non spera l’insperabile non lo troverà perché esso è introvabile ed inaccessibile.” Invito tutti a cliccare il nome di Salomon Xeno, leggere il suo post e… Achitetture, bellissimissime, a centinaia, da farti venire un capogiro – grazie per il suo commento.

scritto da Frank Spada · 23 maggio 2012, 18:50 · 

 

Segnalo con piacere un mini-tour per coloro che si trovassero dalle parti di link text

scritto da Frank Spada · 24 maggio 2012, 09:52 · 

 

Ringrazio Frank e Salomon Xeno e mi rassicuro. Continuerò a sperare l’insperabile certo che le astrazioni non romperanno il bicchiere di cristallo come invece farebbe la mia vicina di casa con i suoi gorgheggi.

scritto da Andrea · 24 maggio 2012, 21:51 · 

 

Appena messo piede a terra (sinistro il mignolo schiacciato per la consueta sbadataggine) ringrazio Gaetano Celestre per questo link text invitandovi a curiosare le note evidenziate in rosso, eventi soprattutto.

scritto da Frank Spada · 29 maggio 2012, 17:16 · 

 

Un saluto affettuoso a chi come Mercurio mette le ali ai piedi ogni tanto, e pazienza se talvolta per la sua sbadataggine paga pegno…ha tanti motivi di serenità e di fierezza che supererà in fretta il piccolo incidente.

scritto da Leila Mascano · 30 maggio 2012, 07:24 · 

 

E ora sia lode a Giovanni Tavoschi e alla sua libreria storica tre generazioni tre link text che mi ha fatto “riavere”... grazie Michela link text (v.commento 23/05/2012 17.11.57)

scritto da Frank Spada · 30 maggio 2012, 11:18 · 

 

Oggi plaudo a un pettirosso – gorgheggia il lieto fine motivando la liberalità del fumo “Silver” – e mando al diavolo quel menagramo di un corvo in sillabario!

scritto da Frank Spada · 31 maggio 2012, 16:52 · 

 

E’ bello rileggere i vecchi post, soprattutto questo sulla libreria Tarantola.
Concordo con Michela, mai prestare i libri, soprattutto quelli di Frank…ho dovuto ricomprarli!

scritto da anna · 31 maggio 2012, 17:17 · 

 

Chi/Come/Dove/Quando/Perché... ho cancellato tutto – l’Italia trema in tutti i sensi e chi soffre non starà meglio proprio oggi, purtroppo -, e guardo ironico il compare che stringe una pupilla, la sx, naturalmente, in una fessura iridescente rosso-verde-contrastata, mentre con la destra – dilatata dalla virtualità curiosa bianco-nera-uniformata – riflette pensieroso su una sorprendente novità interrogando il diaframma che regola il procedere dei fatti: un eBook può essere prestato!

scritto da Frank Spada · 2 giugno 2012, 07:46 · 

 

Sacrosanto.
Mai prestare libri.
C‘è gente che li tratta oltretutto con i piedi.
Mai pestare libri.

scritto da Joe Perfiumi · 2 giugno 2012, 08:58 · 

 

Alla fin fine io preferisco prestare un libro e magari perderlo affinché qualcun altro lo legga, che vedere mucchi di libri distrutti in un falò come in tempi neanche tanto remoti.

scritto da Gloria Gerecht · 2 giugno 2012, 10:04 · 

 

@ Joe Perfiumi – che piacere risentirla e proprio oggi che l’andirinvieni Urbe viario sembrerebbe sobrio, se non fosse che Chi/Come/Dove/Quando/Perché... lasciamo perdere.
Buona giornata, a lei e ai pargoli che inseguono le peste.

scritto da Frank Spada · 2 giugno 2012, 10:09 · 

 

Ho inseguito alcuni libri per anni. Li ho inseguiti in quanto prestati, si sono volatilizzati. Visto che insistevo, alla fine si sono volatilizzati gli amici.Mi è capitato da sottrarre furtiva da scaffali altrui libri di mia proprietà, con tanto di mio nome sopra. Qualcuno l’ho ritrovato nella stessa edizione, su bancarelle, altri in costosi negozi di libri “fuori commercio”. Non credo di essere avara, sono gelosa. I libri cambiano proprietario per usucapione, e non vedo perché sia considerato con indulgenza quello che è...un furto, con l’aggravante della fiducia. O dovrei dire un rapimento?

scritto da Leila Mascano · 2 giugno 2012, 17:39 · 

 

@ Gloria Gerecht – nel rallegrarmi per il suo ritorno che rassicura tutti sul suo stato, circa un falò, che in fin dei conti altro non è che un fuoco acceso, magari da un navigante che si è perso nella notte astrale, o da una donna innamorata per ritrovare il volto del suo amato, mi piace riferirlo al fuoco che bruciò i piedi a quello scapestrato di Pinocchio, piuttosto che agli stivaloni neri che marciavano a raccolta sul frontespizio di due S accoppiate con i fasci del littorio, o a suo padre che si arrabattò non poco a lucidarsi i gomiti per rimetterlo su dritto, per ritrovarselo di fronte dentro una balena dove, generoso e incredulo, lacrime agli occhi gli riscaldò un brodino sopra una fiammella che… so per certo che qualcuno ha visto questa “immagine” e che altri hanno ascoltato tre voci ben distine ma unite in una storia, talché non mi dilungo oltre e le auguro buona serata – che poi ci penserà Leila Mascano a mettermi in castigo, perché zampetto troppo e lei… un bacio con affetto e reiterata stima.

scritto da Frank Spada · 2 giugno 2012, 17:39 · 

 

Complimenti al Cannocchiale a rovescio, che con distacco intelligente punta sempre in alto, e W la Repubblica Italiana!

scritto da paolo · 2 giugno 2012, 18:12 · 

 

@ Leila. Ha ragione a risentirsi, a rimpiangere i libri sottratti e persi. Ma la mia non è un’indulgenza plenaria. A un certo punto della mia vita ho abbandonato un’intera biblioteca portando con me solo una decina di testi. Come su un’isola deserta. Negli anni, tra bancarelle e usato ne ho ricostruita una parte, ma senza accanimento. Comunque mi capita di prestare, ma alle pochissime persone ammesse di fronte ai miei scaffali. Ho anche scoperto che avevo ancora tanto da leggere e non ho rimpianti. Prestare un libro per me è condividerlo. Mia figlia, che è gelosissima dei suoi, a volte ne prende uno poi mi chiede se può tenerlo perché le è particolarmente piaciuto. E questo per me è un piacere. Lo stesso vale per le poche, scelte amiche.

scritto da Gloria Gerecht · 3 giugno 2012, 08:05 · 

 

Una volta, nella concitazione, ho prestato a un libro il mio più caro amico.

scritto da Joe Perfiumi · 3 giugno 2012, 10:31 · 

 

It’s funny, Joe, so link text and fine day to alls!

scritto da Frank Spada · 3 giugno 2012, 11:06 · 

 

...and schnitzel with noodles! ;-)

scritto da Gloria Gerecht · 3 giugno 2012, 15:14 · 

 

Scrivere è un viaggio solitario e approderò a nuovi lidi quando traguarderò la mia testa dietro a me – keep swinging Gloria G.!

scritto da Frank Spada · 3 giugno 2012, 15:45 · 

 

Why not?
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scritto da Gloria Gerecht · 3 giugno 2012, 16:19 · 

 

anyway:
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scritto da Gloria Gerecht · 3 giugno 2012, 16:32 · 

 

Madame, please! You have your blog for your music!
ps – se devo affondare questo blog non lo farò mozzandomi la testa!

scritto da Frank Spada · 3 giugno 2012, 16:48 · 

 

Preciso che la e in fondo a dam è voluta – “mit facher”... anyway spero stia bene.

scritto da Frank Spada · 3 giugno 2012, 17:01 · 

 

Un caloroso abbraccio a Galliano Remo de Agostini link text
ps – mandi furlan di là da l’aghe grand!

scritto da Frank Spada · 3 giugno 2012, 17:19 · 

 

Hermoso, stavo per scrivere, complici le mie vecchie letture di Tex Willer. Ma lo scrupolo mi ha condotto al traduttore Google: per racconto scrive “bello” che si legge “beglio”... Allora dirò semplicemente che Elijo el caballo è scritto benissimo.

scritto da Andrea · 4 giugno 2012, 09:10 · 

 

ci capisco poco ma mi sembra un apprezzamento per te quindi è “beglio”. ma sto elijo el caballo cos‘è?
mario

scritto da mario quattrucci · 4 giugno 2012, 12:14 · 

 

@ Andrea – grazie, ma il merito va tutto a Galliano R. de Agostini, un emigrante friulano, generoso e colto, che in Argentina mantiene stretti i rapporti con la sua terra natale.
@ Mario Quattrucci – “Scelgo il cavallo” è l’origine di tutto, ovvero il girotondo che allargò il panorama dalla “Piccola Patria” – definita da I. Nievo “un piccolo compendio dell’universo” – al mondo intero che, poiché è rotondo – a meno delle depressioni ai Poli – gira, gira, ma, secondo me, è senza ritorno. Ciao.

scritto da Frank Spada · 4 giugno 2012, 13:33 · 

 

Il prof. Franz Haas mi ha appena segnalato un suo pungente articolo sullo stato dell’Italia link text

scritto da Frank Spada · 4 giugno 2012, 16:16 · 

 

La liberalità è una attitudine innata, questo blog ne è la dimostrazione.

scritto da anna · 5 giugno 2012, 11:49 · 

 

Oggi, alle 02:01 a.m., Internet ha acceso l’Ipv6 – l’Internet Provider che porterà, entro il 2016, a 5 miliardi il numero degli Internet users.
A Dublino, intanto, continua la battaglia (legale) sui manoscritti di Joyce e sui diritti del loro coyright.
Qui, sul Cannocchiale, manterremo la libertà di essere, tutti assieme, noi stessi, guardando gli altri per conoscerci meglio.

scritto da Frank Spada · 6 giugno 2012, 08:33 · 

 

Enrico Berlinguer – pensieri, parole, immagini.
Lunedì 11 giugno Ore 17,30 / 19,30
Roma – Cinema Farnese
Piazza Campo dei Fiori
Ti aspettiamo.
f.to Mario Quattrucci.
ps – l’invito è esteso a tutti gli amici di “Poche Chiacchiere”.

scritto da Frank Spada · 6 giugno 2012, 14:22 · 

 

Ieri il commercialista mi ha consegnato il modulo F24, quello con l’IMU d’attacco.
Mi ha fatto piacere che gli importi fossero gli stessi previsti per il modello F35,quello dei cacciabombardieri volanti del Ministero della Difesa.
A quel punto, il biglietto del tram di linea F47 mi è parso un vero affare.
Inutile dire che ,alla fine,sono affondato su un foglio a quadretti,piangendo l’ultima corvetta in F61.

scritto da Joe Perfiumi · 9 giugno 2012, 09:19 · 

 

@ Joe Perfiumi – lei vola alto come sempre: bravo!
Siamo tutti iscritti all’IMU (Ignoranti Ma Uniti) e mi/vi chiedo se potremo detrarre dalle tasse la spesa per il rinnovo, obbligatorio per legge e annuale, del tesseramento all’Ente.

scritto da Frank Spada · 9 giugno 2012, 09:36 · 

 

IMU di tutta Italia: combattiamo Uniti Magari Intelligentemente, e forse inquadreremo i volti dei politici solo sui tabelloni, dove, come direbbe M, apriremo buchi come varchi con i ta-ta-tà dei Thompson e il Jazz che ci riscalda il cuore!

scritto da candy's 50 · 9 giugno 2012, 10:05 · 

 

@ candy’s 50 – la liberalità e l’ironia rendono questo blog un magnifico continuum non contingentato: poche chiacchiere e si tiri avanti tutti uniti. Un cordialissimo saluto.
ps – Frank, ma cosa aspetta a dirlo!

scritto da anna · 9 giugno 2012, 10:49 · 

 

@ anna – eccola servita: ci sono tutti, splendenti Alls Stars link text
ps – trattenga la sua curiosità, la prego.

scritto da Frank Spada · 9 giugno 2012, 11:13 · 

 

Quando si dice fortuna sfacciata! Colgo al volo questo link test che mi vedo offrire su un piatto d’argento per la delizia delle mie orecchie. Buona giornata carissimo amico. :-)

scritto da loretta fusco · 9 giugno 2012, 14:35 · 

 

- Allora ci rivedremo presto?

- Dipenderà da lei, mr. M., non mi pare che le manchi l’iniziativa.

ps – due dialoganti sconosciuti in un 20 Century Fox – sigarette senza filtro rigorosamente in bianco e nero, e una colonna sonora tutta da rifare, questo se potessimo retrodatarci fino al 1946 – si scambiano un sorriso e un occhiolino al prossimo a venire (giorno, eh!)

scritto da Frank Spada · 9 giugno 2012, 15:26 · 

 

L’altro ieri si sono chiuse le scuole. Gli alunni delle elementari al solito si inseguivano con bottiglie piene d’acqua. Ignoro se quella del gavettone sia un’usanza solo romana, ma certo i ragazzini erano grondanti ed entusiasti: per poco non hanno centrato anche me. Meno entusiasti i genitori e i nonni, che la doccia fredda dell’IMU hanno gradito poco, e mentre i ragazzini si sono spogliati con gioia,i grandi hanno subito con imbarazzo la faccenda di restare in mutande.

scritto da Leila Mascano · 10 giugno 2012, 08:56 · 

 

Buongiorno Leila, aggancio l’attualità dei “gavettoni” a un improvviso tempestar di pioggia fuori in strada – al di là della vetrina di una libreria (Acme Books Shop) – una tendina che si abbassa e una occhialuta D. Malone, molto formosa, che fa un “Very Small Favor” allo stile inconfondibile di Bogey, prima di… link text

ps – dalle mie parti la sciroccata è prossima.

scritto da Frank Spada · 10 giugno 2012, 10:07 · 

 

Ricordo ancora il gavettone di rum al vecchio Smallbottom.
Ne uscì rinvigorito.

scritto da Joe Perfiumi · 10 giugno 2012, 10:43 · 

 

Un diluvio dietro l’altro e stamattina mi ritrovo con un archivio sfatto come un letto – che qualcuno prima o poi dovrà rifare – e se ieri ho sfangato via le cianfrusaglie tenendo il Corpo lontano dalla festività del giorno e mirando dritto agli occhi l’inceppamento di un Dominio, oggi mi rallegro per un eBook su Kindle Amazon che si è rimesso in moto.

scritto da Frank Spada · 11 giugno 2012, 10:42 · 

 

The darkness deepens; Lord whit me abide,
When other helpers fail anf comfort flee,
Help of the helpless, O abide whith me. 

( “Abide whith Me” – H. F. Lyte – 1847)

—————————————————————————————————————-
Il buio si addensa; Signore, resta con me,
Quando non vale altro soccorso e fugge ogni consolazione,
Aiuto degli indifesi ( tutti ), o resta con me.
—————————————————————————————————————-

L’indifferenza altrove, e fra non molti giorni il solstizio accorcierà le ore, e presto sarà buio. Ma T. Monk brillerà per sempre e noi lo riascolteremo ancora, con i Bebop Alls-Stars, neri d’immenso.

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scritto da Frank Spada · 13 giugno 2012, 10:22 · 

 

Please, mr. Machine!
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scritto da Frank Spada · 15 giugno 2012, 07:59 · 

 

Grazie Mr. Frank. Se Serenade To a Soul Sister “annota” il tempo della sua scrittura, Audition ha il ritmo giusto per ri-leggerla!
Sinatra poi… fantastico!

scritto da candy's 50 · 15 giugno 2012, 11:46 · 

 

Comunicazione di servizio
La Robin Edizioni invita tutti sabato 16 giugno alle 18 alla serata d’apertura della libreria Nero su Bianco, a Roma, in Via degli Spagnoli 25 (Piazza delle Coppelle) tra il Pantheon e Piazza Navona, nella quale si potranno trovare oltre a tutta la produzione Robin Edizioni libri nuovi e libri rari d’occasione. Libreria di riferimento della casa editrice, sarà da lunedì 18 luogo deputato all’organizzazione di presentazioni e/o eventi legati alla produzione Robin. Le richieste in questo senso potranno quindi essere indirizzate direttamente a: librerianerosubianco@gmail.com, mettendo sempre in copia: robinedizioni@robinedizioni.it.
L’orario d’apertura sarà dalle 10.30 alle 19.30, domenica e lunedì mattina chiuso. Proroghe d’apertura estive o legate agli eventi sia concordati che autonomamente organizzati saranno indicate di volta in volta sul sito della Robin e comunicate nelle prossime newsletter.
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ps – iscrivetevi alla newsletter Robin Edizioni, non ve ne pentirete – parola di Frank Spada

scritto da NdR · 15 giugno 2012, 14:49 · 

 

@ Frank – “... chi non apprezza il Jazz non ama l’astrazione della vita” – parole sante!
Complimenti e tiri via così.

scritto da anna · 15 giugno 2012, 17:14 · 

 

Le Jazz lover sono numerose, a parte qualche amico che predilige il cinema.

scritto da Frank Spada · 15 giugno 2012, 17:26 · 

 

Ci sono anch’io!
Ciao Frank.

scritto da amelia · 15 giugno 2012, 17:31 · 

 

Urbe centro – il Pantheon in vista, dietro a un angolo, e un piano terra vetrinato al meglio. Alle pareti i libri di Robin Edizioni, una realtà editoriale che innova con coraggio, ristrutturando una vecchia bottega artigianale e non dimenticandosi il “cartaceo” – ché di questi tempi è tutto dire – e al primo piano una saletta per gli incontri/presentazioni o promozioni che rinviano agli eBook già disponibili sulle maggiori piattaforme!
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Circa sopra, ringrazio pubblicamente Leila Mascano – la scrittrice che con “Fammi ridere” (Robin Edizioni) si è inserita già da tempo con straordinria semplicità e brillante leggerezza tra gli Autori Italiani di gran nome, e che mi onora con la sua amicizia tanto che gira voce sia un’agente federale che annota tutto e riferisce dall’Avana, e Paolo Franchini, un altro amico generoso, che su Varese Noir ha gli occhi sempre accesi sugli avvenimenti culturali di ogni genere – soprattutto quelli letterari.
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Per iscrivervi alla newsletter link text
ps – pochi dati e sarete sempre all’ordine del giorno.

scritto da Frank Spada · 17 giugno 2012, 10:36 · 

 

Oppiaceo il cartaceo del cretaceo.

scritto da Joe Perfiumi · 17 giugno 2012, 12:10 · 

 

link text … with love!

scritto da Frank Spada · 18 giugno 2012, 10:15 · 

 

Una volta, Zhuang Zhou sognò di essere una farfalla. Era una farfalla che volteggiava liberamente, appagata della propria condizione. Non sapeva di essere Zhou. All’improvviso si svegliò e si accorse di essere Zhou, con la sua forma. Non poteva dire se Zhou avesse sognato di essere una farfalla, o se una farfalla stesse sognando di essere Zhou. Tra Zhou e la farfalla c‘è una distinzione. Questo è ciò che si dice la trasformazione degli esseri.

scritto da maurizio · 18 giugno 2012, 18:05 · 

 

Bentornato caro maurizio!
Evidentemente lei si riferisce alla sua rinascita, a cui tutti guardavamo con apprensione e affetto.

scritto da Frank Spada · 18 giugno 2012, 18:15 · 

 

L’Europa è nel pallone, in tutti i sensi, e i Grandi della Terra inzuppano il “biscotto”. Fra un giorno ci sarà il solstizio estivo – accorcerà le ore e poi si farà notte – ma domani sarai di nuovo Santo, Ettore, e ai calendari degli annali un po’ più vecchio. Tant’è, che nella commistione cara a tuo padre, “nemico degli specialisti che sanno fare una sola cosa e perciò la fanno male” oggi ti anticipo gli auguri per il tuo onomastico e lo faccio in onore di Luciano perché “La Vita agra” è tale e quale, se non peggio, e mi va di ricordare che il Guerin Sportivo compie cento anni e Lui impersonava l’azione culturale del Cavaliere medioevale. Tanto che l’attualità de “Il fuorigioco mi sta antipatico” (Il calcio, i politici, gli intellettuali, l’Italia tra il boom e gli anni di piombo, nelle risposte di Luciano Bianciardi ai lettori del “Guerin Sportivo” – Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri – ISBN 88-7226–9598 – pp. 384, compresa l’appassionata e commovente prefazione di Ettore Bianciardi) è un libro sempre verde (verdolino era il colore del Guerin, quand’era un settimanale).
E l’attualità di “Riaprire il fuoco”, mi dirai, secondo me non basta: la diseguaglianza tra le genti, con quel che ne consegue dappertutto, è una frattura che si allarga come un terremoto e la provincia ormai… ricorderai che in Italia ci sono più scrittori che lettori, lo diceva anche Lui, ironizzando di parole i “maestrini” che poi i Bianciardini presero il largo. E allora, e per finirla qui, “Non leggete i libri, fateveli raccontare” (Sei lezioni per diventare un intellettuale dedicate in particolare ai giovani privi di talento – Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri – ISBN 978-88-6222-0545-5 – sempre di Luciano Bianciardi, con la postfazione di Ettore Bianciardi, è un pamphlet straordinario che dovreste leggere per aggiornarvi i tempi in arrivo dal passato.
Se poi penso che oggi avrei voluto scribacchiare le mie note su quei giocatori che, quando sbagliano di brutto – non calciando in rete – si tengono la testa tra le mani e guardano gli schermi delle TV internazionali… W l’Italia, e forse siamo in fondo.

scritto da Frank Spada · 19 giugno 2012, 10:22 · 

 

un caro saluto a tutti, finiti gli esami spero di tornare a scribacchiare qui. Caldo soffocante anche per chi lo ha invocato per tanti mesi, io invece sono stato così contento dello spettacolo della neve a Roma…

scritto da maurizio · 19 giugno 2012, 19:10 · 

 

Non si può aggiungere altro a questo “pezzo” di Frank, che esprime perfettamente quello che tanti di noi pensano. E lo esprime, inoltre, con grande passione, che è anche passione civile e grande senso della misura e dell’etica.
Frank è un vero amico, una delle poche persone che riesce a farmi arrossire, come quando dice delle cose tanto belle di me, e che pensa davvero. Apprezza i miei missili, anche se magari sono aspirapolveri, ma tanto mi basta.

scritto da Leila Mascano · 19 giugno 2012, 21:28 · 

 

Amici miei carissimi, ma allora mi volete bene, ve ne voglio anch’io!
E’ bello condividere chi siamo tutti uniti, uguali e pur distinti, partecipando a stime e comprensioni, anche personali, e tanto famigliari da potervi dire che ho appena ricevuto un cablo da H. Whitish, il vecchio amico che lavora per l’indipendenza alternativa al sisitema culturale della California – il giornalista del San Fancisco Chronicle di cui sapete già – si è unito agli auguri per E.B. e per l’Italia finalista – Mrs. Eileen Whinott (è la sua archivista) oggi non si sentiva bene ma ci manda i suoi saluti.
ps – questo ieri, nel tardo pomeriggio, oggi Mrs. Eileen Whinott mi ha comunicato, via radiotransferfederale, che sta meglio, molto meglio.

scritto da Frank Spada · 20 giugno 2012, 07:51 · 

 

Stavolta non è una promessa da marinaio, verrò senz’altro a visitare la nuova libreria della Robin. Fra l’altro proprio in quella zona esisteva un tempo – e da tempo- una meravigliosa libreria esoterica che a volte frequentavo. L’ultima volta che ci sono andato non esisteva più, sostituita da un qualcosa di cinese o giapponese. Che dispiacere…Un abbraccio a Frank e Leila!

scritto da maurizio · 20 giugno 2012, 08:35 · 

 

Vi ho mai raccontato di quella volta… finirà che dopo aver raggiunto il punto più lontano dell’equatore celeste il sole riavvicinerà chi già lo guarda con gli occhiali scuri in tartaruga per celare le emozioni che gli inumidiscono le ciglia – le sopracciglie no, ché un miracolo le scosta da una fiammella maldestramente accesa a capo troppo chino a Nostra Madre, corrugate.

scritto da Frank Spada · 24 giugno 2012, 10:42 · 

 

...“Una fiammella maldestramente accesa” que se sumará a todas aquellas encendidas en la cripta del Santuario, como aquella que encendió Gloria “...il giorno dopo, verso l’imbrunire”. Un especial saludo desde Buenos Aires.

scritto da Oscar B. Montoya · 24 giugno 2012, 12:26 · 

 

I raggi del sole sono beneagurali e la fiammella, invece che bruciacchiare le sopracciglia, brilla perchè la speranza è viva e si accompagna alla grinta e all’ottimismo!!!!

scritto da Carla · 24 giugno 2012, 17:02 · 

 

Ahimè! la fiamma la bimba investe, Ardon le trecce, arde la veste.
Corre la misera di loco in loco,
Non c‘è più scampo, è tutta in foco.

Brucia in un soffio, sfuma in un punto
Veste e persona, tutto è consunto.
Un po’ di cenere e due scarpini,
Cara memoria de’ suoi piedini,
È quel che resta! Non c‘è più nulla
Di quell’indocile, vispa fanciulla! 

E Minz e Maunz, i due gattini
Tergon le lagrime coi lor zampini

scritto da Gloria Gerecht · 24 giugno 2012, 17:38 · 

 

@ Oscar B. Montoya – il suo saluto è davvero speciale! Grazie per l’amicizia che onora questo blog. Cordialissimi saluti ai Furlans di là da l’aghe grande e W il Friul ator pal mont.
@ Carla – i miracoli rafforzano le unioni, a volte rinsaldano fratture segnate irrimediabilmente. Grazie
@ Gloria Gerecht – V F / 115 (24/24) a meno che… Gloria in excelsi Deo (nel più alto dei cieli). Con simpatia

scritto da Frank Spada · 25 giugno 2012, 08:39 · 

 

“Su niente lacrime e niente moccio
quel che andò a fuoco è solo un fantoccio!
Scherzo crudele?
No, in verità solo entusiasta pubblicità!
Scarpe Fenice e estate e inverno
potrete andare pure all’inferno
E’ vero cari, costano un occhio
ma le vorrebbe anche Pinocchio
e vostro zio con gli stivali
cari gattini, non n’ebbe di uguali!” 

Mi perdoni Gloria la svolta ottimistica, ma sono così contenta che ardo di buonumore e di speranza, e dunque “salvo” la bimba insopportabile, del resto anche un famoso divo ha reclamizzato scarpe, e perché non una piccola peste? Quanto ai gattini, ipocritoni, potevano pure darsi una mossa e gettarle una secchiata d’acqua per tempo, invece di piangere poi…ma come si è visto, era solo una specie di Scherzi a parte della pubblicità.

scritto da Leila Mascano · 25 giugno 2012, 19:43 · 

 

Cara Leila, la svolta ottimistica ci voleva! Quel libro ha ossessionato la mia infanzia. Ma quando la filastrocca crudele era recitata da Paolo Poli era godibilissima!

scritto da Gloria Gerecht · 26 giugno 2012, 08:47 · 

 

Alla faccia dei conti in rosso della SIAE, continueremo a guardare a chi cresce e non invecchia rimettendo ad altri i nostri debiti, così questi non ci seguiranno e si ridurranno in cenere
link text
ps – “... una nota su una stella…” esattamente a mm 4.20

scritto da Frank Spada · 26 giugno 2012, 15:38 · 

 

Oggi le accelerazioni si evidenziano nelle strisciate nere che chiamano in causa Suo padre, il burattinaio che il 7 Gennaio del 2007 puntò un dito a caso su qualcuno architettando una burla che negli ultimi sette giorni non solo è iridescente come fosse una bolla di sapone pronta a bagnare la punta del naso di Pinocchio, ma proprio in queste ore, indietreggiando con la velocità istantanea di un fermo immagine, mostra chiaramente in perpendicolo dall’alto reali trasparenze di corsie e sedie a rotelle per rafforzare un principio basilare quanto irragionevole, che testualmente recita: “Colui che anticipa il futuro nei ricordi a volte lo rivive.” – il che è angosciante e immenso, benché irriverente come piace a noi.

scritto da Frank Spada · 27 giugno 2012, 12:32 · 

 

Caro Frank, prema l’acceleratore ogni volta che le piace, il suo “stile” fa di lei l’“irriverente” più simpatico e invidiato del web.
Grazie per Alone together.

scritto da candy's 50 · 27 giugno 2012, 16:03 · 

 

Un saluto a Gloria, con la quale scopro di condividere la simpatia per l’esilarante, colto e crudelmente spiritoso Paolo Poli.
Quanto ad Alone together le parole non bastano…

scritto da Leila Mascano · 27 giugno 2012, 19:56 · 

 

“Quanto ad… “ Account Suspended da questa notte, cara Leila, e ora vaglielo a spiegare che questa folgorazione ha fatto credere che Robin Edizioni fosse saltata in aria, mentre invece… certo, un piede alterna l’altro, spazzolandolo, e la promozionalità non è mai stata così grande, direi geniale, se non fosse che poi chi invida chi… ah, anime belle, familiarmente “animelle” mie!

scritto da Frank Spada · 28 giugno 2012, 12:10 · 

 

Stamattina mi ero chiesta… Frank, con lei c‘é da aspettarsi di tutto!
ps – stasera c‘è Italia / Germania, so che Marlowe non adora i crucchi… una telefonatina a Pà?

scritto da amelia · 28 giugno 2012, 15:58 · 

 

Gentile amelia, non confondiamo il sacro col profano: la cinematografia tedesca ha fornito a quella americana il meglio dei registi… l’elenco è lungo e Adenoyd Hynkel era un inglese.

scritto da Frank Spada · 28 giugno 2012, 16:13 · 

 

La morte del “ragno”
Stamane, nel caldo torrido romano, ho visto pargheggiato uno spider.
Era una MG. E sono stata assalita da una nostalgia
degli anni ’60 giustificata solo dal fatto che sono stati gli anni della mia gioventù.
Gli spider erano il must, il simbolo dei giovani leoni e dei commenda velleitari. Sta di fatto che passavano rombando, ammirati e invidiati, con fanciulla al fianco, cotonatura protetta dal foulard annodato sotto la gola. Passavano per Via Veneto, al piazzale delle Muse dove sostavano per il gelato e
la sera filavano verso il mare per la cena alla Vecchia Pineta.
James Bond li guidava modificati dal Servizio Segreto di sua Maestà, Francois Sagan ci faceva carambole pazzesche.
Beh: il clima è cambiato, questo penso spieghi perché, tranne a un raduno di auto d’epoca, nessuno ostenti più una decappotabile. Giriamo tutti inscatolati in arie condizionate e, senza, nessuno riesce più a spostarsi nei mesi caldi.
Il ragno è morto, ma nella sua rete rimangono tanti ricordi estivi.

scritto da Gloria Gerecht · 2 luglio 2012, 10:40 · 

 

Il clima è quello giusto!

“Aria calda dal mare a folate grigie in cielo. Schiena umidiccia e pantaloni appiccicati guido la vecchia Olds lungo Bel Air…
Accendo la radio – cra-cra – forse stasera un bel temporale, nel frattempo godetevi la grande orchestra di Stan Kenton e i brividi dei “No Press” di… “ 

Only 5 seconds with strings and later… rabbrividitevi le orecchie link text

ps – Gloria, nel confessarle che la “puledrina” è una decappottabile, le preciso che lungo una costa meno esotica, fine ’50, giravo con una Triumph TR4 (interni rossi) – stia fresca.

scritto da Frank Spada · 2 luglio 2012, 12:01 · 

 

Una Triunph…
Ah, Frank! Se ci fossimo conosciuti allora…

scritto da Gloria Gerecht · 2 luglio 2012, 17:44 · 

 

Ma ritorniamo al Jazz, a un sito giapponese dove un tizio mi ha dato il benvenuto premettendo “Frank” a “San” – ah, Gloria, le lingue a mandorla swinganti!

scritto da Frank Spada · 3 luglio 2012, 17:46 · 

 

Independence Day! link text

Also whith the riff of Duke in a V(ictory) disk, “Take ‘A’ Train” in The Voice of America and “Jazz e dintorni” in http://www.frankspada.eu/jazz

E pensare che all’inizio del 1942, al Roseland di New York (una sala da ballo che poteva contenere dalle tre alle quattromila persone) Kenton e i suoi strumentisti All Stars fecero fiasco. Furono bocciati dai ballerini che venivano messi in difficoltà dall’orchestra – il suono assordante impediva ogni abbozzo di conversazione… – e che pretesero subito la sostituzione della formazione venuta dalla California.
Cose da non credere!

scritto da Frank Spada · 4 luglio 2012, 09:45 · 

 

Questa notte,al Cern,il vecchio Bosone di Higgs ha fatto jazz.
Di quello buono, che quando lo ascolti gli riconosci la particella di Dio.

scritto da Joe Perfiumi · 5 luglio 2012, 08:29 · 

 

Resta un dubbio.
Se la particella è di Dio,chi resta il Vero Protagonista?

scritto da Joe Perfiumi · 5 luglio 2012, 12:04 · 

 

Carissimo Joe, innanzi tutto la ringrazio per la duplicità delle sue note informative.

Corroborate da una serie di numerazioni immaginarie, alla Zichichi/Crozza, tanto per capirsi, le ho sottoposte all’attenzione del compare: “Nulla è Reale”, ha sentenziato! Al che gli ho chiesto se Colui che ha generato ciò è veramente Dio.
E lui… “Se cosi fosse, e non lo è, l’Ambaradan sarebbe mortale e il Creatore un ingenuo che ha lasciato traccia del suo fare primordiale!” -mi ha risposto intonando un riff al max volume, tanto che… a proposito di una megaformazione astrale, le rivelerò un segreto spazio-temporale: rientrato in California, Stan sostituì il batterista con Shelly Manne (questo spiega perché una particella genera un insiemistica virtuale e la relatività è un optional casuale).
Cordialità galattiche e un salutino ai suoi ragazzi.

scritto da Frank Spada · 5 luglio 2012, 15:32 · 

 

Margherita Hack dice che la particella è Dio.
E questo ateo-pensiero ha una sua fascinazione poetica.

scritto da Gloria Gerecht · 5 luglio 2012, 16:40 · 

 

Sfogliando la Margherita.

scritto da Joe Perfiumi · 5 luglio 2012, 19:17 · 

 

@ Gloria G. – se lo dice la claque che sta a sinistra virerò immediatamente a destra.
@ Joe Perfiumi – mi fuma, non mi fuma…
ps – scambievolmente vostri.

scritto da Frank Spada · 6 luglio 2012, 07:32 · 

 

@ Joe Perfiumi.
A questo ha già provveduto Lusi.
@ Frank.
Tenere la barra del timone stabile, senza virate improvvise: il mare è mosso.
Quanto al Bosone…link text

scritto da Gloria Gerecht · 6 luglio 2012, 08:04 · 

 

Lusi ha studiato la materia traducendola in antimateria.
Osservando i protoni collusi.

scritto da Joe Perfiumi · 6 luglio 2012, 10:19 · 

 

Gloria… tempismo e gusto, non è che una battuta, ma che battuta, e non c‘è il mare link text
ps – buon fine settimana, interrogante la curiosità che non si spiega.

scritto da Frank Spada · 7 luglio 2012, 07:35 · 

 

Insomma a Ginevra mentre i cucù continuano a cantare, il CERN ha rimesso indietro gli orologi fino al Big Bang…
(Peraltro io continuo ad aspettare la notte del grande cocomero.)
Genio e sregolatezza non sono da tutti. Noi siamo un popolo di artisti, poeti… con quel che ne consegue.
Grande film, per non parlare della colonna sonora. Grazie.

scritto da Gloria Gerecht · 7 luglio 2012, 11:35 · 

 

Paloma ,la mezza svizzera emigrata in Messico.
Con quel suo insulso orologio a cuccurucucù.

scritto da Joe Perfiumi · 7 luglio 2012, 11:37 · 

 

Quando posso vado a Lugano e mi diletto a chiedere ,a chi passa, l’ora inesatta.
Non mi azzarderei mai a chiedere l’ora inesatta a chi non passa.

scritto da Joe Perfiumi · 7 luglio 2012, 13:49 · 

 

Step by step and I raise a question: why mr. Joe Perfiumi plus two… yes, exactly link text !

scritto da Frank Spada · 7 luglio 2012, 18:27 · 

 

Anche i luoghi di Marlowe hanno il loro doppio. Occhi attenti hanno colto il California side di una magnifica regione, che da quei siti assolati sembra lontanissima…e chissà che con un po’ di fortuna i visitatori non possano stare, mescolandosi tra la folla, gomito a gomito con un tizio che istintivamente credono di riconoscere…un lampo azzurro degli occhi, un sorriso ironico e un modo particolare di essere e di dare l’impressione di una molla compressa…ma non sarà qualcuno che occupa troppo spazio per la sua corporatura atletica ma snella, avendo da far spazio anche al suo doppio?

scritto da Leila Mascano · 8 luglio 2012, 08:08 · 

 

Il suo destino, in una sigaretta… link text

- Quindi lei ammette d’averla incontata? – Certo! E come le ho detto – dico rapido – una chiacchierata e nulla di più di un po’ di fumo fuori regola, come le ripeto.
(Dimmi chi sei, Marlowe)

scritto da Frank Spada · 8 luglio 2012, 08:34 · 

 

A volte, con Leila Mascano, lo spazio si dilatava, era improvvisazione allo stato puro!

scritto da Frank Spada · 8 luglio 2012, 09:04 · 

 

In questi giorni ho ricevuto molte mail da nulla facenti, che, privi di immaginazione, non hanno capito che un idiota è un vero idiota solamente quando, resosene conto, continua a farlo per far girare in alto l’essenza delle cose!

ps – va da sé che non soffro di vertigini.

scritto da Frank Spada · 9 luglio 2012, 11:23 · 

 

Frank, mi assento per un po’ (salgo sulle Dolomiti) ma il mio pc la seguirà soprattutto da lassù.
Se poi fa un salto al Posta…

scritto da anna · 9 luglio 2012, 11:44 · 

 

@ anna – terrò presente, anche se da un bel po’ ho smesso certi esercizi!
Buone vacanze.

scritto da Frank Spada · 9 luglio 2012, 11:56 · 

 

Retrodatando a ieri link text
lo onoro oggi link text

scritto da Frank Spada · 11 luglio 2012, 11:23 · 

 

Seguito il link: che pezzo, che intensità!
Frank la immagino mentre scrive allo stesso ritmo.
Buon lavoro

scritto da Susanne · 13 luglio 2012, 14:19 · 

 

Gentile Susanne, mi rallegro per le sue parole entusiasmanti e, quasi confuso, anzi, sì senz’altro, le confesso che quando stamattina (h 9:14) ho postato “You are… “ link text pensavo a lei, a piedi in mano e un libro agli occhi!
Cordialità jazzistiche.

scritto da Frank Spada · 13 luglio 2012, 15:47 · 

 

Certo che Sweet Georgia Brown è uno dei pezzi che preferisco. Amavo molto anche Down by the River Side. Nel ’55 avevo ricevuto un 33 dall’America dei Dukes of Dixieland…
In ogni caso la versione di Bechet è la più bella. E sempre sua è la canzone che preferivo nel 33 ricevuto da Parigi ne ’59: link text"
Forse adesso tornerà di moda dato che Woody Allen l’ha inserita nella colonna sonora del suo ultimo film. Regista che non amo più, ma che nelle sue pellicole sceglie sempre dell’ottima musica.

scritto da Gloria Gerecht · 13 luglio 2012, 18:49 · 

 

@ Gloria – non amo la pubblicità!
ps – h 07:56

scritto da Frank Spada · 14 luglio 2012, 06:56 · 

 

?????

scritto da Gloria Gerecht · 14 luglio 2012, 08:10 · 

 

@ Gloria – altro è la virtualità operosa: OLA!

scritto da Frank Spada · 14 luglio 2012, 08:59 · 

 

“Il paradosso dell’Austriaco” link text

scritto da Frank Spada · 15 luglio 2012, 17:11 · 

 

Qui link text
si “gioca” in casa e non fa testo.

scritto da Frank Spada · 17 luglio 2012, 17:28 · 

 

Non so chi potrà mai dire di essere in grado di interpretare Frank Spada, comunque a noi piacciono la sua compagnia e il suo blog. Sono molto curiosa di vedere le foto, comunque, se possibile qui.

scritto da anna · 17 luglio 2012, 18:22 · 

 

Sì, davvero ci piacerebbe avere almeno un link, visto che molti non potranno vedere la mostra. Speriamo di sapere molto di più sull’evento. Si potrebbe istituire un premio speciale per chi riuscisse a fotografare il doppio di Marlowe, anche se voci informate dicono che questo signore, decisamente in carne (senza eccessi, è di un’elegante magrezza) e ossa, non ama farsi fotografare, e dunque puntualmente, chissà per quale sortilegio, la sua immagine non imprima la pellicola. Altre volte invece, appare una foto che lo ritrae più giovane,assai simile a quella che compare sul sito del compare, bello questo gioco di parole, mentre si sente improvvisamente la nota, lunghissima, portata all’impossibile, di un “a solo” di jazz, e anche qui si veda la doppiezza dell’individuo, no, meglio l’ambiguità, perché perché un assolo, o a solo, per due che sono sempre insieme, scambiandosi talvolta i ruoli, mentre tutti sanno poi che ( si dice, pare) siano certamente tre, che si ispirano, ma solo per nome e atmosfere, a un quarto compare, che non compare, come non compare il terzo compare…insomma, un bel guazzabuglio che solo Frank potrebbe aiutarci a risolvere.

scritto da Leila Mascano · 18 luglio 2012, 06:53 · 

 

@ Leila Mascano – you are fantastic and really double in reality!

scritto da Frank Spada · 18 luglio 2012, 07:54 · 

 

Caro Frank, lei “gioca” che è un “piacere” e seguire le partite, ai tavoli dovunque, è “divertimento” puro!

scritto da paolo · 18 luglio 2012, 09:47 · 

 

Concordo con paolo e mi complimento con Frank per un “mi piace” (molto, sa) che le ho lasciato sulla fan page, pur sapendo che lei non è iscritto a Facebook.
Buone vacanze.

scritto da marta · 18 luglio 2012, 10:15 · 

 

Waiting towards the future… link text
Thanks mr. 60otaku3 – San

scritto da Frank Spada · 19 luglio 2012, 15:16 · 

 

Un mio amico del Colorado, ha fatto una capatina al negozio Bass Pro Shops, il grande magazzino dove si riforniva James Holmes,il killer del cinema.
Accanto ai ramponi per le scalate e alle tende canadesi,si propagava la schiera ordinata dei fucili da caccia,delle armi da guerra privata e delle pistole da grigliata.
C’era pure il fucile mitragliatore AR-15,uguale a quello della strage.
Ieri costava dodici dollari in più.
Un dollaro per morto,a occhio.
In compenso, le canoe e le canne da pesca erano in saldo.

scritto da Joe Perfiumi · 22 luglio 2012, 08:46 · 

 

- Buongiorno Mr. Marlowe!

- Buongiorno a te, amico mio.

- Dove glielo faccio servire stamattina il suo espresso zuccherato?

- Là sopra o qui link text non fa differenza, purché me lo porti Zildjian.

scritto da Frank Spada · 22 luglio 2012, 09:48 · 

 

Occhieggio in strada e… link text

scritto da Frank Spada · 24 luglio 2012, 09:12 · 

 

Non faccio in tempo a metter piede a Roma che link text ahò, Marè, ma che me stai a combinà, mannaggia li pescetti!

scritto da Frank Spada · 26 luglio 2012, 16:19 · 

 

marè, caro mio, nun combina più gnente: è quasi stramazzato. ciao. M

scritto da mario quattrucci · 26 luglio 2012, 17:13 · 

 

Il tempo è buono. Indosso un abito leggero…lascio casa…
A dopo, detective!

scritto da amelia · 27 luglio 2012, 16:41 · 

 

Il momento è sempre giusto per ricordare gli amici più stimati: Aurora Alicino, Carla Casazza, Katia Ciarrocchi, Loretta Fusco, Giovanna Gazzola, Maria Guidi, Claudia Lucchin, Leila Mascano, Miriam Mastrovito, Tiziana Marangoni, Patrizia Todone, Amelia Somma, Valentina Viviani, Nadia Zapperi, Michela Z. e Mr. John Atta, Graziano Braschi, Serge Calder, Gaetano Celestre, Igor De Amicis, Galliano R. De Agostini, Alberto Di Caporiacco, Paolo Franchini, Ferruccio Gianola, Franz Haas, Andrea Masotti, Oscar B. Montoya, Alessandro Ramberti, Christian Romanini, Raffaele Serafini, Mario Sommarti, Lorenzo Strisciullo, Maurizio Verduchi… e poi… mi scuso perché siete troppi per enumerarvi tutti e qui faremmo notte, e oggi è il 27, e devo correre, scappare, altrimenti mi bloccheranno e poi… legnate… e a sirene dispiegate mi porterebbero a Amarillo, confinato al bowling, per l’intera estate!

scritto da Frank Spada · 27 luglio 2012, 18:51 · 

 

:-)

scritto da Carla · 27 luglio 2012, 21:50 · 

 

L’amicizia, come diceva Cicerone, è accordo di volontà, propensioni e opinioni. Io aggiungerei che è anche lealtà. Grazie per avermi inclusa nella lista.

scritto da amelia · 28 luglio 2012, 09:07 · 

 

:D

scritto da Paolo · 28 luglio 2012, 09:30 · 

 

Ci sorprende come uno di quei fiori che nascono spontanei negli anfratti delle rocce, e ci si chiede come ha fatto quel seme ad attecchire, magari quello e non altri. Perché l’amicizia, come l’amore, è anche mistero e magia.

scritto da Leila Mascano · 28 luglio 2012, 11:04 · 

 

Ringraziando Paolo Franchini per la segnalazione link text

scritto da NdR · 1 agosto 2012, 06:30 · 

 

Ringraziando Oscar B. Montoya e Galliano R. De Agostini link text

scritto da NdR · 5 agosto 2012, 09:22 · 

 

La cavata di un bassista molto forte + un chitarrista beboppiano al fianco + un batterista… guardo alle mie spalle: tre meteore con la luna piena e due voci recitanti ( esercitate con passione ) che si scambiano nei ruoli link text
Ringrazio con affetto Daniela Briz e la comunità raccolta sotto il campanile (Remanzacco, 31 Luglio 2012).

scritto da Frank Spada · 6 agosto 2012, 09:18 · 

 

- Novità?

- Niente di che, eccetto un post piaciuto a Mr. Atta link text e due eccezionalità retrodatate prima.

scritto da Frank Spada · 21 agosto 2012, 17:21 · 

 

Why not? link text

Dedicato a Leila Mascano link text

scritto da Frank Spada · 28 agosto 2012, 11:00 · 

 

Settembre… Blanche, Chanel n°5, la prima “lei”... link text
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GIOVENTÚ DI UN COMPRIMARIO
In una libreria di… beh, non ha importanza, un agente promotore di una casa editrice è alle prese con gli ordinativi. Presenta le novità della stagione e illustra. Sottoponendo un titolo al proprietario, accenna alla città, alle sue storie e questi dice: – Mi faccia il sunto del più breve. – Ma! Diciamo che lui era… rientrò in anticipo da Roma e “lei” vestì appena in tempo il ruolo di moglie di un senatore molto in vista, e padroneggiò la situazione, e che l’altro, il viso imberbe profumato di carezze, odorò per una notte intera di Chanel n° 5 un sottoscala buio. – Tutto qua? – chiede deluso. – Ma no, no, seguono altri intriganti giochi letterari a nascondino. L’autore è uno pseudonimo, sa, che si rinfranca frugando nei ricordi. – Banalità, insomma! – lo interrompe di misura. – Beh, forse la città vorrà interrogarsi, sarà assordata dal canto malignante di un’invasione di cicale, che ne so… non sono mica l’autore, – tentando ancora. – Ma cosa dice? Se siamo a Natale! – Guardi, visto che a lei piacciono musica e cinema, le dirò che in un racconto si parla anche del Castello. – Sarebbe? – Loverman in rumba lenta . Lì si racconta di una vamp che striscia gli occhi addosso a un certo Johnny Farrel e ride fingendo attenzione per il ballerino che la muove, ondula i capelli a lato degli sguardi di chi sembra non vederla e intriga l’attore affascinante che… – Stringa, prego! – Sta seduto a un tavolo e veste uno smoking bianco. Ma non è tutto, perché pare che la seduzione messa in luce sullo schermo prima di un maledetto brindisi che anticipava il tragico finale, unì per sempre gli amori dello pseudonimo autore all’ombra di se stesso. Si dice che lui ha visto quel film una sera d’estate, proprio sul piazzale del Castello, qui a Udine. Era in braccio alla madre; ignara di un bambinello sedotto per la prima volta da un’altra donna. – Mi ripeta il titolo? – Gioventù di un comprimario – Il titolare della libreria scuote la testa, sorridendo: – Una copia, perché l’ha presentato bene. Passiamo ad altro. – Il promotore, commosso per l’apprezzamento, prosegue trattenendo il rimpianto e aggiunge: –Ah! Dimenticavo il nome dell’attrice: Rita Cansino.

scritto da Frank Spada · 1 settembre 2012, 10:57 · 

 

Una copia…intanto, nelle grandi librerie, le grandi case editrici inondano vetrine e scaffali di libri fast food, o kleenex, se si preferisce,di rapida e perfino gradevole consumazione, ma che non parlano alla nostra immaginazione che con l’immediatezza delle immagini evocate, senza che nessuna trovi davvero un’eco nel nostro cuore. Così come le decine e decine di belle, bellissime ragazze, che sfilano sullo schermo grande o piccolo, e che non lasciano che un piccolo, piccolissimo segno del loro passaggio per un mese o due o tre anni, nel migliore del casi. Invece la Cansino parlava, eccome. Non solo per la sua esplosiva bellezza, ma soprattutto per quello che lei riusciva a comunicare. Pere quanto sia sorprendente, la bellezza era un “in più”, non il più trascurabile, ma pensate il peso di quell’essere “in più” visto l’impatto di un corpo simile e di una faccia simile. Non doveva spogliarsi, bastava che si sfilasse un guanto…Attrici meno belle di lei hanno scatenato passioni altrettanto violente, per esempio Jeanne Moreau che perfino in età in cui le altrettanto belle o perfino più belle non suggerivano agli uomini che casti baciamani continuava ad essere considerata un fenomeno di sensualità.
Così, ritornando all’argomento principale,i veri libri si fanno beffe delle grandi tirature. Quando gli altri saranno carta da macero, o dimenticati per sempre,magari saltando fuori da uno scaffale polveroso canteranno il loro canto delle sirene che continua ad affascinare dopo tanto tempo…

scritto da Leila Mascano · 2 settembre 2012, 18:41 · 

 

Bambina, lessi un racconto delizioso di George Sand, che forse si chiamava La filatrice di nuvole. Una bambina, ospite di una vecchia zia in campagna,provetta filatrice, è incuriosita da un abbaino chiuso, finché quando la casa è vuota sale infinite scale (a lei sembrano tali) e spia dalla porta chiusa la zia filare le nuvole. Allora lei stessa torna nei giorni seguenti a filare le nuvole..naturalmente si è trattato di un sogno, ma il racconto parve a una lettrice di otto o dieci anni pieno di grazia misteriosa, tant‘è che molti anni dopo lo ricordo ancora. Poiché in questo blog si parla di scrittura, mi viene da pensare che gli scrittori oscillino tra la piccola filatrice, cioè che traggano dall’impalpabile materia della fantasia e dei sogni (les merveilleux nuages)con un filo la tessitura lieve e felice dei loro racconti. Ma qualche volta sprofondano nell’antro più buio di sé, come Vulcani che con fatica, tra buio e faville, forgino con accanimento feroce il loro lavoro. Ognuno che scrive oscilla credo tra le due figure, e così ambivalente è il proprio sguardo. Quello che immagino azzurro della fanciulla si rallegra per l’aereo risultato del suo impegno di filatrice, quello strabico e bieco di Vulcano è scontento e rabbioso, tentato di distruggere tutto…Amici scrittori, voi siete Vulcano, ma anche la bimba o poco più che fa da tramite tra il cielo e la terra. Soffrite, arrabbiatevi, mandate in cuor vostro al diavolo mille volte l’incudine e il martello, ma non lasciateli inerti. Il vero giudizio non tocca a voi, e il vero dono non è per voi il risultato, destinato ad altri, e non sempre soddisfacente in quanto dipendenrte dall’editore, dalla fortuna, dalle circostanze: il vero dono è quello che talvolta scambiate per una maledizione o un miraggio, la voglia, diremmo l’urgenza di scrivere.

scritto da Leila Mascano · 3 settembre 2012, 06:33 · 

 

@ Leila Mascano – anche se dovrebbe sapere che non può sapere nulla, non si trattiene dall’aiutare gli sventurati che non sanno aiutarsi da sè.
Oggi è un bel giorno, con Lei presente!

scritto da Frank Spada · 3 settembre 2012, 07:51 · 

 

L’amicizia, dissi una volta, è come un giardino. Nel mio metto acqua e semi per gli uccelli, senza trappola alcuna, e se vogliono si fermano e si riposano. Come il merlo che viene a salutarmi dopo due stagioni, e che chiamo mio, anche se ne posseggo solo il cuore. Mi chiama, anche se non gli porto nulla: e saltella col vivo occhio brillante. “Ti credevo perduto!”, gli dico. Ridono i merli? Ma come fai a sapere, potrebbe dirmi qualcuno, che quello è proprio il merlo che raccogliesti caduto dal nido? Perché zoppica, gli risponderei, nonostante gli avessi steccato al meglio la piccola zampa. Merlotto che scacciai di malagrazia quando imparò a volare, perché non troppo si fidasse degli umani. Ma lui mi cerca per testimoniarmi il suo affetto. Magari facessero così gli amici: sono così pochi quelli che ricordano non dico un piccolo aiuto, ma un riso condiviso, un periodo felice in cui sembrava impossibile un giorno non vedersi più. Ma il giardino resta aperto…e quei pochi amici che ho, con penna o di penna, li ho davvero cari.

scritto da Leila Mascano · 3 settembre 2012, 13:12 · 

 

A Leila Mascano link text da tutti gli amici di penna – dedicato a una scrittrice con la penna che a volte sembra quella di un altro ma è sempre la sua (confusa tra le immagini virtuali) grato.

scritto da Frank Spada · 3 settembre 2012, 18:52 · 

 

Il Caso ? Oggi è quantomeno imbarazzante link text

scritto da Frank Spada · 4 settembre 2012, 07:57 · 

 

Se questo è imbarazzo, diamo una definizione. Caro Frank, tra lei e Leila Mascano c‘è l’imbarazzo della scelta…

scritto da anna · 4 settembre 2012, 08:40 · 

 

Frank, la virtuosità di mantenersi ironico, e in forma, le impone un dovere sostanziale: mangi di più!
Quanto ai suoi libri, cartacei o in ebook, mi chiedo se c‘è una relazione tra la sua magrezza filiforme e la sua dieta, e aggiungo: fumi di meno!
Complimenti per i suoi post su Google+ (un pollaio dove almeno lei… bravo!)

scritto da amelia · 4 settembre 2012, 09:08 · 

 

Che bella immagine Leila questa allegoria dell’amicizia! E siccome son curiosa vado a spulciare l’imbarazzo suggerito da Frank :-)

scritto da Carla · 4 settembre 2012, 09:11 · 

 

Grazie per le meravigliose note che mr.Frank mi ha voluto dedicare…e per quegli amici che la pioggia non scoraggia, e vengono a salutarci in questo giardino.

scritto da Leila Mascano · 4 settembre 2012, 20:30 · 

 

Ho raccontato al mio gatto Leo del merlotto di Leila.
Si è intenerito,mimando un abbraccio con la coda.
Come qualcuno ha detto, il gatto firma ogni suo pensiero con la coda.

scritto da Joe Perfiumi · 7 settembre 2012, 07:47 · 

 

Quello che il bruco chiama fine del mondo il resto del mondo chiama farfalla ( Lao Tzu ). Ieri aveva un significato e stasera ne ha un altro.

scritto da amelia · 9 settembre 2012, 20:05 · 

 

@ amelia – Tu Zola, io Tarzan – dandole (sempre) del lei.
@ Joe Perfiumi – mi scuso per l’assenza: sono andato in gita a un faro link text ho incontrato un vecchio amico link text dopodiché mi sono inebriato link text
@ Leila Mascano – si vocifera che un amministratore vorrebbe trasformare il giardino in una voliera!
Buon inizio settimana a TUTTI.

scritto da Frank Spada · 10 settembre 2012, 07:35 · 

 

Approfitto del silenzio, che senz’altro circonda il vs lavoro, e aggiungo che TIME OUT va ascoltato TUTTO; in particolare il penultimo brano: il famosissimo TAKE FIVE! (inizia a 27:40 – un pezzo dove il batterista Joe Morello… sentirete!)

scritto da Frank Spada · 10 settembre 2012, 15:21 · 

 

Da ambo il lati link text / link text l’indicazione è univoca, benché diversa dal giudizio dei giurati!

scritto da Frank Spada · 11 settembre 2012, 10:44 ·

 

Caro Frank, leggevo su una rivista recentemente che l’orologio che portiamo al polso dice molto di noi. Il suo è bellissimo.

scritto da marta · 11 settembre 2012, 14:59 ·

 

Curiosa la foto e bello l’orologio.
Da molti anni porto quello di mio padre: non so cosa possa dire di me, è certamente il mio modo per sentirlo ancora vicino.

scritto da amelia · 11 settembre 2012, 21:34 · 

 

Questa poi… “la micropsia ( come guardare in un cannocchiale a rovescio ) é in genere transitoria e benigna e consegue a spami della accomodazione. Se il piccolo ( in questo caso un bambino ) la percepisce, dubito fortemente sia un equivalente epilettico.”
—————————————————————————
@ marta – il suo di chi?
@ amelia – ne possiedo due: un acciaoso Rolex e un cassa-dorato quadro. Mi sono entrambi cari – per ragioni diversamente collegate alla memoria – e non sono un collezionista.

scritto da Frank Spada · 12 settembre 2012, 11:33 · 

 

L’orologio dice molto di chi lo porta? Attualmente ne porto uno preso in edicola a otto euro. Ciò indica sicuramente che non ho una lira…un abbraccio a tutti!

scritto da maurizio · 15 settembre 2012, 22:32 · 

 

Beato chi si vede, maurizio, la davo in fuga tra i problemi quotidiani che ormai tutti condividono, ahimé, lei/noi e il resto degli amici ben datati.
Possedere uno o più orologi non significa averli acquistati… l’amore è nei ricordi, verso chi te li ha regalati e che senz’altro oggi non c‘è più.

scritto da Frank Spada · 16 settembre 2012, 07:55 · 

 

La parola compassione è una parola bellissima, anche se il nostro tempo ne ha stravolto il significato. Significa patire insieme, condividere. Sembra facile con chi amiamo, con gli amici: e invece no, è difficilissimo, una delle cose più difficili del mondo quando non capiamo l’altro. Chi credevamo di conoscere tanto bene improvvisamente fa o dice qualcosa che ce lo rivela diverso. Ci sentiamo traditi. Allora bisogna fare tacere la ragione, e mettersi nei panni, o meglio nel cuore e nella mente dell’altro, anche e soprattutto quando non capiamo. La piazza assolata e tranquilla che l’amico si rifiuta di attraversare non è quella che vediamo noi, ma la vertigine abbacinante dello spazio vuoto.Non è importante se ci sembra irragionevole, l’importante è che lui lo percepisca così ...E non c‘è pietà o condiscendenza in questo nostro compatire, solo la serena accettazione, che è una delle cose più belle da sperimentare, sia che la si riceva che la si provi. Io sono davvero felice di avere amici che non sempre mi capiscono, ma non smettono di volermi bene.

scritto da Leila Mascano · 16 settembre 2012, 17:50 · 

 

@ Leila Mascano – che altro dire, che qui il cielo è nuvoloso e sta per piovere?
Scado in una battuta da non destar sospetti nemmeno in chi non c‘è: domani è lunedì (un altro giorno) e io ti voglio bene.

scritto da Frank Spada · 16 settembre 2012, 18:51 · 

 

Qui, invece, il cielo è sereno, e niente è così bello come quest’aria azzurra e leggera che beffa l’autunno, e proprio quando l’estate sembrava morire col freddo repentino e gli acquazzoni, rinasce in una tardiva primavera, che ci terrà compagnia ancora a lungo.Un fiore che amo fiorisce in primavera e in questo periodo: il suo nome deriva del greco e significa splendore. Fiorisce più volte all’anno e noi lo conosciamo come Amarillys o Amarillide. Chissà se ha a che fare con l’Amarillo di Marlowe, un nome che evoca una bevanda anni 30. “Mi serva un Amarillo”. “Con ghiaccio, signore?”.
Ecco, l’Amarillo dovrebbe essere lievemente amaro, ma poi virare al dolce, un dolce lieve e vellutato, come il suo colore rosso amaranto. Facendo due più due, uno pensa di chiudere un periodo della vita andandosene ad Amarillo, e si ritrova una fioritura fuori stagione, l’amaro volge al soave e l’autunno si rivela primavera.Amarillo come Avalon?

scritto da Leila Mascano · 17 settembre 2012, 18:13 · 

 

Perfetto Leila, ho sempre adorato quel vocabolo, “compassione”, degradato da qualche stupido quasi ad offesa personale “fai compassione”. Karuna in sanscrito (credo), è attribuita allo stesso Buddha, la compassione per il genere umano che è quella che fa tornare sulla terra i bodhisattva che pure potrebbero cessare di reincarnarsi…

scritto da maurizio · 17 settembre 2012, 23:32 · 

 

Grazie Maurizio, in questo giardino gli amici per fortuna si ritrovano.

scritto da Leila Mascano · 18 settembre 2012, 17:08 · 

 

@ Leila Mascano – come sarebbe “per fortuna”? Io non temo il malocchio, ma non vorrei anticiparle la fortuna senza il preventivo assenso, eh!

scritto da Frank Spada · 18 settembre 2012, 17:35 · 

 

Mio caro, la fortuna fa come le pare. Come la felicità: va,viene,rivola via. Magari si potessero prevedere le sue mosse!

scritto da Leila Mascano · 20 settembre 2012, 18:14 · 

 

Leila! In queste ore, e da più giorni, “Poche chiacchiere” è messo duramente a prova da rafficate spam che non sto a dirti, il server in automatico fa quel che può con efficenza, affiancato dalla manualità di chi non sempre è all’erta.
La Fortuna non si mira in un miraggio, la si cerca, anche in carovana, faticando, a volte interfacciando volti trainati lì dalla Fortuna , sempre la stessa.
Non soffermarti a lungo nei risvolti, guarda al tuo passato che si farà futuro prossimo… l’attualità ti ama.

scritto da Frank Spada · 21 settembre 2012, 09:45 · 

 

L’oroscopo dice che oggi è il mio giorno fortunato.
Invece di sei punti di iattura,saranno sei punti di sutura.

scritto da Joe Perfiumi · 22 settembre 2012, 11:27 · 

 

Per ora non ci pensi, amico mio, pranzi al meglio dei suoi giorni e più tardi verrò a darle un’occhiatina.
Buon San Maurizio a maurizio e buon fine settimana a tutti.

scritto da Frank Spada · 22 settembre 2012, 12:25 · 

 

Accidenti al Pacifico – benché quel Santo oggi ci ricorda che qualcosa deve aver pur fatto per assumere il suo nome – e al Lunedì che rinnova la situazione senza scampo dell’Italia, che becerando il malcostume pubblico dell’Amministrazione colabrodo ci pone una domanda (la rivolgiamo con rispetto al Capo dello Stato): Ill.mo, ecc.ecc. perché non convoca il Presidente del Consiglio e gli chiede secco: caro Monti, presentami le tue dimissioni, non le accetterò e ti manderò dritto con il tricolore sventolante i lampeggianti accesi alle Camere riunite, dove, per piacere, farai in modo che io possa, in quanto anziano e dolorante, darti il mandato per varare una nuova legge elettorale entro Ottobre, poi… si vedrà se non sarà il caso di chiedere all’Europa di… Monti, per piacere, basta tecnicismi e affronta la Politica di petto, e taglia via quei rami secchi che avvinghiano l’Italia strozzando i lavoratori, con un occhio ai grandi investitori che, secondo quanto sento e disapprovo, ti tengono in pugno.
Punto. Con ossequio.

scritto da Frank Spada · 24 settembre 2012, 12:07 · 

 

La politica è avvilente, siamo tutti senza più parole. Credo che Frank abbia espresso il pensiero se non di tutti certo di una gran parte di noi, con questo post puntuale ed eloquente più di tanti discorsi.

scritto da Leila Mascano · 26 settembre 2012, 14:45 · 

 

Mi serve un film di Frank Capra. Li ho scoperti qualche anno fa,e da allora me ne sono innamorata.Forse capisco il punto di vista di un’amica, che mi ha detto di aver trovato orribile un bellissimo romanzo. Come, orribile? ho detto io. E’ bellissimo! la replica è stata: come può essere bellissima una cosa che finisce male?
Ecco, voglio sprofondare in un mondo dove tutto è possibile, in senso buono s’intende…e finisce bene. Se qualcuno mi dicesse allora che voglio delle favole, risponderei che me ne guardo bene, perché le favole sono crudelissime. Ci sono genitori tanto poveri da sperdere i bambini nel bosco, ragazzine che muoiono assiderate accendendo fiammiferi, matrigne assassine, madrine accecate dalla gelosia, per non parlare di mariti serial killer e di quel capolavoro di sadismo che è la Sirenetta, quanto alle scarpette rosse sono degne di Christine, la macchina infernale…no, niente favole per me, datemi un vecchio buon Capra d’annata, che stacco il telefono e spengo il cellulare, e magari stanotte dormo pure

scritto da Leila Mascano · 26 settembre 2012, 20:11 · 

 

@ Leila Mascano, cara Leila Mascano che ne sa una… molte di più di un cantastorie da strapazzo – non è accodando la puntualità, e l’eloquenza (???!) di un caprone che lei si farà beffe di un provocatore inascoltato (questo lo sapevamo entrambi fin da prima) ma certamente il suo inannellare titoli e trame – sarebbe bello se chi mette mano a un Cannocchiale non si limitasse a una sbirciatina (forse neanche tanto veloce) ma elencasse puntualmente quel che lei non cela ma non svela pur lasciando tracce – meriterebbe eccome, come per incanto.

scritto da Frank Spada · 27 settembre 2012, 15:01 · 

 

@ Frank Spada
Il Cannocchiale a rovescio è un giardino, ma all’italiana. Ce n’e uno bellissimo a Collodi, quello dei seicentesca villa Garzoni, ma il giardino fu arricchito quasi cento anni più tardi dai suoi labirinti e giochi d’acqua.Ci si inseguiva, credo,in un’atmosfera gaia e giocosa, e chissà quante storie si saranno intrecciate in quel giardino, che certo lei conosce, caro Frank, e che dovrebbe piacerle assai.

scritto da Leila Mascano · 27 settembre 2012, 18:22 · 

 

@ Leila Mascano
Seguo la sua nuova forma che fa risaltare il nome, e la curiosità mi suggerisce di andare domattina da un giornalaio che vende anche patinate riviste storico/ambientali/eccetera, per vedere se ne trovo una che illustri il giardino di Collodi che conosco solo per sentito dire.
Grazie per avermi fatto ripensare a un centinaio, che forse è un migliaio, che forse… intanto buona serata, amica mia.

scritto da Frank Spada · 27 settembre 2012, 19:15 · 

 

“niente favole per me, datemi un vecchio buon Capra d’annata, che stacco il telefono e spengo il cellulare, e magari stanotte dormo pure”
Quoto Leila in tutto e per tutto. Evviva F. Capra!
Il fondo, come diceva qualcuno: “il mondo è una favola sciocca…” 

scritto da Gloria Gerecht · 27 settembre 2012, 22:33 · 

 

@ Gloria Gerecht
Tardivi auguri e lunga vita senza fiori lontano dalle lapidi.
Bentornata!

scritto da Frank Spada · 28 settembre 2012, 09:01 · 

 

Del giardino di Collodi ho un bel ricordo di risate e di sole, quando la vita poteva ancora rassomigliare a un film di Capra.Vedo che questo amore è condiviso e me ne rallegro,e se poi è condivisa anche la passione per i giardini il piacere è doppio.

scritto da Leila Mascano · 28 settembre 2012, 10:30 · 

 

Carissimi auguri. Il tempo corre, ma a volte si ferma: un lunghissimo fermo immagine, quando si è innamorati, felici,o solo col cuore leggero; e allora un giorno è il tempo delle farfalle, che sembra duri una vita.Auguro a Gloria un fermo immagine, che può durare, con un po’ di fortuna, molto a lungo.

scritto da Leila Mascano · 28 settembre 2012, 12:49 · 

 

La felicità è nella costituzione americana. La vita è meravigliosa nei films di F. Capra. Man mano che si invecchia ci si rende conto che la felicità era prima: quando non ce ne accorgevamo. Non si può riavvolgere il nastro e, se abbiamo salvato qualche diapositiva, ci osserviamo mentre guardiamo al futuro aspettandoci qualcosa di più. C‘è sempre un traguardo da raggiungere e quasi mai la coscienza di quello che abbiamo già.
Grazie Leila. Anch’io amo i giardini.

scritto da Gloria Gerecht · 28 settembre 2012, 15:39 · 

 

Lo dicevo spesso alla mia amica.
Per essere felici,dobbiamo cogliere l’attimo.
Ma lei capiva regolarmente ‘ l’attico’.

scritto da Joe Perfiumi · 28 settembre 2012, 17:44 · 

 

Joe Perfiumi
Mi accavallo al suo commento e lo quoto in un panorama aperto su un ippodromo, dove chi non invecchia gioca ed è felice di vedere al nastro di partenza un brocco che… glielo lascio immaginare, un incosciente che corre senza gambe per attirare scommettitori a frotte e ritornare indietro per ricominciare come non fosse successo niente!

scritto da Frank Spada · 28 settembre 2012, 18:50 · 

 

Mi ricordo,da giovane,Sottoilfantino.
Un cavallo così brocco da non meritarsi un nome.

scritto da Joe Perfiumi · 29 settembre 2012, 08:18 · 

 

Joe Perfiumi
La sua consueta inosservanza di vagheggiar parole di stretta convenienza, mi suggerisce di provare a far sul serio: tema, svolgimento, discussione!
Lascio a lei che sa quel che non dice di proporlo, trattarlo e a noi – nulla pensanti e vaghi, o sfarfallanti di gaiezza e gioia favoleggiando titoli, o seriosamente ceramizzati in una cornice d’epoca – di scavaleggiarlo con il pedale a tavoletta, e farci inseguire dai ricordi istantaneamenti accesi – raddoppiati sradicando via le piante ((vegetali arborei (in genere), ambientazioni quotate (in scala 1/1), mappe (in numero elevato), piedi (scalzi o in pollici)), ecccetera che non è il caso di darle informazioni sulle tracce – anche dalle gentili amiche di cui sopra, ben citate.
ps – so, dear Joe, get up and run, run… no rhum, please.
ps… ops! – il tempo libero è di chi ce l’ha davanti e non c‘è fretta (il fine settimana basta e avanza fino a Lunedì)

scritto da Frank Spada · 29 settembre 2012, 09:45 · 

 

Il tempo libero è di chi se lo impone, e non sempre ci riesce. Però all’invito in questa casa difficilmente si rinuncia, Frank,quindi…

scritto da anna · 29 settembre 2012, 11:35 · 

 

“Oh canna meravigliosa, più preziosa d’uno scettro”... Posso usare anch’io di questo strumento nel bizzarro tentativo di adoperarlo a rovescio? E magari prima vi “guarderò” un po’ invece che passare in rassegna il libretto delle istruzioni.

Saluti a tutti gli avventurieri e al capo spedizione Frank Spada

scritto da Valentina Contarino · 29 settembre 2012, 22:42 · 

 

anna
... in sospensione e un invito non rivoltole perché la sua presenza testimonia già da tempo che lei in grado, se vuol imporselo come ebbi a consigliarlelo per la sua salute per occupare i ritagli liberi delle sue giornate impegnate e impegnative, mi danno da pensare! non è da lei che mi aspettavo il procedere di un tema posto a Joe Perfiumi, che se non si fa sentire e non rivela lui stesso di persona le sue fattezze pubbliche lo faccio io una volta per tutte link text così poi basterà che se le copincolli ogniqualvolta passerà da queste parti.
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Valentina Contarino
link text per chiarire quel che forse il suo sistema informativo ha fallato, involontariamente (?), o la mancata lettura di un libretto di istruzioni ha generato a grosso rischio di noi tutti.
Poche chiacchiere, anzi nessuna e solamente per darle il nostro benvenuto tra le lenti che non porta, curiosissime, e l’invito a sbizzarrirsi, quanto più vorrà, capovolgendoci con le sue giovanili rovesciate in assoluta libertà, tempo libero permettendo tra un esame e…ci dia dentro, ché poi sarà la vita vera ad alternarle il fare legislativo/giuridiszionale/integrativopuro.

scritto da Frank Spada · 30 settembre 2012, 09:56 · 

 

Benvenuta Valentina Contarino.
Quanto a lei, caro Frank, non capisco perchè quei tre puntini l’abbiano turbata. “ Non è da lei” perdere la cognizione delle cose fino a rischiare una reazione che potrebbe esserle fatale da parte di Perfiumi.
Buona domenica a tutti.

scritto da anna · 30 settembre 2012, 10:23 · 

 

Quei politici in missione,proprio durante le vacanze d’agosto,rappresentavano un doloroso richiamo ai miei sensi di colpa di comune cittadino, sotto un ombrellone a Rimini,con troppa pancia e scarsa visione civica.
Avevo sentito di qualcuno, mica un homunculus quidam,che si era sciroppato 11 eventi,proprio nel periodo delle sacrosante vacanze.
11 eventi,11 autocertificazioni di ‘lavoro fuori sede’,provvido frutto di una illuminata delibera del Consiglio Regionale.
La nota curiosa era data dalla ubicazione degli eventi. Non uno che fosse stato allestito in qualche postaccio, in qualche scomoda ramificazione di periferia urbana, degradata al punto giusto.
Accidenti,prodigio degli eventi. Tutti accolti in località qualificate,gradevoli,turisticamente idonee,geograficamente appropriate all’utilizzo giornaliero del costumino griffato e a quello serale ,con la ‘tuta da cena’da piano bar, in un groviglio oppiaceo di aragoste.
Oggi scorro i macrodati che riguardano il Consiglio regionale del Piemonte:in un anno,erogati 7,5 milioni di euro per missioni che hanno richiesto 256.000 chilometri di dolorosi spostamenti.Quasi 7 volte il giro dell’Equatore,che diamine. Italiani,popolo di viaggiatori.
E poi ci sono consiglieri che presentano regolarmente il rimborsino chilometrico dell’auto.
50 centesimi a chilometro,per le noci del frate dispensiere. In realtà, i beneficiati viaggiano in treno da anni, per provare l’ebbrezza di una vidimazione virtuale, tanto il tesserino è gratuito.
E poi c‘è l’eletto che risultava presente ma, mannaggia,perdeva dai canali di Facebook sabbiolina bianca,sgusciata da una esclusiva spiaggia della Sardegna.
‘Ubiquità e dignità’,resta il motto di mare.
Mare morto.
E il senso di vergogna ,il nostro ovviamente,diventa siderale, quando si legge che nell’epoca del cambiamente politico,nel 2005, ci si guardò bene dal cambiare qualcosa.
Ma quante missioni ci siamo dovuti sorbire, in questo stoico quadro di politici missionari?
Il problema,caro Frank,sta che al ‘Principio dell’azione incazzata’spesso si contrappone la rassegnata logica della ‘Apatia incurante delle giuste passioni’.
L’apatia, quello stato psichico per cui ci si tuffa nella macchia, rifuggendo ogni attività materiale, ogni stimolo vitale di partecipazione alle cose della vita.
E questo rischio comportamentale, certo certi politici lo conoscono.Seminano indizi che diventano prove.Denotano sintomi che diventano patologie.Moltiplicano vergogne che diventano comportamenti omologati.
Intanto sanno che la via della reazione è molto più complessa da tracciare, perchè rischi di pagare dazio ,all’incancrenito casello dell’ autostrada della mala azione.
‘Get up,and run run..a double rhum,please’.
Comunque ,non bevo certo per dimenticare.

scritto da Joe Perfiumi · 30 settembre 2012, 11:00 · 

 

Non mi occupo di politica…Non si conta quante volte ho sentito questa frase. La bandiera è quella dello sdegno, del disgusto, e comporta l’appartersi in una turris eburnea dove non ci raggiunge l’eco degli scandali, delle brutture, delle vergogne.Qui apro un piccola parentesi, ricordando l’usciere zelante che fece qualche anno fa sloggiare dagli scalini del parlamento un’amica in avanzato stato di gravidanza, che aveva avuto un leggero mancamento. Qui fuori non ci si può sedere, tuonò, manco fosse una turista e non una poverina che si era afflosciata per il suo stato e il caldo che faceva. Mi venne da pensare chi in quell’epoca si sedeva “dentro” e mi venne da dirlo: per poco non finii al commissariato!Ecco, per quanto sia sempre valido il proverbio che ad andar sullo sterco ci si sporca,signori nella torre, che a votare per sdegno non ci andate più, sappiate che non si può più assistere senza muovere un dito a quello che succede: tanto prima o poi qualche politico la vostra torre l’affitta ( in nero) a terzi e vi sloggia con uno scrollone tale che vi troverete, ahimé, col sedere per terra.
@Perfiumi, su certi argomenti la seguo non solo per fiumi, ma anche per valli e per montagne.

scritto da Leila Mascano · 30 settembre 2012, 12:49 · 

 

Joe Perfiumi
di brutture e sporche cose l’Italia si è “adornata” fin da quando è nata.
Ma non è ancora “morta”, in virtù di chi non tace e ascolta.
Ottobre, sarà rosso travolgendo la fiumana, o nero del collaborazionismo che lavora ai fianchi degli eletti pronti per risalire sugli scranni?
Lo si vedrà prima di un’azione (ultima) di un Capo dello Stato, stanco e memore di ciò che fu l’attualità del suo mandato, o le piazze sconvolgeranno le partite in gioco per avere voce durante il campionato?
Personalmente non è che mi interessi il risultato del presente – l’età dà ben poco da sperare – ma mi piacerebbe che l’“azione” si facessse manifesta, con moralità coerente, da colui che afferma di tenere questo (povero) paese stretto al cuore.
ps – O forse, Joe, vuole che si disconosca che “Ogni tentativo per conoscere se stessi, stando assieme – anche se quando arriveremo in fondo alla “nostra” strada non avremmo in mano nulla –, resta un buon motivo per provarci ancora.” ?
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Leila Mascano
un multibacio per la signorilità, mai polemizzante in ragione di un albero ideale che fruttifica in ogni stagione per la sua genealogia, che denuncia con pennellate ironiche – partecipative e colorate, com‘è suo costume – alla stesura di una tela impietosa con la sua tavolozza fotografica istantanea.

scritto da Frank Spada · 1 ottobre 2012, 09:16 · 

 

Benissimo il multibacio e grazie per quel che segue: speriamo anche il multibacio non sia una multiproprietà,come quelle per cui compri un appartamentino alle Antille insieme ad altri ventitrè signori che non conoscerai mai, ma che a turno ne avranno il godimento per quindici giorni all’anno, come te.Immagino che saranno mobili ‘sti quindici giorni,perché se cadono d’estate, a Pasqua o a Natale mi par bene, forse anche Carnevale, o settembre…ma gennaio, alle Antille, come sarà? Se le Antille sono francesi, magnifico, mi dicono. Però starsene tappati in casa ad agosto aspettando gennaio per tirare fuori i costumi…chissà.Consola pensare che i fortunati che occupano casa nostra alle Antille a Ferragosto magari si curano i reumatismi. E poi ‘sti periodi come si assegnano? Per sorteggio? E cambiano di anno in anno? O si paga meno se si sceglie di essere proprietari nelle stagioni dei grandi tifoni, magari per chi ha pochi soldi e l’animo alla Conrad, che come lui i tifoni non li raccontava nessuno, ma l’esperienza ce l’aveva, e magari gli mancavano dopo che smise di navigare…e del resto meglio quelli che fare le marmellate nell’antica cucina di metti Pollena Trocchia della zia Genoveffa, novant’anni arzilli, che però ci ospita gratis, salvo sostituirle il mezzadro, l’autista e la donna delle pulizie. Ma dove si è ficcata ‘sta gente? sospiriamo. La zia ci illumina: si sono consorziati per l’acquisto di un miniflat (dice proprio così, come da opuscolo che ci mostra)alle Antille, anzi le dispiace, l’anno prossimo ci tocca andarcene altrove, perché a Dio piacendo sulle Antille ci sta facendo un pensierino anche lei…
E chi saranno gli altri destinatari del mio bacio? E lo vorranno spostato su una guancia o sulla bocca? La cosa mi imbarazza, magari meglio una stanzetta in una casuccia ai Castelli e un bacetto sulla guancia, modesto ma tutto mio.
Intanto segnalo un miracolo: tempo grigio e umore pessimo, chissà a quale santo debbo ‘sta voglia ‘e pazzià, ma lo ringrazio.

scritto da Leila Mascano · 2 ottobre 2012, 06:49 · 

 

Leila Mascano
il suo desiderio di allontanarsi dal contingente quotidano è più che evidente, certo non pensando a residence come headquarters in comproprietà con altri, perché la frammentarietà dei luoghi, benché ubicati in mare aperto, soggetti al movimento nel bacile di un acquaio, non fa per noi, intesi io e lei, naturalmente. Nel contempo, però, s’invecchia assai. Vale per me, ché gli stecchini non sono lecca lecca ma arti in movimento tra giunture poco elastiche, non elasticizzate con gambalini stretti ai polpaccini. La lingua batte dove il dente sale, un pizzico di pepe e una spruzzatina di liquore, e l’esotico occidente che poi coincide con l’oriente alternativamente assieme nella rotazione astrale, ci chiamerebbe all’avventura fuori dalle stanze, guardandoci sorpresi mentre ci scambiamo un bacio lontano dalle labbra, che succhiano la vita distillate in poche gocce, dolci come la sua voce.

scritto da Frank Spada · 2 ottobre 2012, 08:35 · 

 

Il cannocchiale a rovescio di Frank Spada
“Poche chiacchiere” dà il benvenuto a Frank Spada, che sta per fare il suo ingresso nel nostro blog dopo essere entrato nel catalogo della Robin con “Marlove ti amo”. Siamo sicuri che il suo punto di vista rovesciato aiuterà i lettori, in questa piccola grotta subacquea dove si ragiona grazie all’ossigeno della parola, a illuminare in modo originale gli sconosciuti fondali dei nostri oceani quotidiani.

Inserito il 29/01/2010 da La redazione. Che ringrazia Leila Mascano, autrice catalogata Robin Edizioni con il romanzo “Fammi ridere”, per la Sua attiva, appassionata e costante partecipazione.

scritto da NdR · 2 ottobre 2012, 08:59 · 

 

Caro J.W.Goethe, sarà anche vero quel che hai scritto, ma ora vaglielo a dire a quel via di testa che ama il jazz, il cinema e le avventure letterarie, che la torre di Babele fu eretta proprio perché Google+ ( anche oggi ) potesse irretirci tutti!
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Mi si chiede di soddisfare la curiosità (che non capisco perchè non lo facciano gli stessi interessati) di quanti chiedono di conoscere il “sapere” per immergersi nella meravigliosa marea dei commenti lasciati da Leila Mascano (quando ancora non sapevo leggere) sui blog degli autori che hanno avvolto nel silenzio i loro post su Poche Chiacchiere, spegnendosi la voce (che anche questo non lo capisco proprio), talché: link text

scritto da Frank Spada · 2 ottobre 2012, 17:15 · 

 

Adorabile Frank, gentilissimo amico, mi sento così imbarazzata dalla benevolenza dei suoi commenti che credo mi rifugerò senz’altro alle Antille, in una multiproprietà altrui dove soddisferò la mia voglia di oblio occupandomi della portineria. In tal caso mi porterei un bel po’ di noir da leggere davanti alle mangrovie…

scritto da Leila Mascano · 2 ottobre 2012, 20:02 · 

 

Leggere Agatha Christie in inglese è un piacere, anzi se qualcuno volesse rinfrescare la propria conoscenza di quella lingua consiglio senz’altro quest’ autrice, come pure Woodhouse, perché scrivono usando una lingua piana, da manuale, agevolmente comprensibile, e il divertimento dell’invenzione fa facilmente dimenticare che si sta facendo tutto sommato un esercizio. Almeno così era per me nei miei verdissimi anni, quando alternavo queste ad altre più consistenti letture. In qualche modo questi due autori sono stati grandi, per aver servito una scintillante vena creativa con uno stile godibile e relativamente semplice, benché non banale. Entrambi sono diventati celeberrimi e ricchi, essendo stati nel loro genere tra i più brillanti; forse personalmente preferisco Woodhouse, ma è una faccenda personale. Scrittori di fama e di talento, avercene di simili!Però...siamo su un piano di gioco e di sfida, perché talento ce ne vuole per fornire a ripetizione mille dolci con gli stessi ingredienti anche essendo pasticcieri provetti… in filigrana si vede l’artigiano, di gran talento, di indiscusso prestigio, al punto da essere quasi un artista…ma manca quel quid, quell’uso magari connaturato della lingua, quel piegarla alle proprie esigenze e al servizio della propria e altrui fantasia perché il salto ad artisti sia completo, naturalmente a prescindere dagli argomenti trattati, perché allora il discorso sarebbe troppo lungo davvero.

scritto da Leila Mascano · 3 ottobre 2012, 08:00 ·

 

Un leggero rossore, Fiorito sulle gote.
“Frammenti di fatture destinate al gruppo consiliare sono stati ritrovati nel tritacarne”.
Non ci sono più le polpette di una volta.

scritto da Joe Perfiumi · 3 ottobre 2012, 08:00 · 

 

Leila Mascano
Salto a piè pari le polpette riscaldate dell’amico Joe Perfiumi, che a quest’ora… chissà se qualcuno prima o poi, meglio prima, allungherà la curiosità che sfiora Google+ e leggerà con attenzione i commenti lasciati da… bastano gli ultimi post per… criptando dritto il fare evidenziando che in Ottobre i “polpettoni” saranno macigni incontrollabili alla triturazione digestiva, con preclusioni certe alle tavole imbandite per Natale?
Woodhose, certamente, accoppiandolo a uno sherry, prima di banchettare al Circolo Pickwick.

scritto da Frank Spada · 3 ottobre 2012, 08:51 · 

 

Ahimé caro Frank, banchettare con che? Giusto coi frammenti di fatture…
O forse sarebbe meglio evocare Rabelais, in quel racconto in cui si parla d’un poveretto a cui l’oste voleva far pagare il profumo d’arrosto, e che pagò col tintinnio dei soldi. Ma pare che qui si debba pagare con moneta sonante e nemmeno il profumo, anzi…

scritto da Leila Mascano · 3 ottobre 2012, 12:44 · 

 

A proposito di profumi, l’altra sera passeggiavo sotto i tigli e mi sembrava di essere ritornata alle elementari, stessa emozione nel cuore dalle narici.

scritto da marta · 4 ottobre 2012, 07:03 · 

 

marta
umidità di nebbie mattutine, appena fuori da una soglia, lontane nel presente costantemente al naso che le annusa sulle dita, le sue narici vibrano di umori, cara amica, pantagruelici non so, ma madelenanti forse, mentre Sancho soffia sulle pale per stimolar le froge di un ronzino a non tardare, ché Tartarin fra qualche ora andrà a cenare, per allietare la compagnia che ingrassa chi già c’era.

scritto da Frank Spada · 4 ottobre 2012, 15:31 · 

 

Resto sempre incantata dalla sua inebriante capacità di tessere fila letterarie con immagini calde di ricordi, Frank.
Aspetto l’interpretazione dotta di Leila Mascano.

scritto da marta · 5 ottobre 2012, 14:57 · 

 

Già il nome, tiglio, è angelico, derivante dal greco ptilon, ala,immagino quella dei semi “alati” da una piccola foglia. A Marta dedico una poesia di Rudolph Alexander Schroeder ( ci vorrebbe una dieresi sulla o)che si chiama Shatten, Ombre.
Albero, nuvola, acqua e ombre,
nel vento che li eluse e catturò,
parlano della felicità che avemmo,
e del dolore che passò.
Dolore, vento e acqua, e tutto è andato?
E un giorno venne? E quando? E come mai?
Sia pur la differenza poca, il cerchio non si salda mai.
(trad.Spaziani)
Luigi d’Aragona, un cardinale del Rinascimento in viaggio per l’Europa (come dal titolo del bel libro di Chastel per Laterza)annota a Norimberga un bel filare di tigli che bordeggia il fiume:“Sono alberi molto alti con un fogliame simile a quello del gelso bianco:gettano un’ombra squisita e il loro fiore bianco è profumatissimo, ma non dà frutto…”. Apprendiamo che Durer (altra dieresi) li predilesse, come emblema del luogo, e li ritrasse nei suoi “ammirabili acquerelli”...
Sono stata dotta abbastanza?Speriamo non pedante, almeno…

scritto da Leila Mascano · 5 ottobre 2012, 16:48 · 

 

- Ho deciso: farò il rivoluzionario!

- A dottò, vada tranquillo, glielo parcheggio io il deambulatorio.

scritto da Frank Spada · 5 ottobre 2012, 18:00 · 

 

Grazie per la bella poesia, Leila, non conoscevo questo autore…ma è per questo che veniamo qui, per l’originalità colta e raffinata, mai supponente, sempre gentile anche nella varietà delle opinioni. Grazie anche al nostro regista.

scritto da marta · 5 ottobre 2012, 20:27 · 

 

marta
visto che ci tiene a dargli del regista…
Google+ h 08:53

POLITICAMENTE SCORRETTO!

il Parere di Valentina Contarino, la Lettrice che mi ha messo spalle al muro…

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...questa notte Marlowe esala il suo ultimo respiro cosciente tra le mie mani che lo richiudono dentro ad una copertina in cui la combinazione di colori è molto di mio gusto. Lascio che se ne vada a spasso nei sogni col mio doppio, quello che è ben desto di notte e che ha storie strane da raccontare.
A proposito di storie, ho subito una domanda da farLe. Ma il signor DeMille cui si riferisce il nostro comune amico non sarà per caso quello de’ “La costa d’oro”, vero? Se così fosse, sarebbe la seconda persona al mondo che io conosca – dopo me stessa – che ha letto quel romanzo. E sempre proseguendo sul tragitto di ricordi letterari che ci accomunano, adesso capisco il Suo salto sulla sedia quando nominai Joyce… adesso capisco e sorrido. E sono persuasa dall’intento di ridargli un’occhiata, non ricordo il colore della veste della signorina, o meglio signora ferma sulle scale ad ascoltare la voce del suo amato doppiata (e ci risiamo) da un signore che – se non sbaglio – ad un tratto smette di cantare perché quella cosa che chiamano vecchiaia gli offusca la memoria e gli fa rauca la voce. Certo che Lei gioca duro e mentre leggevo l’incipit del libro e la parte iniziale in generale mi chiedevo: “quante delle persone che avranno la fortuna di leggere questo libro avranno anche la necessaria intelligenza per capirlo?”. Lei, caro Frank, gioca coi suoi pensieri come un giocoliere che fa ballare sulle nocche birilli infuocati. Li mette sul fuoco – non lento – talmente tanto che ad un certo punto si sciolgono e si fondono con altro, con riferimenti a gente più conosciuta di Lei e di me messi insieme. Ché il ponte auspicato da Nietzsche per il suo super – uomo (?) mi ha lasciata un attimo di soppiatto quando guardando meglio ho visto che c’era Marlowe a camminarci sopra! L’uomo che trascende da sé stesso stando dietro al suo doppio, e fingendo di cercare un modo di vincerne la voce latente ma onnipresente lascia invece che questa galoppi a briglie sciolte nella sua testa, perché sa che quella è l’unica via concessagli per restare vivo e lucido: assecondare la sua pazzia, che non è schizofrenia benigna, che quella bussa solo in sogno e il nostro amico tempo per sognare se ne lascia – sadicamente – poco!
I collegamenti con chi “è l’origine di entrambi” sono più scarsi questa volta. Ma lo capisco, ci mancherebbe: noi che non riusciamo a finire un pensiero perché ci illudiamo di trovarne subito la soluzione e spesso prendendo la strada sbagliata arriviamo alla traversa giusta, noi che siamo fatti in questo modo – che non giudichiamo perché saremmo troppo severi con la nostra stessa indifferenza verso il nostro fare – insomma noi spesso chiudiamo il becco anche a chi merita di essere ascoltato (non sempre, eh). A volte salta il “collegamento”, ma poi facciamo ammenda – sanzione prontamente irrogata dalla nostra coscienza annebbiata dal fumo – e ci scusiamo. Ho dunque scoperto che la sua erudizione proviene dallo spulciare curioso, sin da tenera età, tra i libri del padre. Che – glielo riferisca a Marlowe – doveva esser proprio un bel tipo questo signore dall’orecchio raffinato e dalle letture interessate. Peccato non aver imparato la tromba… chissà, magari nella prossima vita…
Ho riso di gusto ricordando lo scherzetto fatto alle due vicine di casa e all’espressione della madre disperata alla conferma di avere un figlio “via di testa” come quel lontano parente di cui è meglio parlare a bassa voce (e magari assicurandosi prima che ogni scatolone sia ben chiuso).
La mia ammirata antipatia per i baffetti di un italo-americano ha avuto modo di marinarsi anche in questo episodio, mentre è cresciuta la stima per una rossa che a quanto pare fa dolcetti alla nocciola niente male. Ehi, io adoro le nocciole, perbacco.
Nessun cataclisma, nessun fotografo, il tappeto di zia Elma quello non manca, un irlandese che avevo già inquadrato per benino prima di capirne la nazionalità, nessun barista e nemmeno un Martini con l’amico che se ne serviva due a colazione: acqua tonica questo giro che il fegato urla di risentimento e prima o poi gliela farà pagare.
L’essenza di un profumo femminile, spruzzato qui e là durante il tragitto… e poca roba che non riguardi altro che “loro due”.
Poca roba perché questa volta non è del mondo che si parla. Questa volta è del doppio che si parla e si racconta. O meglio, si lascia che sia il doppio a parlare sotto mentite spoglie di Marlowe, “lui che vaga sopra il vuoto in cui si trova”. Dice pure di sentirsi solo, se ne chiede il perché. Lo fa, ma non prosegue… perché lo sa lui, e lo sappiamo anche noi, che lui sta bene così. La sua intimità con una persona che detesta ma di cui non può fare a meno non ammette violazioni. Distrazioni, certo. Dolci pensieri, anche! Compagnia femminile, ovviamente! Ma nulla più, a me pare. E se ne dispiace quasi, Marlowe, che in fondo si commuove e quasi si compiace delle sue tenere emozioni, ma le trattiene, le trattiene, a parte quando “un morto se ne va per sempre senza chiedergli il perché”. E le trattiene, secondo me che di sentimenti ne capisco poco e forse niente, perché è geloso delle sue stesse emozioni. Quest’ultima affermazione mi vien fuori con la stessa convinzione di un funambolo che cammina su una fune senza fine – né in orizzontale che in verticale – senza protezioni in vita.
Potrei dirLe un’altra cosa: adoro Body and Soul, talmente tanto che è finita anche nel mio scritto di cui Lei ha una piccola parte. No, in realtà quello che mi sento di dire è molto molto altro, come quando sono ancora calda delle pagine di un libro appena finito e che spero a lungo soggiorni nel mio spirito più che nella mia memoria.
Ma, come vedrà, è davvero – di nuovo—molto tardi, “forse il tempo sta perturbando il normale fluire delle ore, e avanza, avanza oltrepassandomi all’indietro”. E’ il caso che mi incammini anch’io verso il riposo, ho sentito dire da una saggia signora di Holland Street che”i letti sono vuoti pericolosi in cui si può rischiare di precipitare”.
Frank si rallegri, in certi tratti mi sembrava di sentire il mio doppio sulla bocca del suo. In molti tratti mi son sentita quasi DOPPIATA. Che alla fine non si capisce chi doppia chi e ne viene fuori un gran pasticcio che spero non finisca in fuochi d’artificio, i botti mi hanno sempre messo una certa paura.
“D’un tratto una macchia schiarisce appena e vedo una stella, piccola, pulsante di parole: la guardo attentamente e ascolto la sua luce. Mi parla di speranza.” Quanta forza ci vuole per tirare il naso in su…
Non mi resta che ringraziarLa per avermi fatto dono di questo ingresso libero nella vostra esistenza – Sua e di M., beninteso!
Valentina Contarino
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... tanto da obbligarmi a risponderLe nel riquadro in fondo a…link text
Buona domenica a tutti!

scritto da Frank Spada · 6 ottobre 2012, 10:21 · 

 

Guardando il polso…
Sono le 6 in punto, io sono sveglia dalle 8 – del giorno prima.
Porto la faccia davanti allo specchio, chignon, una puledrina che galoppa tra le clavicole, denti chiari, seta, orologio…
Sono le 8.13, io sono sveglia dalle 8 – del giorno prima.
Siedo in un bar dove si respira aria di potenti o potentati, mi accompagna un macchiato, basto io ad esser nera come il carbone e poi lui: > – mima qualcosa di grande intorno al capo – > – conclude. “Uomo amante delle cose belle” – penso. Alla fine riesce a mettermi una mano sulla spalla: >.
Sono le 13.37, io sono sveglia dalle 8 – del giorno prima.
Lascio il mio fondo schiena sulla sedia, dopo 4 ore di attesa mi accorgo che c‘è qualcuno che mi osserva, ma ho mal di testa e mi ci vuole un caffè, amaro. Occhiali prego, che non si sa mai che sguardi puoi incrociare e…
Sono le 16.50, io sono sveglia dalle 8 – del giorno prima.
“Firma questo libretto, ho una puledrina da portare a trottare e una mano da stringere”... sfilo la mia Bic (regalatami da un anziano signore un giorno, per strada, convinto di aver incontrato un angelo piuttosto che una strana ragazza imbronciata)... Verrà il tempo per la Diamantata a sfera, quella che ha le iniziali con M.B. Intanto lascio che sia l’entusiasmo di un Amico con dita d’inchiostro digitale a diamantare il mio sorriso.
Sono le 18.16, io sono sveglia dalle 8 – del giorno prima.
Mi convinco che dovrò comprare un’altra scatola da mettere in cantina, l’ultima si riempie di carta in moneta che costa fatica, in due parole: manuali scientifici!
Sono le 19.58, io sono sveglia dalle 8 – del giorno prima.
C‘è qualcosa nelle gambe che mi dice che sono stanca, ma io non ascolto, alle 21 accenderò la tv dopo tantissimo tempo e dormirò fino alle 8 – del giorno dopo!

scritto da Valentina Contarino · 9 ottobre 2012, 22:15 · 

 

Valentina Contarino
Che dirle?
Grazie per averci lasciato questo pezzo di bravura, veloce, puntato dritto a una meta: pubblicista > giornalista > novelist… secondo me sì, perché di jazz lawyers ne conosco pochi come lei, in grado di disaccoppiare il teste – convocato da un No Problem controparte – guardando l’orologio che non s’allaccia al polso ma che le batte in testa.

scritto da Frank Spada · 10 ottobre 2012, 09:26 · 

 

Veo que el detective està encaprichado… occhio a non scivolare sulle cartine dei cioccolatini sparse a terra colpito dai toni bassi del refrain di quel bestione di Earl Bostic…

scritto da Andrea · 11 ottobre 2012, 16:35 · 

 

Andrea
los encaprichamentos… la vida senza luz es como una caretera que… a me gli occhi, amico mio, e incamminiamoci verso la notte senza paura!
Muy obligado.

scritto da Frank Spada · 11 ottobre 2012, 17:58 · 

 

Mi piace questo blog multietnico e senza frontiere! A proposito di cioccolatini, è iniziata la stagione…

scritto da marta · 11 ottobre 2012, 18:10 · 

 

E ora, Anna Achmatova…
Spalancato è il portone, e i tigli sono come mendicanti,
ed è cupa la secca doratura dell’incrollabile concavo muro.
Sono pieni di rombo gli altari e le cripte
e vola oltre il Dnepr l’ampio scampanio.
Così la pesante campana di Mazepa
rintrona sopra la piazza di Santa Sofia.
Sempre più minacciosa imperversa, inflessibile,
come se qui si giustiziassero gli eretici,
mentre nei boschi d’oltrefiume, riconciliata,
rallegra piumosi volpacchiotti.

scritto da Leila Mascano · 11 ottobre 2012, 19:11 · 

 

Leila Mascano
di A. Achmatova non ne so un granché, salvo che battezzò Brodskij!

scritto da Frank Spada · 12 ottobre 2012, 11:49 · 

 

E’ dono dei poeti rivelarsi in pochi versi. Alcuni scorrono come acqua sulle pietre di un fiume, altri vi s’incidono per sempre.Se questa breve poesia le suscita qualcosa, forse vorrà cercarne altre, e allora, solo allora, forse vorrà conoscere chi era Anna Achmatova; altrimenti queste nozioni farebbero parte d’una generica “cultura” da telequiz, mentre si può essere coltissimi e ignorare tranquillamente tutto dell’Achmatova tranne che fosse una poetessa, e magari neppure quello;perché i propri interessi non toccano affatto la poesia, perché non ne conosciamo l’opera, perché ne abbiamo dimenticatoanche il nome. Non ha nessuna importanza. Se ogni tanto trascrivo qui dei versi, non è per far sfoggio di cultura (quale, se basta possedere un libro?) ma nella speranza che la curiosità accenda qualcuno, che il “mio” poeta magari se lo vada a cercare. In altri versi, magari, non sull’enciclopedia.

scritto da Leila Mascano · 12 ottobre 2012, 19:28 · 

 

Leila Mascano
se il “suo” poeta non conosce gli scritti della Achmatova, gli consigli di non perder tempo, tanto meno in un’enciclopedia e cavalcando un velocipede.
Se poi penso che non coltivo pietre, ma miliarità confidenziali con “chi” mi ha battezzato a inizio vita… quizzi come lanci e lasci perdere la genericità dei fatti (certamente non incidentali, ma incisi in dischi e dischetti, anche jazzistici per rinnovarmi emozioni e ricordi).

scritto da Frank Spada · 13 ottobre 2012, 08:17 · 

 

No, no: intendevo dire che se il lettore, un qualsiasi lettore,va a cercare il poeta che ho scelto (il “mio” poeta) lo considererei un successo. Forse la frase si prestava ad essere ambigua, in tal caso me ne scuso con i miei cari amici.

scritto da Leila Mascano · 13 ottobre 2012, 13:46 · 

 

Leila Mascano
se permette, in ragione di parole che spesso usiamo allargandone il significato (come da dizioari elementari), al suo no aggiungo il mio: non ha nulla di che scusarsi con nessuno: l’ambiguità esercitata assieme, giocando onestamente e da molto tempo, è la nostra distinzione. E questa sì che è un successo interpersonale tra chi si stima assai e il resto numerale dei ciecovedenti in confusione, che spammano commenti, triturati via dal sistema automatico dello sbianchettamento Robin, lasciando spazio agli amici che non temono l’obbligatorietà di inserire in chiaro la propria mail.

scritto da Frank Spada · 13 ottobre 2012, 15:35 · 

 

Il duettare tra due scrittori è già motivo per ascoltare. Seguendo consigli, poi, si scopre tesori. Non necessariamente letterari.

scritto da marta · 13 ottobre 2012, 15:56 · 

 

marta
qui non vedo due scrittori, ma due amici sì. “Non necessariamente” concordanti, anche musicalmente, ma l’età di entrambi è certificata da due epoche diverse, riunite dalla fortuna, più che dal caso, per condividere e allargare il panorama “quotidiano”.
Buon fine settimana.

scritto da Frank Spada · 13 ottobre 2012, 16:58 · 

 

Colgo lo stimolo e nutro la mia curiosità che viene col suggerimento di chi sa…

Quanto al duetto mi associo all’opinione della signora Marta e aggiungo che proprio il Duca disse che: il miglior duetto al mondo è quello formato da un uomo e una donna. Meglio se questi due tengono in mano una penna senza inchiostro e riescono comunque a farla suonare.

Saluti.

scritto da Valentina Contarino · 13 ottobre 2012, 17:31 · 

 

Valentina Contarino
sarebbe troppo facile accennare a un nero distintissimo e elegante, con una sfilata di denti sorridenti aperti in luce e una Lady… ops, credevo di trovarmi ancora là e invece… Lonely Woman, la sua penna sul palchetto e siamo tutti felici di risentirla qui.
Vero Leila? (vedo che annuisce, certa che più penne ci saranno e più il “comune” panorama allungherà la vista)
Buona domenica a tutti, amici della libera scelta.

scritto da Frank Spada · 13 ottobre 2012, 18:37 ·

 

A proposito di più penne, ho ivitato a partcipare al nostro blog un perfetto sconosciuto, scambiandolo per qualcun altro. Mi avrà trovata originale, ma questa non è una vovità.
Voglio dire novità. Mi chiedo che salti ogni tanto in mente alla mia dispettosa tastiera, e cosa sia la vovità: forse l’essere come una bevanda corroborante a base d’uovo, mai assaggiata in vita mia, e magari chissà che mi sono persa. Quanto al meno penne,senz’altro è uno squallore, tanto sul blog che nel piatto.

scritto da Leila Mascano · 13 ottobre 2012, 18:54 · 

 

Su gentile e premuroso invito del padrone di casa:

La morte di Dora…
No, non è una storia di fantasia, che di quella ne ho sempre avuta poca e per questo mi hanno spesso rimproverato la mancanza di romanticismo. In realtà è il racconto di un episodio accadutomi ieri pomeriggio.
Tornavo a casa, camminavo svelta nella scorciatoia che prendo di solito per arrivare prima: il binario! Capirete perciò perché camminavo svelta. Trotterellavo tranquilla con l’orecchio teso a sentire se per caso le sbarre venivan giù quando quasi inciampo su uno dei tanti sassi che ricoprono il letto del binario.
Quasi inciampo quindi… abbasso gli occhi e la vedo: Dora!
Una farfalla incastrata tra due enormi sassi che si dibatteva con l’unica ala rimastale libera. Esclamo un generoso: “ohhh” e faccio per andarmene. O meglio sarebbe quella l’intenzione, ma i piedi restano puntati a terra e mi richiamano all’ordine. E’ strano come la mia sensibilità non pulsi in petto ma sulle piante dei piedi. Ad ogni modo, libero Dora (nome di fantasia che le ho dato senza sapere bene perché). La prendo tra le mani, ma non può più volare. Il suono molesto delle sbarre che vengono giù inizia a far la voce grossa. La porto con me. Si dibatte per un po’ e mi solletica i palmi delle mani, io intanto mi tiro via dal binario. Sta morendo e mi sento tristissima. Tolgo il cappello e la appoggio lì per il resto del percorso che mi separa dall’arrivo a casa. Apro la porta, nemmeno mi libero dal soprabito, poggio il cappello sul tavolo e prelevo Dora che adesso muove l’ala buona lentamente… che fare? Che fare? Non bado neanche a chi più per educazione che per vero interesse mi chiede com‘è andata la giornata.
“Mannaggia a me, lo so che morirà, perché diavolo me la son portata in casa?” Beh, alla fine lei è lì che solleticandomi mi chiede di adagiarla in un posto dove possa morire quieta. Le scatto due foto mentre pian piano si addormenta e la riporto fuori, in un’aiuola di rose bianche e margherite.
Era ancora viva…

scritto da Valentina Contarino · 14 ottobre 2012, 20:29 · 

 

Come vola il tempo, è già passato un anno, mi sembra ieri, caro Frank!
Che sia perché Valentina Contarino… la sua impudenza ha avuto quel che si meritava in casa Robin, dove ho letto… Dora che non muore poi… bravissima!
Ora mi domando se avrete abbastanza inchiostro per tante penne, per invogliarmi a commentare ancora, ché non si pensi che non seguo il Cannocchiale stando in silenzio.
Una carezza a Valentina, un saluto affettuoso a Leila Mascano e un abbraccio a tutti da una farfalla che per fortuna è ancora viva.

scritto da butterfly · 15 ottobre 2012, 10:09 · 

 

butterfly
se non ricordo male l’ultima volta che ho letto il suo nome fu su Scrigno letterario – resta il fatto che quel che dice oggi è verità inconfutabile, direi quasi ovvia, come se qualcuno mi dicesse che oggi è Lunedì.

Valentina Contarino
faccio prima a fare copiaincolla:
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La fruizione di un post, singolare e straordinario, solo all’interno di uno spazio metropolitano, se da un lato, o ala, dimostra che per allestirlo nel miglior modo possibile bastano due ingredienti: un’ambientazione su una mano e una protagonista innocente, potenzialmente mortale, dall’altro invita +Valentina Contarino a liberare dalle restrizioni i suoi pensieri e renderli pubblici.
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Grazie per aver scelto di pubblicarli qui.

scritto da Frank Spada · 15 ottobre 2012, 10:33 · 

 

Chissà cosa si ama e cosa si detesta. Non mi piacciono i gechi, o forse non mi piacevano. Forse perché somigliano a piccoli dinosauri, chi lo sa. Ma vivendo in una casa con terrazza e annesso giardino, i gechi finisco per ritrovarmeli sempre in casa.Inavvertitamente ne uccisi uno, chiudendo la finestra. Era piccolo,grazioso, come un minuscolo feto e mi addolorai moltissimo per averne provocato la morte. L’estate seguente ne trovai uno stecchito, completamente disseccato, morto che più non si poteva…non so perché, lo bagnai con un po’ di acqua fresca. Come certi fiori di carta giapponesi al contatto dell’acqua si animò, parve ritrovare spessore, e guizzò via tra i vasi di menta. L’equilibrio era ristabilito, ed io ne fui felice. Ora i gechi vivono al capo opposto della mia terrazza, e li trovo buffi. Talvolta una loro codina arricciolata spunta da un quadro di Carlo III. Chissà perché quel quadro. Con Murat non è mai successo.

scritto da Leila Mascano · 15 ottobre 2012, 21:01 · 

 

Leila Mascano
chissà perché Divaga come fosse la Decana che poi lo è di fatto per l’età delle sue monete d’oro sempre in mostra in luoghi iconografici o conservate in Scrigni letterari che la curiosità di chi non la possiede non esplora, quasi a dirci cri-crì-cri-crì-ven-fur-di-lì , che a occhio e croce, contato il tempo che ci manca… sa cosa le dico: Fammi ridere (dandole del tu come ha titolato).
Quanto ai gechi, molti anni fa rabbrividii nel vederli perlustrare le pareti azzurro chiaro soffittate bianco gesso spatolato di una casa – aperta a vetri trasparenti e scuretti come gelosie – sul panorama della costa napoli/caprese che oggi, chissà perché, mi piace ricordare per memorizzarmi la gioventù di allora. Che fu anche felice con chi mi stava accanto.

scritto da Frank Spada · 16 ottobre 2012, 08:44 · 

 

Lo ammetto, sono svagatamente ostinata, come l’ombra di Peter Pan.

scritto da Leila Mascano · 16 ottobre 2012, 12:03 · 

 

Inaspettatamente colgo la carezza di un’ala farfallina che sorride della sua non-fine e mi delizia con poche e sincere parole. Grazie Butterfly per aver fatto un salto fuori dal suo attento silenzio musicale per lasciarmi un sorriso che se non può vedere le assicuro comunque che c‘è!

I gechi sono animali simpatici, a volte un po’ bizzarri e se c‘è chi li ama convinto di trarne fortuna, c‘è chi li detesta persuaso della loro bruttezza… poi c‘è chi li accetta per quel che veramente sono e allora può accadere che si riesca a riportarli in vita o a ricordarsene uno su pareti azzurre come il mare di Capri in una calda mattinata estiva in cui l’acqua timida al sole è segretamente ansiosa di evaporar sotto di esso.

Buona giornata esploratori.

scritto da Valentina Contarino · 16 ottobre 2012, 12:34 · 

 

Per chi è di Roma, e dintorni, e si interessa di Poesia, faccio appena in tempo a segnalare che l’amico Mario Quattrucci…

LIBRERIA NERO SU BIANCO

Via degli Spagnoli 25 ─ Roma 

17 OTTOBRE ore 18

Nell’ambito delle serate di poesia 

Cartapesta cartacanta: dichiarazioni clandestine

a cura di Mariangela Mincione & Mario Quattrucci 

presentazione del libro di 

ROSA PIERNO

ARTIFICIO

Ed. Robin 2012

presenta GILBERTO ISELLA

scritto da Frank Spada · 16 ottobre 2012, 12:57 · 

 

Che bello leggere come giocate con le storie reiventandole. E’ questa la magia della scrittura: non c‘è parola “fine” che regga, tutto si può stravolgere, cambiare, rivoluzionare. Magari si potesse fare questo nella vita reale!!!

scritto da Carla · 16 ottobre 2012, 14:07 · 

 

Da queste parti si passa spesso e volentieri, si leggono cose mai banali, si sta tra amici. Benvenuta a casa di Frank, Valentina, il suo scrivere veloce mi incuriosisce.

scritto da paolo · 16 ottobre 2012, 15:31 · 

 

A onore di memoria, confesso che a Peter Pan non dispiaceva far arrossire Trilly, cara Leila che ti vogliamo tutti bene, mentre vorresti farci credere che svagando non lo sai – ostinata sì e neanche tanto in ombra :)

scritto da Frank Spada · 16 ottobre 2012, 16:32 · 

 

Leila Mascano
Carlo III? Ho indagato la perplessità, forse non è chi lei ha pensato, errando.
Murat invece, lei certamente sa perché lo cita.
Buona giornata, cara amica cara ché lo sa di essermi cara, che ogni tanto m’impensierisce perché le sono affezionato.

scritto da Frank Spada · 17 ottobre 2012, 11:07 · 

 

“Ciò che egli (Peter) poteva pensare…doveva esser questo: che appena messi vicini lui e la sua ombra si sarebbero uniti come gocce d’acqua; e quando ciò non accadde ne fu atterrito”. Come vede, c‘è un’ombra dispettosa che fa di testa sua nel primo capitolo della seconda parte di Peter Pan, quella che lui tenta di appiccicarsi ai piedi col sapone, e Wendy gli ricuce. Era quella l’ombra alla quale scherzosamente alludevo, non l’amata Campanellino!
Quanto a Carlo III, non capisco il suo stupore. Certo, era un sovrano assoluto, e dunque spediva in esilio o al confino chi era all’opposizione; ma a Napoli si fece molto amare. La madre era una Farnese, e lui arricchì Napoli dei tesori di quella collezione. Fece costruire le regge di Capodimonte, di Portici e di Caserta. Tentò di frenare il potere eccessivo del clero, e al tempo stesso quello dei signori nei loro feudi. Cercò di favorire il commercio, impiantò una fabbrica di pregiate porcellane, abbellì Napoli con grandi opere. riorganizzò l’esercito. Perfino il Colletta dovette riconoscerne alcuni meriti. Certo non era un intellettuale, e coltivava come tutti i Borboni una sfrenata passione per la caccia: temeva per la sua salute mentale, e credeva al detto Mens sana in corpore sano. Cattolico, difensore della famiglia, fu uno dei promotori del presepe, di cui era appassionato cultore. Quando se ne andò a governare in Spagna, lasciò un anello a lui assai caro trovato in quegli scavi (di Pompei ed Ercolano) che lui stesso aveva promosso, perché pensava di non avere il diritto di portarselo via. Napoli gli rimase dentro come un sogno felice; in Spagna perse ancora giovane la moglie adorata, e piombò in una lunga, cupa depressione, che talvolta solo la musica riusciva ad alleviare…Invito chi è curioso di storia a leggere il bellissimo libro I Borboni di Napoli, scritto da Harold Acton per Giunti, una lettura piacevolissima e quanto mai illuminante.

scritto da Leila Mascano · 17 ottobre 2012, 13:54 · 

 

Interessantissimo il suo post Leila. Peter e la sua ombra fanno tenerezza e il ritratto di Carlo III è notevole. Ma quello che mi aveva incuriosita prima era il rapporto del geco con Carlo III. Perdoni la mia improntitudine, ma le sarei grata di un chiarimento. Anche perché a me i gechi piacciono e ancora di più i camaleonti che spesso ho incontrato nel Mediterraneo medio orientale.

scritto da Gloria Gerecht · 17 ottobre 2012, 18:27 · 

 

Il quadro di Carlo III si trova sulla parete di una porta-finestra che dà su una piccola rampa di scale che conduce alla terrazza sottostante. Sul muro si arrampica una vite americana, e naturalmente i gechi. Forse perché la parete dove c‘è il quadro di Carlo è la stessa della porta-finestra, e la terrazza è tutta a mezzogiorno,quindi più calda delle altre, lo spazio tra questo quadro e la parete sembra essere il rifugio favorito dei gechi (in verità del geco, sempre lui, anche se in verità saranno più d’uno). Qualche volta imprigiono il geco in un bicchiere, facendo scorrere sul muro una cartolina, e lo porto nel giardino di fronte. Ma immagino che lui, come i gatti, ritrovi la strada di casa.Una volta ne ho tirato fuori uno con una zampetta schiacciata da sotto alcuni detriti durante i lavori in giardino, e gli ho dato da mangiare il cibo dei pesci rossi finché non si è rimesso. Trascinava un po’ la zampa ma stava benissimo, sicché ho portato anche lui fra i vasi di menta. Però anche se la menta è bellissima e profumata, non la uso mai, non quella di quei vasi, almeno.Bisogna tenere un minimo di distanza! Una piccola curiosità, i gechi fanno un rumorino, come se squittissero. La porta della mia camera da letto è sempre chiusa, temo che sconfinino, ma naturalmente è un puro fatto simbolico, volendo ahimé arrivano dappertutto.

scritto da Leila Mascano · 17 ottobre 2012, 21:05 · 

 

Combattuta tra la pietas e il rigetto!
I gechi sono utilissimi per eliminare le zanzare. La prima volta che ne vidi uno sul soffitto della mia camera a Gerusalemme chiamai il cameriere impaurita. Si rifiutò di scacciarlo perché mangiava gli insetti. Passai tutta la notte col terrore che mi cadesse sul viso mentre dormivo. Non accadde:ho scoperto che rimangono tranquilli al posto loro per sparire al mattino e alla fine li ho presi in simpatia.
Diverso il rospo. In campagna ce ne era uno enorme che si era installato davanti alla porta di casa. Mia figlia ed io dovevamo entrare schivandolo. Lo avevamo chiamato Cirillo, tanto per vincere il ribrezzo. Se veniva qualche ospite gli sputava sui piedi. Quando chiesi a un contadino di sbarazzarmene mi rispose che ero fortunata ad averlo perchè era ottimo per gli orti. Mi offrii subito di cederglielo, ma lui sorrise e assicurò che non voleva privarmene. Cirillo rimase lì tutta la stagione, poi sparì.

scritto da Gloria Gerecht · 18 ottobre 2012, 07:24 · 

 

Che immagini, vividezza, sentimenti in gioco tra parole metaforiche e allusioni certe!
Mi complimento con entrambe, Leila Mascano e Gloria Gerecht, e lascio alla curiosità del panorama interrogarsi sulla vitalità delle scrittrici.

scritto da Frank Spada · 18 ottobre 2012, 10:47 · 

 

Ieri ho sentito ad un reading una domanda che mi ha lasciata sbalordita: E’ più facile scrivere prosa o poesia? La domanda era impropria, impropriamente rivolta a una poetessa che ha abolito la cesura del verso,lasciando solo alla cadenza delle parole stesse, alla loro insita musicalità,il compito di scandirne il ritmo. Prosa poetica, dunque.Magari bisognava chiederlo a una poetessa che scrivesse di letteratura.Poi bisognava porsi la domanda se valesse la pena di farla, questa domanda.Perché “signora mia”, come direbbe Arbasino, la Vispa Teresa viene più facile da scrivere dell’Ulisse di Joyce, ma certo L’Orlando Furioso richiede più impegno poniamo di Tre metri sopra il cielo di Federico Moccia. Il bello che invece di rispondere “Madame, ma che bubbole son queste?” che sarebbe stato poco carino, si è detto quel che si poteva sulla difficoltà insita nel fare questo o quello. Così anche nel breve dibattito, che non è stato tale, proprio come nella presentazione, si sono intrecciate tante parole , fin troppo dotte, fin troppo “alte”, e per mantenersi sul filo di quel che si è detto in modo più complicato,il troppo denso significante fa perdere di vista il significato, e le parole, ridotte a suono,passano sulle nostre teste,leggere come l’aria, insieme a Torquato Tasso, il 500, il Barocco, Roma antica e mille complicatissime cose,e chi più ne ha più ne metta. Tanto che viene spontaneo ammirare l’intervento d’un poeta poco diplomatico, per così dire “a gamba tesa”, che “puntualizza” affermando bruscamente quel che pensa, e altrettanto bruscamente tace.
Fuori Roma, sontuosa e barocca, coi fantasmi di Andrea Sperelli ed Elena Muti che scivolano ad un passo da noi, nelle stanze ove…
Del resto, in questa città così dannamente prosaica, per fortuna, nonostante tutto, la poesia è nell’aria.

scritto da Leila Mascano · 18 ottobre 2012, 14:00 · 

 

Mi rallegra la speranza che in questo nostro circoletto siamo in pochi, o qualche ben diretto accidente metterà in forse la vitalità di qualche scrittrice scherzosa,che di tanto in tanto si diletta di poesia.

scritto da Leila Mascano · 18 ottobre 2012, 14:04 · 

 

La vitalità è un’euforia passeggera, transitoria come l’ispirazione, frizzante come uno zefiro su Andrea Sperelli mentre scende la gradinata di Trinità dei Monti in una splendida ottobrata romana.
Un soffio gelido la sconcerta, la increspa in un brivido e subito corre a rifugiarsi al caldo. In un’alcova.

scritto da Gloria Gerecht · 18 ottobre 2012, 15:00 · 

 

Leila Mascano
... non ho parole!
Ah! se in quel reading…
ps – visto e confermato.

scritto da Frank Spada · 18 ottobre 2012, 18:40 · 

 

Lo sapevo che prima o poi, meglio prima, Napolitano avrebbe risposto all’invito – v. commento 24 settembre h 12:07 – balbettando un poco e cercando di informarmi, per quanto gli è possibile, che la situazione sta precipitando e che i tornelli di chi non vuol mollare, o lascia che in ogni caso è vecchio di legislature, si sono oliati tanto da… la Melandri Presidente del maxxi?!!!

scritto da Frank Spada · 19 ottobre 2012, 16:58 · 

 

Qui a Roma è stata una bella domenica di sole…sono rimasta felicemente sorpresa, sfogliando Il sole 24 ore, di trovare nella rubrica “Parola di libraio” tra i libri consigliati Doppio Marlowe di Frank Spada” un bravo autore di noir classici, un friulano amante del genere che scrive sotto pseudonimo”.
Accidenti, Il sole 24 ore! Mi rallegro con Frank, insieme credo a quanti seguono questo blog, perché sono ormai tante le voci, anche autorevoli, che ne riconoscono l’indiscutibile talento di scrittore.

scritto da Leila Mascano · 21 ottobre 2012, 18:22 · 

 

Caro Frank, mi metto in coda: complimenti. La segnalazione nella rubrica del Sole 24 Ore è davvero una giusta ricompensa. Parola di lettore!

scritto da Madi · 21 ottobre 2012, 19:09 · 

 

Mi associo e mi congratulo, Frank. Chissà che qualcuno, molto in alto, sia in grado di leggere tra le sue righe…

scritto da paolo · 22 ottobre 2012, 14:36 · 

 

... per galoppare via con la testa rivolta all’indietro e gli occhi puntati sullo starter!
Grazie, amici di Poche chiacchiere .

scritto da Frank Spada · 22 ottobre 2012, 17:48 · 

 

Come diceva la classica Signoramia: Complimenti per la trasmissione!
Detto sul serio: ich gratuliere. Gloria

scritto da Gloria Gerecht · 23 ottobre 2012, 11:01 · 

 

“... l’omo nun s’impara ad abbozzà.”
Lo fa e basta: dank u veel, gentile Gloria, in ragione di un roman dedicato ai miei biondini.

scritto da Frank Spada · 23 ottobre 2012, 11:27 · 

 

Un celebre fotografo di moda ha detto che tra mille bellissime aspiranti fotomodelle, forse una diventerà il Volto. La bellezza è importante, certo, ma soprattutto conta un quid misterioso, che fa di una bella tra le belle “lei”. E’ l’unicità.
Io la penso come quel fotografo, e mi pare che questa unicità sia un dono raro, una cifra che distingue non solo una fotomodella o una diva, ma anche uno scrittore, qualcuno che si ricorda, che si riconosce.Insomma, presenza scenica sulla pagina, come sul palcoscenico o sullo schermo.

scritto da Leila Mascano · 23 ottobre 2012, 14:28 · 

 

Sono colpevole di una piccola mancanza. Ho saltato il post di Butterfy, con i suoi saluti per me. Ecco, si dice che quando una farfalla ti sfiora, o ti si posa addosso, sei toccato dalla fortuna, e in fondo non è già una fortuna che tanta lieve bellezza ci sfiori? Ricambio dunque i saluti della farfalla con un sorriso e un grazie.

scritto da Leila Mascano · 24 ottobre 2012, 15:38 · 

 

La Nike di Samotracia mi piace. Veramente ti leva il fiato…è gigantesca, e anche nei grandi ambienti del Louvre resta grande. Un tempo andavo spesso a Parigi, e le mie visite al Louvre erano frequenti. Eppure la Nike mi affascinava sempre. Mi sono chiesta tante volte che testa avesse, e che volto. Stasera ho sentito dire da un dotto relatore che presentava un libro di poesie: la Nike di Samotracia, incoronata d’alloro…Sì, la rappresentazione della vittoria è in genere coronata d’alloro, ma che lo fosse anche quella di Samotracia è una supposizione, in quanto “quella” Nike è acefala. C‘è stata anche un po’ di confusione, con Tantalo cui veniva mangiato il fegato…
Il fatto è che Tantalo aveva avuto la pena di non potersi cibare…era Prometeo quello del fegato. Il fatto è che che quando si è bravi si parla a braccio…peccato che un dotto intervento magari poi sia rovinato da questi svarioni.
Non è il caso di perdere la testa, o di rimetterne una dove non c‘è, poi magari uno ci ripensa, si rende conto e vorrebbe mangiarsi il fegato. Come Prometeo, anzi in questo caso giustamente come Tantalo.

scritto da Leila Mascano · 24 ottobre 2012, 20:56 · 

 

Concordo! :-)
Mi ricordavo di rappresentazioni della Nike con una corona d’alloro in mano. Allora sono andata su google immagini per controllare. Ho trovato solo foto di scarpe.

scritto da Gloria Gerecht · 25 ottobre 2012, 09:28 · 

 

Leila Mascano
Quando i miracoli erano all’ordine del giorno, ieri.
_________________________

Gloria Gerecht
Quando le scarpe camminano, oggi.

scritto da Frank Spada · 25 ottobre 2012, 11:03 · 

 

Anche ieri le scarpe camminavano, anzi volavano. Per esempio quel paio di mocassini Gucci che s’involarono ai piedi di una mia prozia che prese l’aereo per tornarsene a Londra lasciandomi le sue brutte scarpe da Mary Poppins. Laconico il biglietto: “Non avrei avuto mai coraggio di comprarmeli”.
Lei prendeva molto, ed era difficile farglielo mollare, come un personaggio di Woodhouse.
Morendo lasciò scritto “Mi sono molto divertita e soprattutto ho fatto di testa mia”.

scritto da Leila Mascano · 25 ottobre 2012, 19:40 · 

 

Cara Leila, si ricorda quando un famoso calciatore disse che la prossima partita sarebbe stata “una spada di Diogene”? Agli sportivi (sic!) tutto si perdona…

scritto da paolo · 25 ottobre 2012, 19:44 · 

 

Il tempo gira o prosegue in linea retta? Un tizio disse che la felicità è desiderio di ripetizione e per sfatarne il mito concluse il discorso tracciando una linea retta che chiamò Tempo. Quelli del partito “il tempo gira, torna e poi riparte”, invece, non mi hanno convinta, non ho fatto la tessera perciò. Chiudo un libro per cominciarne un altro e consumo le scarpe su una retta disegnata con l’ausilio di un righello storto. Il Tempo non è dritto né tondo, non esiste! La mia strada s’imbatte in nervosi segni d’interpunzione e parole fatidiche, in sogni allucinati e profezie quanto MAI reali… Forse è il caso di cominciare a camminare scalza: le scarpe, a volte, sono un’invenzione inutile come il Tempo! 

Arrivederci…

scritto da Valentina Contarino · 26 ottobre 2012, 16:03 · 

 

Valentina Contarino
... ss’ffari… va!
_________________________
ps – vale per tutti: non sarà che ci scambiamo sòle per il fine settimana?

scritto da Frank Spada · 26 ottobre 2012, 16:29 · 

 

Il tempo, purtroppo, non torna e ieri non esiste più. Guardare avanti, provando e riprovando a giocare a scacchi con i sogni, questo invece ci è concesso. Anche scalzi.

scritto da anna · 26 ottobre 2012, 16:32 · 

 

Anna Il tempo:un matto che si cerca di mettere in scacco!
______________________

Frank: ss’ffari… sì!

scritto da Valentina Contarino · 26 ottobre 2012, 16:46 · 

 

anna
... ora ci si mette anche lei!
Qui ne usciamo matti, ché gli scacchi hanno donzelle e cavalieri, cavalli e regine… per non dire dei pavimenti piastrellati bianchi e azzurri, che ci muovono tutti.

scritto da Frank Spada · 26 ottobre 2012, 16:56 · 

 

@Paolo: no, non me lo ricordo, ma grazie per avermelo raccontato. Il papà di Cecchi Gori disse: C‘è chi può e chi non può. Io può. Carino, vero?
E giacché siamo in tema di cronaca, il tempo non esiste. Non per una strepitosa Amanda Lear, 73 anni, che chiude la sfilata di Versace vestita, si fa per dire, come una coniglietta di Play boy, con un fisico impeccabile generosamente esibito. Direte le plastiche…mah, per la parte interna braccia cosce plastica non c‘è...Ci vuole innanzitutto la materia prima, e poi anni di palestra e ginnastica, ma chapeau! E poi è intelligente e spiritosa. Magari non simpatica, ma bella intelligente e spiritosa difficilmente riscuotono simpatie…ma successo, pare, sì.

scritto da Leila Mascano · 26 ottobre 2012, 18:26 · 

 

Ho passato l’estate a casa, né mare né monti. Ma se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto. Domani, grande manifestazione romana, al grido: Monti a casa! Purché non a casa mia…

scritto da Leila Mascano · 26 ottobre 2012, 18:31 · 

 

Un tempo, ma forse anche ora, a Napoli nella Villa comunale passavano i venditori di spassatiempe, cioè semi di zucca, noccioline,lupini e così via…le fusaje romane. Così spilluzzicando si passa il tempo, e intanto il tempo se ne sta lì, immobile…Per spiegare il concetto di tempo, Einstein ci chiedeva di immaginare un funerale visto dall’alto…proprio così, però tralasciava, carinamente, di dire che era il nostro.
Sempre a Napoli, una pubblicità: “Senza fretta, e solo quando non potete rimandare, siamo qua.” Indovinate…
A questo punto, uno scongiuretto non guasta: Aglie e fravaglie, fattura ca nun quaglie…

scritto da Leila Mascano · 26 ottobre 2012, 18:40 · 

 

Oddio, che scrivo…perché non rileggo? Bellezza, simpatia e spirito, about Amanda Lear, non riscuotono…
Ma sarà vero poi? O non sarà piuttosto che talvolta è la spavalderia che qualche volta si associa a queste qualità a risultare antipatica? Eppure qualche volta anche quella è una specie di scudo.

scritto da Leila Mascano · 26 ottobre 2012, 20:13 · 

 

Da tre anni a questa parte sono invecchiato, mi sento stanco più di sempre, ma vorrrei giocare ancora. Le gambe steccate come secche, che quelle di un burattino avevano almeno il perno rotulante… e oggi piove, e il barometro alle spalle lancia giù le tacche, e se sorrido ancora – perché il buonumore non mi manca, benché indebolito dall’età di un ruolo che rimescola le carte – ciò non promette nulla di buono.
Geppetto… oh, gliele rifece quelle gambe, ma le mie… scalderanno il cuore sollevandomi l’impegno di continuare a chiacchierare, o bruceranno tutto in casa?
E pensare che sarebbe bastato un cenno di saluto, meglio una carezza, su un nome che ha aggiunto la sua penna alle vostre, Leila e Gloria, indifferenti e distaccate dalla gioventù che invece allarga il panorama a lenti rovesciate, canocchialando a vista e senza rete, per sentirmi meno solo.

scritto da Frank Spada · 27 ottobre 2012, 09:45 · 

 

@Non mi sento né anagraficamente né moralmente distaccata dalla gioventù. Tutti sanno che sono aliena dalle carezze, tanto dal farne che dal riceverne. Farle mi viene difficile, riceverne mi imbarazza.

scritto da Leila Mascano · 27 ottobre 2012, 16:08 · 

 

Leila Mascano
allora la imbarazzerò immediatamente!

scritto da Frank Spada · 27 ottobre 2012, 16:35 · 

 

La gioventù è un fatto anagraficamente superato, come le carezze. Non toglie che osservo, senza rimpianti e senza voyerismo, il mondo che mi circonda. Come tutti i timidi ho sempre paura di essere rifiutata e questo mi ha spesso impedito di esternare i miei sentimenti.

scritto da Gloria Gerecht · 27 ottobre 2012, 18:17 · 

 

Gloria Gerecht
giù i vestiti e allontani la timidezza che la frena, dunque le lascio una carezza a filo schiena!
ps- buona serata a tutti, se ci siete, altrimenti ci si sente.

scritto da Frank Spada · 27 ottobre 2012, 18:36 · 

 

Stamattina ho incontrato un udinese che mi ha detto: Gastu visto che robe in America! – ho annuito un cenno con il capo e gli lasciato una domanda sorridendo: Ma ti, sastu niente de quel ni-gno?
Ha sollevato gli occhi e poi ha esclamato: Ah, qua la va a finir chel mondo el se ribalta, i ne magna via anche i Santi e i ne lassa solo i Morti!

scritto da Frank Spada · 31 ottobre 2012, 11:16 · 

 

In linea generale non mi piacciono molto le mode in qualche modo imposte soprattutto dalla pubblicità che ci vengono dall’America. Ma, superato il primo momento di perplessità, mi sempra grazioso questo Halloween con i suoi fantasmini, piccoli pipistrelli, streghette in miniatura. Si travestono soprattutto all’asilo, o in qualche festicciola fatta in casa, per cui si vedono sfilare sotto gli ombrelli gnomi frettolosie e allegri mascherati da morticciole e vampiri. Noi, a cui in genere il quotidiano riserva più scherzetti che dolcetti, ci rallegriamo per contagio,e ci sembra che questi giorni malinconici un poco s’illuminino del riverbero di quest’ingenua allegria.

scritto da Leila Mascano · 31 ottobre 2012, 14:48 · 

 

Rientrato ora da un pomeriggio tardo locato a mangiar paste, concordo con Leila Mascano e le lucette accese fronte strada, o in un piccolo giardino dove i miei biondini si stanno già pizzando nannerolando gli occhi al sonno senza brividi con una zucca accesa.

scritto da Frank Spada · 31 ottobre 2012, 20:09 · 

 

Alle dieci di sera precise,hanno scampanellato premendo quattro o cinque volte, nella frequenza fuori di zucca di un Halloween piovoso.
Ero nella catastrofe molle delle mie pantofole rigorosamente sfaldate ma sono uscito di casa così,con la provvista di ciambelline, caramelle e cioccolatini.
“Dolcetti o scherzetti”, ha sibilato una streghetta che brandiva una scopa luminosa, a intermittenza.
Erano in cinque e il ragioniere del gruppo, fiero dei suoi coaguli di ragnatele,ha contato i dolcetti.
Controllandoli uno per uno, forse anche per verificare la data di scadenza.
Provavo imbarazzo ed anche le due zucche che presidiavano i tre scalini dell’ingresso parevano dondolare una fiammella contrita.
Poi il piccolo ragioniere, togliendosi con deferenza il teschio, mi ha fissato negli occhi.
“Mancano le stringhe di liquirizia”, ha sottolineato.
Ho allargato le braccia, ragrumando qualche consonante sfilacciata.
“Che non succeda più”,mi ha redarguito seccamente.
Il più piccolo,un fantasmino carico di pipistrelli, ha abbozzato un calcetto sul cancello.
Poi sono spariti, nella nebbiolina di una strada percorsa da una lanterna che sembrava sospesa nel vuoto.
Sono tornato a casa, infreddolito e un pò stranito.
Ma il calduccio del divano mi ha restituito tono.
Intanto il mio gatto Leo frugava nella credenza.
“Lascia strare le stringhe di liquirizia”,gli ha gridato dietro mia moglie.
Ma molto dietro, un paio di code dietro la sua coda.

scritto da Joe Perfiumi · 1 novembre 2012, 12:50 · 

 

Uffa, tutto l’anno con gli stivali, a truffare in eterno Sua Maestà, vantandogli le terre e i possidimenti di un padrone che più squattrinato non si può, in pratica giocandomi la chiacchiera ma anche mettendo in pericolo la testa e la coda, se solo Sua Maestà fosse un po’ più sveglio e meno bonaccione. Direte: Ma Perrault ha previsto il lieto fine…Sì, ma dov‘è questo messere mentre io rischio ogni giorno la vita con l’orco, che metti un giorno non si trasforma più in topo e…Insomma, poi alla fine il bello è che finora “é” andata bene, ma come si dice? Il futuro è sulle ginocchia di Giove, poi io sono un tipo tranquillo, mica una volpe che a ‘sti giochi astuti si diverte, potendo scegliere avrei fatto il Gatto Mammone, guardiano di un bel castello di cristallo, tutt’al più qualche malnata gli scassa i gradini, ma lui ci ha l’abbonamento col vetraio e almeno alla lazzaroncella le piazza una coda d’asino in fronte, non male come idea, estendibile a molte e molti; oppure il Gatto di Alice, che si appalesa e svanisce, con un ghigno come la luna e la coda a punto interrogativo. E perfino l’odioso Gatto di Cenerentola, che poi è solo dispettoso, a pensarci bene, sono altri i cattivi davvero…Ecco, quando sono nei giorni di festa, mi sfilo gli stivali, butto da una parte l’odiato cappello piumato e divento il Gatto di casa. Figuriamoci se mi travesto per Halloween! Non ci penso nemmeno…Ma i dolcetti, scusate, dateli a me, non a quattro bricconcelli maleducati…Fosse stato per me, una coda in fronte, d’asino s’intende, non gliela toglieva nessuno!E poi, signora, che me ne faccio delle stringhe, sia pur di liquirizia, ché di lacci e stringhe e stivali ne ho piena l’anima…Almeno, al suo Gatto di Casa (quale in incognito presto servizio nei dì di festa presso di lei e suo marito)non faccia mancare la liquirizia…ma mi raccomando:PESCETTI!
Colgo l’occasione per dirle rispettosamente che a casa Perfiumi è uno scandalo che, invece che pesci, di lago o di fiume non importa, mi diate solo croccantini e cibo in scatolette, a tutto discapito del gusto e della salute!

scritto da Leila Mascano · 1 novembre 2012, 17:42 · 

 

Schizzo, sbotto, spremo, strappo, strucco striscio e Vi saluto.

scritto da Frank Spada · 1 novembre 2012, 18:04 · 

 

Hanno sempre quell’aria precisa, distinta, affabile la loro serietà, quasi convincente… Non lo fanno di proposito, ti mettono sul “signor sì, signore!” Tieni i tuoi documenti, le tue dichiarazioni in mano, devi consegnarglieli. Lo fai con la stessa riverenza con cui confessasti al prete – la prima e ultima volta che osservasti il comandamento che più che religioso è giuridico – di aver rubato una caramella, di cattivo sapore tra l’altro!
Loro ti assolvono col cruccio in fronte, ti fanno sentire un povero mortale più che un ignorante, ma lo fanno con una tale pazienza e tolleranza che… imbarazzo. Da quando mi occupo della fiscalità in casa ho smesso di andare in chiesa anche quelle due o tre volte l’anno.
I ragionieri: brava gente!

scritto da Valentina Contarino · 1 novembre 2012, 18:07 · 

 

Defunti i morti, oggi mangio pesce rincorrendo i vivi e mi dimentico la licenziosità di quei giuristi che si chiacchieravano alle spalle lungo i corridoi di un Tribunale, intolleranti e braccio a braccio dei faldoni conteggiati ragionando, questi per ultimi.

scritto da Frank Spada · 2 novembre 2012, 12:46 · 

 

2 NOVEMBRE 2011 

Er giorno de li morti. Sarvognuno
c’è er rischio che morimo puro noi:
la barca affonna, nun ce sta nisuno
che ciariempie più li serbatoi.

Ciavviamo a ‘n periodo de diggiuno.
Nun me pare che ne li coridoi,
ortre ar mugugno, ce sia quarcheduno
che ce dà la ricetta pe un poi.

Noi semo zombi, senza più le palle
pe fà quarcosa de risolutivo.
Ciavemo solo chi se inventa balle.

Finché nun sarta fori ‘n gran creativo
capace de turà tutte le falle.
Ma o nun è nato o nun è più vivo.

scritto da Gloria Gerecht · 3 novembre 2012, 09:41 · 

 

Gloria Gerecht
il 2 novembre cadeva ieri… oggi… e chi lo sballa al sole dei Caraibi mentre corre?
Non certamente la licenziosità informale con cui si accompagnò allettando molte, perché è la sua salute che ci fa temere altre pieghe, magari porporate e istituzionalmente devolute.

scritto da Frank Spada · 3 novembre 2012, 10:17 · 

 

Gloria, romanissima anche tu come me a dispetto del cognome? Gran bel sonetto! Un abbraccio a tutti.

scritto da maurizio · 4 novembre 2012, 08:52 · 

 

Qualche tempo fa sono rientrata tardi a Roma. Una cara amica si era offerta di venirmi a prendere in macchina, ma io, non volendo disturbarla, non ho accettato. Quando il giorno dopo mi ha chiamata, mi ha detto scherzando: Però una telefonata, una volta a casa, potevi farmela…La mia risposta è stata: Perché, ti avevo detto che ti avrei chiamata? In effetti detesto che qualcuno si preoccupi per me. Poi all’improvviso ho provato un impeto di tenerezza, uno slancio di affetto. Quante sono le persone a cui davvero importa di me? Pochissime, credo. Mi è parsa così preziosa la mia amica, che le ho chiesto scusa, anche se non era “tecnicamente” il caso. Scusa per non aver capito quanto la sua richiesta di venirmi a prendere non fosse una formale cortesia, ma un vero slancio del cuore.

scritto da Leila Mascano · 5 novembre 2012, 08:13 · 

 

L’amicizia stretta anno dopo anno – che sono diventati molti i segni di reciproche stime e affetti – anche oggi non lascia spazio a pesi che vorremmo solo nostri per non lanciarsi tecnicamente a un occhio chiuso, e l’altro che si sdoppia lungo strada e ci regala non formale il cuore di chi dell’amicizia vera ha fatto base e culmina lo slancio di una costruzione familiare solida e visibile a chi trattiene dentro sé le palpitazioni ticchettanti lungo un filo le parole.
Buongiorno Lunedì a Leila Mascano, l’amica che ticchetta e etichetta i trasparenti uno sull’altro per la virtualità del fare nella virtuosità del bene.

scritto da Frank Spada · 5 novembre 2012, 09:03 · 

 

“A ciascuno il suo lavoro” Gloria Gerecht e a maurizio il bentornato.

scritto da Frank Spada · 5 novembre 2012, 09:38 · 

 

Grazie Frank per la citazione. In quell’ultracorto c‘è, sotto l’ironia horror, molto delle mie radici.

scritto da Gloria Gerecht · 5 novembre 2012, 11:14 · 

 

Gloria Gerecht
Perché non dirlo a tutti, allora, che quel ciascuno…
“Toglieva i denti d’oro ai cadaveri.
Gli capitò un vecchio che ne aveva la bocca piena.
La mascella si chiuse di scatto, troncò le dita con gli anelli.
Isaac l’usuraio, detto lo squalo, deglutì.”
.. lasciando libera e non troppo misteriosa l’interpretazione di colei che ora porta al dito solo la fede di un ricordo?

scritto da Frank Spada · 5 novembre 2012, 11:37 · 

 

Und der Haifisch, der hat Zahne…

scritto da Gloria Gerecht · 5 novembre 2012, 12:30 · 

 

... ma non per lei Gloria, né tanto meno per Leila, Carla, Valentina, Loretta, anna, marta, Madi, amelia… e tutti voi che di Poche chiacchiere ne fate molte – maschi compresi – ché stasera vado di fretta !

scritto da Frank Spada · 5 novembre 2012, 18:20 · 

 

La sua fretta, Frank, stimola la nostra curiosità. Dove va così di corsa? Ci auguriamo verso una meta felice, che può anche essere un ristorante dove si mangia davvero bene in un luogo piacevole e in bella compagnia. Fuori le strade buie, magari bagnate dalla pioggia,freddo, poche luci e macchine che sfrecciano veloci; dentro i vetri appannati, un’oasi di luce e di calore, il brusio delle chiacchiere, il tintinnio dei bicchieri, l’attesa di quel piatto “unico” che già conosciamo per averlo provato, ma soprattutto la compagnia di persone care con le quali ritrovarsi.

scritto da Leila Mascano · 6 novembre 2012, 13:04 · 

 

LIBRERIA NERO SU BIANCO

Via degli Spagnoli 25 ─ Roma

17 OTTOBRE ─ 21 NOVEMBRE 2012

Cartapesta cartacanta: dichiarazioni clandestine

Serate di poesia

a cura di Mariangela Mincione & Mario Quattrucci

Mercoledì 7 Novembre

Ore 18

FRANCESCO MUZZIOLI

VERBIGERAZIONI CATAMODERNE

Ed. Tracce

Presenta MASSIMO BORELLI

scritto da Frank Spada · 6 novembre 2012, 13:26 · 

 

Valentina Contarino o la sua giovinezza è folle link text
o lei, con quel suo “Ve lo dico io…” è una profetessa progressista link text 

ps – se poi penso a “Ninetto l’orbo” di D.R. – che ho citato su Poche chiacchiere in non ricordo più quale edizione del Cannocchiale a rovescio – resto sbigottito e lascio che quell’occhio brilli appena un battito per essere scambiato con chi lo tiene in braccio salvandogli la vita.

scritto da Frank Spada · 6 novembre 2012, 16:14 · 

 

Io propendo per la profezia…anzi, meglio, per l’intuito che a quanto pare non manca alla giovane ma molto promettente Valentina. Che ha capito su chi deve scomettere la corsa, come fece una certa galoppina a suo tempo :-))))))))))))))

scritto da Carla · 7 novembre 2012, 16:20 · 

 

Carla Casazza
avrei preferito avere carta e calamaio per risponderle… grazie.

scritto da Frank Spada · 7 novembre 2012, 17:45 · 

 

L’amore non è bello se non è litigarello, cara Leila, e a me piace litigare!

scritto da Frank Spada · 8 novembre 2012, 18:55 · 

 

La prendo senz’altro come una dichiarazione! Si vede che a onta del mio carattere, resto soave e amabile, come un vino novello.

scritto da Leila Mascano · 8 novembre 2012, 20:02 · 

 

Leila Mascano
Dichiarerò in francese, napoletano, o rialzerò al buio e chiamerò un sette togliendo due cubetti dal bicchiere?
Faccia attenzione perché potrei anche cambiar gioco indossando due gemelli e far uscire da un polsino una figura o girare una pallina in un privé, e le mie sono d’acciaio sa!

scritto da Frank Spada · 9 novembre 2012, 09:40 · 

 

Mon Dieu! Far girare le palline (d’acciaio) a un tipo come Marlowe è una minaccia apocalittica!

scritto da Gloria Gerecht · 9 novembre 2012, 11:12 · 

 

Ma no, questo è un gioco…in verità non si può non amare i Marlowe.

scritto da Leila Mascano · 9 novembre 2012, 14:40 · 

 

Gloria Gerecht
ah! i vecchi Gottlieb con i vetro a fronte dipinti verniciati a mano e due mani esperte a scuoterli senza superare il limite.
_________________________
Leila Mascano
al suo “Ma no…” mi ha allungato un calcio sugli stinchi poi… ora non ricordo ma “la verità non è mai quella che appare a prima vista” dove l’avrò mai letta questa affermazione audace!

scritto da Frank Spada · 9 novembre 2012, 16:34 · 

 

Ossia senza andare in tilt!
Bisogna amare il rischio e moderare l’azzardo.

scritto da Gloria Gerecht · 9 novembre 2012, 17:55 · 

 

Ossia link text
Un mago è solo un attore che interpreta il ruolo di un mago!

scritto da Frank Spada · 10 novembre 2012, 10:41 · 

 

Concorso fotografico Interpretando…
link text

scritto da Frank Spada · 11 novembre 2012, 12:12 · 

 

link text liberamente in Rete e oggi, dopo aver visionato attentamente tutte le foto, mi complimento nuovamente con tutti i partecipanti per i loro scatti tenendo in mano un libro e per le relative suggestioni corrispondenti al testo riportate in ciascuna foto.

scritto da Frank Spada · 16 novembre 2012, 12:09 · 

 

Non capita ogni giorno d’imbattersi in un concorso fotografico dedicato a uno pseudonimo, caro Frank, quindi non me ne voglia se aggiungo i miei complimenti anche all’autore!

scritto da anna · 17 novembre 2012, 11:41 · 

 

anna
mi domando quante di quelle fotografie siano state scattate con l’abile utilizzo di telefonini cellulari, mentre stimo la sua larghezza di vedute.
Grazie

scritto da Frank Spada · 19 novembre 2012, 10:36 · 

 

By the way, segnalo che a Roma è in corso una mostra su Doisneau che, sono certa, a Frank sarebbe piaciuto come partecipante al concorso in suo onore.

scritto da Gloria Gerecht · 19 novembre 2012, 13:26 · 

 

Gloria Gloria, che se potessi render pubblico quel che Robert D. non dirà qui, nè in altre sedi, forse il suo by the way diventerebbe one other step by step, cara Gloria. 

_________________________
Nel frattempo, ecco un avviso per chi non fingerà di esser orbo

LIBRERIA NERO SU BIANCO

Via degli Spagnoli 25 ─ Roma 

Cartapesta cartacanta: dichiarazioni clandestine

Mercoledì 21 Novembre 

Ore 18

MARIA PIA DAMIANI

LE STANZE DI EROS

Ed. Robin 2012 

Presenta MARIO QUATTRUCCI

scritto da Frank Spada · 19 novembre 2012, 17:31 · 

 

Il rubinetto strangolato

Una nota Gazzetta riporta in prima pagina un titolo ambiguo per i non addetti al settore ferramenta: Il rubinetto strangolato, chi è la vittima?
Lo si capisce dalla prime due righe che il giornalista che ha scritto l’articolo deve essere un pubblicista che ha messo a segno il colpaccio per una scrivania che non sia ricavata da cartone umido. Il suddetto articolo riporta quanto segue:
“ Il Sig. Calalachina è stato oggi processato per direttissima dopo aver confessato nell’interrogatorio, durato 5 estenuanti minuti, l’assassinio del suo rubinetto. Il reo confesso non si mostra pentito e accetta di buon grado la sentenza di condanna: comprerà un nuovo rubinetto e pagherà le spese funerarie di quello morto per sua mano.”
L’articolo prosegue con il racconto di quel che è accaduto. Il giornalista, tale Cosimino Pregadio, spiega com‘è avvenuto l’assassinio.
Il sig. Calalachina se ne stava seduto su una sedia impagliata. Rientrato in casa per la pausa pranzo, era intento a dar seguito ai pensieri che lo avevano tenuto occupato per tutta la mattinata corrugandogli il panniculus. Non viene spiegato però quali fossero questi pensieri. Ad un certo punto il lavandino, stazionante alla sua sinistra, comincia a molestarlo schioccando una goccia dopo l’altra dentro una padella. Il sig. Calalachina gli lancia un’occhiata eloquente intimandogli di smettere, ma il lavandino non ne vuol sapere. Passano diversi minuti, dei quali non si ha una ricostruzione nel verbale d’udienza. Dopo il sig. Calalachina afferra il collo cignesco del vecchio rubinetto e comincia a percuoterlo. Il molestatore aggredito rilancia le sue offese con striduli acuti di ferro arrugginito. La colluttazione è stremante, il sig. Calalachina non ci vede più, tira il collo del rubinetto a destra e a sinistra come a voler estrarre la spada nella roccia. Sono attimi di tensione offuscante. Ricorda che sua moglie, stesa al caldo delle isole Egadi, ha lasciato lui e il rubinetto molestatore per un altro, tale Santo Melapiglio, dotato di tubi che sono talmente discreti che nemmeno ci si accorge da dove vien fuori l’acqua. Alla fine della colluttazione il sig. Calalachina si lascia cadere sulla sedia impagliata e si accorge con orrore che il molestatore ha smesso di sgocciolare. Strangolato, di nuovo! Denuncia l’accaduto al ferramenta, tale Ferruccio De Magistris, il quale interrogandolo sull’accaduto e preso atto della confessione non gli concede altro che il rito direttissimo con sentenza di condanna immediata: “Sig. Calalachina, sono 50 euro per quello nuovo e 15 per l’estrazione del vecchio. Detto in confidenza, ché lei ormai è cliente/reo abituale/recidivo, la smetta di pensare a sua moglie.” 

Ora, non starete davvero pensando che era questa la storia che volevo raccontarvi, no?

scritto da Valentina Contarino · 22 novembre 2012, 17:28 · 

 

Un caro saluto a tutti.

scritto da Leila Mascano · 23 novembre 2012, 08:21 · 

 

Valentina Contarino
il deviante di una storia o la Morte sarà Vita?

Leila Mascano
beneaugurante… mi sbilancio:
_________________________

Accidentaccio a chi mi obbligherà a chiaccherare ancora, e non per poco, cosi pare, o come è... e io che volevo chiuder tutto e…
_________________________
Mario Quattrucci

“E si nun vòle damo giù de brutto/lo famo nero all’occhi e je deviamo/ le forgorazioni contro all’antri/poveri cristi come noi, Mariù!” 

scritto da Frank Spada · 23 novembre 2012, 09:44 · 

 

grazie, frank. ma i versi so’ li tui. ciao, mq

scritto da mario quattrucci · 23 novembre 2012, 12:28 · 

 

Valentina Contarino, “Detto in confidenza…” se quel giornalista scrive in modo interessante, ora spetta al pubblicista raccontarci quella storia.
Cordialità

scritto da paolo · 23 novembre 2012, 18:27 · 

 

Mi rallegro per le nuove “penne” intinte in Poche chiacchiere, augurandovi un buon fine settimana, e rinnovo l’amicizia di un sorriso a Leila Mascano, perché se l’amor è litigarello… un brindisi per TUTTI in onore di Quattrucci che fa li “versi” a Frank.

scritto da anna · 24 novembre 2012, 12:01 · 

 

Una donna loda un’altra dicendo: Ha un certo che di maschile. Al che un uomo trattiene il suo imbarazzo dicendo: La galanteria al femminile è un eccesso di bontà.

scritto da Frank Spada · 27 novembre 2012, 11:34 · 

 

Porta tacchi a spillo e un abito da sera nero, di pizzo. Mani ingioiellate, unghie tinte. L’altra, raso rosa, cerca un posticino dove riposar le piante dei piedi, sconvolte da salti divertiti su una pista da ballo. Vestitino di pizzo balza in piedi e le braccia nude che lo impreziosiscono con naturalezza studiata prendono una branda pesante accostata ad un muro e la distendono accanto a quella in cui fino ad un istante fa il pizzo accavallato aveva lasciato gli altri a constatare la sua reticenza fuori luogo per la pista dei salti. L’altra si siede, e sospirando gran sollievo dice: “La galanteria maschile non è morta, è solo passata a miglior vita, rinascendo donna.”
Pizzo nero le accende il fumo e, senza dir nulla, torna ai suoi pensieri… la bontà, non è contemplata.

__________________

Saluti a tutti, pirati e naufraghi e, ovviamente, al capitano che cammina sulla testa a piedi in aria!

scritto da Valentina Contarino · 27 novembre 2012, 15:52 · 

 

Valentina Contarino
Ci sarà tempo per alzare al vento le sbrogliate.
Per ora sfili di bolina, e torni a manovrare dove il refolo di un ricciolo le sta increspando il mare.
Buona serata.

scritto da Frank Spada · 27 novembre 2012, 17:13 · 

 

Non temiate l’influenza, amici, e beccatevi questa link text
ché in dei conti… tutti.

scritto da Frank Spada · 27 novembre 2012, 18:46 · 

 

L’inevitabile è accaduto: oggi è un giorno specialissimo!
_________________________

Un triangolo ha unito tre triangoli: gioia, gioia gioia!
_________________________

Nota: il triangolo è uno strumento musicale – astenersi dai commenti – grazie.

scritto da NdR · 29 novembre 2012, 10:54 · 

 

Pro Domo Et Mundo

La porta fu spalancata. La camera era vuota. Che fare? si chiese un tizio svegliatosi russando senza voce.

Diteglielo voi, notabili stimati, contabili eloquenti, amabili amici (sempre cari) e la si smetta di prenderci sul serio, una buona volta, togliamoci i costumi!

Non basteranno certamente duemilasettecentoquarantacinque commenti – a tutt’oggi conteggiati in tre edizioni del Cannocchiale a rovescio – ad impedire che un farabutto mandi tutto a quarantotto in casa d’altri e si nasconda sotto un letto a orecchiare quel che un uomo e una donna, sempre diversi, sembrano avanzare ammiccando in quell’immagine eloquente che ci riporta dove.
Ci vorrà ben altro, se non altro per valutare perché mai proprio ora, solo ora, il fratello del Maligno ne abbia escogitata un’altra – intenzionato a capovolgere il creato, dormiente e apatico di morte – pur di sovvertire il mondo non voluto e di cui solo Lui, il Padreterno insomma, ne fu causa.
Se l’Uomo e la Donna s’incontrano sognando, per via che entrambi sono sottoposti nel concreto uno all’altra, e viceversa, tant‘è che così essi sono stati fatti, e chi più chi meno tutti, nella scienza episcopale, appare chiaro che cogito ergo sum sottende ad altro, dunque al maleficio di imprigionarli per l’eternità, avvinghiati a loro stessi.
Ma ecco il gling, gling, gling di un musicale che risolve, o riapre una questione: il triangolo non è amorale e pertanto, secondo me, non è soltanto l’elemento che fa di un lineare tra due opposti un mezzo, ma piuttosto un elemento relativo a tutti, che ci fa liberi di dire quel che più ci pare e di trescare ancora e sempre parolando per vivere e morire finché un testamento non si farà atto notarile.

scritto da Frank Spada · 1 dicembre 2012, 18:36 · 

 

- Ci sarò, non ci sarò?

- E lo chiedi a me? Ma che razza di Private eye sei, Marlowe!
_________________________

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scritto da Frank Spada · 3 dicembre 2012, 11:30 · 

 

Gazzetta Ufficiale della Repubblica: emanato nuovo D.L. n.3/2012. Passerà al vaglio delle Camere per l’eventuale conversione in legge e nell’attesa…

– Ho letto che hanno tirato fuori un altro coniglio dal cappello.

– Di che parli?

– Avvocatuoli! Hanno depenalizzato il concorso.

– Cosa?

– Devo sempre spiegarti tutto. Non potremo più commettere delitti, non insieme almeno.

– Non mi vuoi più far da complice?

– Vorrei, ma… avvocatuoli, gentaglia!

– Inizio a preoccuparmi. Eppure l’ultimo colpo era andato…

-... sì, sì, lo so! Il concorso non è più reato, ti rendi conto? Ci hanno privato della nostra complicità. Legalizzata.

- Farabutti!

– Sposiamoci!

– Se non potremo commettere più alcun reato insieme, come faremo a beccarci l’ergastolo? La tua soluzione è impercorribile.

– Sposiamoci!

– Siamo all’ultimo grado di giudizio. La legge impone che… impone la depenalizzazione della complicità. Niente ergastolo quindi! Lo vuoi capire, o no?

– Sposiamoci!

– Come intendi fare? Voglio dire, l’intesa è perfetta, ma senza pena… caffè senza panna, insomma.

– Ci serve un avvocato, o magari un pittore!

L’avvocato parla ai due complici di tre opzioni: “l’assoluzione reale, l’assoluzione apparente e il rinvio.” La prima è la più probabile visto il nuovo D.L., la seconda è da escludere visto che la giustizia ha deciso di far giustizia, la terza è quella che potrebbe fare al caso loro. “Il rinvio è per antonomasia il mantenimento dello status quo e non è detto che le Camere si risolvano per la conversione. Nel frattempo sareste pressoché immuni dall’assoluzione…” così spiega ai due complici, che si lanciano occhiate con gli sguardi riflessi sul vetro della scrivania. L’avvocato, intanto, prosegue: “... non posso assicurarvi l’ergastolo, ma posso tenervi a bagnomaria tra un ufficio e l’altro, senza condanna né assoluzione. Sospesi come un punto interrogativo.”
L’avvocato è macchinoso, sembra che scherzi se non fosse per quell’aria greve. Pare convinto. I due si decidono per la terza opzione.

- Vorrei tanto prendere l’ergastolo con te.

– Dall’ultimo colpo non mi sono avanzati soldi per l’anello.

- Hai tutto il tempo. Pensa: il rinvio…

Gazzetta Ufficiale della Repubblica: le Camere bocciano il D.L. n.3/2012, sulla motivazione che non ricorrono i requisiti d’urgenza e necessità prescritti dalla Sacra Fonte.

- Avremo l’ergastolo!

- Quando ci prenderanno…

- E l’anello?

- Andiamo a fare un altro colpo. Insieme!

La giustizia ha deciso di far giustizia: questa sì che è una vera barzelletta!

scritto da Valentina Contarino · 4 dicembre 2012, 22:19 · 

 

Valentina Contarino
Secondo me quei due si sono fusi l’uno all’altra.
Scommettiamo che la complicità di un anulare scambiato per un medio li equiparerà alla distinzione tra i delitti già tentati e quelli consumati a destra e a manca, e che basterà la persuasività di un colpo divaricante un segno umettato non per caso, per farli camminare ancora lungo i lati di una strada, al sole o all’ombra del penalmente perseguibile contro un corpo che si specchia alle vetrine in attesa della notte e un’altra insieme per condannarli a vivere desiderando l’impossibile?

ps – quando la giustizia giustizierà se stessa saranno botte da orbi, Valentina, come fa osservare Sc’veik, umilmente e con rispettoso diletto, sempre.

scritto da Frank Spada · 5 dicembre 2012, 12:30 · 

 

Bye Dave
___________________________
link text

scritto da Frank Spada · 6 dicembre 2012, 07:37 · 

 

Sì: un grande. link text

scritto da Gloria Gerecht · 6 dicembre 2012, 10:55 · 

 

Faccio l’impunito e le domando a quanti anni l’ha scoperto, Gloria!

scritto da Frank Spada · 6 dicembre 2012, 11:57 · 

 

“Ma perché è il volto migliore dell’America, ecco perché! E me la rido al pensiero di quei sarti, spacciatisi per critici musicali, che mi volevano a suonare una “Toccata… e fuga”. Io sono Californiano! O meglio, io ero californiano. La musica classica, Bach in particolare – che se la rise assai dall’alto dei suoi cieli quando accostarono le mie mani alle sue – insomma, Bach non faceva per me. Io cercavo l’armonia, certo, certo, ma anche l’improvvisazione, che diamine! E per quella la strada era solo una, sapete? La verità, la via, la vita di un uomo senza religione. La strada per me era una, era indiscutibilmente il Jazz! Meglio se cool, vi pare? Anche se cool o geniale lo sono stato per altre ragioni, non di certo per aver suonato tra collegiali tutt’altro che annoiati. Quella fu solo una delle mie pensate, una cool-pensata, che mi servì per farmi conoscere, anzi ri-conoscere. Conosciuto lo ero già. Sono presuntuoso? Ditemelo se è così, tanto son morto. E per fortuna il mio cuore ha avuto un ottimo tempismo, scampandomi la festa di compleanno che mi attendeva il giorno dopo. Take five! Andrò a riposarmi con Desmond tra non molto. Ma adesso forse è il caso di fermarmi da solo – in assolo – per ascoltare quel che ho suonato e come l’ho suonato, capirò – forse! – perché, seppur con un cuore senza pulsazioni, mi sento ancora maledettamente vivo.
Ah già, il Jazz. Il Jazz. Allora quella storia era vera! E io… io… a furia di suonarlo, mi son davvero astratto dalla vita.“ 

scritto da Valentina Contarino · 6 dicembre 2012, 20:31 · 

 

X l’impunito.
Dave l’ho scoperto tardi: a 23 anni, ma a 16 apprezzavo il Modern Jazz Quartet e Jerry Mulligan. Me lo ricordo perché le cose belle della gioventù in tarda età sono consolatorie. Tanto più che dopo, spesso, si diventa sordi e ciechi. ;)

scritto da Gloria Gerecht · 7 dicembre 2012, 07:54 · 

 

e una personale riflessione sulla sua domanda link text

scritto da Gloria Gerecht · 7 dicembre 2012, 10:11 · 

 

“The music. The music. Music is a moment. But life’s a long time. In that moment, when it’s good, when you really swinging – then you joined to everything, to everybody, to skies and stars every living thing. But music ain’t kissing. Kissing’s what you want to do. Music’s what you got to do, if you got to do it. Questions is how long you can keep up whith the music when you ain’t got nobody to kiss. You know, the music don’t come out of the air, baby. Il comes out of the man who’s blowing it.”
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James Baldwin / New York 1924 / Saint-Paul de Vence (France) 1987

scritto da Frank Spada · 7 dicembre 2012, 11:21 · 

 

Oh yeah

scritto da Gloria Gerecht · 7 dicembre 2012, 11:53 · 

 

Se il fare fosse…
Se il fare fosse facile…
Se il fare fosse facile come…
Se il fare fosse facile come il…
Se il fare fosse facile come il sapere quel che è bene fare…
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S. non ebbe la felice possibilità di stringere la mano a F., lui che con gli errori dell’inconscio, beh, lo sappiamo!
Amareggiandomi il caffè serale un tizio, che s’intende di psicologia, ha cominciato a parlarmi dell’Errore dopo aver lanciato un’occhiata di disprezzo ad una delle mie generose boccate di fumo. L’incipit del discorso è stato inquietante: “Esiste una categoria di errori preziosissima, sai? Si tratta delle ipotesi sbagliate.” Lì il rischio di strozzarmi col fumo è stato alto. Sentir parlare di ipotesi sbagliate dopo un’intera giornata in Corte d’Assise fa sempre un certo effetto!
Andando avanti col suo discorso mi ha informata del fatto che: “Le ipotesi sbagliate sono vere e proprie opportunità di miglioramento. Di fronte al problema elaboriamo diverse soluzioni, molte errate. Spiegare la cause di questo errare  ci porta dritti alle informazioni preziosissime – anche quelle, naturellement – riguardo ai processi cognitivi impiegati nella commissione dell’errore. Conoscere l’errore per migliorarsi.”
Mi si è accapponata la pelle al pensiero di un innocente, recluso per otto anni, destinatario di una cartella esattoriale per le spese di detenzione. L’errore, in quel caso, mi è parso tutt’altro che migliorativo. Ma stracciando un’imprecazione poco signorile tra i denti, ho girato come se nulla fosse il filtro della sigaretta nel posacenere e ho continuato ad ascoltare educatamente.
Il tizio sembrava saperne più di me in fatto di errori. Io che non li conto più, come i ricorsi.
“Ma…”, prosegue ombreggiandomi il viso con un sorriso malcelato : “... nota dolente, l’errore può anche essere pericolosissimo, addirittura speculare all’opportunità di miglioramento. “
Quell’ultima affermazione mi conforta, comincio a rilassarmi, il panico cede il passo alla curiosità ingenua.
“Il famoso so di sbagliare e continuo, quelli che molti chiamano la perseveranza dell’errore – ma che io definirei perversione – ecco, questo genere di pensiero comporta un’imposizione ai nostri valori su un altro sistema di valori esistente. Le conseguenze sono gravissime! Dunque ci si prende di petto la questione sapendo di sbagliare e si persevera, perché? Perché pieni di noi stessi come si è costretti ad essere o come si decide d’essere – chissà poi per quale motivo, G. se lo chiederebbe – colmi di questa personale definizione del proprio essere infallibile – nemmeno stessimo giocando a Missione Impossibile! – non possiamo permettere, per nessuna Ragione, che l’immagine di perfezione che ci siamo creati venga distrutta dall’ammissione dell’errore.”
Passa sul personale con una disinvoltura incontestabile e dimentico il resto, persino l’imperfetto! In fondo, non era N. che diceva che distruggere – se serve, anche sé stessi – è creare? Decido di chiederglielo. La sua risposta non potrebbe fare una piega nemmeno volendo: “ Sì, è vero. Ma di questi tempi, cara, è veramente difficile trovare uno scultore di gomma piuma.”
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Se il fare fosse facile come il sapere quel che è bene fare le cappelle sarebbero chiuse, e le casupole dei poveri sarebbero palazzi di principi.” 

scritto da Valentina Contarino · 10 dicembre 2012, 01:40 · 

 

Valentina Contarino
“So di sbagliare e continuo” a misurare come fossi un agrimensore.

scritto da Frank Spada · 10 dicembre 2012, 09:58 · 

Durante una gelida notte l’agrimensore giunge in un villaggio, subordinato alla figura di un Castello. Ma… ALT! Dal solaio al villaggio la strada è lunga, se non altro prima mi si faccia uscire dalle cancellerie ...
L’errore, dicevamo. Ben palese qui, tanto che casco dal pero e salgo a cavalcioni di uno scampanellante “Però”! Quindi Frank Spada, Lei come lo vive: opportunità di miglioramento o distruzione della propria – illusoria – perfezione?
In ogni caso, la pazzia è genialità. La tristezza è noia!

scritto da Valentina Contarino · 10 dicembre 2012, 16:03 · 

 

L’errore è solo mio, e in parte di colui che non fa nulla per salvarsi da una fine ineluttabile.
Un anno fa, e un film idiota.

scritto da Frank Spada · 10 dicembre 2012, 16:08 · 

 

Se ne assume la responsabilità perciò, col tallone nella scarpa dell’altro. Mi pare ragionevole, anche oggi.

scritto da Valentina Contarino · 10 dicembre 2012, 16:13 · 

 

Ah! Valentina, se lei sapesse cos‘è che fa di un letto un bottone che non trovo.

scritto da Frank Spada · 10 dicembre 2012, 16:18 · 

 

Caro Spada, il non sapere è un pregevole vantaggio per l’immaginazione.

scritto da Valentina Contarino · 10 dicembre 2012, 16:22 · 

 

Valentina Contarino
Le sue parole in due gemelli, grazie.

scritto da Frank Spada · 10 dicembre 2012, 16:31 · 

 

Note / Partiture / Pentagrammi / 5 linee e quattro spazi.
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scritto da Frank Spada · 11 dicembre 2012, 10:00 · 

 

Inviti indesiderati
Il notiziario deprime l’angusto spazio del cucinino con l’annuncio di una nevicata scontata e di buon tempismo. “La popolazione è invitata a non far uso dell’auto” dice la giornalista ammiccante che ambisce alla prossima copertina di Novella 2000. L. non ha un’auto e nemmeno una bicicletta, ancora una volta è esclusa, l’invito non è per lei.
Strappa una fogliolina di basilico dalla piantina smorta che tiene accanto ai fornelli e rifinisce la sua portata. Non ha fame, ma deve mangiare o rimarrà vittima di sé stessa. Il basilico sta in cima alla pasta asciutta, una bella foglia verde come l’abete finto che ha deciso di non comperare. Non si direbbe che viene da una pianta quasi morta.
Sorregge la testa con la mano sinistra mentre con la destra s’imbocca controvoglia. La nevicata scontata è già fuori, i fiocchi irrompono con silenzioso fracasso sulla monotonia del vetro e del pensiero di L.
Sarebbe arrivato tra non molte ore, cose le avrebbe detto? Di chi le avrebbe parlato? Cosa avrebbe voluto da lei questa volta?
Non è ansiosa di vederlo. Lo aspetta da quando se n‘è andato via, l’ansia degli ultimi giorni di attesa è stata l’ansia dei primi giorni di attesa e adesso… adesso… adesso ha solo voglia di riposare e svegliarsi col pensiero che domani lui sarà di nuovo lì, tra le sue braccia, in mezzo alle sue lenzuola. Fuori nevica.
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“La popolazione è invitata a non far uso dell’auto” il giornalista che dà l’annuncio è meno ammiccante della collega del notiziario della sera. L. è al telefono, l’invito della tv è per lei questa volta.
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Una nevicata scontata, un manto stradale ghiacciato, la velocità di un’ansia non giustificata. Un’attesa che per L. non avrà più fine: “Ora del decesso: 10.27.” 

scritto da Valentina Contarino · 13 dicembre 2012, 21:37 · 

 

Capovolgimenti

L. – Ascoltami.
L. – Ho freddo.
L. – Abbracciami.
L. – Ho paura.
L. – Affidala a me.

scritto da Frank Spada · 14 dicembre 2012, 08:22 · 

 

Uno straordinario incontro. Un appuntamento da non perdere
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LIBRERIA NERO SU BIANCO link text

Via degli Spagnoli 25 ─ Roma

Cartapesta cartacanta: dichiarazioni clandestine

Serate di poesia

a cura di Mariangela Mincione & Mario Quattrucci

Martedì 18 Dicembre Ore 18

JAQUELINE RISSET link text

IL TEMPO DELL’ISTANTE

Ed. Einaudi

Presenta CECILIA BELLO

scritto da Frank Spada · 18 dicembre 2012, 08:26 · 

 

Nulla di più che rallegrarmi per una brava persona , oggi che avrei voluto essere là questa mattina per prenderla in braccio e ruzzolare a terra perché è una impunibile cicciona .

scritto da Frank Spada · 18 dicembre 2012, 12:04 · 

 

Ci siamo. This is the end, indifferent friend, the end…this is the end…my only friend, the end… (21-12-2012)

scritto da maurizio · 20 dicembre 2012, 23:10 · 

 

Ehm… siete ancora al mondo? C‘è qualcuno che mi risponde? Qui è tutto buio. A parte il Pc naturalmente. Per i sopravissuti Buon Natale!

scritto da Andrea · 21 dicembre 2012, 11:46 · 

 

maurizio
Dunque, “... la fine delle risate e delle dolci bugie,
la fine delle notti in cui tentammo di morire. Questa è la fine.” ?!
Senz’altro arriverà, caro maurizio, ma per ora le porte (Doors) sono ancora aperte.
_________________________
Andrea
Certo che ci siamo!
Grazie degli auguri.

_________________________
Usi e consuetudini: Buon Natale a tutti!

scritto da Frank Spada · 21 dicembre 2012, 16:49 · 

 

Tutti zitti? E gli auguri di buon anno?
Comincio io con un po’ di ottimismo e, perché no, un po’ di romanticismo. link text

scritto da Gloria Gerecht · 30 dicembre 2012, 18:22 · 

 

Meglio così , Gloria.
Grazie.

scritto da Frank Spada · 31 dicembre 2012, 09:40 · 

 

Che il nuovo anno porti a tutti noi non ciò che desideriamo ma quello di cui abbiamo veramente bisogno! Buon 2013!
Maurizio

scritto da maurizio · 31 dicembre 2012, 10:42 · 

 

L’avevo di fianco,nell’interminabile rito del cenone di fine anno.
Si chiamava Erika, una bomba bionda guarnita di rimmel.
Ha cominciato a parlare di frutti proibiti, verso le 11.
E tre ore dopo la mezzanotte, a brindisi dilapidati,si è infilata nell’orbita dell’avocado.
“Da molti viene considerato un ortaggio,ma in verità è un frutto che gli aztechi chiamavano ahuacatl,che vuol dire testicolo”.
Era informatissima sull’avocado.
“In Europa lo portarono i conquistatori spagnoli che ne rimarcarono la caratteristica di stimolante.Evocava una tale carica di sensualità da indurre i sacerdoti cattolici a demonizzarlo nel confessionale.E le pecorelle annuivano,immaginando qualche innocente gioco balosso”.
Erika è rimasta senza saliva, quando l’ultimo botto si è incapsulato nell’archivio della notte.
E’ stato un rischio baciarla sotto il vischio.
Avvertivo un fruttuoso turgore.
Ma poi un plateale sbadiglio ha rovinato ogni cosa.
Forse le lenticchie, forse lo zampone.
Oh, come ti avrei scoperta, e forse mangiata.
Am..Erika.

scritto da Joe Perfiumi · 5 gennaio 2013, 08:46 · 

 

Caro Maurizio, lungi da me non affratellarmi a tutti, sono convinto che la salute è un perentorio sine qua non per non perderci di vista.
Buone giornate.
_________________________

Mr. Joe Perfiumi, la squisitezza festaiola del suo report accresce l’appetito per le “cose” belle.
A risentirci presto, allora, buongustaio raffinato e pronto di penna.
_________________________

Questa sera il buio è propiziatorio per i fuochi che punteggiano le piane! Tanto che Cappuccetto rosso in compagnia del gracchio di un corvo appollaiato sulla spalla s’inoltra nel solito boschetto, sorridendo.

scritto da Frank Spada · 6 gennaio 2013, 17:25 · 

 

Ben trovato, caro Frank, con l’affettuoso augurio di un anno nuovo-zecchino!
Un bacio.

scritto da marta · 7 gennaio 2013, 11:29 · 

 

Buon anno a tutti e un abbraccio senza bacio a Frank – e Marlowe?

scritto da paolo · 8 gennaio 2013, 09:56 · 

 

Non servono esercizi divinatori per augurare buon 2013 a Poche chiacchiere, a Marlowe e al suo compare, e agli estimatori del Cannocchiale a rovescio: il Blog dove le “penne”, nuove o già stimate, tengono in gioco (bontà loro) un panorama di rimandi letterari e puntate al buio dei richiami, anche cinematografici o jazzistici, davvero unico.
Cordialissimi saluti a tutti.

scritto da anna · 8 gennaio 2013, 18:27 · 

 

Se il tempo cambia…
Stanotte, mentre il mio compare sognava ancora link text – sequenza dopo sequenza per riascoltare l’incanto di una donna che s’infranse tra gli specchi – Orson, il Mago, è apparso in fondo al letto e mi ha parlato: Non fraintendermi… ho vinto la partita, ma perde anche il vincitore, finisce per perdere. E’ completamente solo e non può che impazzire.
Stamani, all’alba, con il vento e l’aria che hanno fessurato una stanza per ticchettarmi il Cuore di tenebra , le orecchie mi hanno sibilato via l’equivoco: Marlow non è Kurtz e Marlowe non è morto – né giace in uno stagno maleodorante il fondo o in un mausoleo di marmo chandleriano sulla sommità di un colle.
Ora, sbarbatomi la spuma che mi ha trattenuto gli occhi a indagare ogni screpolatura di un soffitto a volta, teso come una ragnatela instabile tra due muri contrapposti, colorato azzurro cielo, puntinato cipria pallido, lascio che la miscellanea trovi senso in una tazza di caffè zuccherato quanto basta a iniziare la giornata, pensare a chi dorme grandi sonni e non si sveglia, e se ne fotte dell’immaginario.
_________________________

marta, paolo, anna, ricambio i vostri auguri e prometto che in futuro farò il meno peggio.
Buona giornata.

scritto da Frank Spada · 9 gennaio 2013, 11:06 · 

 

Posto 25D, corridoio, poteva andarmi peggio, il 25E per esempio!
Testa tra le nuvole, un caffè lungo come il Golden Gate.
Il 26D mi distrae con vigorose ginocchiate alla schiena, che se prima era infiammata adesso è furente.
Guardo l’orologio, è sempre un’ora e dieci avanti. Arriverò in anticipo, di nuovo.
Il 25C confabula col 25B, pare dispiaciuto che la profezia Maya non sia andata a “buon” fine.
“Il cannocchiale, dammi il cannocchiale!” un bambino strepita tirando una generosa ciocca di capelli alla sorella.
Le strappa dalle mani l’oggetto nero e punta la lente sul vetro dell’oblò, “chissà cosa riesce a vedere così” mi son chiesta ingenuamente.
Alla fine la sorella riesce ad avere la rivincita piantandogli in testa la custodia bianca di plastica, visibilmente, dura.
La zuffa è quasi inevitabile.
Il 24C (la madre) decide di intervenire, suonando la nona di Beethoven ad entrambi.
L’oggetto della contesa viene sequestrato. La lite per il cannocchiale è finita così, senza nessun vincitore.
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Le cose, e me ne rallegro, vanno diversamente per un Cannocchiale a rovescio, non conteso ma condiviso, dove la musica che si suona è sempre un sanissimo Jazz. 

Sereno 2013 a tutti i pirati e, naturalmente, al capitano, Frank Spada

scritto da Valentina Contarino · 10 gennaio 2013, 15:35 · 

 

Bentornata Valentina Contarino!
Ora sì che potremo svecchiare una matassa per imbrogliare un’altra – nuova di zecca, immagine adeguata, la Compagnia vi informerà per tempo con ogni indicazione utile per restare in vita e tutti assieme in Libertà.
ps – link text

scritto da Frank Spada · 10 gennaio 2013, 16:44 · 

 

Prima di Natale ho deciso di prendermi quqalche giorno di vacanza. Ho prenotato un aereo per il venerdì 21 dicembre. Quando la mia compagna di viaggio se n‘è resa conto ha cominciato ad agitarsi.
Tranquilla, le ho detto, dall’alto si vede tutto meglio. :)

scritto da Gloria Gerecht · 11 gennaio 2013, 07:21 · 

 

Approfitto del commento dell’amica Gloria Gerecht, che ci rivela il trucco adottato per sorvolare sulla buona sorte di una giornata infausta per chi l’ha vissuta a terra attanagliato dalle germinazioni influenzali – costretto a scarrozzarsi da un letto a una toilette – e provvedo a correggere quel verbo che sa di età passate (“svecchiare”) con l’attualità del fare in breve e in fretta per ripartire e “aggiornare”.

scritto da Frank Spada · 11 gennaio 2013, 08:09 · 

 

Buon 2013 a tutti, assidui e meno che non possono comunque non sentire un’attrazione irresistibile verso questa bella Compagnia dotata di un capitano attento, generoso, alla ricerca di stimoli sempre nuovi perchè la navigazione scorra tranquilla non senza qualche brivido d’emozione sull’onda di qualche spumeggiante pezzo jazz. Carissimo Frank è un invito a “continuare” con lo stesso spirito di sempre.
loretta

scritto da loretta fusco · 11 gennaio 2013, 12:50 · 

 

Loretta Fusco!
Luce dei miei occhi… Corri ragazzo, corri, ché non sia mai che arrivi a 1000 e poi… mille e non più mille? Mai!
Accelererò le procedure – intanto grazie ancora a una poetessa che ha fatto da madrina a Marlowe, e al suo compare, anche con un video-clip che li ha onorati in prosa e a viva voce.

scritto da Frank Spada · 11 gennaio 2013, 15:08 · 

 

Ieri notte.
Le note di Autumn in New York planavano sui ceppi del camino e le monachine se la ballavano dentro l’ipnotico ritmo del vecchio Charlie.
Le mie carezze erano biada per la bionda Blenda.
Poi lei ha deciso che esagerassi.
“Ti piace Parker?”.
Mi ha provocato platealmente.
Orpo, se mi piace Parker.
E ho fatto quattro passi nel parco.
La biancheria intima era così piccina da supporre che l’avesse chiesta in prestito alla Barbie.
“Già,mi serve per Joe”.

scritto da Joe Perfiumi · 12 gennaio 2013, 08:30 · 

 

Non è la prima volta che Joe Perfiumi ci sorprende con i suoi richiami turbinanti l’aria di notazioni come richiami, pulsazioni, ritmi e accostamenti bianco intimi di righi neri come i riff che amiamo. Ma le Barbie… giù le mani dalle bambole che a mio parere non prestano alcunché, ma mostrano visioni triangolari intessute macramè.

scritto da Frank Spada · 12 gennaio 2013, 10:58 · 

 

Siamo seri!
Il Presidente di uno Stato intenzionato a porre fine al dramma tragicomico che affligge una Repubblica fondata sullo scambio, convoca i cittadini davanti alle Tv a reti unificate e, poiché nessuno si permette preventivamente di palpargli il doppiopetto, appena dopo un incipit generico si punta alla tempia un revolver estratto dal taschino e spara!
Un atto di lealtà verso il ruolo che riveste, se stesso e i suoi trascorsi, e una nazione lo ringrazia per un clamore che sarà impossibile zittire – la rivoluzione è un Atto e la Storia farà il resto.
ps – confido in chi ci segue e mi appresto ad archiviare un panorama immaginario.

scritto da Frank Spada · 14 gennaio 2013, 11:15 · 

 

Sì, il clamore ci sarebbe. La morte di un vecchio saggio in diretta avrebbe dei replay ovunque, ripetitivi, ossessivi. Finchè,dopo pochi giorni, ci abitueremmo anche a questo e ci limiteremmo a cambiare canale.

scritto da Gloria Gerecht · 14 gennaio 2013, 15:25 · 

 

Frank, sia meno serio e mantenga l’ironia dei “ suoi trascorsi”.
A risentirci presto.

scritto da amelia · 14 gennaio 2013, 16:43 · 

 

Ma sì...anno nuovo vita nuova! Archiviamo le brutture, superiamo indenni i virus e prepariamoci alla luce e ai colori della primavera anticipandola con nuove idee e nuovi luoghi :-)

scritto da Carla · 14 gennaio 2013, 16:51 · 

 

La rivoluzione è già in atto, almeno quella che lei si presta a fare e che ci trova tutti pronti a seguirla certi di non rimanere delusi. Quell’altra è l’ennesima farsa che si sviluppa in sipari e siparietti dove si mescolano carte truccate tra figuri e figuranti.

scritto da loretta fusco · 14 gennaio 2013, 18:10 · 

 

Perciò, per capirsi, puntando la pallina alle tempie – colore vincente il rosso – svestirebbe, con lealtà (?), i panni di un gentleman a sinistra del panno verde per sdraiarsi anticipatamente – e neanche tanto – su un tavolo freddo, metallico e molto, molto plebeo?
Il gesto sarebbe rivoluzionario – eroico! – se compiuto da un uomo che ha ancora qualcosa da perdere, non da chi – su gentile richiesta del croupier – è stato invitato ad allontanarsi dal tavolo perché ha già vinto troppo.

scritto da Valentina Contarino · 14 gennaio 2013, 20:00 · 

 

Non perdiamoci d’animo. Il nuovo avanza e tra i 215 simboli elettorali c‘è posto per tutti. Anche dove conta. Con la promessa di non promettere soltanto, ma di mantenere. Non ricordo con certezza il simbolo, ma ci dovrebbe essere un cannocchiale così da poter seguire le vicende senza avvicinarsi troppo.

scritto da Andrea · 14 gennaio 2013, 20:28 · 

 

Pronta all’imbarco!
Buone giornate, gentlemans e plebei – e che il vascello ci allontani in gioco, e in salute, per oltre mille leghe o miglia marinare.

scritto da marta · 15 gennaio 2013, 09:09 · 

 

Mi accodo a Andrea: ci sono anch’io! Buone visioni.

scritto da anna · 15 gennaio 2013, 09:15 · 

 

Dunque ci attende il “meno peggio”, dunque ci saremo.
Cordialità a tutti.

scritto da paolo · 15 gennaio 2013, 10:24 · 

 

Ciao Frank! Buon anno in ritardo da parte mia.

scritto da Nick Parisi · 15 gennaio 2013, 13:01 · 

 

Commento: I veri protagonisti sarete sempre Voi, cari amici che mi onorate presenziando all’archiviazione di questo post. Tanto che vi nomino scusandomi per la memoria, più che vacillante, se ne dimenticherò qualcuno: Leila Mascano, Mario Quattrucci, Carla Casazza, madi, Joe Perfiumi, Gloria Gerecht, butterfly, paolo, anna, marta, Loretta Fusco, maurizio, amelia, Andrea, Nick Parisi e Valentina Contarino.
__________________________________________________
Vi segnalo che Il Cannocchiale a rovescio 4 sarà online domani, 16 gennaio 2013, alle h 13 circa.
Vi estendo i ringraziamenti anche di Marlowe, e del suo compare, che mi hanno chiesto di lasciarvi in compagnia dell’eccitante… Julie Is Her Name / Your Number Please… link text
__________________________________________________
Commenti chiusi.

scritto da Frank Spada · 15 gennaio 2013, 18:02 · 

 

mer

15

set

2010

Il Cannocchiale a rovescio 2

“Il cannocchiale a rovescio” è lo strumento per allontanare la visione del reale a chi ci è vicino, e avvicinare l’irreale all’altro con la curiosità e l’ironia rivolta senza limiti spazio-temporali, o di genere, ovunque e ogniqualvolta l’attenzione o il caso attrarrà un uomo qualsiasi per interrogarsi, o una donna curiosa di sapere: questi i lettori pronti a ordire tranelli e sotterfugi letterari, o ingabbiarsi giocando nei pensieri.

Archiviati gli antefatti, 909 commenti, seguitemi con le parole e siate i benvenuti sul Blog di Robin Edizioni!

 

Commenti 886 - discussione conclusa

COMMENTI

 

Uno, due… op là! Anzi, op quà! e si riparte.
Dov’eravamo rimasti?
NdR – questo commento non commento è il 910, tanto per capirci.

scritto da frank spada · 15 settembre 2010, 16:44 · 

 

Con grande piacere segnaliamo la VIII Edizione della Mostra floro vivaistica La conserva della neve – che si terrà a Villa Borghese (Parco dei Daini) Roma – il 17/18/19 settembre – link test
Piante rare e persone rarissime da tutta Italia, come Mirella Presot, nota al grande pubblico come la Signora delle rose, proprietaria di uno dei più bei giardini del Friuli link test e Paolo Roiatti, l’inventore della “vite mignon”, che esporrà allo stand 84 le “Vigne da compagnia”.
Tempo previsto: sole!
Ndr – gira voce che su un tavolo ci sarà anche Frank Spada.

scritto da The Big Max M. · 16 settembre 2010, 07:36 · 

 

Il 14 ottobre! Il mio compleanno…ma non fatemi gli auguri, detesto i compleanni, almeno da quando entrai negli “anta”...

scritto da maurizio · 16 settembre 2010, 07:42 · 

 

D’accordo, maurizio, il 14 ottobre non le farò gli auguri, ma vorrà dire che festeggeremo tutti insieme l’arrivo di Dimmi chi sei Marlowe in libreria.
In ogni caso, oggi mi pare più che giusto autocomplimentarci tutti per la nascita del Cannocchiale 2!
Grazie The Big Max M.per la sua segnalazione – ci andrò senz’altro anche quest’anno e sbircerò se veramente il nostro Spada sarà su un tavolo (vi terrò informati).

scritto da anna · 16 settembre 2010, 08:08 · 

 

Il mio è il 18 ottobre, ma non mi sono mai preoccupata dell’età, né credo lo farò in futuro.

In fondo, quel che conta è aver vissuto bene, cercando di essere sereni e soddisfatti, no? Un saluto :)

scritto da Sharmas · 16 settembre 2010, 09:40 · 

 

E bravo, bravissimo Frank! Congratulazioni per essere arrivato fin qui. Che simpatico Peter Pan sei, a guida dei tuoi bimbi perduti, che ti seguono con entusiasmo, hai condotto il vascello fino alla boa più lontana, ed ora ti appresti a riprendere il volo…
Anche al Nord attendiamo tutti con trepidazione l’arrivo delle Candy Apples!
Doei!

scritto da Ita · 16 settembre 2010, 10:03 · 

 

@ Ita – precisato che per Marlowe, come lei ben sa, il Nord non è altro che tutto ciò che sta oltre un limite che divide il mondo in due, la vostra trepidazione è anche la mia. E allora “ ...giù la prua all’orza: fiocco e randa ben serrati e scotte vibranti al suono del maestrale, sedere fuori a compensare e via così, con l’anima che se la ride di gioia rinnovata”,
finché non lui incrocerà due carrozzerie in vista a Ana Bay, due Candy Apples che… cordialissimi saluti.

scritto da frank spada · 16 settembre 2010, 15:57 · 

 

Non so più se era qui che dovevo arrivare o se invece mi sono persa per strada. E’ ovvio che in entrambi i casi valeva davvero la pena “inciampare” in lei, Frank, in un “detective” e nel suo primo libro che fra un po’ saranno due. Ma c‘è una promessa che ho fatto a me stessa, che diceva più o meno così: se lei non è chi io penso lei sia, ricomincio a dondolarmi e basta, quello che ho fatto negli ultimi sette anni (oltre ad innamorarmi follemente, cambiare casa, diventare madre e moglie e figlia e nuora devota). Mi sono ritirata a vita privata, ho incantato il passato e mi sono dondolata guardando cieli di travi a vista. Bellissimo, facile, nessuna curiosità, nessun tormento dell’anima e poi un giorno … una canzone … un susseguirsi di coincidenze, sorprese, particolari… Marlowe!

scritto da kara · 17 settembre 2010, 08:26 · 

 

@ kara – Se penso che in una lettera ripresa da una trascrizione datata 21 febbraio 1959, indirizzata a M. Guinnes, l’ultima lettera di cui è rimasta traccia scritta da R. Chandler prima di fermarsi per sempre guardando le “luci del cielo” sopra La Jolla (26 marzo 1959), di un tipo come Marlowe diceva “ ...non dovrebbe sposarsi perché è un uomo solitario, un uomo povero, pericoloso e tuttavia sensibile… “ e più oltre aggiungeva “ ...sarà sempre tirato giù dal letto a un’ora scomoda da qualche persona scomoda per fare qualche lavoro scomodo. Direi che questo è il suo destino: magari non è il destino migliore del mondo, ma gli si addice. Nessuno avrà la meglio su di lui perché per sua natura è invincibile. Nessuno lo farà diventare ricco perché è destinato a rimanere povero. Ma non potrebbe essere altrimenti, e quindi ho proprio la sensazione che la tua idea (quella di M. Guinness) di farlo sposare, anche se con una splendida ragazza, non rientri nel personaggio. Ce l’ho sempre davanti agli occhi in una strada solitaria, in camere solitarie, pieno di problemi ma mai sconfitto”.
Se penso che lei, gentile amica (v. commento Kara – 15 settembre, h 08:47), si trattenne nel cimitero di La Jolla, incantata anche dal vento che girava le pagine di un libro…
Se penso che…

scritto da frank spada · 17 settembre 2010, 12:07 · 

 

Mandi Frank!
Mi soi simpri domandât…
Ma Marlowe al capissie il furlan? :)

Ahahhahah
Un caro saluto
aspettando ottobre!
Mandi!

scritto da gelostellato · 18 settembre 2010, 08:58 · 

 

@ gelostellato – nemmeno il tempo di incasellare i primi 10 e lei pone una domanda così intrigantemente asciutta che mi lascia secco come un’acciuga in un barile!
Che dirle? So che questo detective a volte fa cose incomprensibili, a volte prende strade polverose, a volte asfaltate e umide di nebbia, ma dove sia diretto questo non lo so nemmeno io, che, tutto sommato, gestisco la sua imprevedibilità!
Se per Marlowe il Friuli sta al di qua, o al di là del Nord, lo scopriremo assieme caro Gelo.
Intant mandi e si cjatin a Otubar, alore.

scritto da frank spada · 18 settembre 2010, 09:34 · 

 

Immagino Marlowe a fare il pieno di birra Moretti fra i monti della Carnia in mezzo alla nebbia e ai boschi, alla ricerca del misterioso lupo mannaro avvistato nella zona di Tolmezzo. Fumando la pipa, il sigaro o le sigarette? (Tutti gli investigatori fumano, si sa che è d’obbligo). Scusate la domanda blasfema…

scritto da maurizio · 18 settembre 2010, 11:07 · 

 

@ maurizio – la sua domanda – vedo che sta salendo in cielo per cerchiettare il meridiano di un globo (ohibò! tutti a far domande, allora è vero che la curiosità è contagiosa) – più che retorica, e per nulla blasfema, è stupefacente perché viene fatta da chi dovrebbe aver già letto un libro preparando gli occhi alle sorprese.
Oggi, comunque, sarò buono anche con lei, mio caro amico, mettendo in vista questo link test (cliccare, prego) dove potrà leggere il primo capitolo di un romanzo (il quarto) che forse non scriverò – forse, eh!

scritto da frank spada · 18 settembre 2010, 12:07 · 

 

... “il mio percorso è segnalato di sicuro interesse panoramico
per il sedile a lato vuoto come la mia vita.” poche parole per raccontare straordinariamente una vita. lei Mr. Frank ha un dono grande. Anche più di uno credo e secondo me dovrebbe finire questo romanzo, e poi un altro e ancora uno e avanti così. altrimenti noi cosa leggiamo? anche se … il fatto che questo sia il quarto romanzo mi fa presumere che … ce ne sia un terzo già scritto. o sbaglio?

scritto da kara · 18 settembre 2010, 23:29 · 

 

@ kara – mi compiaccio per la curiosità che l’ha portata a leggere chi ascolta. La ringrazio per le sue parole, gratificanti e forse troppo generose.
Mi auguro, anche assieme a lei e a pochi altri, per ora, di fare in tempo ad aiutare i bambini orfani irlandesi con il terzo romanzo già pronto in bozza.

scritto da frank spada · 19 settembre 2010, 11:48 · 

 

Eccomi qui come vi avevo promesso. Ieri sono stata a Villa Borghese, alla mostra “La conserva della neve”. Tempo quasi buono, salvo qualche schizzo di pioggia al pomeriggio, l’esposizione floro vivaistica anche quest’anno è magnifica e ieri era affollatissima. C’era anche Frank, sì, proprio lui, in mezza luce con tre “Marlowe ti amo” appisolati vicino all’orto da tavola dell’espositore friulano Paolo Roiatti (accompagnato da suo figlio, ed entrambi fan del nostro amico). Poco distante c’era anche lo stand di Mirella Presot Collavini, un’altra friulana appassionata cultrice di fiori, piante, giardini e non solo.
Rimpiangendo la Piccola Patria lasciata molti anni fa, rivolgo un saluto affettuoso al Friuli.

scritto da anna · 19 settembre 2010, 14:32 · 

 

Quella parola “...è stata creata per la complessa scrittura di questa cosa strana che siamo, multipla e una.”, diceva il poeta accecatosi per indagare il retro oscuro di un satellite, “ Uno dei simboli che all’uomo il fato, o il caso dà perché un giorno di esaltazione gloriosa o di agonia possa scrivere il proprio vero nome.”
La luna – J.L.Borges
A chi gli chiese (Roma 1977): “Ma lei è davvero un vecchio anarchico, o altre cose? – Lui rispose: “Sì, un vecchio anarchico. Anzi, un vecchio…” 

NdR – A che gioco sto giocando? A prendermi in giro guardando le luci del cielo, kara!

scritto da frank spada · 20 settembre 2010, 11:00 · 

 

... e se il maleficio “cade su chi esercita l’ufficio / di mutare in parole la sua vita”?
E chissà se Maria Kodama si specchiò in quell’oro?

C‘è tanta solitudine in quell’oro.
La luna delle notti non è la luna
Che il primo Adamo vide. I lunghi secoli
Dell’umano vegliare l’han colmata
D’antico pianto. Guardala. E’ il tuo specchio.

La luna, J.L. Borges

scritto da Dame mit Fächer · 20 settembre 2010, 13:05 · 

 

Bentornata Dame mit Facher! ora smetterò di chiedermi se nuoterò nell’oro o avrò maggior fortuna guardandomi allo specchio – il giallo spiega, il noir ci interroga.

scritto da frank spada · 20 settembre 2010, 16:40 · 

 

Ma questo è il regno del doppio!!!! :-)
Due blog e due Marlowe (lui e il suo doppio). Da non crederci! Frank, vuol dire che il successo del Marlowe numero due sarà doppio????? Perdona il gioco di parole ma tu sai perchè sono così sopra le righe: emozionata per gli importanti cambiamenti in vista :-)

scritto da Emily Way · 20 settembre 2010, 22:51 · 

 

Ci ho messo un po’ di mio per arrivare qui: ben ritrovati, amici, e complimenti per il post 2!
Mancano pochi giorni e anch’io attendo l’uscita del secondo libro, mentre lei, caro Frank, è tuttora uno “sconosciuto”. Mi piacerebbe sapere qualcosa di più su uno pseudonimo scrittore, profondo e ironico.

scritto da paolo · 22 settembre 2010, 18:25 · 

 

Ah eccovi qua… potevo così urlare “c‘è nessunoooo?” dall’altra parte…

scritto da nadia · 22 settembre 2010, 21:05 · 

 

Chissà quante cose si credono perdute nella memoria e invece rispuntano fuori nitide dopo tanti anni, per associazione di idee. Ed ecco nei vagabondaggi infantili d’una bambina accompagnata da un gigantesco cane,( vagabondaggi che erano dovuti più ad un involontario sconfinamento che a una volontà di fuga, in quanto nella gioia festosa dell’esistere qualche volta si perdevano le colonne d’Ercole dei confini d’una vigna )vedo materializzarsi una coppia bellissima,benché di una età che ad occhi infantili non poteva che apparire veneranda. I due, eleganti,alti, magri, coi capelli bianchi camminavano nella campagna tenendosi per mano, lei con dei fiori di campo nell’altra, quelli che ogni tanto lui le coglieva per porgerglieli. Nella memoria camminano in campi di lavanda, che ad Anacapri certamente non c’erano, ma evidentemente la bambina ahimé non più tale associa questa pianta alla serenità e alla gioia. Dedico quest’immagine ad un’amica sconosciuta che se n‘è andata a passeggiare con suo compagno di tutta la vita per quei campi sereni. Ciao Sandra.

scritto da Leila Mascano · 23 settembre 2010, 05:59 · 

 

Mi unisco a Leila Mascano che ha saputo ricordare Sandra Mondaini con un’immagine molto bella.
Il mio è un ricordo.
Virna, una bimba di sette anni, vide sulle pagina di una rivista l’immagine di un pupazzo, di quel Sbrirulino che la faceva tanto ridere. La bimba sognava che, andando per negozi di giocattoli, da qualche parte, lo avrebbe trovato. Ma la zia anticipò quel sogno, perchè con vecchie pezze e bambagia le confezionò un piccolo Sbirulino che la bimba abbracciò soddisfatta. Sua zia, una ragazza sui venticinque anni, non seppe resistere al desiderio di avere uno Sbirulino anche per sé e così, con altri stracci e bambagia ne confezionò uno più grande di quello della nipotina.
Sbirulino di pezza

scritto da Dame mit Fächer · 23 settembre 2010, 11:27 · 

 

Innanzitutto bentornata, Lady Leila Mascano T., rinomata scrittrice Robin/Edizioni (“Fammi ridere – link test ri-edizione 2008) e non solo, donna generosa, sensibile, amica, musa protettrice.
@ paolo – spero di risponderle domani, a qualche ora che non so, qui, pubblicamente.

scritto da frank spada · 23 settembre 2010, 16:38 · 

 

se penso che potrei restare lì per sempre… se penso che potrei fuggire ora dal mondo… se penso che domani… domani si vedrà.

scritto da kara · 23 settembre 2010, 22:38 · 

 

@ paolo – Un giorno (si dice il 7/gennaio/2007) un tizio in là con gli anni scrisse un titolo, aggiunse un sottotilo, poi scrisse un romanzo. Costui, prima di quel giorno, non aveva mai scritto nulla, se non scartoffie di letteratura “grigia” (immagino sappiate che anche il bugiardino che vi rifilano con un medicinale appartiene a questo genere). Il tizio scriveva senza rendersene conto, come se qualcuno gli premesse un tasto sulla nuca e un mese e mezzo dopo, senza ragione, così com’era iniziato, quel romanzo fu finito. Sbalordito nel ritrovarsi in mano un manoscritto di cui non riusciva a darsi conto, preoccupato perché sapeva che a una certa età gli anziani vengono colpiti da squilibri elettro/mentali, andò a farsi fare una TAC cerebrale: tutto ok (salvo il segno ormai “cicatrizzato” di un’ischemia che lo aveva colpito chissà quando, forse da bambino). Rincuorato, il tizio scrisse un altro titolo, aggiunse come la prima volta un sottotitolo e divertito scrisse un secondo romanzo, poi un terzo e a fine estate del 2007 i manoscritti erano tre!
Oggi, il resto di un inzio lo lascio alla curiosità di chi non c’è o, se cé, non ascolta perché è impegnato a leggere; fatto è che in Internet da un po’ di tempo gira il nome di uno pseudonimo scrittore, un esordiente (per me è uno scribacchino, ma altri affermano il contrario).
@ kara – Se penso all’eventualità che il mio compare (lo chiami pure Marlowe) abbia in mente di parlarne assieme, ecco che si aprirebbe un nuovo caso intrigante quanto il precedente, talché il successivo… buone giornate.

scritto da frank spada · 24 settembre 2010, 07:46 · 

 

mmhhh, molto interessante mr. Frank, molto interessante. Io non ho alcun potere in merito, questo è ovvio, ma pregherei caldamente il “premitore di tasti”, di fare il suo mestiere senza distrarsi nemmeno un attimo perché questa è roba che scotta e come si sa, gli incendi … non si spengono con un bicchiere d’acqua, anche se mezzo pieno.

scritto da kara · 24 settembre 2010, 10:45 · 

 

Un tizio che “non aveva mai scritto nulla, se non scartoffie di letteratura “grigia” “ ... come Marlowe, insomma, che racconta di essere “un consulente tecnico edile e che una società immobiliare mi ha chiesto di venire a dare un’occhiata in zona. – Mi accontento di un volo sopra le aree circostanti il campo di volo, così poi faccio veloce una relazione e per oggi ho finito…” Quel Marlowe con le mappe ci sa fare!

scritto da Dame mit Fächer · 24 settembre 2010, 11:43 · 

 

@ kara – gentile amica che caldeggia di premure un “premitore… “ rischiando d’infiammare un cielo ligneo di strutture, l’avverto che un premonitore le suggerirà in sogno l’acquisto di un estintore per salvaguardare le pagine di un libro.
@ Dame mit Facher – la mappatura in volo la riporterà al punto di partenza e inevitabilmente su uno schermo.

scritto da frank spada · 25 settembre 2010, 15:12 · 

 

La sola vittoria possibile sull’amore è la fuga. Per guarire Telemaco, Mentore lo getta in mare. Per resistere alle Sirene, Ulisse si fa legare.
Questo pensiero è di Napoleone. Quanto è condivisibile?

scritto da Leila Mascano · 26 settembre 2010, 09:39 · 

 

In tutto e niente, cara Leila, e, non distinguendo tra chi ama e chi è fatalmente amato, in fuga da se stesso e quindi irragiungibile, si sfiora il tangibile reale di una dolorosa contrazione cardio-circolare, interrogante: battagliare amando non riamati o amare e basta cercando inutilmente di affrancarsi dall’amore o, invece, soffrire disperati per la mancanza di qualcuno inesistente e ammalarsi giorno dopo giorno assumendo un medicinale senza bugiardino o, in un’alternativa che non darà scampo, inseguire fatalmente passo a passo un pifferaio che zufola parole soffiando bolle di sapone?
NdR – ringrazio Lady Leila Mascano per il suo commento, che offre a tutti, e in assoluta libertà, un tema e una discussione molto interessante, confidando che i vostri commenti si scostino da ismi e rimpianti, ché non vorremmo soffiarci il naso lacrimando per i primi freddi stagionali.

scritto da frank spada · 26 settembre 2010, 11:46 · 

 

Si figuri, Mr. Frank, non mi sono soffiata il naso nemmeno all’opera, la volta che vi rappresentavano il Lohengrin e la solenne marcia nuziale del terzo atto! Non vorrà mica che io pianga per le sue parole, che sembrano la sinopsi dell’opera stessa! O, almeno, io vi ho trovato un parallelismo – vede che qui l’ismo ci può stare! – 

scritto da Dame mit Fächer · 26 settembre 2010, 14:04 · 

 

@ Dame mit Facher – rientrato dopo aver sottratto da un mefistofelico baule friulano un’edizione BMM del 1958 di Gente di Dublino (prezzo netto in tutta Italia £ 350), noto con piacere l’esatto aggancio post prandiale della puntinatura sotto il nome.

scritto da frank spada · 26 settembre 2010, 18:39 · 

 

Le muffe amano i bauli friulani e i libri che vi sono contenuti, Mr. Frank! Si fidi di una esperta “soggetto allergico”, ancor più che conoscitrice di letture comparate di “drama” in Richard Wagner e James Joyce.
L’Aspergillus, Mr. Frank, “è un genere che comprende circa 200 muffe. Aspergillus fu per la prima volta catalogato nel 1729 dal sacerdote e biologo italiano Pier Antonio Micheli. La vista dei funghi al microscopio fece venire a Micheli in mente la forma di un aspersorio (latino aspergillum) (spruzzatore di acqua lustrale) e denominò il genere di conseguenza.” 

scritto da Dame mit Fächer · 27 settembre 2010, 09:59 · 

 

Ci si ammala giorno dopo giorno, assumendo medicinali senza bugiardino e poi, se si è fortunati si incontra o reincontra qualcuno per cui valga la pena respirare ancora.Qualcuno che, senza rancore,ti accarezza la mano,senza intromettersi nel tuo dolore,perchè pensa che “quel sentimento doveva essere l’amore”.

scritto da butterfly · 28 settembre 2010, 09:07 · 

 

“I morti” – ultima pagina – il racconto che assieme alla seconda parte di “Un incontro” ho riletto al sole di un caffè liscio a Cividale del F., due giorni fa, anticipandomi di nuovo i ricordi che verranno dal tempo che non muore, pensando a chi pur triestino fu irlandese, a quelli cui dedicherò un libro di cui ho già detto, credo.
@ butterfly – legga, rilegga e ogni tanto provi a respirare lentamente fino in fondo, e soffi fuori l’aria tra le labbra ancora fino in fondo, e poi ripeta l’esercizio del respiro, magari a occhi chiusi, e avvertirà vibrare le palpebre emozionando le immagini del cuore.
Che la fortuna l’accompagni, cara amica.

scritto da frank spada · 28 settembre 2010, 12:13 · 

 

“È pericoloso abbandonare la propria patria, ma anche più pericoloso ritornarci perché allora i vostri compatrioti se possono vi cacciano il coltello nel cuore.” (Joyce)
questo è ciò che accade quando ci si (ri)conosce.

scritto da kara · 28 settembre 2010, 13:53 · 

 

@ kara – non mi esilierò da lei per così poco, ché quel che è già accaduto condannerà i suoi occhi a fissare chi le disse “Ma ho anche sognato e ciò mi fu più caro / Che tu m’amavi ancora come prima”.
“Cenere” – in alcune edizioni “Argilla” – J. J.

scritto da frank spada · 28 settembre 2010, 15:34 · 

 

Buongiorno a tutti!
Arrivo qui da un altro Cannocchiale che fissa un panorama solo, per unirmi a voi con l’emozione di chi ha scoperto il rovescio di qualcosa tra le pagine di libro, un manuale per conoscere se stessi amando Marlowe.

scritto da copyman · 29 settembre 2010, 09:57 · 

 

Benvenuto/a copyman, ma freni l’entusiasmo, perché qui, a volte, ci si spruzza agli occhi “acqua lustrale” per equilibrare i temi.

scritto da frank spada · 29 settembre 2010, 10:16 · 

 

C‘è chi sostiene che per un incantesimo “L’acqua lustrale deve essere rinnovata tra il novilunio e il primo quarto di luna. La vecchia acqua non deve essere gettata via ma esposta al sole in una piatto di vetro sino a che non sara’ del tutto evaporata.”
Marlowe racconta: “Sono soffocato dall’aria satura d’umidità che si condensa scendendo in rivoli multicolori fino a trasformarsi in grosse gocce che colpiscono con forza il dorso corazzato degli orrendi animali sollevandoli, polverizzando i loro corpi neri in nuvolette iridescenti di bava puzzolente spruzzata sul mio viso.” 

scritto da Dame mit Fächer · 29 settembre 2010, 11:50 · 

 

si lo conosco anch’io questo incantesimo. bisogna usare come aspensorio però un rametto di ulivo.
mr. Frank, probabilmente lei ha giocato al campetto con J.J. molto più di me (io giocavo solo con le bambole) e ha dato la giusta interpretazione, ma la mia non era certo una minaccia, parlavo di un coltello nel cuore come ricordo, per sempre, d’amore.

scritto da kara · 29 settembre 2010, 13:43 · 

 

Che bello passare a leggervi, forse sbaglio ma l’effetto che mi fa è sempre quello di entrare nella vita di ciascuno per spiarne sprazzi di ricordi :)

scritto da Shara · 29 settembre 2010, 20:54 · 

 

Anche io passo spesso di qui, talvolta solo per leggere, altre per riflettere ed andare oltre le parole. Mi piace il taglio di questo blog che spazia dalla letteratura al ricordo, dai consigli ai sentimenti, in assoluta libertà e senza inutili polemiche. Inoltre non è mai noioso e retorico e il padrone di casa è simpaticamente criptico, coltissimo e galante con le signore senza piaggeria. Insomma, un salotto circolare del quale è difficile fare a meno.

scritto da marta · 30 settembre 2010, 16:48 · 

 

“Dio me l’ha data, guai a chi la tocca!” Sempre Napoleone. Ma non è la donna del cuore, è la corona d’Italia. Milano, 26 maggio 1805.

scritto da Leila Mascano · 2 ottobre 2010, 16:00 · 

 

Qualcuno dice il vero ironizzando – confermo togliendo la corona, umilmente, e trattengo il mio compare che vorrebbe… dopodomani, forse martedì.

scritto da frank spada · 2 ottobre 2010, 17:36 · 

 

Speriamo mai – gin liscio, ginepro in maggioranza, mirto ogniqualvolta prego, novembre e poi.

scritto da frank spada · 3 ottobre 2010, 09:18 · 

 

Forse, Napoleone, aveva un chiodo fisso per le donne e la corona ferrea, come da tradizione, ne contiene giusto uno.
All’Isola d’Elba ho visto il sontuoso letto a baldacchino, retto dai becchi dei cigni in legno dorato e la guida raccontò del cigno simbolo di fedeltà coniugale.
Ma che delizia il liquore di mirto dell’Isola d’Elba!

scritto da Dame mit Fächer · 3 ottobre 2010, 10:20 · 

 

Ho sempre ammirato quelle donne che hanno uomini con il chiodo fisso per le donne. Passano per deboli o cieche , al contrario sono forti e ci vedono benissimo…

scritto da marta · 3 ottobre 2010, 16:11 · 

 

Clamorosamente qui link text

scritto da The Big Max M. · 3 ottobre 2010, 19:04 · 

 

Spero di leggere presto le nuove avventure di Marlowe, certo con lo stesso piacere con cui ho letto le prime. Come ho scritto altrove, anche la veste tipografica è bella e la foto in copertina straordinariamente suggestiva, come la scrittura dell’autore.

scritto da Leila Mascano · 3 ottobre 2010, 23:04 · 

 

Questo “sequel”, che in realtà è un romanzo a sè ma con legami al primo Marlowe che se compresi lo arricchiscono, è talmente ricco di riferimenti e sottotesto da diventare come uno scrigno che nasconde tesori. Ma allo stesso è intriso di una divertente ironia che fa sorridere spesso. Bravo Frank!

scritto da Carla · 4 ottobre 2010, 08:34 · 

 

Ho letto stanotte un libro di Fabio Volo. Tutti possono scrivere, viva la libertà. Possono farlo sui quaderni, sui muri, come i writers, e perfino per i soliti grandi, quelli che riempiono le vetrine delle librerie. I meccanismi, vecchio tema, si conoscono. Basta che hai una certa visibilità, e come diceva Andy Warhol, hai il tuo minuto di celebrità, che presto sarà garantito a tutti.Fabio Volo è un simpatico giovane attore, non so se anche regista, e ha scritto un libro leggero. Molto leggero. Leggerissimo. Anzi, così leggero che non sembrava avere nessuna consistenza se non il peso della carta su cui era stampato. Pesava eccome il commento stampato di un critico di Repubblica sulla copertina: Ci sono pagine da Antologia del comico. E qui le parole sono pietre, invece, e una tale affermazione pretende foto e firma, possibilmente davanti a un notaio. Bisogna avere il coraggio di quello che si scrive! Ma questo signore sa quello che dice?
Allora ho pensato a Frank Spada, che può piacere o no, ma è uno che sa scrivere, e lo fa costruendo storie che funzionano. Se stanotte avessi preso il suo libro in mano, me ne sarei andata probabilmente sulla West Coast col sottofondo d’un buon ritmo di jazz, a seguire una storia che se pur non banale è poi il pretesto per imboccare un sentiero di riflessioni, considerazioni, ricordi. Perché un libro è questo: una chiave per entrare nel mondo, un mondo altrettanto misterioso e ricco e vario di quello reale, ma diversamente percorribile, e compitamente percorribile nel suo sviluppo attraverso una visione della realtà che è diversa dalla nostra e nella quale entriamo tramite quel prodigio che è la scrittura. Naturalmente questo è uno scrittore, è questo è un libro. Altrimenti è un balbettio, e sta alla scrittura come quelle al disegno quelle matite compasso dei mercatini che si chiamano Artista anche tu! Penso a Frank, che potrebbe ben più meritevolmente essere nelle classifiche di vendita, se ci fosse il critico di Repubblica a segnalarlo, se non fosse occupato, il critico, a scrivere pezzi “per “ l’antologia del comico, chè il suo commento è davvero degno di farne parte.
Auguri, Frank.Al di là di quello che è il grande Barnum dell’editoria, capita qualche volta che la gente per caso si accorga di qualcuno e parta un tam tam che fa di quel libro un grande successo. E’ il mio augurio.

scritto da Leila Mascano · 4 ottobre 2010, 08:36 · 

 

“Un pulviscolo in volo” 

Non ho letto libri di Fabio Volo. Di lui mi è noto che è stato una “iena” e che, in questa veste, devo di sicuro averlo visto in tv.
Di lui non so se ha mai fatto una TAC cerebrale e se scrive senza rendersene conto.
Di se racconta:” Ho cominciato a lavorare a quindici anni, dopo la scuola. La scuola per me è stata davvero un incubo, un carcere, una tortura. Quando ho finito la terza media è stata una liberazione. Ma mi è stato fatto pesare il fatto di non aver studiato. Ero innamoratissimo di una ragazza, ma i genitori di lei non mi volevano perché avevo la terza media e facevo il panettiere… non immagini quanta gente, a quei tempi, si girava dall’altra parte quando passavo per strada e oggi invece, esce fuori dai bar per salutarmi…”.
Ma allora, questo ragazzo, classe 1972, non è un bamboccione!
38 anni, che coincidenza!
———-
“D’accordo, era un bamboccione d’altri tempi, però è cresciuto in fretta.”
“Il mattino dopo mi svegliai infreddolito. “Ormai sono spacciato”, pensai, mentre ai denti… oddio! Anticipai il ticchettio di microscopiche mascelle al lavoro sul mio corpo illividito. — Mammaa, forse-ho-la-febbre… — Tornai a letto; aspettai latte e miele con biscotti e mi rinserrai riflettendo sul passato: 38 anni e vivevo dai miei, ancora!
Guardai al futuro, decisi in fretta: mi farò cremare. Sparse le ceneri, silenzio totale, inconsistente in un pulviscolo in volo favorirò uno starnuto alla salute di chi resta. — Mammaa… allora questa colazione arriva?”
Brivido breve: Qualcuno cresce in fretta

scritto da Dame mit Fächer · 4 ottobre 2010, 14:10 · 

 

Già ordinato, Frank, ora sono in attesa.
Complimenti per l’inizio, che ho letto sul suo sito, davvero accattivante, già denso di riflessioni sulle quali poter ritornare con calma, di ironie da decifrare subito e altre dirette verso il mare aperto…
Ormai è chiaro a tutti che Marlowe e il suo compare stanno crescedo in fretta!

scritto da anna · 4 ottobre 2010, 15:00 · 

 

C‘è un compitamente che è compiutamente, e un “quelle” di troppo, ma quello che volevo dire si capisce.

scritto da Leila Mascano · 4 ottobre 2010, 20:20 · 

 

arrivo troppo tardi per dirle quanto bella è la copertina e quanto è bravo lei e quanto e quanto e quanto. le auguro allora solo tanta fortuna, e se ne avrà quanta merita, ne avremo tanta noi come lettori.

scritto da kara · 4 ottobre 2010, 23:13 · 

 

Appena dopo i disastri liguri, ecco che il nord-est si trova in coda al fenomeno che ha colpito il nord-ovest, mai visto prima a memoria di chi c’era: diluvia da iersera quanto basta a farci credere che stiamo attraversando a fari accesi le cascate del Niagara, mentre sulla costa le onde sopravanzano il libeccio. Non sarà che il barometro di Marlowe anticipa l’evento dell’uscita in libreria il 14 ottobre di un noir meteo-delirante?

scritto da The Big Max M. · 5 ottobre 2010, 11:23 · 

 

Ciao Frank,
qui al Nord a tratti splende il sole e fa caldo come fosse luglio.
Mentre l’Europa intera è in subbuglio meteorologico, ci prepariamo al ritorno imminente di Marlowe.
Un abbraccio a Frank e cordialità a tutti i suoi amici che assieme a lui suonano le note di questo simpatico blog.

scritto da Ita · 5 ottobre 2010, 12:26 · 

 

Eccomi, per ora ti porgo soltanto un saluto, voglio prima ambientarmi un attimo
ciao:-)

scritto da Ferruccio · 7 ottobre 2010, 19:08 · 

 

Sono sicuro di trovare delle cose interessanti in questo blog :-)

scritto da Ferruccio · 8 ottobre 2010, 07:44 · 

 

Benvenuto Ferruccio, con i complimenti per il suo blog che allarga il panorama del Cannocchiale.

scritto da frank spada · 8 ottobre 2010, 07:58 · 

 

Di sei in sei – 03/10 – 09/10 – Dimmi chi sei Marlowe... scopritelo il 15 ottobre in libreria: quattro sensi, il quinto zuccherando gli occhi e il sesto interrogando un noir.

scritto da frank spada · 9 ottobre 2010, 08:11 · 

 

@kara – 10/10/10, con il fato non si tratta ed è già tanto se ti lascia immaginare quel che poi succede, a iniziare dalla tentazione di un mattino a gambe all’aria e dal riflesso degli arredi interni anticipati dai notturni, dove “Ci sono alcuni libri che devono essere assaggiati, altri ingoiati, e pochi masticati e digeriti” – parola di sir F. Bacon(e).

scritto da frank spada · 10 ottobre 2010, 09:04 · 

 

Ecco risolto il mistero di quel che pensa Bacone mentre è ritratto per i posteri sotto forma di statua a S. Albans nella chiesa di S.Michele,barba e baffi e capelli lunghi un po’ alla Buffalo Bill sotto il capello,colletto a gorgera, seduto in posa rilassata ma vigile. Il soprabito dagli eleganti drappeggi s’apre sul davanti scoprendo le ginocchia divaricate fuori dalle braghe a sbuffo, e un lampione di ferro battuto a tre luci lo illumina giusto quel tanto che ad aver un buon libro se lo potrebbe appoggiare sulle gambe e leggerselo in santa pace, poveretto, ingannando un po’ il tempo, giacché non lo fece con i suoi sovrani né con l’amata Inghilterra.

scritto da Leila Mascano · 10 ottobre 2010, 11:49 · 

 

La traduzione, Mr. Frank, indurrebbe a pensare che Sir Bacon fosse l’inventore della pancetta affumicata, mentre egli disse: “Some books are to be tasted, others to be swallowed, and some few to be chewed and digested: that is, some books are to be read only in parts, others to be read, but not curiously, and some few to be read wholly, and with diligence and attention.”
Sempre Sir Bacon ebbe a dire: “La lettura rende un uomo completo, la conversazione lo rende agile di spirito e la scrittura lo rende esatto.”
Ho annusato parola per parola un libro esatto e ho visto un panorama di un seguito ancora da pubblicare.

scritto da Dame mit Fächer · 10 ottobre 2010, 12:42 · 

 

sì, ha visto che arredi? e “guai al libro che si può leggere senza interrogarsi per tutto il tempo sull’autore! Un libro deve essere un pericolo … un libro deve sconvolgere tutto, rimettere tutto in discussione…” dice Emil Cioran, ...neanche fosse inciampato anch’egli in Marlowe. ;)

scritto da kara · 10 ottobre 2010, 23:44 · 

 

Finalmente! lo snodo in testa e un TREPPIEDE: Leila Mascano, Dame mit Facher, kara, sei gambe al femminile e il Cannocchiale ruoterà capovolgendosi dovunque stabilmente.
Ora sì che le visioni garantiranno la continuità dell’accostamento ai sogni sfiorando il tangibile reale, la letteratura e il cinema, la pittura e la musica, e perché no, anche l’avventura emozionante della vita, dei desideri inascoltati, delle tentazioni quotidiane e delle assenze certe, che sonderemo tutti assieme a occhi aperti per ricordare e anticipare immagini che non lasceremo certamente in dono a un oculista guardone, per fargli curiosare il mondo impresso nel nostro retro-retina mentale – vero amiche carissime e amici condiscendenti gli occhiolini ?

scritto da frank spada · 11 ottobre 2010, 08:44 · 

 

Sei gambe al femminile: Aglaia, Eufrosine e Talia scolpite nel legno di noce, inchiodate a sezioni tringolari – dicesi cunei o tacchie – per rinforzarne l’unione.
Sarà un divanetto seconda metà Settecento?
Ma Marlowe non pagò una lunga serie di rate per pagarsi la poltrona girevole, a cinque ruote piroettanti, in pelle nera “Giorgia” e poggiapiedi, di Charles Eames?

scritto da Dame mit Fächer · 11 ottobre 2010, 13:36 · 

 

@ Dame mit Facher – sì! ma la mia Eames nera di cuoio ha cinque gambe, fisse per non traballare ricordando il volto di Gloria Grahame, che preferiva di gran lunga il divanetto per farsi stringere tra le mie braccia e per accarezzare il volto di un uomo stanco, stanco come sono io, come lo era Dixon Steele, mentre N. Ray sospettando della moglie faceva suo “Il diritto di uccidere” roso dalla gelosia.

scritto da frank spada · 12 ottobre 2010, 10:01 · 

 

Una Eames a gambe fisse, allora vuol dire che è la kenzia quella che ondeggia i pennacchi!
Gran bella voce quella di Emilio Cigoli, doppiatore dei film di Humphrey Bogart.
Un complimento a una voce prestata a decine di attori, con la curiosità d’immaginare le fattezze di chi la possiede e rubando prosa tra le pagine di Marlowe “Mi lascio andare a un complimento, paragonando il bel tono della voce all’altro capo del filo con le immaginarie fattezze di chi lo possiede.” 

scritto da Dame mit Fächer · 12 ottobre 2010, 13:34 · 

 

Ho incontrato uno scozzese su internet. Si chiama Montgomerie invece di Montgomery. Adesso só che l’errore all’anagrafe esiste davvero:-)

scritto da Jaio · 12 ottobre 2010, 18:56 · 

 

Jaio – mi rallegro perche è arrivato in fondo.
Certo che la sua curiosità... come dire, la px volta faccia più attenzione, lasci perdere i tedeschi e miri dritto i suoi commenti qui.
Buona serata.

scritto da frank spada · 12 ottobre 2010, 19:13 · 

 

Ma, ce chi vevi da dî lu ai dite, ce che mi reste da dî al é masse e no sai indulà scomençâ:-)

scritto da Jaio · 12 ottobre 2010, 19:55 · 

 

Ah sì, l’errore all’anagrafe esiste, eccome! Eccomi affibbiati tredici anni di più all’epoca d’un antico terremoto che sconvolse gli archivi della città. Fossero stati di meno, potevo pure starci…benedetta l’abitudine di chiamare tutti gl’infanti della stessa casa come l’antenato prediletto o illustre!Sicché gli anni di mia cugina me li beccavo io, né la poveretta ritornò più giovane…Ci volle del bello e del buono per ripristinare il giusto, ma ogni tanto qua e là spunta a sorpresa l’odiosa data sbagliata, che lo ripeto, se me li togliesse, quei tredici anni, mi terrei con un’alzata di spalle…

scritto da Leila Mascano · 12 ottobre 2010, 21:44 · 

 

Ma, quello che dovevo dire l’ho detto, quello che mi resta da dire è troppo e non so da dove iniziare. (NdR: Jaio in italiano)

Moriva il crepuscolo, iersera, eppure lui non si muoveva dalla fine e continuava a spiare il mondo. Cosa stesse attendendo lo sapeva benissimo: fra due giorni… intanto rallegriamoci per chi, in queste ore, si appresta a riveder le stelle sopra il Cile e che stasera… W l’amore!

scritto da frank spada · 13 ottobre 2010, 07:36 · 

 

buona sera a tutti e a lei mr. Frank in particolare. con una lucky tra le labbra a riveder le stelle (alla destra del Cile nel mio caso), pensando a Marlowe che tra poco “suonerà” soltanto per me una storia nuova. sì lo so, anche per voi, anche per voi.

scritto da kara · 13 ottobre 2010, 22:44 · 

 

Passavo per un saluto e per sbirciare gli aggiornamenti, ma nei giorni scorsi Marlowe mi ha rapita :)

L’ironia sempre presente e alcune profonde riflessioni mi hanno davvero affascinata, grande Frank!

scritto da Shara · 14 ottobre 2010, 13:26 · 

 

...la sua autopromzione su Riaprire il Fuoco? Insopportabile!
Da oggi spetta a noi tenerlo d’occhio e… link test …certo amici, con il vostro aiuto lo faremo muovere da dove sembra stare fermo.

scritto da The Big Max M. · 15 ottobre 2010, 11:54 · 

 

La recensione di Leila Mascano a “Dimmi chi sei Marlowe” – inserita nella rassegna stampa – è scritta che è una meraviglia, come sempre, del resto.
La sua descrizione della copertina è davvero fantastica!
Anch’io mi sono soffermata ad analizzare l’ombra sulla destra della copertina e mi sono chiesta se è reale o creata ad arte. Io la vedo inquietante come le immagini raffigurate nelle incisioni di Goya, ne i “Capricci”, “I disastri della guerra”, “La Tauromachia” e “Follie”, che una volta vidi in una mostra a Villa Manin di Passariano.
E mi sovviene un’altro riferimento, le ombre in Odilon Redon, la conoscenza del quale mi è pervenuta quando un amico mi segnalò che Redon viene citato da Leonardo Sciascia nel romanzo “Todo modo” e di conseguenza nell’amonimo film del ’76 di Elio Petri.
Redon “che proprio nella grafica ha dato il meglio del suo genio. Due gli assi portanti, la serie realizzata per Les Fleurs du Mal di Baudelaire e quella per La Tentation de Saint-Antoine di Flaubert, riferimenti letterari ideali per liberare tutto il visionario e mistico universo … Tra le litografie dedicate alle Tentazioni di Flaubert, sintomatico è il dialogo tra la sfinge bianchissima e l’altra chimera che sembra materializzarsi dalla compressione del buio, assorbendo persino l’ombra del suo interlocutore.” 

scritto da Dame mit Fächer · 16 ottobre 2010, 10:29 · 

 

Caro Frank, oggi ho comprato Dimmi chi sei Marlowe e anch’io sono rimasta molto colpita dalla copertina, davvero particolare. Mi tolga intanto la prima curiosità, ma l’ha scelta lei? Le faccio intanto un in bocca al lupo di cuore, certa che la lettura di questo suo secondo romanzo sarà, come lo è stato Marlowe ti amo, fonte di riflessioni profonde, oltre che di autentico piacere. A presto, dunque…

scritto da anna · 16 ottobre 2010, 13:40 · 

 

Orpo, un saltimbocca al lupo! ;-)

scritto da Jaio · 16 ottobre 2010, 15:56 · 

 

Mi colpisce sempre molto che qualcuno apprezzi e condivida le cose che scrivo,ma ancora di più se lo fa qualcuno che stimo e apprezzo a mia volta.Considero la fotografia un’espressione artistica e un vero genio colui che con uno scatto cattura molto più di un’immagine, così come ha una forma di genialità chi trova un fil rouge tra cose e avvenimenti lontanissimi tra loro, e ne ricostruisce un percorso da tutti godibile e percorribile. Anche questa è una forma di talento, perché le nozioni sono alla portata di tutti, ma è l’intelligenza che le trasforma in cultura.

scritto da Leila Mascano · 16 ottobre 2010, 16:11 · 

 

Lo scatto di Walker Evans e non dico altro.
Vado dritto a James Agee (1909-1955) – che lo affiancò come “giornalista” in un servizio… testi a lato da capogiro – lo scrittore che vinse il Premio Pulitzer postumo nel 1967 per A Death in Family ( Il mito del padre – riedizioni anche recenti, si fa per dire, cercatelo, acquistatelo e leggetelo. Non prima, però, di aver “curiosato” tra le pagine di The Morning Watch ( La veglia all’alba – Edizioni SE, 2000) andando a rileggervi A Portrait of Artist as a Young Man di James (che coincidenza!) Joyce (il pluriedito Dedalus).
Chiudo con J.A. sceneggiatore per C. L. in La morte corre sul fiume.
Come vedete il viaggio è circolare e necessario, se si vuol… buona domenica a tutti

scritto da frank spada · 17 ottobre 2010, 11:53 · 

 

Certamente si, il “viaggio” è proprio circolare e il suo fil rouge, Frank, parte davvero da molto lontano e, dopo essermi riletta “Immagini e interferenze” su Scrigno, riprendo in mano “Dimmi chi sei Marlowe”, masticando ogni parola per prolungare il piacere di… sa che senza andare fino ai Caraibi la sto divorando a piccoli morsi?

scritto da butterfly · 17 ottobre 2010, 17:04 · 

 

Mr. Frank, finito! a dir poco sorprendente. ed ora? si ricomincia per scovare tutte le sfumature di un arcobaleno noir. grazie mr. Frank, grazie di cuore.

scritto da kara · 17 ottobre 2010, 22:05 · 

 

Stamattina ho incontrato un Signore che pensava di sapere. Quattro chiacchiere, un caffé, e gli ho fatto una domanda. L’ho lasciato a interrogarsi, ancora.

scritto da frank spada · 18 ottobre 2010, 18:49 · 

 

Sono sorpresa, ma non troppo, dalla curiosità morbosa che suscitano certi fatti di cronaca ripugnanti quanto orrendi.
A chi gioverà sapere gli squallidi paricolari, quando non immondi, quale lezione di vita ne trarrà, quale beneficio se non assecondare un gusto che non esiterei a definire indecente? Ma il solito carrozzone si getta sull’evento, lo sviscera, lo illustra, aggiunge particolari sempre più deprimenti. Invano si cerca di ignorare questa valanga di notizie ( ma sono davvero tali?) che ti aggredisce da ogni parte. Si resta, almeno io, con qualcosa che sembra appicicartisi addosso, una malinconia, un senso profondo di pena.
Qual‘è il dovere della cronaca? Informare dei fatti, direi eticamente informare dei fatti. Tutto quello che è morboso, inutile, rivoltante, andrebbe appena sfiorato, senza compiacimenti. Ma siamo in un paese in cui il senso del pudore si limitava a misurare la distanza del pezzo inferiore del “due pezzi” dall’ombelico, come accadeva negli anni 50 ( che pagherei per assistere a una di quelle misurazioni! )Ora questi grotteschi controlli non ci sono più ( e magari qualche signore meno giovane li rimpiangerà, vista l’invereconda esibizione di “trippette” che si vede in giro, offesa questa all’estetica e al buon gusto )ma insomma l’idea del pudore in generale è rimasta quella. Pertanto propongo di oscurare certe invereconde trasmissioni con una foglia di fico.
P.S. L’osservazione sulle trippette è scherzosa. Rimando ai miei più lievi consigli sulla moda, in questo stesso blog.

scritto da Leila Mascano · 19 ottobre 2010, 06:16 · 

 

Nei primi anni sessanta, a casa mia, si acquistava “Famiglia Cristiana”. Seguendo l’onda del successo dei fotoromanzi – suppongo – il settimanale pubblicò il racconto per immagini di Maria Goretti, la martire bambina delle Paludi Pontine.
“L’idea della beatificazione nacque a una frangia della reazione ultracattolica per porre un argine all’immoralità dilagante” recitava la quarta di copertina della prima edizione di un libro di Giordano Bruno Guerri “Povera santa / povero assassino”, pubblicato per la prima volta nel 1984.
“Nel 1950 viene proclamata santa perché ha gridato “Dio non vuole” a chi voleva violentarla. Guerri ha un parere diverso. Sostiene che “le miserabili condizioni culturali e sociali della bambina”, analfabeta, escludono abbia sviluppato una religiosità consapevole; che la sua santità venne accreditata, specialmente tra 1929 e 1935, con mezzi leciti e illeciti; che nei processi canonici l’assassino venne “cooptato a dire quello che si voleva dicesse”: ad esempio, nel processo del 1938 si contraddisse in continuazione, e forse non a caso la sua deposizione non venne trascritta. La beatificazione fu – infine – decisamente voluta in Vaticano, nel secondo dopoguerra, per creare un buon esempio per i giovani (p. XII), in un momento in cui le nostre donne costavano poco per i soldati stranieri liberatori.”
Ma i fatti di cronaca di questi giorni a chi giovano?

scritto da Dame mit Fächer · 19 ottobre 2010, 09:40 · 

 

A chi commercializzerà la carta igienica illustrata, “ ...per far centellinare con la dovuta calma, cioè trattenendosi un pochetto, la finale crisi liberatoria.” (A. Ivanov – Rostow / Udine).
“Accosciato sulla seggetta spiegò il giornale… Non c‘è nessuna fretta. Tratteniamola un po’... Il nostro racconto… A mezza strada, la sua utima resistenza cedendo, permise ai suoi intestini di liberarsi comodamente mentre leggeva… “ ( Ulisse – J. Joyce)

scritto da frank spada · 19 ottobre 2010, 10:40 · 

 

Tali son stati gli accorati accenti delle mie rifessioni che me n‘è sfuggito uno in più. Ripropongo un corretto qual è, con un sorriso.
Ancor oggi si va in pellegrinaggio alla casa della Goretti, e le zelanti maestre son punite dalla domanda fatale degli innocenti: Maestra, ma che vuol dire violentare?
Quanto alla carta igienica illustrata, che bisogno c‘è di commercializzarla? Ce n‘è tanta di quella che un tempo veniva chiamata “Annali di Volusio…” 

scritto da Leila Mascano · 19 ottobre 2010, 11:00 · 

 

@ Leila – ma vuol mettere quella neutraprofumatalpHneutro, illustrata con i disegni delle ricostruzioni in video? Suvvia, cara, il cittadino sano vuole informarsi senza arrossire – un attimo di pausa – il didietro.

scritto da frank spada · 19 ottobre 2010, 11:27 · 

 

Franz Haas: “Nonostante il suo grande cuore, questo Marlowe è capace di sguardi feroci, come quando osserva alcune donne in un bar: “Pollastrelle appollaiate, bere e fumare aspettando i loro ganzi – ogni tanto al cesso per rifarsi i musi – e nel cuore il sogno di vivere lontano”.” 

scritto da Dame mit Fächer · 19 ottobre 2010, 12:18 · 

 

@ Dame mit Facher – Frank Spada non è Marlowe, anche se il prof. Franz Haas termina la sua introduzione a Marlowe ti amo.Una storia in sette giorni sottintendendo che l’autore “ ...forse vuole dirci, pensando a Flaubert, Marlowe sono io, ma potremmo rispondere che in questo Marlowe ci riconosciamo anche noi” link text

scritto da The Big Max M. · 19 ottobre 2010, 14:20 · 

 

“il viaggio è circolare”, come scrisse Frank Spada domenica scorsa e dunque Odilon Redon illustrò le Tentazioni di Flaubert, ma non erano le tentazioni di Madame Bovary ma quelle di Sant’Antonio. E se di Flaubert conosciamo un’immagine scattata intorno al 1865, allorchè lui era sui 45 anni, “Spada, per depistare, ha messo nel retro di copertina una sua foto ventenne: «Ma si illude che non lo ricoscano – ha scommesso Tavoschi –. Chi l’ha frequentato da giovane non tarderà a identificarlo». Udine indaga. ( m.t.m. )”
Ripropongo un corretto “riconoscano” per m.t.m del Messaggero Veneto.
Un altro giallo swing

scritto da Dame mit Fächer · 19 ottobre 2010, 15:25 · 

 

Che bello: vedo che il dibattito sul nuovo Marlowe è già vivo e pulsante e appassionato. dal canto io posso dire – oltre che ho apprezzato molto l’estetica della pubblicazione (come del resto nel caso del primo romanzo) – che è un libro da leggere una volta, poi fare decantare, rileggere, e forse anche riprendere in mano una terza volta. un po’ come le scatole cinesi che svelano sempre nuove sorprese!

scritto da Carla · 20 ottobre 2010, 11:33 · 

 

Ma sarà vero che dopo i quarant’anni ognuno ha la faccia che si merita? Io credo proprio di no, sarebbe la fine dei chirurghi plastici, tutti a farsi il restyling dell’anima per ritrovarsi belli senza il bisturi, ammesso che il bisturi possa “sempre” ridare la bellezza, a tutto discapito della persona che c‘è dietro la facciata, poiché insieme alle rughe toglie spesso l’espressione. Abbiamo visto alcune bellissime trasformate in Barbie tutte uguali, con buona pace del fascino personale, che trasparirà comunque ad onta delle facce inespressive e dei pomelli in vista, per non dire dei labbroni. Sarà che io sono inorridita dal finire in chirurgia…Ma torniamo alle facce.Se si vuol dire con quell’affermazione che i buoni sono belli,dopo i quaranta, mi pare una sciocchezza. Più belli saranno magari gli insensibili, quelli che non battono ciglio. Il dolore, per esempio, non abbellisce né ringiovanisce nessuno. Ma un “bel” sorriso, quello così che toglie qualche anno, sia pure per un momento.

scritto da Leila Mascano · 21 ottobre 2010, 06:53 · 

 

Google ci ricorda che oggi à nato Dizzy e io riascolto la sua voce che ripete a Miles queste parole: “Più che nel bocchino, quelle alte devi prima acchiapparle nella mente” – Horace, intanto, s’ingobbisce alla tastiera, altalenando note nei cinquanta, storicamente più belli dei quaranta.

scritto da frank spada · 21 ottobre 2010, 07:44 · 

 

io credo che tutto prima si debba acchiappare nella mente. se poi si riesce a farlo sorridendo … è molto meglio. buongiorno mr. Frank e come sempre … ottima musica.

scritto da kara · 21 ottobre 2010, 09:09 · 

 

...e io e tu, e gli altri assieme. E noi e voi, e chi non sa e sorride? – immaginatevi loro.

scritto da frank spada · 21 ottobre 2010, 11:26 · 

 

Incalzata dai commenti nel mio blog da una persona che pare essersi ritirata dal web, lo scorso febbraio avevo scritto un post in friulano Sul ridi
Ora ridacchio del contenuto, forse tronfio, perchè quando l’ho scritto mi stavo esercitando con la traduzione dall’italiano al friulano e ora farò l’operazione inversa: Ho già scritto sulla commozione, così oggi voglio riflettere sul ridere e sulla “tristezza” che in friulano andrebbe tradotta come avilizion, aviliment, marum, lancûr, maluserie, gramece, malincûr, ma preferisco mantenere il sostantivo italiano adoperato più volte da Sandro: “Leggo le tue cose, veramente ben fatte, forse troppo, la perfezione è diabolica. Per fortuna trovo un difetto. Hai una vena di “tristezza” che non ti lascia stare, per via che è presente dovunque tu scrivi”. E pensare che in tutto quello che scrivo cerco di essere leggera, di divertirmi e di far sorridere chi mi legge. Non sarà lui, Sandro, che non vede questa mia inclinazione perchè è lui che non ha voglia di ridere? Niente esiste di più umano del ridere, come ben sapeva Aristotele. Di fatto l’uomo si riconosce tra tutte le creature viventi per la sua capacità di ridere. Merita quindi di riflettere sul riso, se vogliamo comprendere l’umanità. Nel romanzo di Umberto Eco, “Il nome della rosa”, durante il “settimo giorno” c‘è una stretta, intensa discussione, tra Gugliemo da Baskerville e Jorge, che condensa bene l’ambivalenza dell’uomo medievale rispetto al riso. Jorge è l’autore degli omicidi – sui quali Gugliemo sta indagando – mediante che tra le pagine del trattato aristotelico sul riso aveva messo il veleno. Così, chi le sfogliava, sporcandosi il dito di veleno e portandolo alla bocca, rimaneva secco. Jorge sosteneva che Gesù in vita non avesse mai riso e dunque che il trattenersi dal ridere sarebbe una virtù morale sostenuta da Lui. A me viene voglia a questo punto di aggiungere la dissacratoria teoria di Palazzeschi sul riso: “Bisogna abituarsi a ridere di tutto quello che normalmente si piange, per sviluppare la nostra profondità. L’uomo non può essere considerato seriamente se non quando ride”.

scritto da Dame mit Fächer · 21 ottobre 2010, 14:48 · 

 

Un ghigno – sorridendo a chi vuol farci secchi donandoci la vita, imposta alla sua fine – e ridere di noi mi/seriamente o minimizzando.

scritto da frank spada · 21 ottobre 2010, 18:55 · 

 

Eccomi qua! Ho appena finito di leggere il nuovo Marlowe e concordo con quello che dice Carla, infatti lascio passare un pò di tempo e poi me lo rileggo. Mi è piaciuto? Oh se mi è piaciuto!!!! Fantastico! Mi sono innamorata di Marlowe ed anche dell’atmosfera che lo circonda, del resto non ho mai letto niente di così immediato, degli anni ’50….per questo penso che Frank sia un ottimo scrittore, anzi di più, e lo dico come lettrice appassionata e onnivora.
E aspetto….aspetto una nuova avventura del mio amato Marlowe!

scritto da Claudia · 22 ottobre 2010, 12:19 · 

 

Ben arrivata Claudia! E grazie per l’immediatezza dei ’50 retrodatati di “amoritudine”, la sua sensibile accortezza che… sì, sì, persino un napoletano very doc, e very President, ieri è lodevolmente intervenuto invitando la rilettura di un noir interrogante un lodo.

scritto da frank spada · 23 ottobre 2010, 08:37 · 

 

Ottimo gusto quello di Frank Spada per le copertine. Non vi è confronto con quelle dei libri di Gunnar Staalesen, il creatore di Varg Veum, il quale, come ci racconta ‘Il Piccolo’ è “forse il detective ‘hard boiled’ più emblematico del noir nordico, onesto e rigoroso, ma anche ironico e scanzonato, amante del buon vino e delle belle donne. Protagonista di una quindicina di romanzi, tradotti in altrettante lingue, ricorda un po’ il Marlowe di Chandler e a Bergen gli è stata dedicata una statua di bronzo, una delle mete, per i turisti, della visita ai suoi luoghi.”
Dopo la statua di Joyce sul Ponterosso del Canal Grande, a Trieste, vedremo la statua di Frank Spada in Castello a Udine? A spese dell’editore, naturalmente, che, se proprio non riesce a far recensire l’autore, gli deve pur una statua!

scritto da Dame mit Fächer · 25 ottobre 2010, 10:06 · 

 

@Dame mit Facher – condividendo il suo auspicio interrogante, indirizzerò assieme al mio compare, ma a nome di un altro, una petizione a Honsell, specificando che la posterità la vorremmo (la sta per la cittadinanza, eh) circondata da un’aiuola libera di fiori semenzati, ma sparsi alla memoria incenerita da un doppio sguardo bronzeo – mezzo busto e sigaretta in bocca – e, visto il progredire della sua lettura, tenuto conto che i “cocai” (in friulano sono i gabbiani ormai stanziali a terra) hanno raggiunto le pendici del Castello, esprimo il desiderio, anche per lui che poi sono sempre io, di averne uno tale e quale “ ...la statua di San Francisco che un giorno ho visto con un gabbiano sulla spalla che gli teneva compagnia… “ ( v. Dimmi chi sei Marlowe – pag. 79)

scritto da frank spada · 25 ottobre 2010, 14:43 · 

 

E, come per il tangeiro argentino, Carlos Gardel, un
comitato cittadino farà in modo che la sigaretta della statua sia sempre
accesa, non per niente Spada è «un narratore ballerino».

scritto da Dame mit Fächer · 25 ottobre 2010, 17:21 · 

 

Ci sono momenti, come l’alba e il tramonto, in cui la realtà sembra sfumare. Ci si aggrappa allora alle certezze, il volante dell’auto, il caffé. Le albe sono le peggiori, almeno ai tramonti si è in chiusura, specialmente certe albe coi cieli grigi di cavalli di nuvole al galoppo. Qui, dalla mia finestra, li vedo andare ad impigliarsi tra le statue della Basilica di S.Giovanni, e lì divincolarsi e disperdersi in lontananza. Pare che la poesia, anche di un’immagine, immalinconisca,ed ecco la frase d’una lettera d’un cliente scontento ad un’impresa venirmi in soccorso con la sua prosa: La vita è un sistema di contromisure e alternative. La metto nella tasca, come un talismano, ammesso che sia sempre così, e non abbia un risvolto più pessimista di quanto appaia.

scritto da Leila Mascano · 26 ottobre 2010, 06:50 · 

 

“la vita è un sistema di contromisure e alternative” riprendo dal fantastico commento di Leila Mascano. E’proprio così e come sempre vengo qui e … trovo le risposte! Grazie.

Poi, qualora si cercassero cittadini tedofori, contate pure su di me e … Mr. Frank non si preoccupi! Ero orientata più su un accendino che non su una torcia olimpica. Per la sigaretta intendo.

scritto da kara · 26 ottobre 2010, 10:53 · 

 

A volte si rimane senza parole… l’importante è continuare a cercarle…

scritto da Elisa · 28 ottobre 2010, 07:48 · 

 

Ben tornata Elisa, anche se BlackDahlia non mi pare entusiasta di quel che in fin dei conti abbiamo tutti: si nasce, poi si muore.
L’anima è dell’uomo, cara Elisa, con quel che ne consegue, mentre l’animale aspetta, si accontenta di sopravvivere a se stesso, a volte impolverando gli occhi vitrei appeso a una parete, o incapsulato in un monile.

scritto da frank spada · 28 ottobre 2010, 09:06 · 

 

Oggi la Fatina dai Capelli Rossi – il turchino non è più fashion – ha ricevuto tra le mail un messaggio: “Fatina, ti prego, non mandiamo all’aria quello che ho cercato di riportare in linea con il Gatto all’Osteria del Gambero Rosso.
Era il Grillo Parlante che scriveva, quel tipo gentile, generoso, saggio, preoccupato, riluttante, severo ed intelligente che la Fatina, stanca dei suoi rimproveri, aveva meditato di uccidere a ciabattate – si, vah bè, nella fiaba era un martello in mano a Pinocchio!
Così oggi il Grillo Parlante è ricomparso, nuovamente vivo, nella posta della Fatina, dove in veste di medico le ha prescritto una cura miracolosa, perchè lei, poverina, era stata impiccata – si fa per dire! – dal Gatto Ostiere.

Ma chi vuol leggere una bella storia può andare qui e dopo, volendo, arrivare perfino in Friuli.

scritto da Dame mit Fächer · 28 ottobre 2010, 10:11 · 

 

Oioi, che brutta storia essere presi sul serio… non sarà che rischio… come, come? i primi pulmann sono già partiti? Compare mio fuggiamo!

scritto da frank spada · 28 ottobre 2010, 11:04 · 

 

Fuggito, sì, ma stando fermo dove sono per fare in tempo a presenziare a Lucca, il 29 ottobre, all’uscita di link text assieme agli altri A.A. V.V. nomi e cognomi, con Carlo Lucarelli che parafrasando F. Nietzche… no, non se ne parla proprio, la copia che mi spetta arriverà per posta e voi… su, mano al valsente e chiedete in libreria.

scritto da frank spada · 29 ottobre 2010, 14:03 · 

 

ogni tanto mi faccio vivo, buona giornata a tutti.
fuori -3, sta facendo giorno e forse ci sarà il sole, forse.
ciao
francesco

scritto da Francesco Pomponio · 31 ottobre 2010, 06:15 · 

 

Qui, invece, nell’improbabile nord-est d’Italia, piove e gira voce che stasera – Halloween, si sa, non è una bella cosa quando l’usanza ti impone di tenere un secchio pieno d’acqua pronto all’evenienza – i morti avranno sete come tutti i Santi giorni, senza forse,

scritto da frank spada · 31 ottobre 2010, 12:32 · 

 

Ricordo uno straordinario Halloween passato in campagna, sola in macchina,in quel nord-est che Frank chiama improbabile, raggomitolata sul sedile posteriore, mentre le poche luci sfumavano nella nebbia. Fui svegliata da un tintinnare di campanelli, dal suono attutito di centinaia di zoccoli, il belare dolce e rassegnato di un fiume di pecore, una gigantesca nuvola di lana che si separava costeggiando la macchina per ricompattarsi subito, alla musica di quel tintinnio fiabesco. Più lontano, l’abbaiare dei cani, fino al colpo di scena: il passaggio di un asinello, col basto fatto di decine di tasche, e in ciascuna un piccolissimo agnello, anch’esso belante. La nuvola di lana aveva un’andatura veloce, e io dietro i vetri dei finestrini osservavo quello spettacolo stupefatta. Sparita la nebbia,il cielo color carta da zucchero incastonava la prima stella, e quella campagna che m’era parsa così triste mi sembrava fiabesca, e mi sorpresi a ridere battendo le mani come se avessi cinque anni. Per ultimo chiudeva il gregge un agnellino, che si sforzava di trotterellare al passo con gli altri, incoraggiato dall’abbaiare dei cani che lo incitava a tornare nel centro, lontani dal pericolo, lontano dalla solitudine. Lontano, forse, dal lupo.

scritto da Leila Mascano · 31 ottobre 2010, 14:35 · 

 

@ Leila Mascano – 10 e lode!

scritto da frank spada · 31 ottobre 2010, 14:59 · 

 

Dimmi chi sei Marlowe

Frank Spada scrive come un illusionista, di cui seguiamo gli esercizi cercando sempre di scoprire il trucco. Cattura la nostra attenzione e nello stesso tempo ci trascina in un labirinto di specchi, come in un luna park. Non per nulla sappiamo che è un ammiratore di Orson Wells, che di questo tipo di fascinazione era maestro. Suscita in noi curiosità, ma soprattutto dubbi, ed è così abile nei suoi virtuosismi, che pure lo scioglimento finale ci lascia uno strascico di interrogativi: Ma allora quando?... Ma se in quel punto sembrava… Niente, si va a controllare, ma tutto s’incastra alla perfezione. E’ come quando apri un mobile e non trovi una scatola di zucchero: cercavi una scatola, infatti, grigia. E stavolta lo zucchero è in busta, bianca. Sei tu che avevi l’immagine mentale che non era corrispondente alla realtà. E in questo caso, l’immagine lievemente distorta è quella che l’illusionista ti fa vedere,con l’abilità dello scrittore e col divertimento di un autore intelligente, scanzonato, scettico come il “suo” Marlowe; ma non cinico. Un cocktail che ci fa amare un protagonista non meno del suo autore.
Leila Mascano
NdR – 110, lode e dignità di pubblicazione!

scritto da The Big Max M. · 31 ottobre 2010, 17:55 · 

 

Leila, 10 e lode e traduzione in friulano al più presto.
Non più di due anni fa, alle sei e mezza del mattino, mi affacciavo alla finestra di casa che guarda sulla statale 14 – la Trieste-Venezia.
Avevo aperto la persiana perchè sentivo un tintinnare di campanelli e grida delle quali non capivo il significato e mi apparve una nuvola di lana e il cane severo che correva avanti e indietro. Ora mi torna l’immagine che uno dei pastori portasse in spalla un agnellino e non so se il ricordo è reale o si tratta di una statuina del mio presepe. A me scesero le lacrime. Dall’infanzia non vedevo più una scena simile, ma a quei tempi le transumanze nella bassa pianura erano abbastanza frequenti. Ora perchè piangevo? Era gioia la mia, ma c’era tuttavia quell’antico ricordo di un incidente, di pecorelle sfuggite ai controlli dei pastori e finite tra i binari della ferrovia.

scritto da Dame mit Fächer · 1 novembre 2010, 08:34 · 

 

Certo che anche Dame Mit Facher non scherza, eh!
Ed è qui che il Cannocchiale a rovescio – questo Cannocchiale (2), ché a a ben guardare in Rete ce ne sono altri, ma con le lenti cieche -, incrocia ancora le magnifiche scritture di due Signore impareggiabili per sensibilità, acutezza e… inchiniamoci, che se non sono Tutti i Santi loro sì che son due Sante.
Aggiungo un personale baciamano, senza guanti e a capo scoperto.

scritto da frank spada · 1 novembre 2010, 09:17 · 

 

Grazie per il 10 e lode, che non credo di meritare. Grazie anche per aver evocato il ricordo d’un pulcino tinto di blu che regalarono a Pasqua a una bambina, e che diventò un galletto con la punta delle penne blu. Il galletto fu portato a casa da una domestica,che abitava alla Riviera, un quartiere dove passa il tram, che investì il galletto in fuga verso la libertà.La bambina sentì per caso il fatto, e ne soffrì molto. Meno la domestica: il gallo blu, il tram e la disgrazia le portarono una discreta vincita al lotto. Mors tua vita mea.Con buona pace delle sciocchine che ci piangevano su.

scritto da Leila Mascano · 1 novembre 2010, 20:25 · 

 

Pier Paolo Pasolini, 2.11.1975
Ho gia raccontato in friulano di un curioso film a episodi scritto e diretto da Sergio Citti. Mortacci, questo il titolo, uscito nel ’89, ambientato in un cimitero. L’ispirazione era stata data a Citti da Pasolini, mentre chiacchieravano viaggiando in macchina. Nel racconto finale un gruppo di persone è in attesa davanti al cimitero chiuso – il custode Domenico era morto durante la notte -. Mentre protestano per quello che loro ritengono un ritardo, vengono canzonati dai morti che tirano loro addosso dei fiori, come a considerarli i veri morti, legati a cose terrene senza importanza.
post in friulano

scritto da Dame mit Fächer · 2 novembre 2010, 11:52 · 

 

Democraticamente (avverbio non presente) sarebbe il caso (ipotetico sublime) che (congiungente la speranza) l’Italia ridotta a un putt… fosse data in mano a un aio (perdonate il termine) o, se ci fosse realmente L’Europa (in-continente) che non c’è, venisse com-mis-sa-ria-tatatata-tà (il fine al quando).
In attesa degli eventi, certamente non probabili, un uovo sodo anticipa il suo appello: R ichiediamo C on S ollecitudine che un arzillo quiet man salga i monti e si segga sulla cima.
In Friuli, nel frattempo, corrono post mortem i giorni di P.P.Pasolini, scomunicato un tempo dal Pci (l’Unità: ecco qua cosa accde ai seguaci di Sartre, di Gide… ) con l’infamante ottusità di chi poi se ne ri-appropriò con ineffabile ipocrisia.

scritto da frank spada · 2 novembre 2010, 14:34 · 

 

“Evasori di Ici e Tarsu, preparatevi: fino a giugno del prossimo anno avrete una vita dura, perchè il Marlowe informatico del Comune vi terrà d’occhio. Si chiama proprio come il famoso detective dei romanzi di Raymond Chandler (e forse non è un caso) il programma sperimentale di incrocio dei dati che l’amministrazione di Monfalcone ha messo in campo per la ”caccia all’evasore” sulle tasse della casa.”
“...un controllo comparato fra le superfici imponibili dichiarate ai fini Tarsu e le superfici catastali ragguagliate all’80%, da operare per singole categorie catastali, seguito da un controllo puntuale in particolare delle aree fabbricabili, e per finire da un controllo della congruità delle rendite catastali attribuite per categoria catastale rispetto alla consistenza e allo ”stato di fatto” a livello immobiliare.”
il Piccolo — 30 ottobre 2010 pagina 06 sezione: GORIZIA
Sarà la trama del prossino romanzo di Frank Spada?

scritto da Dame mit Fächer · 2 novembre 2010, 17:06 · 

 

Senz’altro no, gentile amica, e abbia pietà per chi paga regolarmente quanto gli spetta e non è interessato alla fiscalità!

scritto da frank spada · 2 novembre 2010, 17:22 · 

 

Frank! Lei interpreta i pensieri di molti di noi. Lo sapeva?
Un abbraccio. Paolo

scritto da paolo · 2 novembre 2010, 19:30 · 

 

Per essere state troppo dette nel passato con grande ampollosità le parole, come i sassi di Gino Paoli, hanno perso consistenza, e si sono del tutto scollegate dal loro significato. Così questo, privo del suo logico contenitore, si è fatto d’una materia impalpabile, leggera, come un filo di fumo. Ed ecco oscillare e disperdersi nel cielo del nostro bel paese parole come dignità, decoro, principi, amor patrio ( lui, sì, che oggi a nominarlo sono rimasti i nostalgici e qualche vecchietto svanito, oltre ai soliti libri di lettura, che propinando tante sciocchezze ormai sono screditati). Ci sono però un po’ d’italiani, che queste pianticelle se le coltivano di nascosto sul balcone, manco fossero marijuana, e si spera che qualcuna faccia un bel po’ di semi, che vadano ad attecchire proprio dove ce ne sarebbe più bisogno, visto anche che talvolta le piante più belle vengono su dal letame.

scritto da Leila Mascano · 4 novembre 2010, 07:40 · 

 

Concordo con Leila Mascano sul fatto che, purtroppo, molte parole non corrispondano più al loro concetto originale e che vengano usate spesso con disinvoltura anche in contesti non appropriati. Non sono invece d’accordo sul fatto che le piante più belle vengano su dal “letame”: ci vogliono cura e pazienza, terra buona, esperimenti e giusta semenza, proprio come in letteratura.

scritto da paolo · 4 novembre 2010, 12:59 · 

 

...“dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior” così canta De Andrè. E come fare a non credergli? certo, in letteraratura, ma anche nella vita, ci vogliono un sacco di altre cose, il letame da solo non basta, ma “può” essere una buona partenza.

scritto da kara · 4 novembre 2010, 13:50 · 

 

@ kara – il “può” è di chi ne ha la forza, motivo, convenienza o altro che non ho in quanto sono privo di potere, ragion per cui salto teneramente in braccio a chiunque sa che lo sappiamo entrambi che veri o falsi che siano c‘è da credergli lo stesso.

scritto da frank spada · 4 novembre 2010, 16:55 · 

 

Mentina, ierisera, sulla 7 arriva in fondo e… “Questa è l’ultima brutta (testuale) notizia che chiude il ns telegiornale.” – trattavasi di un poveruomo (benché carabiniere) che aveva pistolettato le figlie mandandone una al creatore e l’altra in fin di vita all’ospedale.
Non sto a dirvi di quel che ha snocciolato prima per mezz’ora, che di notizie belle ha detto proprio il vero. Poi Lilly ha presentato il botulino incipriato e la Tv informatica si è chiusa lì.

scritto da frank spada · 5 novembre 2010, 10:27 · 

 

Dunque ci siamo link text e mi rivolgo a un precipitosamente fantastico friulano – un certo Jaio, che qui link text
dà per primo il benvenuto in Rete a Ettore Bianciardi e a questo libro, mentre tento di deviare l’acqua di una roggia che arriva giù dritta dalla S.S. Pontebbana – a sinistra e verso piazza I° Maggio, a Udine e sotto gli occhi increduli dell’angelo che dimora sul “ciscjel” della piccola patria friulana – per accogliere un amico come si conviene, con una mano con due dita verso l’alto giusto per ricordare la statua in fondo al panorama di chi arrivava negli States a bordo di un piroscafo – anche se per ora, attorno all’immagine tutt’altro che scherzosa, non c’è l’acqua a fare il mare. E di questo, Ettore, mi scuso.

scritto da frank spada · 6 novembre 2010, 17:41 · 

 

Si, dicevo a Ettore che non posso venire per la presentazione del suo libro, perché saró all’estero.Ma rimango lí con la mano:-)

scritto da Jaio · 6 novembre 2010, 20:14 · 

 

L’America è un grande paese, nonostante tutti i suoi difetti, perché ha aperto i suoi confini a tutti quelli che andavano con buona volontà. E’ un’osservazione generica, perché poi si potrebbero fare tante altre considerazioni, tenendo presente il momento storico, la capacità di assorbire forze-lavoro eccetera. Ma, rimanendo sul generico, è sempre bello un atteggiamento di apertura piuttosto che di esclusione. Più che mai questo vale se il paese è un luogo virtuale, come un blog. Beninteso, il benvenuto è per le persone di buona volontà, che comunque sono portatrici di ricchezza. Le porte che si aprono fanno circolare l’aria, portano idee e le fanno uscire, perché respirino e vivano.

scritto da Leila Mascano · 7 novembre 2010, 09:56 · 

 

L’America, gli States lungo la Route 66 e le strade nereggianti gli inseguimenti d’epoca, la libertà all’orizzonte di Manhattan… il jazz!
Lo suonano anche qui link text
a volte fino a tardi… tanto che mi addormento cullandomi le orecchie con le finestre chiuse: estate e inverno, mentre il tempo corre verso non so dove come in sogno.

scritto da frank spada · 8 novembre 2010, 07:45 · 

 

Ho scoperto che Frank Spada non si limita a sognare, ma fa sognare anche gli altri. Il suo nome, infatti, compare tra gli A.A.V.V. dell’antologia “365 storie cattive”, promossa e curata da P. Franchini e gestita mediante un servizio di “print on demand”. Il volume è disponibile online tramite i consueti canali, nonché in tutte le librerie Feltrinelli. L’intero ricavato andrà in beneficenza a A.I.S.EA Onlus – una associazione che affianca i familiari e i pazienti affetti dalla sindrome di emiplagia alternante.
Invito tutti a rendere concreta questa iniziativa.

scritto da anna · 9 novembre 2010, 15:23 · 

 

Grazie anna!

scritto da frank spada · 9 novembre 2010, 15:29 · 

 

L’antologia 365 storie cattive non ha nulla a che vedere con l’antologia Riso amaro – segnalata il 29 ottobre, 15:03

scritto da The Big Max M. · 9 novembre 2010, 16:01 · 

 

Ribadisco quel ho già scritto in passato, affermando la preferenza per i libri a stampa ma, sarà perche lo amano o sarà per il caso che lo vuole, fatto sta che Marlowe ti amo ora è anche in formato ebook link text

scritto da frank spada · 11 novembre 2010, 08:48 · 

 

...sarà perchè lo amo, e molto, ma assieme a Dimmi chi sei… lo porto sempre con me. Con il che confesso che Marlowe in ebook mi rende un po’ gelosa :)

scritto da butterfly · 11 novembre 2010, 09:29 · 

 

Aggiorno i fatti di iersera all’antico Caffè Caucigh a Udine e, circa “Ma qui muore l’autore…” (v. pag. 251 di Che fortuna essere orfano di Sholeim Aleichem – Edizioni Stampa Alternativa – maggio 2010), confermo di aver visto molte coppie divise per i signori in piedi e le signore commosse, ma sedute, un oratore, Ettore Bianciardi, che ancora un po’ la friulanità che conta lo avrebbe costretto a trattenersi a Udine in forza di una cittadinanza onoraria assegnatagli per meriti socialculturalstoriciglobali e letterari in quanto a stile, e poi… CristoJahvé! E’ stata una presentazione da dimenticare solo per chi non c’era – Sholeim Aleichem, ad esempio, perennemente altrove impegnato a badare alla salute – e il risultato è stato che le copie di Che fortuna essere orfano sono andate a ruba!
E ora? Per mia fortuna uno pseudonimo scrittore è rimasto tale e un suo amico, un traduttore, curatore, editore di se stesso in proprio si prepara diffondere nella Sinagoga di Pitigliano il suo verbo carico di luce.

scritto da frank spada · 12 novembre 2010, 16:01 · 

 

La cosa più bella di Udine sono certamente i caffè, specialmente in autunno quando fa freddo e la gente si rinserra all’interno, bevendo, fumando(una volta!), mangiando, pensando, ascoltando, se c’è qualcuno a parlare. A parlare magari di mondi lontani nello spazio e nel tempo, ma così riavvicinandoli. E allora Kharilevke, luogo immaginario dell’Ucraina, diventa Udine e la stufa della mamma di Motl è la stufa del caffè Caucigh di Roberto e Franco che cuoce l’orzo con salsiccia, per gli avventori che ascoltano i suoni di quel mondo lontano, ma vicino. E come è bello vedere gli ochhi ti chi ti ascolta e non perde una tua battuta, con la bocca volta al sorriso, e quando hai finito rimane lì a guardarti ed a sperare che tu parli ancora. Ma è tardi e la salsiccia di Roberto e Franco è pronta…

scritto da Ettore Bianciardi · 12 novembre 2010, 16:55 · 

 

“Arrivederci amigo. Non vi dico addio. Vi dissi addio quando significava qualcosa. Vi dissi addio in un momento di tristezza e di solitudine, quando sembrava definitivo” ( Il lungo addio – R. Chandler)
Amico, lei si è attardato troppo: “Arrivo su dritto in ascensore che è quasi l’alba e, prima di buttarmi a letto, lascio bene in vista sul tavolo rotondo un doppio avviso: “Non mi svegli, non faccia runore, grazie” ( Dimmi chi sei Marlowe – F. Spada)

scritto da frank spada · 15 novembre 2010, 18:49 · 

 

Il perturbante di qualcuno se la ride sotto i baffi che non porta, mentre uno pseudonimo ingombrante, guardandosi allo specchio ogni mattina, sbarba il volto di chi scrive alle sue spalle.

scritto da The Big Max M. · 17 novembre 2010, 10:07 · 

 

Non scrivo molto ma vi leggo volentieri.
In questo momento non scrivo perché ogni tanto mi tocca pure lavorare.

ciao
Francesco

scritto da Francesco Pomponio · 17 novembre 2010, 19:26 · 

 

Ogni tanto, momento, istante… se ci penso? ad ogni istante, in ogni momento… no, solo ogni tanto, quando penso.

scritto da frank spada · 18 novembre 2010, 07:29 · 

 

Frank, sto rileggendo Dimmi chi sei Marlowe e la penso.
Se sapesse quanto desiderio avrei anch’io di rispondere a una domanda… – non sarà che gli acuti del jazz mi hanno mandato fuori strada?

scritto da candy's50 · 19 novembre 2010, 19:02 · 

 

Frank Spada scrive “quando penso”, e potrebbe sembrare una battuta destinata a far sorridere, invece è il risultato di un lungo
esercizio che focalizza il pensiero esclusivamente sul presente e su quello che si sta facendo, come se fosse un corridoio stretto tra due pareti bianche, due muri al di là di quali fluttuano ricordi, pensieri,malinconie, che contro quel doppio frangiflutti s’infrangono invano, con la rabbia impotente delle onde che si schiantano contro gli scogli. Scelgo con cura questo verbo apparentemente inedaguato, perché durante le tempeste il rumore del mare sulla scogliera rassomiglia propria a una serie di schianti prodotti dall’impatto di corpi solidi. Che cosa è un addio? Per me due sguardi che s’incontrano, un lungo fermo immagine su un doppio sguardo che s’incrocia, dove c‘è tutto quello che non si può dire e che fatalmente avverrà. L’immagine è dietro la parete, ma nel sonno la parete sfuma, si dissolve e questo spezzone di film, perché questo e non altro è la nostra vita, si ripropone. La colonna sonora è la musica di un disco sentito moltissimi anni addietro, forse nell’infanzia,di cui mai ho saputo o ricordato il titolo, ed era un disco d’epoca già allora risentito per caso in auto, trasmesso da una radio privata: un brano di Sydney Bechet suonato prodigiosamente. Il titolo:Farewell my love.

scritto da Leila Mascano · 20 novembre 2010, 10:48 · 

 

@ candy’s50, Leila Mascano, vi meritate un bacio mozzafiato! Ché non imboccherò certo un “No Press” o l’ancia di un soprano, ma commentando insieme, quando ogni tanto penso al fato, mi avete suggerito l’appendice a un libro.
Unisco all’amicizia il “Petit fleur” dell’errabondo S. Bechet in Europa dopo aver lasciato Satchmo tra le rose di Parigi – uno standard che imboccò anche un editore, Barnay Blair, struggendosi d’amore per Katia Orlova nella primavera cinematografica della pereistroska a Pietroburgo: La casa Russia dell’omonimo romanzo di J. le Carré.
Lungi da darvi un lungo addio, per ora, e augurando a entrambe buona domenica, non rattristatevi anzitempo prendendomi a pedate perché vi ho tradito fin da subito nel gioco, il merito è anche vostro, se altre amiche mi ameranno come voi ascoltando il jazz della West Coast in un’appendice e gli assolo di un compare perturbante che mi ronza in testa le sue note sempre acute.

scritto da frank spada · 20 novembre 2010, 16:03 · 

 

Per puro collegamento di idee, gli ultimi versi di un bellissimo addio della poetessa russa Anna Achmàtova: “Ansimando gridai: Tutto è stato
uno scherzo. Se te ne andrai morirò”.
Sorrise con aria tranquilla e sinistra
e mi disse: “Non stare nel vento”.

scritto da Leila Mascano · 21 novembre 2010, 11:35 · 

 

E se uno più forte volesse sbarazzarsi di Lei e provasse a mandarLa in pensione ?
Non ho capito. Sii più chiara.
Riformulo la domanda: Lei ha un Superiore ?
... Passiamo alla domanda successiva.
Non ne ho altre.
In tal caso, addio. O per essere più esatti…
Lo so, lo so. Arrivederci.
(Intervista con Atropo – W. Szymborska)
NdR – atropo/farfalla notturna – giallo nerastra/detta anche testa di morto.

scritto da frank spada · 21 novembre 2010, 12:12 · 

 

Scongiuro apotropaico, in neapolitan way. Il pollice è trattenuto da medio e anulare, le rimanenti due dita, allargate e distese, indicano differenti direzioni, sconcertando il “malocchio” o la jettatura ( da jettare, perché la jettatura si “getta” sul macapitato), che lungi dal colpirci, viene deviato altrove.

scritto da Leila Mascano · 21 novembre 2010, 18:55 · 

 

Eppure “ c’era la calma di un’implacabile forza minacciosa al di sopra di un’impercrutabile intenzione “ (J.Conrad) che, sì, a volte ho questa impressione, c‘è un aiuto, succede qualcosa che non dipende da me e in questo senso esiste l’esperienza della grazia del ministero. (J.A. Ratzinger)

scritto da frank spada · 22 novembre 2010, 07:24 · 

 

Oltre l’imperscrutabile intenzione c’era il mio passato: il jazz e i suoi dintorni e a breve alcune note, nient’altro. E Lei mi chiede se un giorno diventeranno un’appendice? Ma se l’Irlanda è messa male e l’Italia non sta meglio, non pretenderà che Marlowe… senta, si vedrà quel che potrò fare, questo glielo prometto.

scritto da frank spada · 24 novembre 2010, 12:39 · 

 

Mentre il Nordest (Veneto/Trentino A.A./Friuli V.G.) stringe i tempi per candidarsi a Capitale Europea della Cultura, nel 2019, e il venexianissimo editore Cesare De Michelis… voga che ti voga e ti vedrà che ghe la femo , la facoltà di Architettura, a Roma, ieri è stata arrampicata da Bersani, Di Pietro, Pardi e la Torre di Pisa, che oggi non intende passare inosservata, guarda gli scatti dei turisti fermi sotto e gli studenti in alto, al posto loro, senza biglietto.

scritto da frank spada · 25 novembre 2010, 15:10 · 

 

Letteratura, musica, attualità, anche politica, cinema, religione… Spada, lei è impareggiabile!

scritto da paolo · 25 novembre 2010, 18:42 · 

 

Se “scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto” – cito un autore che Dame mit Facher sa senz’altro chi è (a proposito, qualcuno ha notizie della nostra cara amica?) – c‘è anche chi s’interroga su dove sia finito un muto che si fingeva cieco pur di starsene in letargo a guardare i primi fiocchi che oggi scendono dal cielo e amare chi lo ama più di me rinnovando la vampata di una giornata prefissata che anticipò l’inverno – quantunque prefestiva (la giornata) e lontano dall’estate che ritornerà per accecarla di calore (la cara amica).

scritto da frank spada · 26 novembre 2010, 14:59 · 

 

Fa piacere sentire citare uno dei propri autori preferiti. Del Cavaliere inesistente non potevo prediligere che Bradamante, il cavaliere pervinca dalle armi cristiane che salva Rambaldo. Tra l’altro il fatto di salvare qualcuno mi piaceva moltissimo. Insomma, la corazza maschile era indossata da una donna, e per giunta una donna bellissima e coraggiosa. Ora, a distanza di tantissimi anni, mi scopro simile al cavaliere inesistente. Un mucchio di regole e un grumo di volontà. Sperare o no di distrarsi?

scritto da Leila Mascano · 26 novembre 2010, 20:44 · 

 

Mr. Frank le cose della vita mi hanno tenuta lontana, lontanissima da qui e questo freddo che congela le dita ed i pensieri … ma questa sera sono qui.
Per me è un po’ come tornare a casa dopo un lungo viaggio. Alla finestra i primi fiocchi di neve, alla porta un decoro natalizio (già fuori? nooo, mai riposto! fingo di dimenticarne uno all’anno così da invecchiare pensando sia sempre Natale), lontano il silenzio della notte, un po’ di musica in sottofondo e un libro che mi parla tra le mani. Cosa chiedere di più? 

Buona notte Mr. Frank e … si copra bene aspettando la primavera.

scritto da kara · 26 novembre 2010, 23:09 · 

 

Frank Spada ama certamente Conrad, e quella forza oscura che cita nel post del 22 novembre non può essere che quella di Cuore di tenebra, secondo me il più bello dei romanzi di Conrad. Ebbene, il protagonista del romanzo si chiama Marlow, ed è qualcuno in qualche modo alla ricerca della verità. Marlow è un “doppio”, perché certamente è l’alter ego dell’autore,cosa piuttosto interessante, benché anche il personaggio dell’Arlecchino sia in qualche modo un doppio, che riguarda la giovinezza e la voglia d’avventura degli anni più giovanili di Conrad. E’ sempre interessante trovare indizi, ripercorrere un’avventura, soprattutto se è l’avventura dello scrivere.

scritto da Leila Mascano · 27 novembre 2010, 10:54 · 

 

Gentile Mr. Frank, ho qualche problema con le ciabatte. A dire il vero sono scarpette bianco-panna con rifiniture e laccetti di pelle marrone-chiaro. Le comprai chissà quanti anni fa alla “Lombarda” a Udine e la commessa pose nella scatola un numero 37 e un 39. Certo, le andai a cambiare – la titolare non si scusò ma disse che tutto può capitare, ovviamente, ma uno sconto per i 70 km per l’andata e ritorno non mi venne considerato – e ne portai a casa due del n. 37, assai corte per il mio piedino. Succede così che un giorno una signora racconta in una Osteria la storia di due gemelle, forse anche siamesi – pensano gli astanti -, ma che in realtà, alla fine, risultano essere scarpe da ginnastica. Bel racconto, commento io, perchè “Ogni processo di disgregazione dell’ordine del mondo è irreversibile, ma gli effetti vengono nascosti e ritardati dal pulviscolo dei grandi numeri che contiene possibilità praticamente illimitate di nuove simmetrie, combinazioni, appaiamenti.”
Ed è così che nel mio salotto, e non in Osteria, io racconto in friulano la storia de “La pantofola spaiata”, facendo man bassa a ciò che aveva già raccontato Calvino, ma modificando nomi, luoghi e perfino la qualità delle ciabatte: non l’una larga e l’altra stretta ma bensì una più lunga dell’altra.
Un giorno, nell’Osteria dov’era partita la faccenda delle scarpe da ginnastica, venne bandita una gara a chi indovinava dei racconti misteriosi. Fu così che alla terza risoluzione consecutiva io pretesi un premio. Chiesi la lettura e il commento della mia traduzione pantofolaia e a quel punto un gentile Garzone d’osteria osservò: “Dove che proprio non concordo, è nella qualificazione della ciabatta. Calvino dice “più larga dell’altra” e invece l’autrice traduce “più lunga di quell’altra”: una ciabatta più lunga parrà male, probabilmente, ma non scappa dal piede: solo se è più larga salta fuori e infastidisce nel camminare. Intendo con questo appellarmi a quella “esattezza”, che è una delle qualità che Calvino tratta nelle sue lezioni americane e che, per conto mio, va cercata e mantenuta soprattutto nelle traduzioni ;-)” 

scritto da Dame mit Fächer · 27 novembre 2010, 11:25 · 

 

@ Leila Mascano – rallegriamoci giocando, ancora, come fossimo bambini, sempre.
@ kara – Cosa chiedere di più? Diamine, ma di svegliarmi, o farmi addormentare per rinnovarle in tempo gli addobbi natalizi…
@ Dame mit Facher – il campanilismo qualunquista tiene banco con il gioco delle tre carte – saperla in buona salute mi basta – l’interventismo farà il resto.
@ @ @ – un sorriso a ciascuna e un occhiolino con un bacio a tutte tre.

scritto da frank spada · 27 novembre 2010, 18:38 · 

 

Un giorno un’amica chiese a suo marito se ci fosse qualcosa di lei, un gioiello, un abito, una borsa che gli fosse particolarmente caro. Lui le rispose: le tue pantofole.L’amica si stupì: era una donna bella ed elegante, e nel suo guardaroba l’unico oggetto bruttino erano le sue comode e alquanto sdrucite pantofoline di feltro, che non si decideva a buttar via.
Lui le disse che proprio la modestia di quelle scarpette gli rivelava il lato più intimo di lei, non la signora sofisticata che amava apparire, ma quella che di notte si alzava ai pianti dei bambini,che quando la donna di servizio non andava faceva con cura e amore i servizi più umili, e quella natura segreta, che a lui ricordava sua madre, lo inteneriva. Chissà se avrà capito quanto inteneriva lei sentirlo parlare della sua mamma come d’un angelo del focolare, laddove lei pensava che fosse un riuscito innesto tra un caimano e un pitbull particolarmente aggressivo.

scritto da Leila Mascano · 28 novembre 2010, 14:24 · 

 

Sempre a proposito di calzature racconterò di una signora friulana che si era accompagnata con un molto più giovane uomo siciliano. Era un gelido inverno del nord-est e la signora per uscire indossò un comodo paio di scarpe sportive, nere e del tutto poco appariscenti. Il giovanotto ebbe a rimproverarle che si era messa il primo paio di scarpacce da contadina che aveva trovato sul pavimento. Inoltre litigarono perchè lui riteneva che la parrucchiera della donna era un’incapace. Fu così che la friulana mandò a farsi friggere il giovanotto e continuò ad indossare le scarpacce e i panni da spaventapasseri che a lei piacevano tanto. Inoltre continuò a frequentare – ma solo ogni tanto – la stessa parrucchiera, fino a quando questa se ne andò in pensione.
All’epoca la signora friulana non aveva ancora letto un certo racconto di Frank Spada dove si dice “Si trattava, in sostanza, di un meccanismo inesorabile, un pensiero a molla che lei stava caricando già da po’, anche a Milano, dove la brunetta esercitava la sua mente dal parrucchiere e poi la affinava al caldo sotto gli occhi della manicure.” 

scritto da Dame mit Fächer · 29 novembre 2010, 10:25 · 

 

La signora in questione sarà stata una bella donna, e il giovane siciliano voleva sfoggiare la sua bellezza. Certo avrà avuto una macchina sportiva e sarà stato benissimo vestito, senza mai quel tocco di naturalezza che fa di un uomo benvestito un uomo elegante. All’estremo opposto quel marito…ma facciamo un passo indietro: Molti anni fa fu investita una vecchia signora curva, malvestita, malamente infagottata. Per fortuna più spavento che danni: ma al pronto soccorso, stupefatti, scoprirono che sotto quegli stracci c’era una bella ragazza, con un bel corpo, e che sotto il foulard c’era una massa di capelli neri etc. etc. Insomma, la povera vecchia era una specie di Venere travestita da Befana per amore di un marito gelosissimo.
Ma può mai essere? Certo, come le donne belle sanno, e anche quelle appena graziose. Struccate, a tacchi bassi, i capelli raccolti, infagottate in un impermeabile sperimentano l’invisibilità dell’anello delle Mille e una notte. Le stesse, uscendo con tacchi, rossetto, capelli al vento e una modesta scollatura, che magari s’intravede sotto la pelliccia se è inverno, sono fatte oggetto di un’ammirazione perfino preoccupante. Del resto, Marylin confessava che quando non si vestiva da Marylin, non se la filava nessuno.

scritto da Leila Mascano · 1 dicembre 2010, 06:11 · 

 

In verità il giovane siciliano, un trentenne, non possedeva un’auto e nemmeno vestiti alla moda ma aveva il dono di una raffinata cultura. Un giovane davvero bello ma timido e impacciato, per sua stessa ammissione. La donna, una cinquantenne, molto insofferente alle regolette del capello a posto e via discorrendo, non accettava critiche che a suo avviso provenivano da una certa mentalità del bel apparire, probabilmente trasmessa al giovane dalla madre.
Però la storia tra i due continuò per due anni e mezzo, a distanza, perchè nell’arco dell’anno trascorrevano assieme solo il periodo di capodanno e parte del mese di agosto.
La storia della signora friulana è molto bella anche se lei – a seconda delle fasi lunari – tende a raccontare gli aneddoti meno idilliaci.
L’undici di novembre del primo anno di quella relazione, dopo una telefonata lunga almeno due ore, il giovane mandava alla donna una mail nella quale si scusava per la sbadataggine – di entrambi – nel non ricordare che quel giorno era San Valentino (in realtà San Martino) e nel non essersi fatti gli auguri. Ma aggiungeva che forse era giusto così, perchè in fondo loro non erano due semplici innamorati, ma due anime che si nutrivano l’una dell’altra.
Benedetto stordimento da tardona, pensò la friulana.
“Il vero psicanalista delle donne è il loro parrucchiere”, come disse Flaiano … e invece, qui, stiamo nel salotto di Frank Spada!

scritto da Dame mit Fächer · 1 dicembre 2010, 08:30 · 

 

Frank Spada, il 5 marzo scorso scriveva: “Tuttavia è innegabile – Un vero e proprio”. E con due lapidi laconiche, indecifrabili ed elusive di ogni gioco, Flaiano passava inosservato in società.
Tra i quotidiani gratis al bar e i libri indigesti ai topi, c‘è spazio per i periodici conservati con cura sui ripiani, con le foto scattate da un giovane avvocato pubblicate su “Il Mondo” – l’ho incontrato l’altra settimana, 83 anni compiuti, è parso più giovane di me! Auguri, auguri, auguri!”
Ora io non posso affermare che si trattasse dello stesso fotografo ma mi sovviene di alcune fotografie scattate a due mie amiche, mentre trascorrevano un pomeriggio in Castello a Udine, assieme ad un loro compagno di classe. A queste due bellissime sedicenni quel fotografo chiese di poterle fotografare – l’una assomigliava alla modella Barbara Bach, moglie di Ringo Starr – ma anche molto più bella, a mio parere – e l’altra a Michelle Pfeiffer. L’uomo raccontò che quel giorno aveva fotografato – per una rivista – il monumento alla resistenza, progettato da Gino Valle, in piazzale XVI luglio. Non vorrei riportare cose inesatte di oltre quarant’anni fa, ma pare che al fotografo quell’anello di cemento non piacesse più di tanto!
Seppi che le foto delle mie amiche furono recapitate al ragazzo.
L’anno dopo accadde un fatto molto triste. Una delle due, “Barbara”, perse la vita in un incidente stradale. Sulla sua tomba c‘è la bellissima foto scattata in quella straordinaria giornata di sole.

scritto da Dame mit Fächer · 1 dicembre 2010, 12:07 · 

 

Jazz e dintorni nei romanzi di Frank Spada – se amate Marlowe lui vi dirà chi è – parole in musica – a breve sugli schermi.

scritto da The Big Max M. · 3 dicembre 2010, 08:24 · 

 

Alla domanda “Chi è un jazzista?” suo padre prese un disco di Keith Jarrett e si accinse a farglielo ascoltare. “E’ uno che prende le note e le fila attraverso i suoi pensieri.” Dopo tanti anni le torna in mente questa stramba ed estemporanea citazione, che tuttavia al jazz si addice in modo particolare.Il jazz è una musica che si evolve continuamente,ed ha valicato i confini della sua terra d’origine.Alcuni brani di jazz sono davvero inimitabili e struggenti, anche se la prefernza di chi scrive va piuttosto al blues.

scritto da Leila Mascano · 4 dicembre 2010, 19:02 · 

 

Una sera di 18 anni fa un uomo mi raccontò che era un suo grande desiderio quello di avere al suo funerale una banda che lo accompagnasse come nei funerali di New Orleans.
Era un veterinario, e quella sera si era lì per mettere a punto una rassegna jazz. A quella cena c’era un bravo trombettista, uno che in gioventù il veterinario aveva incoraggiato ad andare avanti negli studi musicali. Figlio di contadini, i suoi primi esperimenti di tromba li faceva nel fienile, arrangiandosi in qualche modo per attutire il suono che non era ben accetto dai famigliari.
Il veterinario morì solo pochi anni dopo e fu portato nella sua natia Padova ma non ebbi mai modo di sapere se il suo funerale fu accompagnato da “brani lenti come Nearer My God to Thee, Flee as a Bird to the Mountains, Come Thee Disconsolate.” 

scritto da Dame mit Fächer · 5 dicembre 2010, 10:21 · 

 

Qualche anno fa, quando la musica faceva ancora parte della mia vita, andai a comprare una rivista che si chiamava, e tuttora si chiama, Il mucchio selvaggio.E’ un giornale che si occupa di musica, credo che il titolo si riferisca un film culto di Peckinpah. Beh, il giornalaio( uno con l’edicola tutta tappezzata da immaginette ) mi mandò con aria disgustata sul retro, dove c’erano giornali di un tipo che se fosse stato in linea con le sue idee non avrebbe dovuto vendere. Il Mucchio comunque lo dovetti ordinare. Altrove, naturalmente.

scritto da Leila Mascano · 5 dicembre 2010, 16:01 · 

 

Grazie, Frank, per questo elenco di musiche, trovo l’idea della colonna sonora ai suoi romanzi davvero originale. Tuttavia a me piace molto leggere in silenzio, la lettura non deve essere distratta da musica impegnativa, e il jazz lo è. Se il libro poi è denso di pensieri che si rincorrono e intrecciano, figuriamoci…

scritto da marta · 5 dicembre 2010, 17:56 · 

 

Intervengo in proprio indirizzando gli ospiti su BookAvenue link text prima che a qualcuno/a venga in mente di dirmi “Questo l’ho già suonato domani” (citazione per riappropriarmi di un ricordo personale)
NdR – il resto qui link text

scritto da frank spada · 5 dicembre 2010, 18:35 · 

 

Ci si sfiora pensando che non resterà molto di noi nelle persone cui siamo passati accanto, poi un saluto, un sorriso ci colgono all’improvviso come una folata di profumo da un giardino lontano, suscitando la gioia d’un regalo inaspettato.

scritto da Leila Mascano · 8 dicembre 2010, 18:10 · 

 

Coltivare nel rigore dell’inverno in un angolo di giardino o di terrazza una pianticella di basilico è un piacere raro. Questa pianta così amante del sole, così trionfante nel Mediterraneo in realtà è originaria dell’Asia,e tale importanza le fu data da sempre che il suo nome ha la stessa origine di basileus, signore, re. Ce ne sono diverse varietà, e debitamente riparata e amata può prolungare la sua vita fino in inverno. Così in apparenza modesta e comune è un’altra pianta, il thàuma, o la meraviglia. Lo stupore suscita interrogativi, domande, e di conseguenza curiosità: senza quella curiosità non ci sarebbe stata la scoperta del fuoco, l’invenzione della ruota e così via. Poi il tempo ci spegne questa piccola luce, tutto è già visto, tutto è consueto, a tutto ci siamo assuefatti, orrore quotidiano compreso. I pazzi e i bambini si stupiscono, ma anche un’altra categoria: i poeti, anzi per Platone era questo che li distingueva dall’uomo comune. E’ così bello vivere accanto ai bambini perché il riverbero di questa perenne meraviglia che è per loro il mondo ci illumina per qualche istante, restituendoci la gioia di uno sguardo nuovo e innocente. Quando niente più ci stupisce davvero la gioia di vivere è scomparsa, ma forse basta l’attitudine alla gioia per salvarci, chissà.Forse nel freddo dell’inverno passando frettolosi in un vicolo è una folata d’estate che ci sorprende: il profumo del basilico, coltivato in una lattina vuota di pomodori, legata col fil di ferro all’interno della persiana di un “basso”, che ci segue come lo sguardo d’una bella ragazza o il sorriso d’un giovane appena intravisto dietro la gelosia.

scritto da Leila Mascano · 9 dicembre 2010, 13:30 · 

 

@ Leila Mascano – Altro che dintorni o cose strampalate per sognare a occhi aperti! Che poi sarebbe come stare fermi a guardare un pesciolino dentro un vaso, anche in inverno.

scritto da frank spada · 9 dicembre 2010, 15:12 · 

 

Christmas, o dell’anticiparsi i ricordi.
Per preparare la pasta speziata occorrono 700 grammi di farina, 200 di burro morbido, 200 di zucchero di canna, altrettanto di miele, un cucchiaino di bicarbonato, 2 cucchiaini di cannella e due di zenzero e metà cucchiaino di sale. Si lavora e si stende col matterello in una sfoglia spessa mezzo centimetro.Bisognerebbe avere degli stampini a forma di stelle, cuore, angeli, oppure ritagliare con le forbici delle sagome dal cartone, con le quali ricavare biscotti d’ogni forma, che poi si cuociono al forno su una teglia o sulla placca foderata d’alluminio, avendo cura di farvi un foro per poterli appendere.
Con 200 grammi di zucchero a velo e una chiara d’uovo mescolando bene preparare una glassa, da dividere in tazzine, ciascuna con qualche goccia di sciroppo diverso a seconda dei colori che si vogliono ottenere, e un po’ di cioccolato fondente da sciogliere per il marrone.
Cotti i biscotti, una volta freddi li si pennella con la glassa reale e il cioccolato, e li si lascia a seccare.
Con un nastrino rosso li si infiocchetta e li si appende ai rami d’un piccolo abete,di quelli con le radici, che dopo le feste si proverà a piantare sperando che attecchisca e si ambienti in un cortile o in giardino, se se ne possiede uno.
E’ un bel regalo se si hanno bambini; non l’albero, ma il ricordo d’avere fatto insieme in un’atmosfera gioiosa qualcosa che davvero profumi di Natale.

scritto da Leila Mascano · 11 dicembre 2010, 14:29 · 

 

Domani è S.Lucia, e nella tradizione nordica molti bambini ricevono regali. Io avevo una “signorina” tedesca,e dunque questa tradizione era entrata anche a casa nostra, che del resto era abbastanza cosmopolita. Avrò avuto quattro o cinque anni quando mi fu regalata una scatola di latta con delle patatine di marzapane, sormontata da un angioletto. Quanto mi piacque l’angelo non so raccontarlo, un angioletto che quando smetteva il suo lavoro di puntale dell’albero rimaneva tutto l’anno sul mio comodino. E’ ancora lì. Vorrà dire qualcosa che ha perso le ali?

scritto da Leila Mascano · 12 dicembre 2010, 10:05 · 

 

Dovrei aggiungere: non il “fare” l’albero è un regalo, ma il piantarlo sì.A noi, e a quelli che verranno.

scritto da Leila Mascano · 12 dicembre 2010, 10:39 · 

 

Sui quotidiani locali leggo da più giorni le proteste dei concittadini per l’angelo sul campanile bloccato dalla ruggine – l’Amministrazione comunale non trova 130.000,00 euro per riportarlo ali al vento – e il simbolo di una città di bottegai che chiede luminarie resta fermo – i commercianti, invece pure.

scritto da frank spada · 12 dicembre 2010, 10:46 · 

 

Mentre invece, con un parolina dell’angelo, il commercio potrebbe rimettersi in movimento. C‘è chi grida Spendete! Spendete! Ma i soldi per essere spesi debbono essere prima guadagnati. E poiché i politici promettono i miracoli, ma non li mantengono, teniamoci buoni almeno gli angeli, che ci mettano una buona parola loro…

scritto da Leila Mascano · 12 dicembre 2010, 11:38 · 

 

.Sono grata ai libri, a tutti i libri, io li sento scorrere in me e se tutto dovesse andare male, me ne starò con loro al riparo dai fantasmi, mentre fuori è notte, nel cerchio di luce, finché non si spegne.

scritto da Leila Mascano · 6 febbraio 2008, 15:00 ·


Questo è quello che scrivevo nel secondo post di quello che di fatto doveva diventare il mio blog, in questo stesso sito, poiché credo che dei 187 commenti ai libri letti almeno 180 siano miei. Ho smesso il mio soliloquio non tanto per mancanza di interlocutori, ma perché il mio rapporto con i libri è lentamente, dolorosamente cambiato.Mi dispiace smentirmi, ma è un’illusione poter tenere i fantasmi fuori dal cerchio di luce, o meglio è sbagliato il presupposto. La luce ci vuole, dentro e fuori, altrimenti le meravigliose immagini non prendono forma nella mente, restano piccoli segni cui lo sguardo non arriva, nel buio e nel silenzio i fantasmi ti sfiorano,e non c‘è esorcismo che tenga.

scritto da Leila Mascano · 18 dicembre 2010, 09:25 · 

 

Un altro come noi, allora, occhiaie nelle occhiaie e un carro che ci aspetta.

scritto da frank spada · 18 dicembre 2010, 10:53 · 

 

A questo punto intervengono i clown, con i loro scherzi, come quando un equilibrista cade e il pubblico va distratto. The show must go on, considerazioni chiuse, ma i pagliacci sono buffi e il riso meraviglioso dei bambini rende l’atmosfera più leggera. Applausi.

scritto da Leila Mascano · 18 dicembre 2010, 12:56 · 

 

A proposito di carri, ce n‘è uno di fieno che avanza in un viottolo di campagna, costeggiato da campi di grano che oscillano dolcemente agitati dalla brezza. E’ un mare dorato che s’increspa alla lieve carezza del vento, e in lontananaza si sente l’abbaiare festoso di un cane. Il cavallo che porta il carro ha un cappelluccio di paglia bucato sui lati per fare spuntare le orecchie, e sembra soddisfatto del suo copricapo, perché procede con un passo vivace al piccolo trotto. Apparentemente nessuno guida il carro, forse a cassetta era quel ragazzo che ora è sprofondato nel fieno. Gli è addosso una ragazzina bruna che ride, ride con il riso meraviglioso dei bambini che ancora indugia sulla faccia adolescente. Lo abbraccia con uno slancio spontaneo che viene dal cuore, la massa bruna di capelli ha un’aureola dorata controluce, lui le mette un papavero tra i capelli, il cielo è azzurrissimo sopra di loro. Non si sa più perché sono lì, e neppure qual è l’anno, e il loro futuro si è disperso nei rivoli infiniti della vita diventando un passato confuso, né accadde altro di memorabile, perché su quel carro non ci fu che quel riso e quel maldesto abbraccio. Eppure, molto lontano nel tempo, il ragazzo di allora che tanta strada ha fatto evoca la prodigiosa immagine di quel pigro mezzogiorno per ritrovarsi sprofondato nel fieno ed addormentarsi sereno,tra le baccia di una ragazzina che ride .

scritto da Leila Mascano · 19 dicembre 2010, 15:59 · 

 

Avanza traballando un altro carro delle meraviglie, e lo anima un autore che scrive una variepinta allegoria della vita: il carro di Tespi altro non è che quello del Capitan Fracassa, coi suoi nobili, guitti, principi, attrici, ognuno con la sua maschera da commedia dell’arte, quella che tocca indossare anche a noi.Poco male, almeno nasconde le occhiaie, speriamo che ci sian venute per fare le ore piccole lietamente, se no mostreremo i lividi dell’insonnia e della malinconia solo a chi vorrà cancellarli con tocco lieve delle labbra. Magari la ragazzina, o il ragazzo del sogno. O un angelo, forse, che non può voltarci le spalle: primo, perché è un angelo, e poi perché la ruggine ( e non il rimorso ) lo tiene prigioniero. 

Una domanda: che proverà un attore declamando davanti ad un teatro vuoto?
Anche qui, applausi. Se le chiese di Roma ormai mettono la registrazione delle campane di S.Pietro, perché non mettere gli appalusi scroscianti tributati a un megaconcerto di una rockstar?

scritto da Leila Mascano · 19 dicembre 2010, 19:01 · 

 

Da qualche tempo gira per il mio quartiere uno strano personaggio, un giovanotto che ha l’aria d’essere di qualche paese extracomunitario, poveramente e insufficientemente vestito con questo freddo, che canta con una chitarra. Non chiede l’elemosina, accetta un tributo alla sua arte. Viene spontaneo chiedersi se sia proprio normale: oltretutto è sigolarmente stonato e stimpella come può. Ma la cosa straordinaria è che apparentemente è felice, e dunque la distribuzione di questa merce rara è quanto mai stravagante; forse il giovanotto è pazzo, ma come S.Francesco e gli uccelli, un pazzo di Dio.

scritto da Leila Mascano · 21 dicembre 2010, 07:38 · 

 

Alle spalle le luci e la musica dell’albergo, di fronte la distesa immensa del mare d’un blu profondo come il cielo stellato. Un cielo terso, invernale, con un’immensa spolverata di stelle a fare da sfondo ad altre più grandi e più splendenti . Lui, il ragazzo, teneva stretta la sua compagna, che rabbrividiva nell’abito da sera, tanto che lui cavallerescamente si tolse la giacca per coprirla. Un frammento luminoso disegnò nel cielo un’ incrinatura di luce, e lei si rammaricò di non aver avuto il tempo di esprimere il suo desiderio. Lui scherzò sugl’infiniti Capodanni che avrebbe vissuto, e sul numero delle stelle che avrebbe visto cadere.
Non pensò che le stelle non finiscono, certo. I desideri, qualche volta, sì.
Auguro dunque a tutti molte stelle, ma soprattutto molti desideri. Buon Capodanno, felice anno nuovo.

scritto da Leila Mascano · 30 dicembre 2010, 20:36 · 

 

Buon 2011 a tutti!

scritto da The Big Max M. · 31 dicembre 2010, 10:09 · 

 

Cammino a passo svelto e mentre penso a una persona che mi è cara una carezza mi sfiora: è solo il vento, una folata improvvisa, ma mi ha fatto piacere.

scritto da Leila Mascano · 4 gennaio 2011, 21:44 · 

 

@ Leila Mascano – Picceré, tu nun sì scucciante, tu sì ‘na bellezza, nun statte quieta che senza te… sarà pur vero che è passato un anno, Leila cara, ma stammo qua. 

Ventoo, ventooo… portame via cun te, che pazzieremo ancora, che nun ce lasseremo più!

scritto da frank spada · 5 gennaio 2011, 09:57 · 

 

E, come le aquile dei Romani, hic sumus et optime manebimus!

scritto da Leila Mascano · 5 gennaio 2011, 22:14 · 

 

Un saluto a tutti. Quindici giorni di ospedale, un intervento alla prostata a cielo aperto mi hanno buttato un po’ a terra, ancora soffro per i dolori del post operazione. Ma…sursum corda, nel dolore stesso c‘è evoluzione, è la Prima Grande Verità del Buddha. Tanti cari auguri di buon anno a tutti!

scritto da maurizio · 7 gennaio 2011, 22:30 · 

 

@ maurizio – ecco una notizia che mi rasserena il volto, assai e molto molto! Su, caro amico, che come dice Leila qui stiamo e nun ce lasseremo appende a una corda che poi se spezza pure e frantumiam cassa e ossame.

scritto da frank spada · 8 gennaio 2011, 08:55 · 

 

Unisco i miei saluti e auguri a quelli, impliciti, di Frank. Penso che mi posso accontentare del livello di evoluzione che io, come altri, ho raggiunto. Sarebbe ora di un po’ di leggerezza, e di un pzzico di fortuna, per tutti.

scritto da Leila Mascano · 8 gennaio 2011, 09:45 · 

 

Che bello rientrare e ritrovarvi qui. Auguro buon proseguimento a tutti, nella speranza di ricominciare a scambiare con voi pensieri e parole nella casa virtuale del nostro straordinario ospite. A presto quindi, amici!

scritto da marta · 8 gennaio 2011, 17:19 · 

 

“Se la coscienza, come ha detto qualche pensatore inumano, non è altro che un lampo tra due eternità di tenebre, allora non c‘è niente di più esecrabile dell’esistenza”. (De Unamuno).
Frase per me da incorniciare…

scritto da maurizio · 9 gennaio 2011, 11:19 · 

 

Caro Frank, durante le vacanze ho avuto modo di rileggere in tranquillità Dimmi chi sei Marlowe e devo dire che è molto denso di pensieri profondi. Le rinnovo la mia simpatia e auguro a tutti un anno sereno nella speranza di continuare i nostri scambi di idee.

scritto da anna · 9 gennaio 2011, 18:30 · 

 

Buongiorno Frank, spero che questa settimana ti trovi più in forma degli ultimi giorni. Un caro saluto e un augurio di buon anno a tutti gli amici qui presenti. Ti abbraccio.

scritto da Maria · 10 gennaio 2011, 07:12 · 

 

Sono lieto di segnalarvi un tomo di oltre 1000 pagine, edito dalla Fandango Libri, che vale i 23 euro del suo costo: Chi ha fatto quel film? dello scrittore/regista Peter Bogdanovich – lo si legge che… provate e mi ringrazierete.
A tutti un caro saluto.

scritto da frank spada · 13 gennaio 2011, 18:10 · 

 

Molti anni fa passeggiavo per le strade di Arlès, che è una città molto bella della Provenza. Si era sul far della sera, e da un piccolo ristorante veniva una musica nostalgica, cui faceva da contrappunto un suono ritmico, che mi parve di nacchere. Passeggiavano davanti a me due studenti, un ragazzo e una ragazza, che posarono i libri su un muretto e cominciarono a muoversi perfettamente in sincronia, come se avessero provato per mesi quel ballo, una danza figurata chiaramente spagnola. Si muovevano leggeri, sicuri, come se la piccola strada fosse un palcoscenico, poi a turno, mentre l’altro batteva il ritmo, si esibirono da soli. Nel frattempo si era raccolta una piccola folla e quando la musica finì cessò anche l’esibizione, repentinamente com’era incominciata. I ragazzi raccolsero giubbotti e libri con naturalezza, e ripresero a camminare mentre spontaneamente il gruppetto di astanti applaudiva. Era stato un momento perfetto: le luci del piccolo ristorante, l’aria che imbruniva, quel ballo così insolito, quella musica accattivante. Raggiunsi i ragazzi: Ma cos’era quella musica? Rispose lui, sorridendo: “E’ un fandango”.

scritto da Leila Mascano · 15 gennaio 2011, 14:05 · 

 

Neanche dire che il set era sprovvisto di attrezzisti, manovratori, truccatori, costumisti etc. etc. e che il regista era seduto in quel ristorante e filmava tutto con una normale mpd tenuta a spalla da sua moglie: due turisti, due americani capitati lì per caso dietro a una finestra, a fine guerra.

scritto da frank spada · 15 gennaio 2011, 14:48 · 

 

Piccola storia caprese: Molti anni fa due turisti americani passeggiavano per Anacapri alle scoperte delle bellezze naturali del posto, che lì più che mai conservavano la loro selvatica attrattiva. Si persero? Scelsero di uscire all’alba per godersi il levare del sole? Certo è che sconfinarono in una proprietà privata, una villa circondata da vigne e orti. I cani abbaiando segnalarono la loro presenza,e si affacciarono due contadine, che durante la primavera custodivano la villa. “Chi siete? Chi volete?” chiese una delle due dalla finestra.
“We love to be here…it’s wondeful…we are waiting for Pan…( queste frasi in inglese sono quelle che presumibilmente dissero)e poi in italiano: Aspettiamo Pan…”. La contadina ci pensò un po’, poi commentò: “Ma bire (vedi) che faccia tosta! Nun se mettono scuorno! ( Non si vergognano!) Mica chist‘è nu bar!”. L’altra, più anziana, stava preparando la colazione: “Statte quieta, rispose. Chilli so’ stranieri…” Tagliò il pane, lo mise sul vassoietto con un po’ di burro e marmellata e lo dette all’altra da portarlo ai due. Poi ci ripensò, la chiamò indietro, aggiunse pure due tazze di caffellatte. “Si no pare brutto…” disse quasi scusandosi.
Giuro che è vero.

scritto da Leila Mascano · 15 gennaio 2011, 18:18 · 

 

@ Leila Mascano – la verità si fa più bella ogniqualvolta chi la dice incarna una scrittrice! Lo sapeva?

scritto da frank spada · 15 gennaio 2011, 18:32 · 

 

Tutti raccogliamo storie, ricordi, impressioni. Qualcuno ha più degli altri il talento di raccontarli, e se il talento non s’impara merito non ce n‘è.

scritto da Leila Mascano · 15 gennaio 2011, 19:10 · 

 

Le chiamano starlette – raccolgono di tutto – il nipotino no, ché il batuiskino… – ah, le diciassette… – ma non son mica sottilette – eppur son tanto lette – che sia perché la rima è trentaquattro tette?

scritto da frank spada · 16 gennaio 2011, 07:42 · 

 

Elle avait des tout petits tétons, cantava Maurice Chevalier. C‘è poco da dire, le tette piacciono, sono giocose, mentre il seno, diciamolo, mette un po’ di soggezione. Hio letto da qualche parte che in Francia le chiamavano les Lollos, in omaggio alla Lollo che ne possedeva di notevoli.

scritto da Leila Mascano · 16 gennaio 2011, 19:44 · 

 

Per quanto so, da chi m’informa stando dietro a un nome che non porta, quelle della Lollo… vuoi mettere due corbezzoli appuntiti e l’insieme chincaglioso di una tizia lamellata argento, che Marlowe incontrerà in un casinò di Las Mesas e poi, avuto e dato a quella donna ciò che lei si aspetta, la guarderà allontanarsi dinoccolante i fianchi tra i tavoli da gioco, dove le palline, a volte, saltellano magnetiche comandate da un pulsante che… 

Ragazzi, roba da non credere, se non fosse che il terzo libro incentrato su Marlowe uscirà... il titolo? Calma, calma.

scritto da frank spada · 18 gennaio 2011, 05:19 · 

 

Ohibò! Non sarà che ora il “nostrocaro” spargerà la voce che è tutto merito delle sue relazioni con Mubarak?
Certo, che dare la notizia che un romano de Udine, se ne va in Egitto e se porta a casa Cleopatra… mah!
lik text

scritto da frank spada · 18 gennaio 2011, 11:15 · 

 

Caro Frank, le faccio i miei complimenti ! Il fatto che Dimmi chi sei Marlowe sarà presente alla Fiera internazionale del Libro de Il Cairo – Egitto è sicuramente motivo di soddisfazione ed orgoglio per uno scrittore, ma anche noi, affezionati ed attenti lettori, siamo molto compiaciuti per questo riconoscimento. A presto dunque, e meritati applausi.

scritto da anna · 18 gennaio 2011, 14:30 · 

 

Sono molto contenta di questa notizia, faccio anche io i miei complimenti a Frank.

scritto da Leila Mascano · 18 gennaio 2011, 20:03 · 

 

Lo dicevo io che di mezzo c’era pure una sfinge, quando pensavo a Odillon Redon e all’ombra sullo scatto di Walker Evans “... il dialogo tra la sfinge bianchissima e l’altra chimera che sembra materializzarsi dalla compressione del buio, assorbendo persino l’ombra del suo interlocutore” 

scritto da Dame mit Fächer · 19 gennaio 2011, 17:24 ·

 

link text Caspita! Complimenti al nostro caro amico.

scritto da amelia · 20 gennaio 2011, 08:01 · 

 

Rallegramenti alla Robin Edizioni, allora, e in bocca al lupo a “Dimmi chi sei, Marlowe” e agli altri tre autori presenti alla 43ma Fiera Internazionale del Libro de Il Cairo, (26 gennaio 2011 – 6 febbraio 2011) Padiglione Ambasciata d’Italia.
Annoto che nell’ultima edizione (2010) è stato registrato un afflusso di 2,5 milioni di visitatori, oltre 1.500 gli espositori e 30 i Paesi stranieri partecipanti.

scritto da The Big Max M. · 21 gennaio 2011, 08:29 · 

 

Sono qui, ancora col sedere dolorante ma in ripresa, cari amici! Ma di che Marlowe d’Egitto parlate…

scritto da maurizio · 21 gennaio 2011, 22:47 · 

 

@ maurizio! – la perdono solo perché... il sedere dolorante? Mi scusi, ma non l’avranno mica preso a pedate proprio perché... :)

scritto da frank spada · 22 gennaio 2011, 06:50 · 

 

Ehmmm…pardon, a volte non resisto alla battuta…sono lietissimo per Frank, che stimo enormemente pur non conoscendolo di persona, ed anche, in fondo, per la diffusione del libro italiano. Un giorno o l’altro riprenderò a leggere come ho fatto per anni a ritmi intensissimi (ora perdo un sacco di tempo con internet, mia moglie dice che sono drogato) e uno dei primissimi testi sarà certamente “Marlowe ti amo”.

scritto da maurizio · 22 gennaio 2011, 09:26 · 

 

Avere tempo per leggere è un grande privilegio di questi tempi. Conoscevo una persona che, costretta ad utilizzare giornalmente la metropolitana, aveva trovato in quello spazio temporale la sua nicchia di lettura. A volte è il tempo che trova noi, non viceversa.

scritto da paolo · 22 gennaio 2011, 11:14 · 

 

Qualche anno fa mi venne voglia di rileggermi con calma l’Anabasi di Senofonte. Devo dire che si tratta dello straordinario racconto di un’avventura epica, quella del ritorno a casa di un contingente di mercenari greci ( ben diecimila uomini)assoldati da Ciro per sostituirsi al fratello Antaserse sul trono di Persia. Morto Ciro, il contingente greco privo dei suoi comandanti, vittime dell’inganno del consigliere di Antaserse,si trova in una situazione terribile. Ma riesce a tornare a casa affidandosi a buoni condottieri, tra cui Senofonte stesso, che racconta quest’avventura. Considerato a torto un libro tedioso, è invece una cronaca minuziosa e precisa di un imparziale cronista e letto in quest’ottica ha una sua scorrevolezza e un taglio guornalistico addirittura moderni. Mi portavo il mio libro nella metro, e più di una persona, con aria complice, mi chiedeva: Insegnante? Certo, come alunna dovevo essere ripetente un po’ di volte di troppo per essere così zelante da studiare perfino nella metro. Rimaneva l’insegnante scrupolosa. Che potesse “piacermi” non veniva in mente a nessuno.

scritto da Leila Mascano · 22 gennaio 2011, 20:07 · 

 

Dall’alfa all’omega, e poi a ritroso, il concetto di linearità non esclude che ciò avvega percorrendo anche altre linee – circolari come il ripetersi dell’ora in un tempo così breve come l’eternità che non esiste, ma a cui ci piace pensare.

scritto da frank spada · 23 gennaio 2011, 17:19 · 

 

Recentemente siamo andati a cena tra compagni di liceo, e Paolo ( decisamente il più esilarante asino della classe ) ricordando le angherie del nostro prof. del ginnasio, ha citato, come sempre, il brano dell’ Anabasi: “Era già l’ ora del mercato pieno…” che ci aveva fatto impazzire per la traduzione. Non abbiamo mai capito cosa volesse dire quel “pieno” e ancora ci ridiamo su, amaramente, ripensando a quanta forzata compiacenza abbiamo avuto per chi non ha mai avuto per noi un sorriso.

scritto da butterfly · 23 gennaio 2011, 19:52 · 

 

Dubito che gli insegnanti di oggi leggano Senofonte, molti non sanno neppure chi sia, purtoppo. Concordo sul fatto che rileggere i classici a distanza di anni non solo ce li fa apprezzare molto, ma ci fa pentire di non averlo fatto prima.

scritto da marta · 23 gennaio 2011, 20:27 · 

 

Saint John-Perse, scrittore e poeta che non conoscevo. Una persona cara me lo fece scoprire e io gli donai “Anabasi”, una raccolta di poesie, tradotte in italiano da Ungaretti.

scritto da Dame mit Fächer · 24 gennaio 2011, 06:26 · 

 

Ah, mon pauvre ami! Ici les jeunes filles… – direbbe Zanotti (defunto da un bel po’ e pace all’anima sua), il professore di francese al Regio Liceo Classico J. Stellini di… dove una mattina, rientrato in classe portando ai piedi le scarpette di ginnastica, dopo qualche salto sulla cavallina con Barattini (morto pure lui), mi fece togliere le Superga, aprì la finestra e le lanciò nella roggia che scorreva lì sotto.
Figuriamoci con il greco, e la Pezzali che… ah, pauvre moi!

scritto da frank spada · 24 gennaio 2011, 07:03 · 

 

Un sant’uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese:
«Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l’Inferno» Dio
condusse il sant’uomo verso due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all’interno. C’era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso.
Il sant’ uomo sentì l’acquolina in bocca Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall’aspetto livido, malato. Avevano tutti l’aria affamata.
Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po’, ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca.
Il sant’uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.
Dio disse: “Hai appena visto l’Inferno”.

Dio e l’uomo si diressero verso la seconda porta.
Dio l’aprì.
La scena che l’uomo vide era identica alla precedente. C’era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire
l’acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch’esse i cucchiai dai lunghi manici.
Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro sorridendo.
Il sant’uomo disse a Dio : «Non capisco!» – E’ semplice, – rispose Dio, – essi hanno imparato che il manico del cucchiaio troppo lungo, non consente di nutrire se stessi….ma permette di nutrire il proprio vicino. Perciò hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli
altri!
Quelli dell’altra tavola, invece, non pensano che a loro stessi…
Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura… La differenza la portiamo
dentro di noi.
Mi permetto di aggiungere… “Sulla terra c‘è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti ma non per
soddisfare l’ingordigia di pochi. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false
fintanto che non vengono trasformati in azioni.
Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”.
Mahatma Gandhi.

ps – Si stima che il 93% delle persone non condivida questo messaggio.
Se fai parte del 7%..

scritto da 7% · 25 gennaio 2011, 13:39 · 

Gentile 7%, il messaggio centra in pieno lo spirito del Cannocchiale a rovescio, allargandone la visuale nell’alternarsi delle visioni in ogni dove.
Un abbraccio a chiunque, e ovunque, lei sia.
ps – personalmente vedo la cosa in modo un po’ diverso, tanté che nel terzo Marlowe, il detective che ci è caro a un certo punto si rivolgerà a Santini dicendogli: Guardi che il paradiso non è altro che l’inferno inquadrato da un’altra angolazione, sa?

scritto da frank spada · 25 gennaio 2011, 14:08 · 

 

Generosità non è solo la condivisione di beni materiali ma anche quella della cultura. La maieutica di comportamenti saggi, poi, è il regalo più grande degli amici veri.

scritto da marta · 25 gennaio 2011, 15:30 · 

 

@ marta – mi chiedo se lei sia amica mia o sua – suggerirò ad un regista un’inquadratura dall’alto, possibilmente con la mdp montata su una piattaforma che sale sopra un automezzo e può andare indietro e avanti a seconda dell’azione.

scritto da frank spada · 25 gennaio 2011, 15:46 · 

 

27 gennaio 2011 – Shoah – giornata della memoria
(commenti chiusi)

scritto da 100% + fs · 26 gennaio 2011, 17:57 · 

 

Un pettirosso mi viene a trovare ogni mattina. Credo che sia goloso di certe bacche che crescono su una pianta clandestina in un vaso, e mi accorgo del suo arrivo da un richiamo gioioso che emette saltellando. Questo uccellino, più piccolo della mia mano, si è assunto il compito di ricordarmi che nonostante il mondo sia anche orrendo, esistono ancora, nonostante tutto, l’innocenza e la bellezza.

scritto da Leila Mascano · 28 gennaio 2011, 08:21 · 

 

Ma io “preferisco il paradiso per il clima, l’inferno per la compagnia”.

scritto da maurizio · 28 gennaio 2011, 08:26 · 

 

Quando si parla del pettirosso io mi commuovo sempre e il piccolo racconto di Leila Mascano è bellissimo. Lo unirei a un altro scritto nel marzo dell’anno scorso: “Vorrei avere un giardino, un vero grande giardino. Metterei come un tempo a casa mia l’aiuola delle farfalle, fatta di fiori adatti ad attirarle. Metterei ciotole d’acqua, così che gli uccelli potessero bere e rinfrescarsi, e mangime da becchettare. Vorrei degli acchiappasogni nascosti fra i rami, che tintinnassero al vento, e vasetti di menta, pazienza se ne sono ghiotti i gechi, il mio quest’anno non mi ha fatto visita, e mi è mancato. Quando di sera veniva a dormire dentro casa, il ricciolo della sua codina ipnotizzava le ospiti con il bicchiere a metà fra la tovaglia e la bocca, quando compariva dietro il ritratto di Carlo III, per poi sparire con un guizzo. Dov‘è la mia lucertola che scappava tra i vasi trascinandosi come una regina lo strascico della sua lunga coda? E le mie gazze? Vorrei le lucciole e la lavanda, e il gelsomino soave a inondarci di profumo con le sue stelline di latte. Venite in pace, piccole creature, venite leggere, qui non vi sono trappole o inganni. Grazie per rendere vivo il mio giardino con la vostra presenza, grazie.” 

Io mi commuovo perchè da bambina, nel libro di letture di quinta elementare di mia sorella, avevo letto la “Leggenda del Pettirosso”, un racconto di Selma Lagerlöf, Premio Nobel nel 1909, nel quale si narra di come un piccolo uccellino si guadagnò quella macchia rossa sul petto. Una sintesi del racconto l’ho tradotta in friulano nel mio blog, mentre la versione completa è indicata da un link.

scritto da Dame mit Fächer · 28 gennaio 2011, 09:38 · 

 

@ Leila Mascano/Dame mit Facher – Si riformano le coppie: due scrittrici che apprezzo molto – due care amiche, due sensibilità che… ne vedremo delle belle! Poveri melui , ché vi faranno… non cominciate a starnutire anche qui, eh!

scritto da frank spada · 28 gennaio 2011, 10:55 · 

 

Fra pochi minuti link text

un’opportunità da non perdere!

scritto da frank spada · 28 gennaio 2011, 17:50 · 

 

Grazie Dame mit Facher per avermi riportato alla memoria la leggenda del pettirosso. La versione che avevamo noi alle elementari, molto più breve, mi aveva molto colpita. Mi ha fatto molto piacere leggere, a distanza di tanti anni,la versione integrale, così adesso so perchè l’asino ha le orecchie lunghe. :)

scritto da anna · 28 gennaio 2011, 18:03 · 

 

Sono stupita che qualcuno, una persona poi che stimo come la Dame, abbia la grazia delicata di ricordare o trascrivere qualche mia considerazione destinata a lasciare il tempo che trova, come quando si passa distrattamente la mano su un pianoforte. Anche io ringrazio la gentile amica,anche per la leggenda che ha riportato, e Frank per il link e il resto.

scritto da Leila Mascano · 28 gennaio 2011, 22:47 ·

 

Ieri, non ho fatto a tempo a leggere nè la segnalazione di Frank Spada, nè la mail dell’amica Pierina Gallina, la quale mi scriveva “siccome so che sei molto attenta alle cose sensazionali ti segnalo qst film. Non perderlo. Nella scena in questione c‘è anche mia figlia Vanessa e il suo pancione ma il film è qualcosa di incredibilmente vero e straordinario.” Nel suo blog, ecco la notizia: CODROIPO: LA FAMIGLIA DALLA COSTA NEL FILM MONDIALE “LIFE IN A DAY” 

scritto da Dame mit Fächer · 29 gennaio 2011, 07:53 · 

 

“Compliments” ai Dalla Costa e che i tre piccoli “furlans” crescano nello spirito di questo straordinario film – Life In A Day – ovvero la vita ama se stessa per amare gli altri.

scritto da frank spada · 29 gennaio 2011, 08:28 · 

 

Ora i balbuzienti hanno il loro idolo: Giorgio VI – “Il discorso del re” – un film dove ho “rivisto” Wally Simpson – brutta tale e quale – rinsecchita come una prugna oppiacea quando la vidi di persona mentre pranzava con il suo Edoardo (bello, elegatissimo, in giacca sportiva, foulard a quadrettini al collo, pantaloni di flanella grigi e scarpe di camoscio marrone scuro) a un tavolo del “Boschetti” – il ristorante segnalato come tappa quasi obbligatoria per la coppia in viaggio lungo la Ponebbana da Venezia a Vienna – una Rolls nera parcheggiata dietro le siepi e l’autista che mangiava dei sandwhic seduto dietro i vetri – se non ricordo male era una domenica ai primi dei ’50.

scritto da frank spada · 30 gennaio 2011, 10:12 · 

 

Non sempre la bellezza è ciò che interessa, specialmente agli uomini di spessore.

scritto da anna · 30 gennaio 2011, 11:19 · 

 

@ anna – resta il fatto che il duca di Windsor era semplicemente asciutto di figura (come me)

scritto da frank spada · 30 gennaio 2011, 11:47 · 

 

Wally Simpson affascina anche me. Rappresenta un mistero come una donna apparentemente sprovvista non solo di bellezza, ma anche di simpatia,a quel che se ne dice, abbia affascinato un re. Nello stesso modo ammiro quelle donne che, poco provviste da madre natura, abbiano fatto di se stesse e del proprio fascino un mito. Alma Mahler, definita a suo tempo “la più bella ragazza di Vienna” ci appare come un donnone dalla mascella forte e il fisico da massaia rurale, almeno nei ritratti che la ritraggono all’epoca delle grandi passioni che seppe suscitare. Non di rado restiamo stupiti nel vedere ritratte donne che furono miti per la loro epoca, e che verrebbero oggi giudicate senza meno insignificanti o addirittura brutte. Andando ancor più indietro nel tempo, non è che le cose cambino, a cominciare dalla regina Margot, celebre bellezza del suo tempo (vedi in Rileggere o non rileggere il mio commento su questo stesso blog ). Altro motivo di stupore: Non ho visto che in fotoo in filmati la Wandissima, che almeno in Italia faceva impazzire come la Hayworth, e che sinceramente operò una vera magia perché il pubblico la vedesse divina! E infine Liala, altra signora poco dotata di proprompenti grazie femminili che fece di sé un mito. L’elenco potrebbe continuare all’infinito, a consolare le meno belle.Dopotutto il fascino deriva da fascinazione, e possedere la capacità d’imporsi agli altri attraverso non l’immagine reale, ma quella che gli si trasmette è qualcosa che forse va oltre lo charme: è carisma, nel suo significato comune, ovviamente, che non è quello religioso.

scritto da Leila Mascano · 30 gennaio 2011, 14:35 · 

 

@ Leila Mascano – la invito a riflettere sulla “particolarità” paradisiaca di una prugna.

scritto da frank spada · 30 gennaio 2011, 15:15 · 

 

Caspita, questo è uno scoop storico! Frank Spada che una domenica, ai primi dei ’50, misurava lo spessore del bel Edoardo! Chissà qual’era lo strumento in uso all’epoca? Al giorno d’oggi, sicuramente, si sarà dotato di un misuratore ad ultrasuoni e pertanto possiamo star certi sull’alta precisione del suo spessore.

scritto da Dame mit Fächer · 30 gennaio 2011, 15:28 · 

 

@ Dame mit Facher – ecco che in circa 5 ore, e una manciata di minuti, si rende palese che lo spessore di un uomo interessa alle donne più del suo valore.

scritto da frank spada · 30 gennaio 2011, 15:54 · 

 

“Non c‘è dubbio che sedurre un genio non è più difficile che sedurre un idraulico: il problema, semmai, è quello di incontrarlo” ... soleva dire Alma Mahler …

scritto da Dame mit Fächer · 30 gennaio 2011, 16:38 · 

 

@ Dame mit Facher – ma se non so nemmeno avvitare un tubo su un altro filettato!
Con ciò non escludo la genialità di chi sa farlo.

scritto da frank spada · 30 gennaio 2011, 17:01 · 

 

Non è che di geni non se ne incontrano, il fatto è che sono talmente pieni di sè da risultare pesantissimi. Gli idraulici probabilmente hanno successo perchè sono simpatici e non ti fanno sentire una nullità.

scritto da marta · 30 gennaio 2011, 17:12 · 

 

@ marta – con un bel giro di parole… ah, se potessi raccontarle una barzelletta che moltissimi anni fa mi raccontò un uffciale americano, che tratta il tema di un cavallo bianco che, in un paesino del far-west, domenica dopo domenica, ad iniziare da una gamba che qualcuno dipinse di rosso “brilliant” – diceva lui – finì per diventare tutto rosso “brilliant” – sottolineava sempre lui – per poter incuriosire una bella signorina in fronzoli e merletti che gli sedeva al fianco su un calesse!

scritto da frank spada · 30 gennaio 2011, 17:26 · 

 

Le donne che si sentono amate, da geni o da idraulici, non si reputeranno mai delle nullità.

scritto da paolo · 30 gennaio 2011, 17:46 · 

 

Altro che Karl Kraus e i suoi “Detti e contraddetti” – questo blog è una meraviglia, grazie a tutti voi, amiche e amici carissimi.
Il crepuscolo è alle spalle e fuori è buio, ma oggi… che domenica ragazzi!
Buona serata a tutti.

scritto da frank spada · 30 gennaio 2011, 18:06 · 

 

E’ un bel guaio, Mr. Frank! Allora se le si spana il filetto della pedivella per l’attacco del pedale della bicicletta mi chiami pure … so ben io cosa fare!

scritto da Dame mit Fächer · 30 gennaio 2011, 18:07 · 

 

Lungi dal rifiutare il suo gentile aiuto, maDame mit Facher, per ora mi muovo solo con l’automobile a pedali! 

Mi lasci poppare a tutto spiano fuori dall’infanzia, poi… ma sì, potrei anche provarci.

scritto da frank spada · 31 gennaio 2011, 06:29 · 

 

Davvero interessante quest’ultimo scambio di battute, mi ha fatto sorridere parecchio. Non posso che condividere il pensiero generale, il fascino non ha nulla a che vedere con la bellezza e questo vale anche per gli uomini, non solo per le donne. Mi tornano in mente un paio di uomini talmente affascinanti che, nonostante siano trascorsi oltre 20anni, ricordo ancora con un sorriso :)
Buona settimana a tutti.

scritto da Shara · 31 gennaio 2011, 07:21 · 

 

Bentornata Shara!

scritto da frank spada · 31 gennaio 2011, 07:32 · 

 

Vede, Mr. Frank, io mi presento come “Dame mit Fächer” (una modista che Klimt raffigurò con un ventaglio, forse solo un dettaglio cromatico trascurabile, e forse un pò strano, perchè la signora preferiva le linee morbide e non il vitino di vespa, che ancora andava di moda e che meglio avrebbe giustificato l’accessorio), ma nella realtà posso sicuramente aggiustare i freni alla sua bicicletta e persino far funzionare il fanale e il fanalino, collegandoli alla dinamo, senza mandare a massa tutto l’impianto.
Tutti sanno che Alma, prima ancora di conoscere Mahler, si prese una cotta per Klimt, anche se lui non le regalò nessun ventaglio! Però, uno davvero bello, fu dipinto per lei da Kokoschka. Per parte mia mi sono comprata un ventaglio nero di pizzo nello shopping centre del Castello di Schönbrunn, come quello di Sissi, naturalmente, e giustamente “Made in Philippines”. Ma non posso sventagliarmi, perchè altrimenti mi ritrovo con le ditta tutte tinte di nero.

scritto da Dame mit Fächer · 31 gennaio 2011, 09:27 · 

 

AH! Lo Jugendstil , il secessionismo a Vienna con tutto quel che ne consegue: Otto Wagner, Afolf Loos, per non dire dei pittori, scultori, musicisti, degli scrittori… l’immensità del piacere più appassionato, che mi “allattò” la giovane età anche sul posto, dalle parti del Café Central – un carro armato russo lasciato per ricordo e poi rimosso allo “Chat qui rit” dove incontrai… alt! Le confidenze a me a lei i ventagli.

scritto da frank spada · 31 gennaio 2011, 10:24 · 

 

I ventagli anche a me!Lavoravo a un passo dalla Piramide e quindi dai dai Mercati Generali e frequentavo un modesto baretto, dove la prima volta che ci misi piede ordinai un prussiano, con questo intendendo un dolce friabilissimo di sfoglia leggera che si accompagna bene al cappuccino. Il barista spalancò tanto d’occhi, e io gli specificai che intendevo un croissant.Sollevò le sopracciglia perplesso: Nun ce l’ho. L’oggetto del mio desiderio era in una linda vetrinetta: spazientita gli chiesi un ventaglio, l’ultimo, indicandolo col dito: Aaaaaah! disse il barista sollevato: ‘Na ciavatta!( Ciabatta ).
Vi confesso che era comunque squisitamente buono.

scritto da Leila Mascano · 1 febbraio 2011, 21:59 · 

 

Gli idraulici sono simpatici, ne conosco alcuni, ma anche gli elettricisti lo sono e possono far sentire importante una donna.

“Ti offro l’intelligenza degli elettricisti
così un po’ di luce avrà
la tua stanza buia negli inverni tristi…” (Paolo Conte,“Un gelato al limone”) Versi meravigliosi…

scritto da maurizio · 1 febbraio 2011, 23:01 · 

 

“Judith O. la ficcò dentro una borsetta screziata di
serpente, in modo quasi distratto, dando l’impressione di ritenere la
cosa priva di importanza, si alzò senza premura – sui tacchi a spillo
in tinta con la borsa – e appallottolò gli ultimi singhiozzi in un
fazzolettino tenuto stretto in una mano dall’incarnato quasi bianco.
Poi incamminò le sue curve per uscire”.
Da incorniciare! Cosa darei per riuscire a scrivere così...

scritto da maurizio · 1 febbraio 2011, 23:19 · 

 

Sulla giostra della vita, cosa scegliere?

Scelgo il cavallo: è dorato, ha la criniera bianca, il pennacchio rosso e blu e parto svolazzante al trotto. Seguo una carrozza, una bambina bionda, una principessa con i codini all’aria dei dolciumi che invadono le strade, uno sguardo azzurro-cielo implorante aiuto. La insegue un manipolo d’armati; galoppo via, su e giù sull’asta, fendendo l’aria zuccherina con una spada che non vedo, in sua difesa. Il fondale ruota di volti, di richiami inascoltati tra la musica di organetti che si allarga sopra un prato senza nascondigli, che si affievolisce tra ombre tenebrose sulle pendici di un castello, che tace innalzando un campanile culminante un angelo, un dito al vento della rosa. L’avventura mi allontana. Valico montagne, insanguino pianure, brucio plichi nella notte. Mi imbarco all’alba su una nave diretta in capo al mondo. Lascio il continente natio per le foreste astrali. La felicità notturna delle stelle ci accompagna tra le vele: lei, al mio fianco, ora porta i capelli lunghi, sciolti. Burrasche, tempeste zodiacali e fatichiamo a lungo a manovrare, a raggiungere la sponda. Sabbie infinite sulle spiagge e impariamo linguaggi persi nel tempo. Un veliero all’orizzonte, il richiamo del ritorno…

Mia madre questa volta non apre il borsellino e devo scendere. Diventerò più grande un’altra volta, per davvero. Imparerò il mestiere di vivere sempre su una giostra, ma senza fantasia; rimpiangendo la mia infanzia volata dentro un palloncino, appena trattenuta da una carezza lasciatami sul viso a Santa Caterina, il giorno della festa, quando la bambina bionda se ne andò mano nella mano, con suo padre.

Poscritto: l’angelo sul Castello – attualmente fuori uso per l’età -, sarà (finalmente!) restaurato dal Comune di Udine – spesa prevista, circa 400.000 euro.

scritto da frank spada · 2 febbraio 2011, 06:50 · 

 

I palloncini volavano in alto carezzati dalla malinconica musica della canzone di Rascel: “Dove andranno a finire i palloncini…quando sfuggon dalla mano dei bambini…”.
Chiedevo a mio padre la bottiglietta di chinotto neri che costava 50 lire. Impazzivo per il chinotto neri…ma non sempre erano disponibili le 50 lire.

scritto da maurizio · 2 febbraio 2011, 10:42 · 

 

Ce ne fossero oggi di Wally e Alma, in giro per l’Italia! Ma sarebbe sufficiente rispolverare la memoria di signore come Nilde che se vedessero quali sgallettate siedono ora in Parlamento avrebbero come minimo un malore. Bisognerebbe ricordare a chi tiene i fili di questa repubblica dei wonderbra che il valore di uomo o donna che sia sta primariamente nel suo cervello e nel suo cuore: sono quelli gli ingredienti magici che danno vita al fascino e trasformarono in regina (non per la nazione ma per il “suo” principe) una prugna secca.

scritto da Carla · 2 febbraio 2011, 13:00 · 

 

@ Carla – certamente sì, anche perché – statisticamente parlando – è ormai provato che il cervello e il cuore delle donne che dirigono, detengono etc. i blog/siti/domini letterari in Italia sono superiori per numero e, a volte, anche per qualità, a quelli degli uomini.
Buon segno, secondo me – W le quote rose, allora, e che la loro percentuale raggiunga e superi quella dei paesi nordici (Svezia, Danimarca, etc.), dov‘è già pari al 50%!
Da là, ad arrivare in Parlamento e cambiare le cose smanganellando via certe …beh, il prima possibile, ché son vecchio e vorrei vederlo di persona.

scritto da frank spada · 2 febbraio 2011, 14:37 · 

 

Ho rivisto recentemente Bird, splendida biografia di Charlie Parker, genio e pioniere del jazz, che consiglio agli appassionati e non del genere. A parte la musica da brivido, mi ha fatto molto effetto la figura della devota moglie, che mi ha riportato alla memoria la prefazione di Dacia Maraini al libro Donne che amano troppo di Robin Norwood. Stare al fianco di un uomo con eccessi distruttivi è certamente una prova dura, anche per donne di cervello e di cuore, perchè nessuno può controllare nessuno. Consiglio il film ed il libro.

scritto da marta · 2 febbraio 2011, 18:50 · 

 

@ marta! – Yardbird, che abbreviato in Bird acquistò il magico dono del “volo”: “il passerotto (sparrow) beboppante appesantito dalla “roba” per tenersi su, per raggiungere cieli impensabili, finché rimase muto, senza voce, in un un appartamento (a casa di un’ ereditiera che “amò” anche Byrd – la baronessa Nica Rotschild de Koenigswater) di un hotel altolocato (Hotel Stanhope nella Quinta Avenue a New York, dove C.P. morì il 12 marzo 1955… aveva solo 34 anni, ma ne dimostrava più di sessanta…) schiattando le sue sconvolgenti evoluzioni in una poltrona.“ (v. pag. 68 “Dimmi chi sei Marlowe” )
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“Fisso le carte al buio della mia giocata e guarda un po’: qualcuno è rimasto intrappolato! Sto ad osservarlo – come fossi un entomologo senza qualità ma diplomatosi in musicologia – cerca di staccarsi, non ci riesce, riprova, avverte il senso materiale dell’immobilità e, tra un tentativo e l’altro, è perseguitato dalle pause che diventano più brevi e le vibrazioni iridescenti più frenetiche. Un’ala resta bloccata. L’animaletto insiste e gira su se stesso che pare un trottolino. Il ronzio si arresta, il dorso è capovolto: le zampette mulinano invano la certezza della fine… Che suggestivo modo di morire! Sincopato come una visione parkeriana, un giro armonico portato oltre il limite della ragione – osservo affascinato.” ( Doppio Marlowe – uscita prevista maggio/giugno 2011).

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Ah, se sapeste quanti fan culture , registi, scrittori, musicisti, musicofili o semplici appassionati di jazz e di Charlie Parker ci sono stati e ci saranno ancora e sempre in tutto il mondo per “il moderno cubista”, “il buco nero che assorbe e vanifica la materia pulsante intorno a sé”, che commensurò la sua vita alla sua stessa leggenda!

Vi segnalo almeno un libro (un long-short-story) che dovete assolutamente leggere: “Il Persecutore” di Julio Cortazar – Einaudi (dove Charlie Parker è Johnny Carter e sua moglie Dédée, una donna di “cervello e di cuore”, come dice bene marta, che ringrazio per il suo commento estemporaneo, puntualissimo!

scritto da frank spada · 3 febbraio 2011, 08:44 · 

 

Non avevano l’aria d’essere buoni, i ventaglietti nella confezione del supermercato. Uno, il messaggio subliminale di Leila Mascano, secondo la fabbrica situata ad Asolo e in più il cognome della mia bisnonna, notato una volta portati a casa, e così li ho acquistati. Pessima qualità, come avevo intuito, con un sapore vagamente di frittura. Eppure ciò che proviene da Asolo mi attira sempre, perchè la bisnonna era nata lì e mio padre spesso ricordava che Eleonora Duse lì è sepolta.
Poi c’erano le figlie zitelle della bisnonna, le quali mi proibivano di girare un loro piccolo specchio posato sopra una mensola. Mi mettevano in guardia dalla vanità ricordandomi che in famiglia c’era una santa – in verità una Beata, fondatrice di un ordine religioso – che portava il mio stesso nome.

scritto da Dame mit Fächer · 3 febbraio 2011, 12:37 · 

 

Sì, di Santa Giovanna ho sentito parlare – una buona Signora, tutto sommato, altruista e molto generosa – ma di un certo Plinius Van Damme, sapete forse dirmi qualcos’altro, oltre al fatto che… capitò che una sera sentissi pà, piuttosto su di giri, che disse alla cara genitrice che Plinius Van Damm – un mio prozio – non era mai stato un depresso, ma solamente un pazzo come tanti altri. E mà… reagì e attaccò a dire che la sua famiglia era solo “diversa”, poi abbassò la voce e non sentii altro.
Originale come pochi, invece – ma questo lo scoprii molti anni dopo –, Plinius si era suicidato pattinando sul riflesso della superficie di un canale, in Olanda, disperatamente lucido e in piena estate”
(sempre in Doppio Marlowe )

scritto da frank spada · 3 febbraio 2011, 14:03 · 

 

Plinius che pattina sul riflesso della superficie di un canale, in Olanda, mi ricorda la “Leggenda del Tulipano”, dove si legge:
“Poiché era giovane, talvolta un comando impellente correva nelle sue vene, ma egli ne ignorava il significato, perché da quando si ricordava, era sempre stato solo, e così pensava – se pure pensava un futuro che non fosse l’immediato accadere dopo il presente – che sempre sarebbe stato.
Accadde tuttavia che un giorno, saltando senza motivo, in un impeto di felicità, un canale che scorreva quieto fra i verdi prati silenziosi che erano l’unico mondo da lui conosciuto, piombò in un mondo di bellezza che gli era ignoto: egli vide, spuntati tra l’erba sottile, fiori stupendi dai mille colori, aperti come ninfee, e sospesi su essi creature di luce, vestite di veli anch’essi dai mille colori, e con grandi ali leggere scintillanti d’argento, di quello scintillio che egli aveva scorto, nelle notti di luna piena, capovolto nei mille canali che attraversavano la sua placida terra.”
Nel mio blog ne ho fatto una versione in friulano, ma ne riporto anche il testo italiano e una foto di una fioritura nel mio giardino.
I tulipans

scritto da Dame mit Fächer · 3 febbraio 2011, 15:11 · 

 

@ Dame mit Facher – ...anche in friulano …ma allora lei ha conosciuto mio prozio! Mi perdoni la curiosità, ma non sarà che lei è una centenaria ultra centenaria che… la fata?
Cristo santo! Ci mancava anche questa adesso, ah povero me.
No, fortunati noi compare mio.
Le porgiamo i ns saluti cordialissimi, eccellentissimi, ...issimi più issimi quanto basterà a vegliare sulle ns vite.
Marlowe & Marlowe

scritto da frank spada · 3 febbraio 2011, 16:37 · 

 

Ci sono cose inimitabili, e i ventaglietti d’imitazione erano giustamente pessimi. Se Proust avesse mangiato le maddalenette del supermercato forse non avrebbe scritto la sua Ricerca. Ma poi, questi clonatori del supermarket clonano anche la frutta? Perché è di cartone anche quella ( ma almeno non sa di fritto…)Chiedo comunque perdono alla Dame.

scritto da Leila Mascano · 3 febbraio 2011, 21:56 · 

 

Mr. Frank, ci può stare che io Plinius l’abbia conosciuto o forse che io stessa sia stata lui. Consideriamo l’ipotesi che io fossi quel giovane che incontrò la regina Elisabetta I – antenata di Edoardo che lei vide a un tavolo del “Boschetti” – e che, dopo alcuni sonni, durati una settimana, mi sia svegliato donna. E’ un intreccio che mi affascina ma, chiaramente, l’ho preso a prestito dalla Woolf e dal suo “Orlando”. Non ricordo di essere stata nelle vesti di Marlowe perchè, in questo caso, non mi spiegherei la ricrescita dei calcoli alla cistifellea che presto dovrò operare. Laparoscopia, mi dice il medico.

scritto da Dame mit Fächer · 4 febbraio 2011, 06:49 · 

 

@ Dame mit Facher – Oddio! Dita incrociate / laparoscopie eseguite /asportazioni già avvenute / ricrescite… / oh, fate, dove siete?
NdR – Segnalo a tutti, con piacere, che il romanzo “Il Cargo dei cloni” del ns amico Piero Boi (che da molto tempo qui non si fa sentire) è stato recentemente pubblicato dalla Casa editrice Laura Capone e, cosa non da poco, su laura capone publishing, lo si può scaricare in carta ed e-book! In bocca al vento, anzi alle ali, Piero.

scritto da frank spada · 4 febbraio 2011, 08:08 · 

 

Piero Boi è davvero una persona piacevolissima, che oltre ad avere doti intellettuali e umane è anche uno scrittore fantasioso e originale, che si cimenta in vari generi. Cargo di cloni è un libro di fantascienza, scritto con grande fantasia, una lettura coinvolgente per gli amanti del genere ma, credo, anche una buona occasione per avvicinarsi ad esso da parte di chi invece per un verso o per l’altro se ne è tenuto distante.Piero ha pubblicato qui di tanto in tanto alcuni dei suoi Blues Mediterranei, dei versi colorati e leggeri che a me sono piaciuti moltissimo. Il libro, come ha scritto Frank, è edito da Laura Capone Editore lauracaponeeditore@gmail.com
Mi unisco a Frank nel fare gli auguri a Piero di tutto cuore. 

scritto da Leila Mascano · 4 febbraio 2011, 09:46

scritto da Leila Mascano · 4 febbraio 2011, 08:58 · 

 

Provo ancora a lasciare un messaggio. Fin’ora é andata buca.
Grazie a Frank e Leila per le segnalazioni del mio libro e per i commenti, anche troppo generosi. Chi avesse l’uggiolina di leggerlo, é pregato gentilmente di commentarlo senza peli sulla lingua, anche a costo di massacrarmi…
A presto, magari con un po’ di blues mediterranei !

scritto da Piero Boi · 4 febbraio 2011, 13:21 · 

 

Bentornato Piero Boi!
Quanto ai blues… attenzione, ché qui gira forte Yardbird e la roba pesante… beboppante?

scritto da frank spada · 4 febbraio 2011, 14:21 · 

 

Blues? Eric Clapton, Allman Brothers, i primi Blood, Sweat and tears…

scritto da maurizio · 4 febbraio 2011, 14:53 · 

 

@ maurizio – non mi dica che tira anche lei! Wonderful, my dear friend.

scritto da frank spada · 4 febbraio 2011, 14:58 · 

 

C‘é stato un grande complesso, gli Yardbirds appunto: “For your love” ecc
Qualcuno ricorda?
Ma in quanto a blues, l’ineffabile Ray Charles, Otis Redding, e gli Animals? e Chuk Berry, dove tutti hanno insuppato la pagnotta?
ma la lista non finirebbe qui…
Mi sento bene, come tornato a casa…

scritto da Piero Boi · 4 febbraio 2011, 16:45 · 

 

Eric Clapton? Mai avrei immaginato di vedere il suo nome su questo blog…Il mio idolo, da giovane…

scritto da paolo · 4 febbraio 2011, 18:42 · 

 

Gli Animals! Eric Burdon, una voce incredibile, “there is a house in New Orleans…they call of rising sun”...San Franciscan nights, When I was young…corro a riascoltarle, amici miei! E “For your love” insieme a “Shapes of things” degli Yardbirds fanno parte della colonna sonora della mia gioventù...

scritto da maurizio · 4 febbraio 2011, 18:48 · 

 

Si è fatto tardi – ora lascio il posto e vado a casa (lì, no computer) – per i nottambuli… scrivete quanto più volete, vi leggerete domattina.

scritto da frank spada · 4 febbraio 2011, 18:51 · 

 

So che a Bologna, e forse non solo lì, i calcoli li bombardano, senza dolore, si sente solo un tac un pochino impressionante; sono i calcoli che si disintegrano. Qualunque sia il modo scelto per liberarsene, un augurio affettuoso alla nostra gentile dama col ventaglio.

scritto da Leila Mascano · 4 febbraio 2011, 20:29 · 

 

Non c‘é calcolo che regga l’amicizia – non c‘é amore senza… tac-tac-tac… batticuore? Sì, Dame mit Facher, ma per i primi giorni niente tacchi, eh! Auguri.

scritto da frank spada · 5 febbraio 2011, 06:45 · 

 

Grazie, gentili amici, Leila e Frank.
Ho letto che la litotrissia biliare extracorporea mediante ultrasuoni, che frammentando i calcoli, è stata molto ridimensionata dall’avvento della colecistectomia per via laparoscopica.
Per il look post-operazione, Mr. Frank, ho pensato a delle scarpette basse come quelle indossate da Audrey Hepburn in Sabrina.

scritto da Dame mit Fächer · 5 febbraio 2011, 08:32 · 

 

Non chiedere nulla senza offrire qualcosa in cambio, altrimenti sarai solo un mendicante.
Questa frase, letta stamattina nel libro La ragazza e l’inquisitore di Nerea Riesco, ed. Garzanti, mi ha molto colpita. Vale anche per l’amore? E chi lo dà, gratis, è un prodigo imbecille? Rispondetemi per favore.

scritto da Leila Mascano · 5 febbraio 2011, 08:39 · 

 

@ Dame mit Facher – ho “telefonato” a pà, mi ha detto che Humphrey e William sono là con lui, che non avrò rivali – Ok, Marlowe will be at airport to… see you later!
@ Leila Mascano – secondo me è un sognatore, forse un miliardario, forse… un miracolato “imbecille” che accende lumini!

scritto da frank spada · 5 febbraio 2011, 09:18 · 

 

“Fuochi” è il titolo di una cartella contenuta nell’archivio di un pc. Contiene le lettere e le fotografie di due amanti. Una di quelle lettere è un riferimento alla Yourcenar e al suo “L’amore è un castigo. Siamo puniti di non aver saputo restare soli”.

scritto da Dame mit Fächer · 5 febbraio 2011, 09:56 · 

 

oh baby,
ogni Penelope che disfa e annoda
la sua tela di pazienza
meriterebbe in premio
almeno una presenza lontana e fedele,
ma la memoria si annebbia
e la tela cresce e sparisce, senza scopo
come macchina costretta d’abitudine…
...l’ultimo peschereccio della sera
attracca al molo, sfinito
dalle finestre occhi ansiosi
scrutano i volti consueti
per l’ennesimo sospiro di sconforto
“anche stasera, non torna…” 

da “blues mediterranei” 

scritto da Piero Boi · 5 febbraio 2011, 14:07 · 

 

“Mi sento bene, come tornato a casa…” ha commentato ieri Piero Boi alle 17/:45 – ...siamo contenti pure noi, io e il mio compare uniti in coppia ciclostile e tutti gli altri che si divertono riflettendo(si) i pensieri.

scritto da frank spada · 5 febbraio 2011, 15:05 · 

 

Segnalato da Carla Casazza – Torna il concorso letterario rivolto ai giovani esordienti Subway-Letteratura 2011. Per partecipare, gli autori – rigorosamente esordienti e under 35 – dovranno inviare i propri racconti o le proprie poesie entro e non oltre il 28 febbraio 2011 (farà fede il timbro postale) a: Subway Edizioni, Piazza Cadorna, 10 – 20123 Milano (Tel. 02 8054324).
Ndr – W comunque la gioventù di chi non l’ha mai persa!

scritto da frank spada · 5 febbraio 2011, 15:22 · 

 

Under 35? Non c‘è un posticino per un esordiente over 55 come me?

scritto da maurizio · 5 febbraio 2011, 15:44 · 

 

Bentornato, Piero, con i tuoi blues mediterranei, percorsi tutti da un brivido di vento, libeccio o maestrale, a gonfiarne le vele.
Un saluto a un po’ di amici messi a dura prova dall’influenza, che così cattiva e maligna non si era vista da un pezzo, per fortuna pare che si soffra molto, ma è tutta scena, ché veri danni non ne infligge, e alla fine di tante sofferenze ci si ritrova più magri, almeno d’una taglia e di due buchi alla cintura.
Noto con piacere la tendenza dei giornali a scrivere “il conducente, un giovane di quarant’anni…” e “la giovane, Silvana S., di 43 anni…” Sospirano di sollievo gli ultraquarantenni, l’orribile età di mezzo è scongiurata ancora per un po’( La mezza età, l’altra mezza non si sa… diceva Marchesi, infatti per lui l’altra mezza neppure si è vista, poveretto.)Propongo ol calcolo addizionale dell’età: Quanti anni anni hai? Trentasette e cinque. Che fa sempre 43, ma suona meglio. E infine, porca miseria, l’Italia è il paese dove, in barba alla privacy, si esibisce di più al mondo la carta d’identità e il codice fiscale, sicché anche quello che viene a ripararti la caldaia deve sapere quanti anni hai.Così magari, come alla madre di un’amica, uno può sentirsi dire: Caspita, signò: gliene davo dieci di più!Anche la madre dell’amica al tizio: di galera.

scritto da Leila Mascano · 5 febbraio 2011, 21:14 · 

 

Caspita, signò!
Ma lei, cara Leila, di questa davvero cattivissima influenza ne ha solo sentito parlare o… tutta scena? Immagini qualcuno “figurato” da anni, tanti anni, come un’acciuga, dove diavolo va a cercarsi qualche taglia in più o… due buchi alla cintura? Ma Cristo santo! Ma mi faccia il piacere, ché qui di buchi in vita non ne vedo e, comunque, un’acciuga con la cintura… cose da pazzi!

scritto da frank spada · 6 febbraio 2011, 07:45 · 

 

Trentasette e cinque? Ma qui torniamo al discorso sull’influenza, Leila…ahahah. Personalmente ne avverto 29 (e 30) ma in effetti non sono mai cresciuto…

scritto da maurizio · 6 febbraio 2011, 10:10 · 

 

Ah, ma allora non si hanno orecchie per sentire i vari “Beato lui/lei, magro come un’acciuga!” Se ne deduce che l’acciuga è ammirata, desiderata, la si vuole con la cintura o senza, ma soprattutto, dicono, vestita d’azzurro, come vuole appunto la sua definizione di pesce azzurro.

scritto da Leila Mascano · 6 febbraio 2011, 10:26 · 

 

@ maurizio – un bambino all’incirca più giovane di me? Che gioia, loro (gli altri/e) non sanno che abbiamo una vita davanti a noi.
Eppoi, se l’età è un numero, beh, il suo… buona domenica e fra dieci anni, giusti giusti, continui a trastullarsi a dovere, ché siamo giovani e in forza, per ora.
@ Leila – qui, dalle mie parti, il cielo è azzurro e non piove, talché... farebbe anche rima.

scritto da frank spada · 6 febbraio 2011, 10:45 · 

 

Non dimentichiamo che siamo esseri eterni e dal fisico…ricambiabile, per cui siamo noi anziani anagraficamente che col tempo andiamo avvicinandoci all’infanzia, mentre chi è giovane se ne allontana sempre più! E quindi, come se dice a Roma, “ariconsolamose co’ l’ajetto”...

scritto da maurizio · 6 febbraio 2011, 11:10 · 

 

Da poche ore è online un’intervista che ho rilasciato alla giornalista Carla Casazza – link text
e c‘è già qualcuno che si chiede se vi siano degli degli “errori!
Dannazione! Il “travisamento” di alcune risposte è voluto, altrimenti Frank Spada sarebbe stra-normalmente-capito!
Cari amici, signore e signori, diamine! Vi metteremo a posto noi, iolui con Doppio Marlowe, vedrete, vedrete…. anzi leggerete travisando a piè sospinto.

scritto da frank spada · 7 febbraio 2011, 10:14 · 

 

Per rendere ancora più asciutta l’asciuttezza e per non smentire Frank Spada che sostiene di essere un tipo asciutto come il duca di Windsor, noto che The Big Max M. – che fa commenti all’intervista di Carla Casazza – ha tolto all’asciuttezza una t – per l’appunto – Sarà una costola o una spina della lisca dell’acciuga?

scritto da Dame mit Fächer · 9 febbraio 2011, 11:51 · 

 

Ho letto l’intervista e ho apprezzato molto le risposte, assolutamente non convenzionali. Quanto al Big Max e il mistero della T scomparsa, proporrei come sottotitolo Una faccenda spinosa.

scritto da Leila Mascano · 10 febbraio 2011, 17:22 · 

 

Ah! Che meraviglia dialogare con due Signore come voi, care Dame mit Facher, Leila Mascano: battute pronte, suggerimenti da non sottovalutare …mi chiedo cosa sarebbe questo blog senza di voi! Rose, rose… senz’altro due dozzine, le più care.

scritto da frank spada · 10 febbraio 2011, 18:50 · 

 

oh baby,
piccolo arnese di Provenza
al cui seno ho appeso rose canine
cosi’, per misurare un incontro
e poi il solito addio
che mai nessuno vuol dire per primo,
scivolando nello stagno a fine estate
tanto per essere assoluti e trasparenti
cercando intorno i segni irripetibili
di un momento casuale ed unico…
...quella casa di gnomi, finestre a cuore
dopo l’amore in brande a castello
la distanza era enorme,
nella mia insonnia ti stuzzicavo
ma russavi come una lontra sfinita dai bagni…
baby, vorrei quei madrigali
che pizzicavi su una cetra celtica
quando la malinconia ti mordeva le ossa
e i capezzoli rosa-latte che ammiccavano
da una trina di Fiandra
come per farmi restare, ancora un po’...

da “blues mediterranei” 

scritto da Piero Boi · 11 febbraio 2011, 05:07 · 

 

E’ davvero una faccenda spinosa, Mr. Frank, perchè io, da bambina, arrivavo a litigare con mia madre e mia nonna per l’uso friulano di chiamare “garoful” la rosa e “sclopon” il garafano, perchè dicendo “lis rosis” s’intendono tutti i fiori.
Così, in barba ai dettami friulani, io la poesia di Dino Campana, dedicata a Sibilla Aleramo, l’ho tradotta a modo mio.
In un momento

scritto da Dame mit Fächer · 11 febbraio 2011, 11:16 · 

 

Campane a parte – e Orfeo suadente l’abbandono – l’umidità serale ci consiglia di coprirci, contare i battiti del cuore, sognare, sognare… Domattina – fanciulle care – agghindatevi per bene, uscite a passeggiare, noi faremo tardi, ci sbarberemo… chissà, forse dimenticando chi è scomparso in un momento.

scritto da frank spada · 11 febbraio 2011, 18:25 · 

 

Rubo l’incipit trovato oggi su Riaprire il fuoco in relazione a un commento di… nient’altro.
“Non è più il tempo di scrittori come…” quando… no, troppo banale, una volta… ancora peggio, e allora?
Caspita – non riesco a proseguire – e pensare che di tempo per dormire… proverò a contare lucidamente estetico, finché, eticamente assonnato, ronferò (se ne trarrò vantaggio, riferirò).

scritto da frank spada · 12 febbraio 2011, 18:21 · 

 

Alla prima delle sei “tornate” del concorso “Scrivi con lo scrittore” (v. post E. Bianciardi su Riaprire il fuoco – 21 gennaio 2011) vedo già iscritti ben 43 racconti: in bocca al lupo a tutti e in particolare a due scrittrici che conosco e ai loro racconti che ho appena letto, mi hanno divertito, in parte commosso, partenopei in parte e… giovedì 17 ci sarà la prima serata/votazione e il giorno dopo, anche noi, semplici lettori, conosceremo la prima terna dei 18 racconti che saranno pubblicati a stampa.

scritto da frank spada · 14 febbraio 2011, 09:33 · 

 

L’onda verde in ordine alfabetico: Algeria, Bahrein, Egitto, Giordania, Iraq, (Iran?), Libia, Marocco, Tunisia… e poi?
Beh, a Lampedusa sono c… nostri, il presidente Van Rompuy (domani) riunirà l’Europarlamento e il mondo… in pezzi!

scritto da frank spada · 15 febbraio 2011, 10:23 · 

 

“La scelta” dei “Passi nella nebbia” è “Fulgida stella” in “Venti giorni” di “Velluto nero” per “Amelia” – sembra uno scioglilingua “Scritto sull’acqua”, mentre invece è il libro appena uscito, nero su bianco, della scrittrice/giornalista Carla Casazza – complimenti e auguri ad un’amica che ci è cara.
link text

scritto da frank spada · 15 febbraio 2011, 14:48 · 

 

Vi ho lasciato a fine gennaio… caspita quanto scrivete. Tenere il passo… meglio venire qui più spesso.
La casualità di un nome e leggo che Carla Casazza… congratulazioni alla scrittrice, intanto, acquisterò senz’altro il libro: “vivere un amore definitivo” è un’attrazione irresistibile per tutti, credo.
Grazie per la segnalazione, Frank.

scritto da amelia · 15 febbraio 2011, 18:42 · 

 

Grazie Frank, troppo buono e grazie anche ad Amelia, ma non ti fidare troppo dell’amore definitivo :-)

scritto da Carla · 15 febbraio 2011, 19:21 · 

 

Dimenticavo: a chi acquisterà/leggerà/cercherà/sfoglierà il libro vorrei fare notare la bellissima copertina realizzata dall’illustratrice Isabella Paglia che ha saputo interpretare meravigliosamente lo spirito della raccolta

scritto da Carla · 16 febbraio 2011, 09:51 · 

 

Passo per un saluto… ammetto che a volte vorrei questo cannocchiale. La cosa mi ricorda molto la favola della cicogna ubriaca, che sbaglia nel portare i bimbi alle famiglie “giuste”.

scritto da occhidinotte · 16 febbraio 2011, 12:11 · 

 

@ occhidinotte – questo cannocchiale è di tutti, quindi anche suo. Giusto?
Ben arrivata!

scritto da frank spada · 16 febbraio 2011, 17:03 · 

 

Questo è il bello di un blog, di questo in particolare, che lo sentiamo nostro e quando ci passiamo ci pare di essere a casa. Sensazione di benessere, insomma…

scritto da marta · 16 febbraio 2011, 18:24 · 

 

Costeggio le mura latine sotto una pioggerellina fitta e minuta nell’aria pungente del primo mattino, che ieri sembrava primavera, ed oggi è grigio che più non si può, una galoppata di nuvole che vanno a impigliarsi nelle statue di santi che decorano la basilica di S.Giovanni.Meglio così, quando il vento le porta da quella parte pare che venga poi il bel tempo. Le otto del mattino, e visto il tempo e il posto isolato, dalle parti di Porta S.Sebastiano, dove in piena città si snoda l’Appia Antica col suo profumo di campagna,passa qualche macchina e a piedi trovo solo qualche cane col padrone che trotterellano insieme di buon passo. E’ allora che si materializza un uccello, più snello e un po’ più piccolo d’una gazza, ma più grande d’un passero. E’ nero, dal piumaggio brillante, e con un colpo di ventaglio apre una coda rosso fiamma che mi lascia stupita. Emette una specie di piccolo grido, e saltellando mi segue, eh sì, ce l’ha proprio con me. Lo so, può sembrare un’invenzione poetica, ma a me sembra, anzi ne sono sicura, che l’uccello voglia giocare. Mi sfida, saltella, vola via, ritorna, e questo per cinque minuti buoni, che sono tanti di fronte ad un miracolo simile, e alla fine io, che sono di pessimo umore, rido. Grazie, uccellino misterioso, piccolo Arlecchino alato, grazie. Grazie per avermi scelto come compagna di giochi…ecco, è proprio come se m’avesse corteggiata un angelo.

scritto da Leila Mascano · 16 febbraio 2011, 21:39 · 

 

Consapevole fra intendimento / spazio / rientro / sosto / il gioco.

scritto da frank spada · 17 febbraio 2011, 07:13 · 

 

“Cutrettola!”
Mi torna in mente questo nome che dice tutto sullo spettegolare di una fanciulla spetezza, che Shakespeare amo’ tanto, da inserirlo in una sua piece, non ricordo più quale…

scritto da Piero Boi · 17 febbraio 2011, 08:57 · 

 

Grazie, Piero, per la precisazione. Penso però che più che cutrettola, il cui piumaggio è bruno e giallo, potrebbe trattarsi di un codirosso, col carattere come si è visto gaio e pettegolo di una cutrettola.

scritto da Leila Mascano · 17 febbraio 2011, 09:57 · 

 

Leila Mascano, sappiamo che conosce un ornitologo, diplomatosi in musica, che impiega l’entomologia oltre il limite della ragione. Non sarà che Charlie Parker… un angelo? Ora guardo, ascolto, poi le riferirò.

scritto da frank spada · 17 febbraio 2011, 11:22 · 

 

Ho una sintonia speciale con le creature alate,e inoltre un tempo amavo la botanica e avevo una voliera di uccelli esotici, che curavo personalmente. La musica è stata un grande amore, sicché l’unico che scomodo talvolta è il mio pazientissimo angelo custode, con inopportune richieste.

scritto da Leila Mascano · 17 febbraio 2011, 12:52 · 

 

Devo dire che ho una particolarità, che ho registrato fin da bambina:gli animali, e particolarmente gli uccelli, si lasciano spesso avvicinare da me, e certe volte sono loro a venirmi vicinissimi, come i passerotti che qualche volta vengono a beccarmi le briciole in mano in primavera, quando ordino qualcosa al Pincio, o in un luogo all’aperto, cosa che non accade con le altre persone sedute ai tavoli, e che non è la regola, ma talvolta è accaduta.

scritto da Leila Mascano · 17 febbraio 2011, 13:00 · 

 

@ Leila Mascano – un incontro al Pincio, in primavera? Mi affido a un angelo perché mi porti in volo e quanto prima accenderò un lumino – meglio due, vero cara amica?

scritto da frank spada · 17 febbraio 2011, 15:07 · 

 

Grandissima prova fornita or ora da Benigni al festival, grande commozione nel ricordo dei giovanissimi che fecero l’Italia spesso a costo della loro vita. Nel ricordo di loro, solo di loro e del loro nobile idealismo, perché purtroppo nei fatti si trattò più che altro di una annessione da parte del Piemonte…

scritto da maurizio · 17 febbraio 2011, 22:23 · 

 

Gli uccelli, specialmente i piccoli volatili, non aquile o sparvieri ma passeri, pettirossi, cardellini, sembrano appartenere insieme al cielo e alla terra, messaggeri di gaiezza e innocenza. Basta un ritorno di freddo e ne troviamo qualcuno irrigidito, una piccola cosa di piume che pure è stata gioia e bellezza. Anche i bambini sono come i passeri, quando giocano insieme o sciamano all’uscita della scuola, e in certi momenti le madri rabbrividiscono senza un perché,e li cingono col braccio, quasi a volerli proteggere da quella folata fredda che ogni tanto