Il Cannocchiale a rovescio 5

NewYork-2008 ©Frank-Spada
NewYork-2008 ©Frank-Spada

 

Niente di nuovo lungo strada.

Commenti: 431
  • #431

    Frank Spada (mercoledì, 06 maggio 2015 09:12)


    Mille e mai plui Mil

    Udine / 6 maggio 1976 - 6 maggio 2015 / Friuli

  • #430

    Frank Spada (venerdì, 01 maggio 2015 11:26)


    W il primo Maggio friul-veneto-giuliano!

  • #429

    Frank Spada (giovedì, 30 aprile 2015 17:15)


    Black & White

  • #428

    Frank Spada (martedì, 28 aprile 2015 08:05)


    Internet è un gira/vuoto che impasta gli occhi con le orecchie, mostrando le solite note delle spese mattutine, tabacco comprese.

  • #427

    Frank Spada (domenica, 26 aprile 2015 18:40)


    Ma quanto idioti siete?

    Potrei elencarvi uno a uno o tutti in blocco, niente di più facile chiacchieroni a vuoto !

  • #426

    Frank Spada (mercoledì, 22 aprile 2015 18:15)


    Sarà vero oppure no?
    Mah!

  • #425

    Frank Spada (domenica, 12 aprile 2015 19:09)


    E la pallina gira che è un piacere

  • #424

    Frank Spada (mercoledì, 01 aprile 2015 14:32)


    Quintetto quasi standard

  • #423

    Frank Spada (venerdì, 20 marzo 2015 19:32)


    Ne passano di giorni nel trambusto di chi apre gli occhi sul cuscino, guarda e poi se ne va via inseguendo i pensieri che gli tamburellano le tempie per rilassarsi il fiato; non certamente il fato che lo aspetterà così come stabilito dal divino creatore e suo fratello - gemello in quanto pari per incredulità e felicità nello svegliarsi ogni mattina per visionare e trascurare l'obiettivo di approfondire la vaghezza discorsiva, direi professorale se non fosse che l'oralità è consorella della garganella, con cui i redattori delle testate nazionali, provinciali, comunali e via dicendo bevono beati ad ogni fontanella ordinando quello buono della bettolina più vicina, messa in vista dalla botticella che, siccome pesa, non trova spazio sotto ascella perché il malcostume dilagante impone la buona educazione di trascurar chi tace e ridere di sé, e di quell'altro che dice che non c'è e invece... altroché se c'è!

  • #422

    Frank Spada (domenica, 15 marzo 2015 20:17)


    Tema: Oggi vi racconto un dì di festa.

    Svolgimento: L’uomo racchiuso in un paesaggio che a sua volta lo comprende, Il Maxi schermo che nasconde – Senza tendone – Al di qua di una vetrina, All’apparir del sole…

    Voto: Google Plus ha retrocesso un dilettante.

  • #421

    Frank Spada (sabato, 14 marzo 2015 19:02)


    Chi ama gli alberi ama il mare

  • #420

    Frank Spada (mercoledì, 11 marzo 2015 12:34)


    Il passato è enorme e il futuro cortissimo

  • #419

    Frank Spada (domenica, 08 marzo 2015 12:28)


    No sêstu strac di stâ lassù parsore
    No âstu ancje tu las ales
    E alore svole

    Non sei stanco di stare lassù in alto
    Non hai anche tu le ali
    E allora vola

  • #418

    Frank Spada (domenica, 01 marzo 2015 08:06)


    Udine si sveglia

  • #417

    Frank Spada (domenica, 22 febbraio 2015 12:19)


    Il mondo in Rete è una toccante dimostrazione di solerte attività nel riconoscere che il tempo cambia in fretta e che chi copia mente.

  • #416

    Frank Spada (lunedì, 16 febbraio 2015 17:39)


    E' lunedì e già mi piaci

  • #415

    Frank Spada (domenica, 08 febbraio 2015 18:37)


    Ci provai solo una volta

    Il cicalino al polso vibra luminoso – slip, reggiseno e indosso la tuta d’ordinanza. Salgo sul vagoncino, affronto il tunnel muovendomi nel silenzio di una notte spaziale che dura tutto l’anno.
    Sono qui da nove mesi ruotanti il tempo sugli schermi e aspetto il cambio a breve. Siamo in due – compreso il mio compagno. È arrivato con la vettovaglia fresca dell’ultima navetta e passa i turni di riposo a leggere fumetti, e a divorare merendine chiuso nella sua cabina.
    Diversi anelli attorno alla centrale di comando e arrivo all’incrocio del binario principale con quello che porta alla dispensa viveri. Il vagoncino s’arresta in automatico: il sensore segnala qualcosa sul binario. Le luci d’emergenza si spengono di colpo. Non è la prima volta che... Scendo, muovo qualche passo in là nel tunnel... Cristo! L’ingombro è il suo corpo che sobbalza, il ventre che si squarcia e vomita tentacoli, la bocca... vischiose cartine di stagnola. La pila incorporata con il casco saltella impazzita lungo le pareti. Provo a riavviare il propulsore sbloccando l’automatico: la testa si stringe in una morsa, il vagoncino non si muove. Un violento capogiro per la nausea e frantumo la visiera contro il pavimento. La luce si spegne: buio totale! Striscio via a ritroso verso l’armadietto dell’allarme generale; soffocando con i guanti una vibrazione che corre sui pannelli, che si avvicina lancinante di titanio lungo il binario. Proviene da quel corpo dilaniato; diventa un ticchettio stridente sempre più forte. Ora lo sento anche nel buio senza dimensioni che mi precede stando dietro. Sembrano mandibole schiantanti l’immaterialità dell’aria nei condotti. Il frastuono arriva da entrambe le direzioni; il tunnel, in questo tratto, non ha sbocchi. Pupille dilatate, abbagliate dall’oscurità; mi rinserro nel terrore urlan... Scranch, scranch, scranch...

    Ottobre 2009

  • #414

    Frank Spada (sabato, 07 febbraio 2015 12:32)


    La panchina del Cavalier Giangiacomo Bolozzo

  • #413

    Frank Spada (martedì, 03 febbraio 2015 15:29)

    La 500 della prof a San Daniele del Friuli (Italia / Ud)

    La 500 rossa della prof, spinta da tre ragazzini sudaticci, rotolava senza rumore l’asfalto sulle ruote lungo il mezzodì di una giornata di fine giugno, in una cittadina collinare dell’Italia del nord-est, calda come la fine della scuola.
    Guida mirata in fondo a un viale, una donna giovanile — chincaglieria di prim’ordine sotto una t-shirt, pantalone giù di vita e occhi nero fuoco — voleva raggiungere il distributore di benzina Agip, trovare aiuto da chi forse s’intendeva di motori, arrivare a casa, togliersi via le impronte degli sguardi appiccicati sui vestiti tesi dalle forme, e riunirsi alla famiglia: un marito, tre figlie e un cane.
    I tre studenti, che avrebbero fatto qualsiasi cosa per accontentarla, piegati per lo sforzo imprecavano il divino in dialetto friulano perché quel distributore non avanzava; mentre lei, la bella mora, gomito appoggiato al finestrino e occhi attenti a mettere a fuoco le ciglia, schiudeva le labbra umettando il colore naturale rosso-fragola e, tra un balzo in là e un altro indietro, seduta sopra un fondo schiena delizioso: — Su ragazzi, qui c’è un po’ di salita, datevi da fare, altrimenti dovrò chiedere aiuto a qualcun’altro! — diceva per incoraggiarli. I tre, in mente i sogni spasimanti lasciati sotto il banco, spinsero a fondo. Respiri all’unisono e arrivarono sotto la pensilina. Si scambiarono in silenzio gli occhi luccicanti, soddisfatti: la promozione era a portata di mano. Rivolsero alla prof tre saluti e un inchino e corsero alla fermata dell’autobus. Lei li salutò con uno sventolio di mano.
    Un sorriso al benzinaio — un robusto giovanotto che stava chiudendo per la pausa pranzo — e lei chiese: — Che ne direbbe di dargli un’occhiatina, gliela lascio volentieri e torno verso sera?
    — No, no... vediamo subito! — rispose l’uomo ripassando il da farsi agli occhi e spinse la vetturetta dentro la rimessa.
    Lei lo seguì dicendogli che la 500 era di suo marito, un insopportabile fanatico che la lasciava sempre sola per inseguire il vanto di raccogliere medaglie — lei voleva dire cianfrusaglie, ma si trattenne — frequentando i raduni d’auto d’epoca, una domenica sì, e l’altra anche, in giro per le province attorno. Il benzinaio simulò indifferenza e lei aggiunse che il marito gliel’aveva imprestata dopo mille raccomandazioni. Poco dopo, trovato con sveltezza il guasto — serbatoio vuoto e indicatore fermo al mezzo pieno — l’uomo tenne per sé quanto riscontrato. Disse alla signora che veniva subito, uscì fuori, appese un cartello con scritto “Chiuso per manutenzione”, rientrò e abbassò la serranda oliata senza far rumore.
    Dopo un lavoro fatto con passione, mise un po’ di benzina nel serbatoio e si fece pagare 200 euro — senza ricevuta — per una bobina in ordine che confessò di aver sostituito, senza che lei chiedesse altro.
    Quando la 500 della prof ripartì a motore acceso, i tre ragazzi avevano finito di pranzare, di prepararsi per l’interrogazione del giorno seguente ed erano andati a morose — lei, invece, arrivò a casa all’imbrunire, quando l’aria si era rinfrescata. Si sentiva languida, odorosa di benessere come non mai e di buon umore.
    A cena, però, non perse l’occasione di brontolare con il marito perché la 500 era rimasta in panne e aveva perso il pomeriggio per riparare il guasto. Aveva cambiato la bobina al distributore di benzina, vicino a scuola, gli disse quasi sbraitando, aspettando di sentirsi dire grazie. L’uomo impallidì di colpo, tossendo, e provò un forte senso di vertigine. La maggiore prese a battergli la schiena, le sorelle a ridere, e la donna si limitò a dirgli di mangiare con più educazione. Qualche istante e lui si alzò da tavola, mise il guinzaglio al cane e uscì. Lei non gli badò.
    L’indomani, il professionista — un commercialista che passava spesso le serate in ufficio — lasciò in garage il Suv e andò al lavoro con la 500. Si fermò con il motore acceso in quel distributore e quando l’addetto si avvicinò per servirlo, gli ghignò un sorriso silenzioso, scuotendo il capo. Questi lo guardò senza capire e si rimise al sole con un giornalino in mano. Poi l’altro ripartì.

    Qualche mese dopo, quel benzinaio fu trovato massacrato, deturpato orribilmente.
    Unici indizi in mano agli inquirenti: il poveretto aveva molte donne e le amava con passione esercitata.
    Chissà se qualcuno indagherà sul fatto che una 500 d’epoca può profumare più di un amore ormai stantio e far venire le vertigini al proprietario, in questo caso un tizio geloso che altri le alzino il cofano?
    Nella cittadina, ora gira voce che i mariti litigano più spesso con le rispettive mogli — talvolta anche con quelle degli altri — preoccupati per un distributore Agip ancora chiuso.

  • #412

    Frank Spada (sabato, 31 gennaio 2015 18:35)


    M come Mask

  • #411

    Frank Spada (mercoledì, 28 gennaio 2015 18:31)


    Luna spaziale e Stan Kenton ci manda su di giri

  • #410

    Frank Spada (mercoledì, 28 gennaio 2015 09:34)


    Ricordando Frank Lloyd Wright

  • #409

    Frank Spada (venerdì, 23 gennaio 2015 12:08)


    Le pietre di nessuno ringraziano Sam Spade, J. A. (Mr. John Atta) e Giovanni Tavoschi

  • #408

    Frank Spada (domenica, 18 gennaio 2015 17:55)


    Gocciato blu

  • #407

    Frank Spada (sabato, 17 gennaio 2015 12:42)


    Today is almost raining / Tant'è che lo confermo

  • #406

    Frank Spada (giovedì, 15 gennaio 2015 10:38)


    Miniassando Edward Hopper

  • #405

    Frank Spada (venerdì, 09 gennaio 2015 18:39)

    Lo rispolvero perché così mi va.

  • #404

    Frank Spada (mercoledì, 07 gennaio 2015 18:04)


    - Resomi conto di ho guardato chi chiedendogli cosa serve avere un blog?

    - E lui mi ha detto testualmente che gli serve per spargere la voce e tenere in vista i propri scatti.

  • #403

    Frank Spada (lunedì, 05 gennaio 2015 18:12)


    Anticipando un tempo...

  • #402

    Frank Spada (domenica, 04 gennaio 2015 12:53)


    Se vuoi sederti aspetta, riposati e lascia perdere ciò che non capisci.

  • #401

    Frank Spada (giovedì, 01 gennaio 2015 20:01)

    Oggi è il primo e l'ha saputo Ferguson, e Kenton ha informato H. Whitish

  • #400

    Frank Spada (martedì, 23 dicembre 2014 09:01)


    AUGURI DI SERENE FESTIVITA' A TUTTI TUTTI !

  • #399

    Frank Spada (sabato, 20 dicembre 2014 12:06)


    Sì, lo ammetto, sono un dilettante per diletto

  • #398

    Frank Spada (venerdì, 19 dicembre 2014 15:49)


    L'oblò emblematico

  • #397

    Frank Spada (domenica, 14 dicembre 2014 18:18)


    Ora sgancia gli occhi e avvitali qui

  • #396

    Frank Spada (martedì, 09 dicembre 2014 17:20)


    La luna e il minareto

  • #395

    Frank Spada (sabato, 06 dicembre 2014 11:19)


    Tutti là, fin dall'inizio

  • #394

    Frank Spada (mercoledì, 03 dicembre 2014 12:42)


    Un racconto per Natale, (e una domanda)

    Proviamo a immaginare di essere un’altra volta sul Golgota, e di sentire una voce che prima ci spiega l’antefatto (come la credenza ha voluto raccontarci) e poi il fatto (che aggiorna l’antefatto secondo la volontà che il figlio del Creatore ha scelto come variante per aiutarci): un sacrificio generoso, che ha ideato per mettere in scena una nuova storia davanti al mondo, per liberarlo dalla sofferenza del sentimento di colpa perpetuato lungo i secoli contro il destino dell’uomo, e la ragione che ci tormenta, e i pensieri indirizzati al senso della vita; e della morte – che ci aspetta fin da subito, appena fuori dall’infanzia (appena apriamo gli occhi sul futuro).

    E Lui, il predicatore, tornato sulla terra per aiutarci, che questa volta si è inchiodato da solo, prima i piedi, e la mano sinistra dopo, davanti a noi, e martellando i chiodi contro la croce ci chiede di battere l’ultimo chiodo, fuori per fuori, attraverso quella mano che lasciandoci ci benedice con il segno della Croce. E allora, cristiani – anni dietro i mesi fra un po’ sarà Natale –, perché non inchiodarlo subito sul tronco dell’albero, quel bambinello che arriverà dal cielo cavalcando una cometa, prima che si faccia uomo misericordioso per perpetuare l’umana sofferenza inutilmente (o forse è meglio lasciarlo in quella stalla, con sua madre vergine e un padre che non è suo padre, e continuare ad abbellire i rami del pino artificiale con le palline colorate maledicendo il mondo che va avanti)?

  • #393

    Frank Spada (martedì, 02 dicembre 2014 10:36)


    Ieri come allora

  • #392

    Frank Spada (mercoledì, 26 novembre 2014 17:19)


    Guarda che sono in tre...

  • #391

    Frank Spada (domenica, 23 novembre 2014 17:39)


    È bello seguire chi inventa cosa o pressappoco quasi 

  • #390

    Frank Spada (mercoledì, 19 novembre 2014 18:25)


    Colmo fino all'orlo

  • #389

    Frank Spada (martedì, 18 novembre 2014 09:47)


    Buongiorno Valentina, la sua presenza è un invito a continuare!

  • #388

    Valentina Contarino (lunedì, 17 novembre 2014 23:48)

    15 minuti alla fine del 17...
    che questo è numero che a dispetto di quel che si dice
    è assai fortunato.
    Io ho una nuova postazione, torre Velasca alla spalle custodisce le brame
    del mio cuore... la Madunina mi salva l'anima...
    la mente... quella... lavora... di nuovo nuovamente. La toga quella, manca poco ormai che l'abbia su misura.
    Saluti.

  • #387

    Frank Spada (lunedì, 17 novembre 2014 18:16)


    Questo post l'ho dedicato, con stima e affetto !

  • #386

    Frank Spada (venerdì, 14 novembre 2014 18:54)


    Portare con sé l'indispensabile è illuminante !

  • #385

    Frank Spada (venerdì, 14 novembre 2014 12:18)


    Ringrazio Google che mi suggerisce di indicare le località dove ho scattato la maggior parte delle fotografie più recenti.

  • #384

    Frank Spada (domenica, 09 novembre 2014 11:46)


    I advanced with straight into the dark forest, for the left-handed is harnessed excited, and I found myself with a bedroom on the finger imprisoned for life.

  • #383

    Frank Spada (mercoledì, 05 novembre 2014 11:28)


    Sì, ammettiamolo.

  • #382

    Frank Spada (martedì, 04 novembre 2014 10:19)


    Non sarà la compulsione idiota di chi scrive usando ancora carta e calamaio o quella di colei che pare giuliva a piè sospinto, che mi prende in rete, gente!