Rileggere o non rileggere, questo è il problema

Se leggere può essere un piacere, rileggere sa diventare una tale libidine che già il pregustarla è sufficiente a farci sentire meglio. Capita tuttavia spesso che la rilettura venga di continuo posposta, per la ragione che non abbiamo tempo, che la vita è troppo breve, che la nostra libreria trabocca di pagine mai lette che ci implorano di essere finalmente scelte, eccetera eccetera; ma anche perché in fondo ci spaventa un po’ lo spauracchio di una delusione.

Forse già nel ricordo alcuni libri cominciano a corrodersi, e nutriamo il sospetto che non farebbero più per noi. Che è quasi come rinnegare un amico, per cui un po’ da schifo ci fa sentire, ma poiché anche questo succede non è il caso di sentirsi troppo in colpa.

 

Ecco allora una lista di libri che vorremmo provare a rileggere.

Chi vi scrive ha un po’ il terrore che “Per chi suona la campana” potrebbe passargli sotto gli occhi senza la forza romantica (era forza romantica?) che ebbe al tempo, ma è quasi certo che “Il gattopardo” non potrebbe che rioffrirglisi come lo splendido libro che un paio di decenni fa gli parve. E Allan Poe? Sarebbero ora quei racconti così densi di atmosfera qualcosa di innocuo o dimostrerebbero di avere conservato quel fascino gotico che la letteratura ci assicura immortale?

C’è qualcosa di esaltante ma anche di penoso in questi ricordi, affogati nella saudade da lettore che teme di avere perduto la propria innocenza se ripensa a quell’età dell’oro in cui c’era così tanto da scoprire, o forse solo molto più tempo da dedicare all’ingrato compito di amare questa montagna di libri di cui non arriveremo mai a scorgere la vetta.

Ma adesso parlateci di voi, psicanalizziamoci così, senza pudor.

 

Ecco alcuni autori e titoli alla rinfusa.

Maestro e Margherita, Memorie di Adriano, Lolita, Relazioni pericolose, Kundera, Hrabal, Shakespeare, Dante, Gattopardo, Per chi suona la campana, E A Poe, Una vita violenta, Pinocchio, L’elisir del diavolo (Hoffmann), La coscienza di Zeno, Il fu Mattia Pascal, Senza famiglia (Malot), Delitto e castigo

 

di Sergio Calderale

 

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